La città di Venezia, un centro nevralgico della storia europea, sorge su un arcipelago d'isolette, al margine tra la laguna viva e la laguna morta, a km. 4 dalla terraferma. La sua struttura topografica, nella sua complessa irregolarità, rispecchia chiaramente la decisiva influenza, esercitata in oltre 13 secoli di storia, dalle specialissime condizioni ambientali sull'insediamento umano. La città è sorta su 118 isolette (comprendendovi anche quelle di S. Giorgio Maggiore e della Giudecca), estendendosi da ovest ad est, dalla punta della Stazione Marittima al margine orientale verso la laguna, dietro S. Pietro, per una lunghezza di m. 4260, con una larghezza massima da nord a sud di m. 2790; un perimetro (comprese le isole della Stazione Marittima, di S. Giorgio, di S. Elena e la Giudecca) di km. 13,7 e una superficie di kmq. 7,062. Le isole un tempo erano in numero molto maggiore, perché con l'andare del tempo molti canali furono interrati: oggi ne esistono ancora 160.

La Struttura Urbana e la Vita Lagunare
È alla loro presenza che Venezia deve una delle sue caratteristiche topografiche inconfondibili, che la fanno unica al mondo, celebratissima. Il canale fondamentale, l'arteria maestra del centro, è il celebre Canal Grande o Canalazzo. Con il breve prolungamento del Canale di S. Chiara, è lungo m. 3800, largo da 30 a 70 m., profondo m. 5-5,50, e ha la forma di una gigantesca S inversa. Esso divide la città da NO. a SE. in due parti disuguali, terminando all'altezza del Bacino di S. Marco, dove confluisce nel più vasto Canale di S. Marco, su cui si affaccia il Palazzo Ducale. Nel Canal Grande sboccano 45 rii, che permettono le comunicazioni con tutti i sestieri della città. Si allinea lungo le sue sponde oltre un centinaio di palazzi dell'antica nobiltà veneziana, offrendo un quadro incomparabile di bellezza e di arte. Sorpassano il canale tre ponti (dell'Accademia, di Rialto, della Stazione). I rii o rielli sono di solito di modestissime dimensioni, misurando 4-5 m. di larghezza, raramente 8-10, e servono soltanto per il transito delle gondole e delle piccole imbarcazioni. Una delle caratteristiche di Venezia è il gran numero di ponti (circa 400), quasi tutti di pietra o di mattoni. Solo nel 1486 incominciò l'uso della costruzione dei ponti di pietra ad arco, che più tardi vennero muniti di parapetti con eleganti motivi architettonici.
Separata dal nucleo fondamentale urbano per mezzo del Canale della Giudecca, lungo m. 1680 e largo in media poco più di 300, si estende la Giudecca, un insieme di otto isolette, chiamata un tempo per la sua morfologia Spinalunga; deve l'attuale denominazione probabilmente alla dimora forzata dei Giudei. A oriente, separata dalla Giudecca dal Canale delle Grazie, sorge verso sud l'impareggiabile bacino di San Marco. Data la ristrettezza dello spazio fabbricabile è naturale che le aree a giardino siano molto poche, quando si eccettuino i Giardini Pubblici, creati per ordine di Napoleone I (1807), nella sezione sud-orientale della città. La città si divide in sestieri: San Marco, Castello, Cannareggio, S. Croce, S. Polo, Dorsoduro.

Venezia nel Quattordicesimo Secolo: Popolazione e Amministrazione
La popolazione di Venezia si è andata sviluppando e contraendo a seconda delle condizioni politiche, militari ed economiche, delle quali fu sempre indice sensibilissimo. Il governo della Serenissima fu forse il primo stato a comprendere l'importanza dei rilevamenti statistici, i primi dei quali risalgono al sec. XIII, e che dal sec. XV si susseguirono a periodi più o meno regolari di tempo. La città contava 133.000 abitanti nel 1338; quasi un secolo più tardi, all'apogeo della sua grandezza, si toccava la cifra di 190.000 individui, cifra non più raggiunta sino al sec. XX. Nel 1509 si piombò a soli 120.000 abitanti, l'anno fatale per la storia della repubblica, quando Venezia affrontò con fermo animo quasi tutta l'Europa coalizzata ai suoi danni. Le sorti migliorarono nei decennî successivi, tanto che nel 1563 si era di nuovo saliti a 183.000 abitanti. Gli anni successivi denotano un lento fatale declino; la lotta contro i Turchi e la perdita di tutti i possedimenti del Mediterraneo orientale arrecarono un colpo gravissimo alla sua egemonia economica, tanto che alla fine del sec. XVII la popolazione era di soli 139.000 abitanti. Si mantenne con alterna vicenda sui 130-140.000 per tutto il secolo successivo.
Il Ruolo Marittimo e i Contatti con l'Oriente
Anche al tempo gloriosissimo della repubblica il mare fu sempre la prima ragion d'essere di Venezia. Le navi, entrate nella Laguna, davano fondo in uno degli specchi più vicini della città: nel porto di S. Niccolò, di fronte all'Arsenale, poi in seguito più addentro, nel Canale e nel Bacino di S. Marco e nel Canale della Giudecca ovvero alle fondamente prospicienti i grandi mercati della città, a S. Pietro, alla Bragora, al Ponte della Paglia, alla Dogana da mar, alla Dogana da terra presso la Salute, alla Giudecca e lungo il Canal Grande, all'Erberia, al Fontego dei Tedeschi, al Fontego dei Turchi, ecc.
Venezia, con la sua ineguagliabile posizione geografica, serviva da punto di collegamento con i territori d'Oriente, inclusa la Terrasanta e le regioni d’Oltremare. Le rotte verso Gerusalemme ("verso Gerusalemme", "hierosolymitana") mantenevano viva l'importanza di questi percorsi marittimi e terrestri per scambi culturali, religiosi e commerciali. Sebbene le specificità di un viaggio di un Gran Sacerdote dalla Gerusalemme alla Venezia, proseguendo verso il Ducato di Borgogna nel XIV secolo, non siano dettagliate nelle fonti a nostra disposizione, la città lagunare rappresentava un ineludibile crocevia per qualsiasi movimento di persone e merci tra il Levante e l'Europa occidentale in quel periodo.
