L'Incidente di Natale del 2009 e il Messaggio di Benedetto XVI

Il Significato del Natale per Joseph Ratzinger

L'Amore per gli Alberi di Natale

Joseph Ratzinger, in seguito Papa Benedetto XVI, era un grande estimatore degli alberi di Natale. Aveva vissuto nel sud della Germania la consuetudine di addobbare a festa piccoli alberelli nel periodo natalizio. All’epoca, non si trattava di sempreverdi ma di semplici piante ormai spoglie; agghindarle con festoni colorati, piccole decorazioni e ghirlande aveva, agli occhi dei fedeli, un significato cristiano ben preciso: equivaleva a gridare «è nato per noi Gesù, luce che spezza le tenebre, giunto per ridare a questo mondo vita nuova». Era bene che il mondo intero si animasse d'un palpito di gioia nel giorno di Natale: simbolicamente, persino gli alberi spogli sembravano rifiorire grazie alla collaborazione dei fedeli, che li agghindavano a festa per l'occasione.

Nel dicembre 2008, ricevendo in udienza una delegazione dei fedeli del Trentino-Alto Adige, regione che quell’anno aveva donato l’albero di Natale per San Pietro, Papa Ratzinger aveva espresso parole di elogio per quel «vetusto abete, tagliato senza recare danno alla vita del bosco e adeguatamente addobbato». L'albero in Piazza San Pietro parla di Lui, vuole trasmettere il suo splendore e dire: «Sì, Egli è venuto e gli alberi della foresta lo acclamano». Gli alberi nelle città e nelle case dovrebbero essere più di un’usanza festosa: essi indicano Colui che è la ragione della nostra gioia - il Dio che per noi si è fatto bambino. Il canto di lode, nel più profondo, parla infine di Colui che è lo stesso albero della vita ritrovato. Nella fede in Lui riceviamo la vita.

illustrazione di un albero di Natale stilizzato con riferimenti religiosi

L'Inaugurazione del Presepe in Piazza San Pietro

Nel pomeriggio del 24 dicembre 2009, si era svolta l'inaugurazione del maestoso presepe in Piazza San Pietro. La cerimonia, presieduta dai cardinali Giovanni Lajolo e Angelo Comastri, è stata accompagnata da una veglia di preghiera e dalla benedizione finale del Papa. Intorno alle 18, Benedetto XVI aveva acceso il lume della pace sul davanzale della finestra del suo studio, impartendo la benedizione a tutti i fedeli riuniti in piazza. Il grande presepe, voluto da Giovanni Paolo II nel 1982, si rinnova ogni anno nell’allestimento e nei personaggi, secondo l’impianto tradizionale che risale alla sacra rappresentazione messa in scena da San Francesco a Greccio nel 1223. Al centro del colonnato berniniano, il presepe si estende su una superficie di 300 metri quadri con un fronte di 25 metri; al centro la grotta con la Natività, posta ai margini della città; ai lati i simboli cristiani dell’acqua e del fuoco; e poi intorno scene ambientate in luoghi di pescatori e di pastori.

Nella cappellina del Mater Ecclesiae, dove Joseph Ratzinger ha vissuto da papa emerito, erano presenti un albero di Natale e un presepe, a testimonianza del suo profondo legame con queste tradizioni.

La Messa di Natale del 2009: Un Gesto Inatteso

La Preparazione e l'Anticipo della Messa

La sera del 24 dicembre 2009, dieci anni prima, si stava tenendo a San Pietro la Messa di Natale. La celebrazione era stata anticipata di due ore rispetto al tradizionale orario di mezzanotte, per non affaticare troppo l’allora Papa Benedetto XVI, che aveva 82 anni. Il Pontefice è arrivato alle dieci e ha attraversato la lunga navata della chiesa sulla "pedana mobile", uno strumento utilizzato anche da Giovanni Paolo II per non affaticarsi durante il percorso e per sfuggire ad eventuali aggressioni. Joseph Ratzinger, vestito con i paramenti dorati, ha attraversato la navata benedicendo i fedeli e poi ha raggiunto l'altare della Confessione dove avrebbe dato inizio alla liturgia.

L'Aggressione al Pontefice

Mentre il Papa stava percorrendo la navata della basilica per raggiungere l'altare, circondato da centinaia di fedeli che lo fotografavano e lo salutavano al di là delle transenne, una donna con una giacca rossa scavalcò agilmente le protezioni avventandosi sul Papa. Fu immediatamente bloccata dagli agenti della scorta, ma fece in tempo ad afferrare un lembo della veste del Papa trascinandolo violentemente a terra. Il Pontefice è caduto, ma si è subito rialzato, aiutato dai cerimonieri, mentre il cardinale Roger Etchegaray si accasciava e veniva portato via. Attimi di paura e confusione si sono verificati prima dell'inizio della messa. Il momento dell'atterramento è stato ripreso da diverse persone che in quel momento erano tra il pubblico della messa.

Spintone al Papa

Le Conseguenze Immediate e il Recupero del Papa

Nonostante la caduta, Benedetto XVI ha celebrato poi normalmente la messa senza alcun cambiamento di programma. Ha condotto la celebrazione eucaristica senza problemi e senza alcuna variazione, leggendo sicuro il testo dell’omelia. Appariva appena un po' scosso, ma non turbato dall'accaduto. Non ci sono state preoccupazioni per la sua salute; nonostante l'età, qualche disturbo alla circolazione e una frattura al polso subita la scorsa estate, il Papa ha lasciato tranquillamente la Basilica, appena sostenuto dai cerimonieri nello scendere le scale dell’altare alla fine della Messa. La mattina seguente, ha impartito regolarmente la benedizione Urbi et Orbi.

L'Identità dell'Aggreditrice e le Reazioni

Susanna Maiolo: Identità e Contesto Psichiatrico

La donna che ha aggredito il Papa si chiamava Susanna Maiolo, aveva 25 anni ed era di nazionalità svizzera-italiana. È stata immediatamente bloccata dalla guardia vaticana e portata alla Gendarmeria vaticana in stato di fermo. Successivamente, è stata trasferita in una struttura sanitaria psichiatrica, in quanto soffriva di seri problemi psichiatrici. Tra il 2006 e il 2008 era stata ricoverata in una struttura psichiatrica. Ai medici, la Maiolo ha dichiarato: «Non volevo fare del male al Santo Padre», apparendo confusa e agitata e sostenendo di aver voluto abbracciare il Pontefice. Non era armata e aveva superato un severo sistema di controlli all'entrata. Si sospetta che fosse la stessa persona che l'anno precedente, sempre la notte di Natale, aveva tentato di avvicinare il Papa, ma era stata fermata in tempo.

Le Condizioni del Cardinale Roger Etchegaray

Nel trambusto e nell’agitazione del momento, è caduto anche il cardinale Roger Etchegaray, 87 anni, che è stato ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli. Gli è stata diagnosticata la frattura del femore e ha dovuto subire un intervento chirurgico. Le sue condizioni fisiche generali sono state riferite come "ottime" e il cardinale era di "buon umore" nonostante l'incidente.

Le Reazioni Ufficiali e le Considerazioni sulla Sicurezza

La giustizia vaticana si è occupata unicamente dell'aggressione. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha commentato che «la sicurezza non si può blindare al cento per cento, se non creando un muro divisorio tra il pontefice e i suoi fedeli, cosa impensabile». Ha aggiunto che Ratzinger voleva avvicinare la folla e la sicurezza vaticana, pur reagendo "con prontezza", non poteva sempre evitare simili episodi. Padre Lombardi ha anche riferito che «la giustizia della Santa Sede è in genere molto benevola». Le reazioni internazionali sono state di preoccupazione e incredulità, come espresso dal presidente del Consiglio Berlusconi.

Il Messaggio di Pace e Umiltà di Benedetto XVI

L'Omelia contro il Consumismo e per la Non-Violenza

Nell'omelia della notte di Natale, Papa Benedetto XVI ha pronunciato un potente monito contro il consumismo, affermando: «Oggi il Natale è diventato una festa dei negozi, il cui luccichio abbagliante nasconde il mistero dell'umiltà di Dio, la quale ci invita all'umiltà e alla semplicità». Ha pregato per la fine delle ostilità nel mondo: «I bastoni dell'aguzzino, i mantelli intrisi di sangue e gli stivali rimbombanti dei soldati vengano bruciati, così che la Tua pace vinca in questo nostro mondo».

Il Papa ha invitato a «guardare Dio» e ad imparare da Lui «la bontà» e «l’umiltà», che definiva la «vera grandezza». Ha lanciato un ennesimo appello alla pace nell’immagine di Dio che si fa presente agli uomini in forma di bambino: «Tale è la novità di questa notte - ha detto il Papa - la Parola può essere guardata, poiché si è fatta carne». Ha sottolineato che «il segno di Dio, che viene dato ai pastori e a noi, non è un miracolo emozionante. Il segno di Dio - ha evidenziato il pontefice - è la sua umiltà». Un Dio che si fa «piccolo», diventa «bambino», «si lascia toccare e chiede il nostro amore». Benedetto XVI si è rivolto anche ai non credenti con un invito a «svegliarsi» al messaggio di Dio, l'unica speranza per il «mondo moderno, vittima di un egoismo che ci tiene prigionieri dei nostri interessi e desideri e schiacciati da tutte le cose urgenti della vita quotidiana».

Benedetto XVI in abiti liturgici durante la Messa di Natale

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