Ogni anno, il 15 agosto, la Chiesa celebra la solennità dell’Assunzione in cielo della Vergine Maria. Questa ricorrenza, la più importante dedicata alla Madre di Dio, invita i fedeli a una più profonda riflessione sulla sua figura e sul significato di questo dogma. La storia e il significato di questa verità di fede, proclamata nel 1950, affondano le radici in secoli di devozione, teologia e pietà popolare.
Quando la Chiesa afferma che Maria Santissima è Assunta in cielo, intende proclamare una meravigliosa certezza: Maria, terminato il corso della vita terrena, fu trasferita in Paradiso sia con l’anima, sia con il corpo. Questa verità fu proclamata in maniera solenne da papa Pio XII il 1° novembre 1950, con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus. La Chiesa afferma che, così come fu preservata la verginità di Maria, fu preservata anche la corruzione del suo corpo, a differenza di tutti gli altri uomini per i quali la risurrezione avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il giudizio universale.
Le Origini e lo Sviluppo Storico del Dogma dell'Assunzione
Il cammino dell'anno liturgico, a partire dalla Pasqua, è un susseguirsi di festività che uniscono cielo e terra: dalla Resurrezione all’Ascensione di nostro Signore, dallo Spirito Santo che scende sulla terra con la Pentecoste alla Trasfigurazione di Gesù. In questo percorso, l’Assunzione di Maria, il 15 agosto, si inserisce come culmine, con la Vergine salita in cielo in corpo e anima. Questa successione liturgica non è casuale, ma approfondisce e rinnova il progetto salvifico di Dio.
L’Assunzione ricorda il dies natalis di Maria, ovvero il giorno che segna la fine della sua vita terrena e l’inizio di quella trascendente, senza fine, accanto al Figlio. Nel mondo paleocristiano, il dies natalis era il giorno della morte del credente, non come fine dell'esistenza umana ma come rinascita, motivo per cui la memoria liturgica dei santi cade sempre nel giorno della loro morte.
Il Concilio di Efeso e la Theotokos
Un momento cruciale per la mariologia fu il Concilio di Efeso del 431, convocato da Teodosio II. In quella sede, a Maria fu conferito l’appellativo di Theotokos (dal greco Θεοτόκος), "portatrice - ovvero madre - di Dio", superando la definizione più cauta di Christotokos (dal greco Χριστοτόκος), "portatrice di Cristo", proposta dall’arcivescovo di Costantinopoli Nestorio. Dalla definizione conciliare scaturiva la naturale deduzione che Maria, avendo portato nel grembo Dio e quindi essendo esente da ogni forma di peccato, non poteva essere soggetta alle leggi della natura. Le spoglie della Madre di Dio non potevano essere corrotte dalla morte; il suo corpo doveva essere preservato, ed è così che fu assunta in cielo interamente, in anima e corpo.
Come recita un’omelia di San Giovanni Damasceno:
- "Era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte."
- "Era conveniente che colei che aveva portato nel seno il Creatore fatto bambino abitasse nella dimora divina."
- "Era conveniente che la Sposa di Dio entrasse nella casa celeste."
- "Era conveniente che colei che aveva visto il proprio figlio sulla Croce, ricevendo nel corpo il dolore che le era stato risparmiato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre."
- "Era conveniente che la Madre di Dio possedesse ciò che le era dovuto a motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre e schiava di Dio." (Homilia II in dormitionem B.V.M.)

Tradizione Apocrifa e Devozione Popolare
Il culto della Vergine si era formato ben prima del Concilio di Efeso, alimentato dalla fede e dalla devozione popolare, per poi fissarsi negli scritti apocrifi tra il IV e il V secolo. Per sopperire al silenzio dei Vangeli, che di Maria dicono molto poco, nacque una tradizione ricca di leggende e storie che parlavano diffusamente della sua vita, a partire dal Protovangelo di Giacomo del II secolo.
Per quanto riguarda le circostanze e le modalità della sua morte, le discussioni si approfondirono nel pieno V secolo. Si formarono due correnti principali:
- La prima, attribuita allo Pseudo Giovanni Evangelista, affermava che l’anima addormentata della Vergine sarebbe stata portata in cielo dagli angeli insieme al suo corpo, dove avrebbe atteso incorrotto il giorno della resurrezione dell’umanità.
- La seconda versione, di Melitone di Sardi, parlava della sua morte reale e della resurrezione dopo tre giorni, quindi assunta in cielo.
Nel contesto orientale si preferiva il termine koimesis, "dormizione", mentre in ambito occidentale si affermò il transitus con la conseguente assunzione.
Riconoscimento e Consolidamento
Nel IX secolo, papa Leone IV e il patriarca bizantino Nicola I riconobbero la festa dell’Assunzione di Maria. Alcuni secoli dopo, a seguito della visione ricevuta dalla mistica tedesca Elisabetta di Schönau (1129-1164), la devozione si accrebbe e la festa divenne un giorno di profonda venerazione. Nonostante le discussioni continuassero ad essere accese - e solo santi come Alberto Magno, Tommaso d’Aquino e Bonaventura sostenessero apertamente l’Assunzione - le posizioni avverse si fecero sempre più flebili. La devozione popolare, infatti, cresceva incessantemente, superando dubbi e distinzioni.
Gli scritti spirituali e letterari, così come le arti figurative, si moltiplicarono, testimoniando l'accettazione dell’Assunzione come un dato di fatto. Ad esempio, Dante Alighieri nel XXXIII canto del Paradiso descrive gli intensi versi di san Bernardo che intercede per il poeta e supplica la Vergine, affinché egli possa vedere Dio. Nelle famose definizioni - "Vergine Madre, figlia del tuo figlio" - Bernardo la chiama regina, avallando implicitamente la sua assunzione, poiché Maria è presente in persona, nella sua totalità di anima e corpo.

Il Trionfo della Devozione Mariana nei Secoli
Il Medioevo e il Rinascimento rappresentano il trionfo della devozione mariana. Nell'arte, le immagini dell’Assunzione si moltiplicarono, attingendo anche al mondo delle divinità pagane e delle epifanie classiche, mentre la scena della dormizione veniva relegata a un ruolo di minore importanza. Dopo la Controriforma, si affermò definitivamente la sola figurazione della Vergine che fluttua verso il cielo, circondata da una folla angelica.
Nonostante i profondi cambiamenti e la crescente secolarizzazione dei secoli successivi, la devozione alla Vergine non venne meno, anzi si accrebbe agli inizi del XX secolo. Il culto della Vergine Maria risponde, infatti, a un profondo bisogno di avere nella religione cristiana una figura femminile che esalti gli aspetti fondamentali della tenerezza e della dolcezza, su cui proiettare quel bisogno di protezione che solo una madre può dare.
Nel corso del XX secolo, i dogmi relativi all’Immacolata Concezione (proclamato nel 1854 da Papa Pio IX) e, più tardi, dell’Assunzione, furono la risposta a una pressante richiesta proveniente dal popolo. Le apparizioni della Vergine a Lourdes (Francia), a Fatima (Portogallo) e a Guadalupe (Messico) diedero ulteriore impulso a questa devozione, sullo sfondo delle guerre civili, mondiali e del dopoguerra. Nel 1940, tra Italia, Spagna e America Latina, furono raccolte più di otto milioni di firme che chiedevano al Papa una dichiarazione formale. Petizioni, preghiere, congressi di studio e studi teologici erano diventati una voce sola, chiedevano ciò che nel cuore era ormai una certezza di fede: la proclamazione di Maria Assunta.

Il Significato Teologico e Spirituale dell'Assunzione
Ma perché tutto questo per Maria, perché l’immediato dono della resurrezione? La risposta si trova nel suo ruolo unico nel piano di salvezza:
- Maria è la Vergine Madre di Dio: Il corpo di Maria è stato il tempio del corpo di Cristo. La carne di Cristo è la carne di Maria, un legame indissolubile che eleva la sua dignità.
- Maria è associata a Cristo in tutto: Più di ogni altro, ha collaborato all’opera di Cristo e alla Redenzione, al punto che alcuni desidererebbero per Maria il titolo di Corredentrice.
- Maria è nostra madre e regina: Ormai nel Regno di Dio, non è lontana da noi, ma si manifesta madre premurosa e attenta alle necessità dei figli.
La Chiesa può guardare a Maria per capire il proprio destino. La Chiesa che vive nella speranza di essere lei pure assunta, guarda a Maria e in Lei contempla con gioia, come in un’immagine purissima, ciò che essa desidera e attende di essere.
Come Immacolata Concezione, Maria aveva il ruolo di intercedere tra Dio e gli uomini; con la sua Assunzione, è diventata anche mediatrice tra Dio e gli uomini, quale estensione naturale dell’opera del Figlio sulla terra che si era incarnato nel suo seno. Già in tempi antichi, Maria è definita nei modi più dolci ed eccelsi. Lo pseudo-Agostino la definisce “finestra del cielo, perché attraverso lei Dio ha effuso sui secoli la vera luce. Maria è divenuta scala del cielo, perché attraverso di lei Dio è disceso sulla terra” (Discorsi 123,2).
Lectio per l’Assunzione di Maria
Il Magnificat: Cantico di Speranza e Umiltà
Ogni anno il 15 agosto, nella Santa Messa dedicata all'Assunzione, ci viene proposto come lettura del vangelo il Magnificat, il cantico di Maria in occasione della sua visita a Elisabetta. Questo cantico è centrale per comprendere la figura di Maria.
Maria canta: "L’anima mia magnifica il Signore…". Magnificare significa considerare grande. Maria fa grande Dio e lo vede come un amante generoso, capace di dare la vita, vittorioso su ogni male. Maria ha considerato "grande" Dio quando era sulla terra e oggi lo riceve "grande" in paradiso. La conseguenza di averlo fatto grande è l’esultanza, la gioia. Maria non si compiace di se stessa, ma riconosce che la gioia che sperimenta è frutto dell’amore misericordioso di Dio che si è chinato sul nulla della sua serva.
Ci si chiede cosa abbia attirato lo sguardo di Dio su Maria per renderla così grande, risorta come Gesù? E cosa attirerà lo sguardo di Dio su di noi? Non la nostra perfezione o bontà, ma l’umiltà. Maria è come il nulla, il vuoto, che può quindi ricevere, essere riempito dalla grazia. Per Maria l’umiltà non è una virtù da conquistare, ma la semplice consapevolezza di essere terra. E se si trova in una situazione così meravigliosa, è perché Dio ha agito in lei facendo meraviglie. Tutto ciò che Dio ha compiuto può trovare l’origine e la sintesi in una sola parola: egli è misericordioso, e non può non amare. Da qui scaturisce la speranza e la fiducia.
Guardando Maria che in Paradiso canta nella maniera più vera e completa il suo Magnificat, anche noi proclamiamo ogni giorno questo cantico di speranza. Seppur all'inizio del nostro cammino terreno, lo ripetiamo sapendo che sarà nostro anche domani, quando, lo vogliamo sperare, con Maria saremo nel Paradiso. È un cantico che ci ricorda l'importanza della nostra fatica come risposta all’amore di Dio.
La Speranza per i Fedeli
Il contributo di freschezza alla fede e di forza alla vita cristiana di Maria Assunta in cielo è la certezza che la risurrezione di Gesù ha fatto sì che la fine della nostra vita non sia l'orizzonte terreno. Come ci ricorda san Paolo con il suo celebre grido di sfida: "Dov'è, o morte, la tua vittoria? Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo". Il primo testimone di questa vittoria è Maria, creatura come noi, con la stessa nostra "carne" (gioie e dolori, fatiche e speranze, delusioni e entusiasmi) nella cittadinanza nei cieli, per garantirci che anche per noi sarà così.
Averla davanti agli occhi non è un pensiero astratto o ininfluente rispetto al nostro quotidiano. Tutt'altro! Ci dà coraggio. Ci stimola a non farci vincere dalla paura del male di fronte all'opera incessante e asfissiante di ciò che è negativo nel mondo. Maria assunta in cielo ci aiuta a camminare con gli occhi verso il cielo, ma con i piedi per terra. Tanti nel corso dei secoli si sono intestarditi ad affermare che credere nella vita eterna porta via da questa vita e la svuota di significato. Ma Maria Assunta in cielo ci fa guardare in alto, dove è il nostro traguardo, ricordandoci che lassù si arriva camminando con i piedi per terra, come lei, che guardando il cielo aprirsi, si mise in cammino per andare da "Elisabetta", cioè dagli altri.
Ferragosto: Tra Origini Pagane e Festività Cristiana
Il 15 agosto i cattolici festeggiano l’Assunzione della Beata Vergine Maria. Tuttavia, le altre confessioni cristiane hanno approcci diversi: gli ortodossi celebrano la Dormizione di Maria, mentre le Chiese protestanti non credono nell’Assunzione di Maria, in quanto non se ne parla nel Nuovo Testamento.
La ricorrenza si è innestata su una precedente festa precristiana che dà il nome a questo giorno: Ferragosto, derivante da Feriae Augusti, ovvero le "feste di Augusto". Questa festività aveva origini pagane e nel 18 a.C., durante gli Augustali, si dava inizio a un periodo di riposo con banchetti e corse di cavalli cui partecipavano tutti, anche schiavi e serve. Inizialmente la festa ricadeva il 1° agosto, ma, quando il Ferragosto assunse un significato anche religioso, la Chiesa Cattolica decise di spostarla al giorno 15 del mese.
Il Ferragosto, come lo celebriamo oggi, trova le sue radici anche nel ventennio fascista: in quegli anni erano in vigore, in questo periodo dell’anno, i "Treni popolari di Ferragosto", con biglietti molto vantaggiosi. Le famiglie italiane potevano usufruire di questi treni dal 13 al 15 agosto per visitare le città. Le gite non prevedevano il vitto, motivo per cui nacque la tradizione del pranzo al sacco ferragostano.

Celebrazioni e Tradizioni dell'Assunzione nel Mondo
Sono davvero numerosi i festeggiamenti tradizionali di Ferragosto in Italia e nel mondo, che uniscono spesso la devozione religiosa a tradizioni popolari secolari.
Tradizioni in Italia
- Il Palio dell’Assunta (Fermo): Considerato il palio più antico d’Italia, nato nel 1182 (anche se con origini dal 998 d.C.). Si tratta di una corsa di cavalli al galoppo lungo la via del mare, dove 10 Contrade si contendono la conquista del Palio dell’Assunta, in onore della patrona della città, Santa Maria Assunta.
- Il Palio di Siena: Imperdibile, vede 10 contrade partecipanti alla gara (le 7 contrade escluse l’anno precedente e 3 estratte a sorte) contendersi la vittoria. Il momento cruciale è la “mossa”, quando il mossiere abbassa il canapo per dare inizio alla corsa.
- Santa Maria di Leuca (Puglia): Il 15 agosto la Statua dell’Assunta viene portata in processione per tutto il paese, alla presenza del Vescovo e delle autorità civili e militari, fino ad arrivare al porto per essere imbarcata su una paranza di pescatori. Giunta nei pressi della marina di San Gregorio, ritorna a Leuca, dove viene ricollocata nella chiesa del Cristo Re e poi trasferita nel Santuario.
- La Vara di Messina (Sicilia): Conosciuta in tutto il mondo, già nella prima metà del '500 si svolgeva una splendida festa che culminava con la processione, il 15 agosto, della Vara (anticamente detta Bara). Questa imponente struttura piramidale comprende la tomba della Madonna circondata dagli apostoli, gli angeli che girano insieme al sole e alla luna, e sulla loro testa un globo stellato cinto dalla fascia dello zodiaco e in cima la figura di Gesù Cristo. Alcune specificità fanno della Vara di Messina uno degli apparati celebrativi più complessi nel panorama devozionale cristiano in ambito europeo, accompagnata dai due colossi di Mata e Grifone, dal Cammello e dai tamburi.
- La Faradda di li Candelieri (Sassari): Termine sassarese che indica la "Discesa dei candelieri". È la festa maggiormente sentita dalla popolazione sassarese, tanto da essere definita Festha Manna, ovvero “festa grande”, con enormi candelieri in legno addobbati, simbolo della luce divina.

Tradizioni Internazionali
- Mistero di Elche (Spagna): In Spagna, l’Assunzione è festeggiata con particolare fervore. Tra le usanze più celebri quella del Mistero di Elche, una sacra rappresentazione in due atti accompagnata da musiche medievali. Nel primo atto viene messa in scena la dormitio, cioè il trapasso della Vergine circondata dagli apostoli e dagli angeli; nel secondo l’Assunzione della Madonna al cielo e la sua incoronazione. È l’unica opera al mondo che, per concessione di papa Urbano VIII, può essere rappresentata in una chiesa, ed è stata dichiarata dall’UNESCO Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.
- Acadian Day (Canada): In Canada, si festeggia l’Acadian Day, legata all’Acadia, prima colonia francese dell’America settentrionale. Gli abitanti di quest’area decisero di prevedere una festa nazionale in onore di Maria, simboleggiata anche dalla stella d’oro posta nella bandiera della regione, adottata ufficialmente il 15 agosto 1884.
- Qixi Festival (Cina): In Cina si può assistere al Qixi Festival, risalente alle dinastia Han, che in qualche modo ricorda la festa di San Valentino. Attraverso rituali, preghiere e offerte si chiede di poter avere un matrimonio felice.