L'Ordine di San Giovanni di Dio, noto anche come i Fatebenefratelli, è stato riconosciuto dalla Chiesa come un movimento originariamente composto da laici. La sua missione fondamentale è rivolta agli ammalati e ai bisognosi, integrando i laici nella vita e nell'opera dell'Ordine, i quali partecipano al suo ministero.
Il fondatore, San Giovanni di Dio, visse la sua esistenza terrena, con i suoi collaboratori, impegnandosi a portare avanti l'assistenza a favore dei poveri e degli ammalati. Questo impegno includeva non solo il disbrigo di diverse questioni pratiche, come la gestione delle donazioni, ma anche la cura di questioni religiose, come la distribuzione di elemosine.
L'Ordine sottolinea l'importanza di un'autentica relazione tra Confratelli e Collaboratori, basata necessariamente su precise definizioni. Il carisma dell’ospitalità, secondo lo stile di San Giovanni di Dio, è aperto a tutti e non era esclusivo dei Fratelli neppure al tempo del Fondatore. Esso è un dono che lo Spirito Santo concesse al suo Fondatore, San Giovanni di Dio, e si manifesta nell'assistenza ai malati e ai bisognosi a livello antropologico, contribuendo allo sviluppo dell'uomo e del cosmo.

Il Ruolo dei Collaboratori Laici
Il contributo dei vescovi, offerto durante il Sinodo del 1987, ha evidenziato il cambiamento nel Mondo della Salute e la necessità di chiarire l'accezione e l'uso delle parole per evitare equivoci. I Collaboratori sono chiamati a configurarsi con Cristo nella loro spiritualità, imprimendole uno stile che la distingue. La spiritualità propria delle persone che collaborano con i Confratelli si basa su una relazione diretta, una comunanza di intenti e, naturalmente, anche sulla preghiera tra Religiosi e Collaboratori. Questo lavoro sinergico è fondamentale per evitare l'insorgere di conflitti e per manifestare la bontà e la vicinanza di Gesù.
I Collaboratori esprimono le loro qualità e attitudini personali nel servizio e nella vocazione del Signore, possedendo una sufficiente capacità professionale. Le relazioni tra Confratelli e Collaboratori devono andare oltre la semplice formalità, caratterizzandosi per spontaneità e per un dialogo che permetta a tutti di parlare il medesimo linguaggio, approfondendo le questioni inerenti la vita della persona e della società. Le persone che si dedicano al servizio del prossimo sono chiamate a vivere la propria identità nella sua pienezza, riconoscendo la dignità di ogni persona.
In questo contesto, l'Ordine è chiamato ad essere segno di contraddizione e coscienza critica (come espresso al punto 83 del testo di riferimento), contribuendo al benessere fisico e morale degli assistiti e alleggerendo situazioni di dolore e/o emarginazione. L'impegno dei Collaboratori credenti nei Centri dei Fatebenefratelli è parte integrante della vita religiosa e dell'evangelizzazione.
21. Ospitalità è... Lettere di San Giovanni di Dio 2023 2024
L'Importanza dei Benefattori e del Supporto Esterno
San Giovanni di Dio diede piena fiducia alle persone che lo aiutavano, specialmente ai suoi compagni. Si dedicava alla carità e rientrava tardi, impegnato nella cura e nell'assistenza ai poveri e ai malati. Affidava compiti di massima fiducia ad alcuni benefattori, come Angulo, che inviava anche a Corte a suo nome. Anche persone illustri aiutavano nell'assistenza ai bisognosi, soprattutto nei momenti di maggiore necessità. La sua azione mirava a fare del bene a tutti coloro che si trovavano nel bisogno.
La pubblica beneficenza è spesso risvegliata dagli appelli dell'Ordine, e l'adesione dei benefattori è cruciale per la realizzazione della missione. I benefattori non solo forniscono supporto materiale, ma incarnano anche i gesti di misericordia che sono stati l'essenza dell'opera di Giovanni di Dio.
Spiritualità, Servizio e Ufficio Sacerdotale di Cristo
La fede è un dono e una risposta; essa non è mai soltanto frutto dello sforzo umano. La comunione tra i Confratelli è il segno della vita religiosa. Giovanni di Dio fu un uomo carismatico, un uomo di Dio, la cui vita e opera erano una manifestazione della presenza dello Spirito di Cristo. Questo carisma si traduce nell'impegno personale nell'evangelizzazione, rendendo la vita una profezia.
I Confratelli e i Collaboratori sono chiamati a partecipare, in modo singolare, all'amore misericordioso del Padre, assistendo gli ammalati e i bisognosi, con preferenza per i più poveri. La loro azione contribuisce a riprodurre l'immagine del Figlio nel mondo. La spiritualità dell'ospitalità non è una proprietà esclusiva dei Fatebenefratelli, ma un desiderio che emerge in coloro che esprimono questa capacità e condividono la stessa missione. L'ospedale è il luogo dove si realizza l'ospitalità, manifestando la vicinanza e la benevolenza di Dio.
Il servizio dell'Ordine partecipa in modo singolare all'ufficio sacerdotale di Cristo, che è venuto "per tutti" e affinché tutti abbiano la vita. L'annuncio esplicito del Vangelo di Cristo, supportato dalla testimonianza e dall'impegno di tutti gli operatori sanitari, è la modalità primaria per realizzare l'evangelizzazione. La spiritualità condivisa con i Confratelli significa partecipare alla vita di Cristo accanto a coloro che soffrono, agendo consapevolmente per servire il Signore nella sua dignità di persona e figlio di Dio.
L'impegno verso i malati e i bisognosi è manifestato con il servizio e la vicinanza, promuovendo il Regno di Gesù e combattendo emarginazione e discriminazione. Le relazioni professionali e umane, integrate con la fede e il senso trascendente della vita, costituiscono il senso ultimo del servizio offerto.
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