L'Abbazia di Pomposa: Un Viaggio nella Storia e nell'Arte Medievale

L'Abbazia di Pomposa, un tempo un'isola boscosa circondata da due rami del fiume e protetta dal mare all'interno del Delta del Po, era in epoca medievale un centro spirituale e culturale di primaria importanza. Le prime notizie di questo insediamento benedettino risalgono ai secoli VI-VII. Fu agli inizi dell'anno Mille che l'abbazia iniziò il suo periodo di fioritura, promuovendo le arti architettoniche e pittoriche, come testimoniato dal ricco apparato decorativo delle sue sale.

Il complesso monastico, costruito lungo la via Romea, comprendeva la chiesa, il campanile, la sala del Capitolo, la sala Stilate, il Refettorio e il dormitorio dei monaci, oltre che il palazzo della Ragione. Ciò che si può ammirare oggi è una testimonianza vivida e sorprendente di questo passato, con elementi architettonici particolari e un fitto sistema decorativo che racconta una storia antica di oltre dieci secoli.

Mappa del Delta del Po con evidenziata la posizione dell'Abbazia di Pomposa

Dove si Trova l'Abbazia di Pomposa

L'Abbazia di Pomposa è situata nel comune di Codigoro, in provincia di Ferrara, lungo la storica strada Romea, nell'area del Delta del Po in Emilia Romagna. Si trova a circa 20 chilometri a nord di Comacchio e a 50 chilometri a est di Ferrara.

La Storia dell'Abbazia

L'Abbazia di Pomposa visse il suo momento di massimo splendore nel periodo tra il 1008 e il 1046, quando venne guidata da San Guido, che decise una prima espansione del complesso. Molte decorazioni risalgono invece al Trecento, e coinvolgono oltre alla chiesa anche diversi ambienti di servizio dell'abbazia, dopo aver attraversato un periodo di decadenza a partire dal 1152.

Nel 1663 Papa Innocenzo X dichiarò soppresso il monastero, che venne definitivamente abbandonato nel 1802 con le soppressioni napoleoniche. Dopo essere stato acquistato da un privato che ne ricavò spazi ad uso agricolo, arrivò nelle mani dello Stato con l'unità d'Italia.

Oggi è possibile visitare la totalità degli ambienti giunti fino ai nostri giorni, mentre sono andati perduti la camera dell'Abate, un secondo chiostro dedicato a San Guido, la chiesetta di San Michele e la biblioteca, un tempo dotata di numerosi manoscritti.

Il Complesso Abbaziale: Ambienti e Strutture

La visita all'Abbazia di Pomposa permette di vedere tutte le sale e le strutture arrivate ai giorni nostri.

Il Parco e i Servizi

Parcheggiata l'auto nell'ampio parcheggio a disposizione, è possibile raggiungere l'ingresso dell'abbazia attraversando il bel parco che la anticipa. Si deve prima di tutto percorrere il ponte in mattoni che con tre arcate oltrepassa il letto di un fiumiciattolo. Il parco piantumato ospita anche un ristorantino in cui è possibile fermarsi a pranzo o cena o consumare qualcosa al bar.

Di tanto in tanto il parco ospita anche pezzi di arte contemporanea sui prati, come sculture in legno realizzate da Enrico Menegatti con legni provenienti dal mare. Vi è inoltre una piccola casetta impiegata per l'ufficio informazioni e accoglienza turistica dell'Abbazia di Pomposa. Nel parco si trovano anche i pannelli informativi sull'abbazia che presentano uno spazio visivo in cui l'immagine inquadrata è la realtà.

Foto panoramica del parco dell'Abbazia di Pomposa con il ponte d'ingresso

Il Palazzo della Ragione

La biglietteria per accedere all'Abbazia di Pomposa è ospitata nel Palazzo della Ragione. Secondo l'organizzazione feudale, l'abate di Pomposa era anche l'amministratore della giustizia civile, funzione esercitata all'interno di questo edificio. Il palazzo risale all'XI secolo, quando la costruzione integrò elementi decorativi legati a quelli della vicina chiesa e con richiamo all'architettura romanica.

Purtroppo l'attuale Palazzo della Ragione conserva solo pochi elementi originali. Tra questi ci sono colonne e capitelli della loggia inferiore. Da notare sono anche le decorazioni in cotto tra le arcate, alcune delle quali riportano la stella pomposiana, altre con incavi creati per contenere bacini in ceramica. Nel 1920 avvenne un crollo di parte della struttura dell'edificio, che tra il 1930 e il 1931 fu ripristinato con pareti in muratura a vista.

Il Chiostro Interno

Il chiostro interno dell'Abbazia di Pomposa risale all'XI secolo, quando l'abate Guido ampliò l'intero complesso e fece realizzare questo grande cortile su cui si affacciano praticamente tutte le strutture dell'abbazia. Su di un muretto in mattoni si innalzano quattro colonne tozze ai lati, mentre al centro è presente un pozzo in pietra bianca. Un lato del chiostro è occupato dal fianco della chiesa di Santa Maria, mentre quello opposto è occupato dal refettorio. Sul terzo lato trovano posto l'accesso all'aula capitolare e alle celle dei monaci, mentre il quarto lato è occupato da un piccolo parco che conduce fino al palazzo della Ragione.

Foto del chiostro interno dell'Abbazia di Pomposa con il pozzo

Il Refettorio

Il refettorio occupa un intero lato del chiostro interno. Questo spazio risale all'XI secolo, ma subì modifiche durante il Trecento. Accedendo agli interni si possono notare diverse tracce di affreschi del XII secolo, con fasce disegnate su un fondo color verde porfido. Nel Trecento l'intero refettorio venne sopraelevato di circa un 1,6 metri e venne rifatta la copertura in legno, con un soffitto a capriate a doppio monaco. Sul lato meridionale vennero aperte finestre di tipo gotico.

Gli affreschi ancora leggibili che decorano il refettorio sono la Deesis, ovvero Cristo in trono benedicente tra Santi, con ai lati l'Ultima Cena e la Cena dell'abate Guido. La parete nord mostra invece l'Orazione nell'Orto, mentre quella sud contiene due scene quotidiane del convento.

Dettaglio degli affreschi del refettorio di Pomposa

L'Aula Capitolare

Proprio al fianco della chiesa c'è l'ingresso della suggestiva aula capitolare. L'ingresso è riconoscibile per via della porta archiacuta, affiancata da due grandi bifore con cornici in cotto lavorato e decorazioni dipinte. Questa sala era il luogo in cui avvenivano le riunioni dei monaci per leggere e meditare su un capitolo della Regola di San Benedetto, e prese questa forma durante l'intervento di rinnovamento trecentesco dell'abbazia. Se un monaco veniva escluso dal momento di condivisione, venivano lasciate aperte le finestre di modo che potesse ascoltare, ma non partecipare alla discussione.

Gli affreschi contenuti al suo interno furono a lungo attribuiti a Giotto, a partire dalla Crocifissione, posta al centro della parete davanti all'ingresso. In realtà sono attribuibili a un suo allievo, diretto scolaro di Giotto. Nelle pareti laterali si possono vedere San Benedetto e San Guido che rappresentano l'ordine dell'Abbazia di Pomposa nella figura del suo fondatore e del Santo che rappresenta il riferimento spirituale. Ci sono inoltre nicchie architettoniche a forma di bifora che inquadrano coppie di profeti. Al di sotto si possono invece vedere i resti di due precedenti strati pittorici: il più antico a riquadri con nomi di Santi, mentre il secondo con decorazione a velari.

A destra, spicca il miracolo della mutazione dell’acqua in vino da parte di Guido Abate, certo la rappresentazione più pregevole per la vivacità dei personaggi e la cura dei dettagli. La scena è la più contestualizzata in quanto riporta un episodio reale della storia di Pomposa, narrato nella Vita di San Guido, il quale aveva spesso come ospite all’abbazia l’Arcivescovo di Ravenna Gebeardo di Eichstätt. A quest’ultimo i monaci offrivano da bere il vino, mentre il pio abate Guido beveva sempre acqua.

La Chiesa di Santa Maria

La chiesa dell'Abbazia di Pomposa, ovvero la Chiesa di Santa Maria, è stata costruita tra il 751 e l'874 con una pianta basilicale a tre navate con abside. In questa costruzione le dimensioni erano più contenute, tanto che la facciata si trovava in corrispondenza della settima campata. Già nel IX secolo avvenne una prima espansione con l'erezione di un atrio a ridosso della facciata, demolito poi nell'XI secolo quando avvenne il definitivo ampliamento con l'aggiunta di due campate. A stretto giro venne creato l'atrio, caratterizzato da decori con forme dal richiamo orientale. Tra il Settecento e l'Ottocento vennero aggiunti dei setti murari per sostenere la struttura che andava deformandosi a causa del peso del campanile sulle fondamenta della chiesa. L'atrio non esisteva nelle più antiche fasi della chiesa: fu aggiunto, ampliandone la planimetria, nel periodo dell'abbaziato di Guido, poco prima della nuova consacrazione della chiesa, avvenuta nel 1026.

Esterni: La Facciata e il Campanile

Alla base del campanile, alto 48 metri, c'è una lapide che porta la data del 1063, anno di costruzione della torre che poggia su una base in pietra e si sviluppa con una struttura in mattoni aperta attraverso monofore a luce crescente, fino al quarto livello. Le aperture si fanno poi via via più ampie man mano che si sale. Le sue finestre particolari, tipiche del periodo Romanico e Gotico, divennero ornamentali anche in epoca rinascimentale. È possibile salire i suoi 201 gradini per 9 piani in determinati giorni dell'anno, con le attività connesse gestite dall'Associazione Buonincontro.

Vista esterna della Chiesa di Santa Maria e il campanile dell'Abbazia di Pomposa

Interni: Decorazioni e Affreschi

Se la facciata dell'Abbazia di Pomposa stupisce, sono gli interni a meravigliare. Accedendovi si può infatti vedere un sorprendente sistema decorativo che coinvolge tutte le aree della chiesa, persino la pavimentazione. Le decorazioni pavimentali sono a mosaico e divise in quattro settori, di cui i primi tre a partire dall'altare erano riservati al coro dei monaci. Lo stile si rifà alle basiliche ravennati di matrice bizantina. Avvicinandosi all'ingresso, è presente l'unico mosaico figurato di Pomposa.

Gli affreschi che ricoprono praticamente tutte le pareti risalgono al Trecento, ma ci sono anche elementi risalenti al X secolo, ad esempio lungo la navata destra. Il tema degli affreschi è molto didascalico e moraleggiante e raffigurano scene tratte dal Vecchio Testamento (nell'ordine superiore), dal Nuovo Testamento (nell'ordine mediano) e dall'Apocalisse, che si leggono in senso orario procedendo dall'abside verso l'entrata della chiesa. Ci sono inoltre scene del Giudizio Universale nella controfacciata. La decorazione dell’abside, opera di Vitale da Bologna nel XIV secolo, raffigura un Cristo benedicente dentro la Mandorla Mistica con a destra la Vergine, seguita da uno stuolo di principesse, vergini, martiri e l’abate Andrea, committente dell’opera, in ginocchio, mentre a sinistra la figura di San Giovanni Battista. Nel registro inferiore è illustrata la storia di San Benedetto.

All'interno della basilica di Santa Maria si trova uno dei cicli di affreschi più preziosi di tutta la provincia, di ispirazione giottesca. La chiesa è piena di simboli e di riferimenti, a partire dal cerchio sul pavimento, simbolo di protezione che rappresenta la ruota dell'anno. Nei dipinti, ma anche più nascosti, si trovano diversi animali che compongono quello che viene definito "il bestiario medievale".

Al monastero di Pomposa, Guido Monaco impostò e sperimentò la sua pratica canora che rivoluzionò la didattica musicale occidentale, studiando i testi di Pitagora che teorizzavano la diffusione del suono tramite la cassa armonica pitagorica. Per omaggiare questa scoperta, all'interno dell'abbazia sulla vostra sinistra si vede una placca nera con sopra scritto l'Inno di San Giovanni.

Restaurati gli affreschi e il crocifisso nell’abbazia di Pomposa

Il Presbiterio e la Cripta

Il presbiterio occupa una posizione rialzata a partire dagli anni Venti del secolo scorso e conserva, al di sotto, la cripta. Durante i restauri, venne ricollocata la Cripta, precedentemente distrutta in epoca barocca.

Il Reliquiario di San Guido

Lungo la navata laterale sinistra si trova anche il reliquiario di San Guido, abate di Pomposa tra il 1008 e il 1046. Disposto su seta blu indiana, c'è l'osso della tibia dello scheletro del Santo.

Il Museo Pomposiano

Ritornando nel cortile e nell'angolo sud-est, si trova l'ingresso ad arco acuto che conduce al Museo Pomposiano, situato al piano superiore, nella stanza che nel Trecento ospitava il dormitorio dei frati. Questo grande vano, oggi unico, era un tempo suddiviso in celle, ognuna dotata di finestra. La sala era chiusa da una copertura a capriate di tipo palladiano. Per accedervi, si devono percorrere due rampe di scale.

Il museo pomposiano risale al 1977 e raccoglie pezzi eterogenei che vanno dal VI fino al XIX secolo. Questi provengono da scavi archeologici, restauri e ritrovamenti fortuiti, che raccontano la storia dell'Abbazia di Pomposa. Tra i vari pezzi si possono vedere parti di affreschi staccati dai muri per diversi motivi e frammenti di decorazioni risalenti alla chiesa più antica del IX - X secolo. Ci sono inoltre due plutei marmorei dell'XI secolo con animali fantastici, capitelli lavorati, tra cui uno risalente al VI secolo, il capitello teodosiano del V secolo, frammenti di bacini ceramici del X secolo e statuette in terracotta dipinta raffiguranti le allegorie di America, Asia, Africa ed Europa.

Informazioni Pratiche per la Visita

Orari e Prezzi

L'Abbazia di Pomposa è aperta per le visite al complesso abbaziale e al Museo Pomposiano con i seguenti orari e costi. Si informa che l'istituto si impegna per offrire al pubblico un orario di visita quanto più esteso possibile, nel rispetto dei criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali.

Orari di apertura:

  • Dal martedì alla domenica: 8:30 - 19:30 (chiusura biglietteria alle 18:45).
  • Lunedì: La biglietteria è chiusa; la Chiesa rimane visitabile gratuitamente al pubblico per esigenze di culto.
  • Chiusure: L'abbazia è chiusa a Natale e Capodanno.

Costo dei biglietti:

Tipologia Biglietto Costo Note
Intero Feriale (Martedì-Sabato) € 5,00
Intero Festivo (Domenica e infrasettimanali) € 3,00 Dalle 12:00 alle 19:30.
Ingresso Chiesa (solo giorni festivi) Gratuito (8:30-10:30) / € 1,50 (fino alle 12:00)
Agevolato (18-25 anni) € 2,00
Gratuito Minori di 18 anni Inoltre, ingresso gratuito per tutti la prima domenica del mese, il 25 aprile, il 7 maggio, il 2 giugno e il 4 e 11 novembre. Agevolazioni e riduzioni a norma di legge.

È attivo il servizio di bigliettazione online. Si avvisano i visitatori che sono accettati solo pagamenti effettuati tramite la App Museitaliani e i Totem POS presenti in biglietteria.

Visite Guidate

Durante i weekend sono organizzate visite guidate all'Abbazia di Pomposa, solitamente una in tarda mattinata e una nel primo pomeriggio. Il costo è di 8€ a testa, che si sommano al prezzo del biglietto d'ingresso. La prenotazione è obbligatoria e può essere fatta attraverso l'ufficio informazioni ai numeri 0533 719110 - 377 3219940. Per sabato, domenica e festivi infrasettimanali, la prenotazione è consigliata 24 ore prima.

Tempo di Visita

Il tempo necessario per visitare l'Abbazia di Pomposa varia da un'ora alle due ore.

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