La Chiesa di San Padre Pio, situata a San Giovanni Rotondo, rappresenta un'opera architettonica e spirituale di notevole importanza, concepita per accogliere l'enorme flusso di pellegrini che annualmente visitano il santuario. Progettata dall'architetto Renzo Piano, questa imponente struttura è stata realizzata tra il 1994 e il 2004, diventando un simbolo artistico e religioso di grande richiamo.
Un Progetto Architettonico Innovativo
Il santuario, unico nel suo genere, è stato concepito per ospitare un numero sempre crescente di fedeli. L'edificio, progettato dallo studio Renzo Piano Building Workshop, si sviluppa su una superficie complessiva di circa 9.200 mq e ha una capacità di 7.000 posti a sedere, con la possibilità di accogliere ulteriori 30.000 persone in uno spazio aperto comunicante con l'aula liturgica. Questa fusione tra spazio interno ed esterno è una delle caratteristiche distintive del progetto.
La forma della chiesa ricorda una conchiglia, con proporzioni geometriche studiate. Al centro dell'edificio si erge un unico e imponente plinto centrale in cemento armato, su cui poggiano gli archi. Per la costruzione sono stati impiegati 1.320 blocchi di pietra e 27.000 metri cubi di cemento armato. La struttura è caratterizzata da una grande copertura realizzata in rame, pre-patinato, con la sua caratteristica patina verde.
L'architetto Renzo Piano optò per una pianta dalla forma simile alla sezione di una conchiglia e per una distribuzione dell'edificio su due piani. Lo spazio viene organizzato partendo da un pilastro centrale che si apre a ventaglio sui due livelli. Il piano inferiore è ripartito in archi che delimitano i vari ambienti, mentre il piano superiore è organizzato in tre grandi sezioni, sostenute da 22 archi convergenti verso il pilastro centrale. Le navate interne sono tre, ma, al contrario delle chiese tradizionali, sono semicircolari come in un teatro greco.
Per la costruzione dell'edificio è stata interamente impiegata la pietra locale, la pietra beige di Apricena, per creare continuità con la costruzione locale, con la precedente chiesa e con lo stesso monastero. I 22 archi portanti sono allineati su due file, secondo uno schema a raggiera che scorre verso l'esterno dall'altare. Gli archi sostengono la struttura secondaria dei pannelli in legno del sottotetto, fissati su serie di puntoni in acciaio. Ogni parte strutturale sembra autonoma dal resto, tanto che le arcate sembrano liberarsi nel vuoto e la copertura del sottotetto sembra fluttuare. La copertura in legno ricopre uniformemente l'intero complesso come una calotta.

Il Percorso verso il Santuario
L'accesso alla chiesa avviene attraverso un viale pedonale largo otto metri, rettilineo, affiancato da un doppio filare di cipressi. Ai lati di questo viale sono sorte terrazzamenti di aree a verde attrezzate per la sosta e il riposo dei pellegrini. Al termine di questo percorso si trova una grande croce in pietra di Apricena, composta da 70 conci.
Il sagrato è a forma triangolare con pendenza verso l'interno dell'aula liturgica e si ricongiunge con il sagrato storico del Santuario “Santa Maria delle Grazie”. La chiesa si presenta al fedele con due archi in pietra. Una grande vetrata occupa quello maggiore, mentre quello minore costituisce l'ingresso vero e proprio. Il santuario è raggiungibile dal vecchio monastero dei Cappuccini, percorrendo il sagrato in discesa. Il cammino verso il santuario è accompagnato da fontane a velo e dagli ulivi che sbucano dal sagrato pavimentato.
Il sagrato è delimitato, da un lato, da 12 fontane a velo (che simboleggiano il Giordano) e dagli ulivi che si stagliano dalla pavimentazione.
Opere d'Arte e Spiritualità
Per la decorazione della chiesa sono state commissionate diverse opere ad artisti famosi. Tra queste spicca la vetrata che separa l'aula liturgica dal sagrato. Questa opera, lunga dieci metri e alta tre, è una scultura luminosa posta nel lato opposto alla custodia eucaristica nel vano trapezoidale della cappella. Il tema della vetrata è la Didachè, o “Dottrina del Signore alle genti insegnata dai dodici Apostoli”, figurato con l'astrazione stessa del colore nella luce.
La vetrata si ispira alla Didachè, uno scritto venerando della Cristianità arcaica. Perduta ogni traccia della sua originalità tra il primo e il secondo millennio, riapparve nell'ultimo quarto del secolo XIX a Costantinopoli e riprese ad animare la liturgia e la spiritualità, la teologia e la pastorale delle Chiese.
Inoltre, la chiesa ospita il portale bronzeo dell'artista Mimmo Paladino. Nel battente di sinistra, emerge a rilievo la figura di Abramo circondato da stelle e granelli di sabbia. A destra, il battente raffigura Cristo. L’ingresso del santuario si presenta al fedele con due archi in pietra. Una grande vetrata occupa quello maggiore: i suoi motivi, tratti dall’arazzo medievale francese di Angers, raccontano in 84 pannelli l’Apocalisse di San Giovanni. Quello minore è, invece, l’ingresso vero e proprio.
Il presbiterio è illuminato da un oculo, e i suoi arredi liturgici portano i nomi di grandi artisti italiani contemporanei. Arnaldo Pomodoro si è occupato dell'altare e della croce in bronzo al di sopra di esso, mentre Giuliano Vangi si è occupato dell'ambone, affollato di figure che raccontano della Deposizione di Gesù e della sua Resurrezione.
Al piano inferiore, la rampa e la cripta con le spoglie di Padre Pio sono state decorate in un secondo momento con mosaici realizzati dal sacerdote e artista Marco Ivano Rupnik del Centro Aletti, con l'obiettivo di aiutare il pellegrino a vivere più pienamente la visita alla tomba.

La Spiritualità e l'Accoglienza dei Fedeli
Il santuario è stato concepito per poter ospitare un numero sempre crescente di fedeli in pellegrinaggio. Il flusso dei pellegrini, che raggiunge circa sei o sette milioni all'anno, testimonia l'importanza spirituale del luogo.
I Frati Minori Cappuccini custodiscono e rendono presente l'esperienza di santità di San Pio e la sua spiritualità, con il desiderio di lavorare per il Regno di Dio e di realizzare iniziative concrete per rendere più bella la casa di Dio e offrire nuove opportunità di accoglienza e di evangelizzazione. L'opera d'arte, come la vetrata, viene presentata come un modo per arricchire e rendere ancora più bella e splendida la chiesa di San Pio.
La chiesa di Padre Pio si configura anche come una grande sfida architettonica, che vuole sperimentare, come nelle cattedrali gotiche del Medioevo, fino a che punto si possa costruire interamente con la pietra. Nonostante le forti critiche, il progetto di Renzo Piano è riuscito a centrare un obiettivo non facile, viste le enormi dimensioni: integrarsi con l'ambiente circostante, senza sovrastarlo o annullarlo.