I Volti Moderni di Gesù: Un'Indagine sulla Figura di Cristo nella Cultura Contemporanea

Il volume «I volti moderni di Gesù», edito da Quodlibet nel 2013 e curato da Isabella Adinolfi e Giuseppe Goisis, ha suscitato notevole interesse, come testimoniato dalle recensioni che ne hanno accompagnato l'uscita. Questo libro rappresenta una profonda indagine sulla figura di Cristo nella cultura moderna, esplorandone le molteplici rappresentazioni e l'influenza duratura.

Copertina del libro I volti moderni di Gesù (Edizioni Quodlibet, 2013)

Origine e Curatela del Volume

L'origine del volume risiede in un convegno dallo stesso titolo, svoltosi a Venezia due anni prima della pubblicazione. Curato da Isabella Adinolfi e Giuseppe Goisis, entrambi docenti dell'Università Ca' Foscari della stessa città, il libro arricchisce gli atti del convegno con ulteriori preziosi contributi. Questa pubblicazione è stata raccolta in un volume in occasione dei 70 anni di Giancarlo Gaeta. Come poeticamente osservato da Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose, citando un versetto del libro di Qohelet (11,1): “Getta il tuo pane sulle acque perché con il tempo lo ritroverai”, il "pane di rapporti umani" e "il pane dell’amicizia gettato da Gaeta" si sono trasformati in carta stampata, concretizzandosi in questo prezioso testo.

Il Volto di Gesù nella Cultura Moderna

Il volume esplora le molteplici immagini di Cristo, partendo dalla celebre «L’Ultima cena» di Leonardo Da Vinci e proseguendo con le rappresentazioni presenti nelle opere di pensatori quali Spinoza, Kant, Kierkegaard, Nietzsche, Tolstoj, Dostoevskij, Hegel, Wittgenstein, e molti altri. L'analisi si estende fino ai volti di Gesù che compaiono nei film di registi come Dreyer e Tarkovskij. Gli autori si propongono di narrare l'immagine di Dio come è stata concepita dalla cultura moderna, in quanto per i credenti Gesù di Nazaret, raccontato dai Vangeli, è la narrazione di Dio.

Nelle pagine del libro emergono tutte le sfumature con cui pensatori europei, tanto credenti quanto non credenti, hanno descritto questo volto. È da dire che l'opera si concentra principalmente sulla cultura occidentale, e gli autori sottolineano come tale volto sia stato talvolta sfigurato anche dagli stessi cristiani. I credenti non possono rimanere indifferenti alla lettura di quest’opera, anche quando essa esplora immagini di Gesù derivanti dal pensiero laico. Tali interpretazioni, infatti, sono comunque influenzate dall'immagine trasmessa dai cristiani, i quali detengono la responsabilità di come il volto di Gesù raggiunga tutti gli uomini. Il messaggio rivoluzionario di questo "oscuro Rabbi proveniente dalla Galilea" è sempre stato mediato da ciò che hanno saputo trasmettere coloro che hanno creduto in Lui, riconoscendolo come Signore. Da questa vasta gamma di interpretazioni si evince quanto la figura di Gesù abbia permeato e plasmato la nostra cultura, influenzando anche il pensiero laico.

Infografica: Diverse interpretazioni filosofiche e artistiche del volto di Gesù nella modernità

L'Interpretazione di Nietzsche e la Questione del Potere

Un contributo significativo al dibattito è offerto dal saggio di Marco Fortunato, intitolato «Il Gesù di Nietzsche: un principe dell’interiorità inquietante e anticristiano». Fortunato evidenzia come anche Nietzsche riconosca in Gesù "il più nobile degli uomini, il paradigma del buono e del giusto, il campione dell’etica". Tuttavia, l'essenza del suo insegnamento, o della sua lezione esistenziale, risiederebbe nel suo "andare consapevolmente verso la morte, nell’andare a farsi uccidere, quasi a volere farsi uccidere". A tal proposito, Fortunato propone un'analogia convincente, nel suo "piccolo", con Pier Paolo Pasolini, definendolo una "figura ‘cristologica’ della cultura italiana", suggerendo una sua presunta volontà di creare le condizioni per essere assassinato. I credenti, ovviamente, offrono una spiegazione differente, sostenendo che l'accettazione della crocifissione fosse intrinseca alla salvaguardia della libertà umana, ma l'autore suggerisce che vi sia "ancora qualcosa di più".

Un ulteriore interrogativo sollevato nel saggio è se Gesù sia un vincente o un perdente, e se si allinei al Potere o lo contesti. Da un lato, Gesù si richiama costantemente a Dio Padre, dicendo di parlare per Suo conto, e Dio è la figura del Potere per eccellenza. D'altro canto, la religione cristiana insegna che Dio è nel contempo onnipotente e infinitamente buono, ma l'autore suggerisce una potenziale incompatibilità tra potenza e bontà. Tuttavia, considerando il mondo reale esattamente quello che Nietzsche definisce - in uno straordinario frammento postumo - un "mostro di forza somigliante a una colossale e inattaccabile sfera di bronzo", un uomo come Gesù, che spinge verso la sua espulsione dal mondo, incarna una figura esemplare nel contempo della marginalità - tanto votato a essa che si adopera addirittura per uscire dalla scena del mondo - e della radicalità nella contestazione del Potere. Questa riflessione conduce alla "vexata questio": se Gesù non sia per caso "il massimo rivoluzionario di tutti i tempi", forse lo è proprio nella misura in cui il suo insegnamento, culminante con il suo sacrificio, presume una tale radicalità e una tale purezza e bellezza. In tal senso, si fa riferimento al notevole catalogo «Gesù», pubblicato nel 2000 dalla Silvana Editoriale.

Tematiche e Contributi

L’idea di questo volume nasce dall’assiduo confronto tra alcuni amici, stimolati da una domanda centrale da cui tutti si sentivano interpellati: "come la modernità si è misurata con la figura di Gesù?". L'obiettivo era sfiorare il segreto del fenomeno per cui, lungi dall’essere una figura usurata ed esaurita, Gesù ha dato e dà ancora ampiamente da ricercare agli storici, da pensare ai teologi e ai filosofi, da creare agli artisti. È da questa profonda interrogazione che scaturiscono i numerosi contributi raccolti in quest’ampio volume, dedicato all’analisi dei molti e diversi volti di Gesù che, nella modernità, hanno costellato la storia dell’interpretazione della sua personalità e del suo messaggio.

Il volume vanta contributi di prestigiosi studiosi, tra cui:

  • Isabella Adinolfi
  • Alfonso Berardinelli
  • Paolo Bettiolo
  • Stefano Bianchi
  • Pier Cesare Bori
  • Fabrizio Borin
  • Giorgio Brianese
  • Giuseppe Cantillo
  • Rolando Damiani
  • Giovanni Filoramo
  • Goffredo Fofi
  • Marco Fortunato
  • Giancarlo Gaeta
  • Roberto Garaventa
  • Giuseppe Goisis
  • Gaetano Lettieri
  • Gian Luigi Paltrinieri
  • Mauro Pesce
  • Luigi Ruggiu
  • Davide Spanio
  • Luigi Vero Tarca

Gli Autori del Volume

Isabella Adinolfi

Isabella Adinolfi insegna Filosofia della storia e Storia del pensiero etico-religioso all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È autrice di numerosi studi su Pascal e Kierkegaard ed è direttrice, insieme a Roberto Garaventa, del periodico «NotaBene. Quaderni di studi kierkegaardiani». Tra le sue più recenti pubblicazioni si annoverano: «Le ragioni della virtù. Il carattere etico-religioso nella letteratura e nella filosofia» (il melangolo, Genova 2008), «Etty Hillesum. La fortezza inespugnabile» (il melangolo, Genova 2011), e «Studi sull’interpretazione kierkegaardiana del cristianesimo» (il melangolo, Genova 2012).

Giuseppe Goisis

Giuseppe Goisis insegna Filosofia politica e Politica ed etica all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È attivamente impegnato sul versante dei diritti umani, collaborando, fra l’altro, con la Società Europea di Cultura (SEC), con il Centro Studi Diritti dell’uomo (CESTUDIR) e con l’Ateneo Veneto. È autore di monografie riguardanti temi e figure del pensiero politico dell’Ottocento e Novecento, tra cui «Sorel e i soreliani italiani» (Helvetia, Venezia 1983), «Mounier fra impegno e profezia» (Gregoriana, Padova 1990), e «Il pensiero politico di Antonio Rosmini» (Gabrielli, Verona 2010). Ha inoltre in preparazione una sintesi dei suoi studi su Bergson.

Dettagli Editoriali

Il volume «I volti moderni di Gesù» è stato pubblicato da Edizioni Quodlibet nel 2013 ed è disponibile anche in versione elettronica. È possibile acquistarlo sulla piattaforma torrossa.it.

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