Abbazia di Sant'Agostino a Canterbury

L'abbazia di Sant'Agostino è un'abbazia benedettina situata a Canterbury, nel Kent, Regno Unito. Questo sito, oggi patrimonio dell'UNESCO, ospita i resti di sant'Agostino di Canterbury ed è un luogo di grande importanza storica e architettonica, offrendo uno sguardo affascinante sul ricco patrimonio monastico dell'Inghilterra. Fondata nel 598 d.C., l'abbazia rappresenta una testimonianza della prima cristianizzazione dell'Inghilterra anglosassone e dell'eredità duratura della vita monastica.

Mappa o infografica che mostra la posizione dell'Abbazia di Sant'Agostino a Canterbury e il suo contesto storico.

La Missione di Sant'Agostino e la Fondazione dell'Abbazia

La storia dell'Abbazia di Sant'Agostino ha inizio con la missione evangelizzatrice di Sant'Agostino. La Gran Bretagna, evangelizzata fin dai tempi apostolici, era ricaduta nell'idolatria in seguito all'invasione dei Sassoni nel V e VI secolo. Questa situazione iniziò a cambiare quando il re del Kent, Etelberto, sposò Berta, figlia del cristiano Cariberto, re di Parigi. Ella, portando con sé il cappellano Liudhard, eresse una chiesa a Canterbury, dedicandola a San Martino di Tours. Etelberto, sebbene pagano, si dimostrò tollerante e permise alla moglie di adorare il proprio Dio, consentendole di organizzare una piccola comunità con sacerdoti.

Nel 597, Agostino arrivò in Inghilterra, inviato da papa Gregorio I per quella che oggi viene chiamata "missione di risveglio". Il re Etelberto, interessato al nuovo culto, aveva chiesto al Papa San Gregorio I (Magno, 590-604) di inviare dei missionari. Il pontefice affidò il compito a un gruppo di 40 monaci benedettini del monastero romano di Sant'Andrea sul Celio, di cui Agostino era il priore. Inizialmente, Agostino raggiunse la Provenza, ma spaventato dai racconti che descrivevano i Sassoni come un popolo crudele e intollerante, tornò a Roma, rinunciando all'incarico. Il pontefice riuscì però a rincuorarlo e Agostino raggiunse l'isola di Thanet, accolto dal re in persona.

Illustrazione storica che raffigura l'arrivo di Sant'Agostino in Inghilterra e il suo incontro con Re Etelberto.

Il re concesse ad Agostino un terreno fuori dalle mura della città di Canterbury per fondare un monastero. Dedicata ai Santi Pietro e Paolo, l'abbazia doveva servire come residenza per Agostino e i suoi monaci, nonché come luogo di sepoltura per i re del Kent e gli arcivescovi di Canterbury. La costruzione iniziale era probabilmente modesta, con edifici in legno tipici dell'architettura sassone, ma la chiesa, costruita in solida muratura in stile romano, fu consacrata nel 613 d.C. L'abbazia divenne rapidamente un centro di apprendimento e attività religiosa, acquisendo una vasta biblioteca e uno scriptorium per la produzione di manoscritti.

Tre chiese anglosassoni sono ancora in piedi, o i loro resti, e sono dedicate rispettivamente a san Pancrazio, Pietro e Paolo, e infine a Maria. Il periodo sassone è ben mostrato nella chiesa di San Pancrazio, mentre le altre due sono state ricostruite dai Normanni fondendole in una sola struttura. In breve tempo, lo stesso sovrano Etelberto e migliaia di sudditi (secondo la tradizione, circa 10.000) chiesero il battesimo. Agostino rimase in contatto con il papa, elencando i successi e chiedendo consigli. Nel 601 Mellito, Giusto ed altri portarono, assieme alle risposte del papa, dei libri, alcune reliquie ma soprattutto il pallium, simbolo del potere arcivescovile. Da questo momento Agostino divenne primate d'Inghilterra. Papa Gregorio I indicò al nuovo arcivescovo di ordinare quanto prima dodici nuovi vescovi ausiliari e di inviare un vescovo a York. Nel 604 Agostino consacrò Mellito vescovo di Londra e Giusto vescovo di Rochester. Seguendo le disposizioni del papa, Agostino riconsacrò e ricostruì una vecchia chiesa a Canterbury che divenne cattedrale e fondò il monastero.

Agostino cercò, ma invano, di riunire le comunità evangelizzate dai monaci irlandesi alle nuove, direttamente dipendenti da Roma, ma solo dopo il sinodo di Whitby del 664 la Chiesa celtica rinunciò alle sue tradizioni. L'attività di Agostino fu tuttavia importante, perché alla base dell'evangelizzazione della Gran Bretagna, permettendogli di meritare il titolo di "Apostolo d’Inghilterra". Agostino, 1° arcivescovo di Canterbury, morì il 26 maggio del 604, all’età di 70 anni (era nato a Roma il 13 novembre 534); fu sepolto nella chiesa dell'abbazia dedicata ai SS. Pietro e Paolo (oggi Abbazia di Sant’Agostino). Viene festeggiato il 27 maggio ed è venerato sia dai cattolici che dagli anglicani.

Sviluppo e Trasformazioni Medievali

Alla fine del X secolo, l'arcivescovo Dunstan riformò l'abbazia per aderire alla regola benedettina, ampliando gli edifici e aggiungendo Sant'Agostino alla dedica. L'importanza dell'abbazia continuò a crescere e sopravvisse alle invasioni danesi dell'XI secolo, ricevendo persino le reliquie di Santa Mildred, che attiravano pellegrini e arricchivano l'abbazia.

Dopo la conquista normanna del 1066, l'abbazia subì una significativa ricostruzione. Gli edifici anglosassoni furono sostituiti con una struttura romanica tipica dei monasteri benedettini normanni. A partire dal 1100, tutti i resti degli originali edifici anglosassoni scomparvero sotto un immenso edificio romanico, cui venne aggiunta una saletta nel 1154 che serviva per distribuire le elemosine ai poveri. L'abbazia fiorì nei secoli XII e XIII, con nuovi edifici, visite reali e spese sontuose che segnarono un periodo di prosperità.

Ricostruzione digitale o modello dell'Abbazia di Sant'Agostino nel periodo di massimo splendore medievale.

Dopo il 1250, l'abbazia fu sottoposta nuovamente a lavori di ammodernamento. Il chiostro, il lavacro e la cucina vennero completamente ricostruiti, con l'aggiunta della nuova residenza dell'abate. Un nuovo portone merlato venne costruito nel 1309 completando così la corte interna. Sul lato settentrionale i monaci erano in grado di prendere ulteriori terreni, che fornivano altro spazio per una corte esterna con una serie di celle, forni e, nel 1320, un nuovo vigneto circondato da mura. Anche il lato orientale si espanse creando una serie di logge lungo il giardino fortificato. Un terremoto nel 1382 obbligò a fare ulteriori lavori agli edifici, e nel 1390 venne eretta una struttura fortificata che resiste tuttora nei pressi della porta.

La Magnifica Porta di Fyndon

Uno degli elementi più impressionanti dell'Abbazia di Sant'Agostino è la Porta di Fyndon, la grande porta ricostruita tra il 1301 e il 1309 dall'abate Fyndon. Questa struttura imponente serviva come camera da letto di stato del monastero e ospitò diversi ospiti illustri, tra cui il re Carlo I e la regina Enrichetta Maria nel 1625. La porta subì danni durante la seconda guerra mondiale, ma fu successivamente ricostruita, preservando il suo significato storico.

La Cappella di Sant'Anna e l'Eredità della Contessa

Negli anni '60 del XIV secolo, Juliana Leybourne finanziò la costruzione della Cappella di Sant'Anna, conosciuta anche come la Cappella della Contessa. Questa piccola cappella quadrata ospitava le tombe di diversi abati e della stessa Leybourne. Inoltre, dotò l'abbazia del maniero di Dene a Thanet e di una cappella dove si recitavano preghiere quotidiane per la sua anima.

Foto della Porta di Fyndon o dei resti della Cappella di Sant'Anna nell'Abbazia di Sant'Agostino.

La Dissoluzione dei Monasteri

Il XVI secolo portò tempi turbolenti per l'Abbazia di Sant'Agostino. Nel 1500 l'abbazia occupava un terreno molto esteso, e la sua biblioteca conteneva oltre 2000 volumi, un numero enorme per quel periodo. Tuttavia, la Riforma inglese, guidata dal re Enrico VIII, portò alla dissoluzione dei monasteri in tutta l'Inghilterra.

Nel 1535 Enrico VIII chiuse tutti i monasteri sorpresi a incassare annualmente meno di 100 sterline. L'abbazia di Sant'Agostino sopravvisse a questa prima ondata di chiusure, visto che in quell'anno aveva raccolto ben 1.733 sterline. Ma il 30 luglio 1538 il destino dell'abbazia fu segnato dalla più generale dissoluzione dei monasteri in Inghilterra voluta da Enrico VIII. I Commissari del Re arrivarono per prendere la resa dell'Abbazia di Sant'Agostino. I monaci obbedirono e le vaste proprietà e i tesori dell'abbazia furono confiscati dalla Corona. La biblioteca dell'abbazia, contenente migliaia di manoscritti, fu distrutta e gli edifici furono smantellati e venduti per materiali.

La brutale dissoluzione dei monasteri da parte di Enrico VIII

Dalla Residenza Reale alle Rovine

Nonostante la dissoluzione, alcune parti dell'abbazia furono convertite in una residenza reale e utilizzate saltuariamente dalla monarchia. La regina Elisabetta I visitò l'abbazia nel 1573 e vi celebrò il suo compleanno. Il palazzo venne affittato a una stirpe di nobili, e nei primi anni del 1600 era sotto il controllo di Edoardo Lord Wotton, che assunse John Tradescant il Vecchio per creare giardini attorno ad esso. Tuttavia, la proprietà cambiò più volte di mano, con i successivi proprietari che smantellarono ulteriormente gli edifici per i loro progetti. Entro il XIX secolo, gran parte dell'abbazia era in rovina e il sito fu utilizzato per vari scopi, tra cui una birreria.

Conservazione e Riconoscimento Moderno

Nel 1848, iniziarono gli sforzi per preservare le rovine dell'abbazia per il loro valore storico. Oggi, l'Abbazia di Sant'Agostino fa parte di un sito del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, insieme alla Cattedrale di Canterbury e alla Chiesa di San Martino. Le rovine sono gestite da English Heritage e sono aperte al pubblico, offrendo uno sguardo sereno ed evocativo sulla vita monastica medievale.

I visitatori possono esplorare i resti della chiesa abbaziale, del chiostro e di altri edifici monastici, oltre a godersi i tranquilli giardini. Il sito include anche un museo con esposizioni sulla storia dell'abbazia e manufatti scoperti durante gli scavi archeologici. L'Abbazia di Sant'Agostino non è solo un relitto del passato, ma una parte vibrante del panorama culturale di Canterbury. Rappresenta il simbolo dell'eredità duratura della missione di Sant'Agostino e del ricco arazzo del patrimonio religioso e storico dell'Inghilterra. Che tu sia un appassionato di storia, un cercatore spirituale o semplicemente in cerca di un rifugio tranquillo, una visita all'Abbazia di Sant'Agostino è un viaggio nel tempo che ti lascerà ispirato e arricchito.

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