Le rivelazioni contenute nelle opere di Maria Valtorta offrono una prospettiva profonda e dettagliata sulla dottrina della resurrezione, sia quella individuale che precede la fine dei tempi, sia quella finale che coinvolgerà l'intera umanità. Attraverso le parole di Gesù e dei suoi apostoli, viene chiarita la natura della resurrezione, distinguendola nettamente da concetti errati come la reincarnazione e ponendola come fondamento della fede cristiana.
Il Prologo della Resurrezione: L'Evento di Lazzaro
Gesù, proveniente da Ensemes, si dirige verso Betania, dove lo attende la triste notizia della morte dell'amico Lazzaro. La marcia è faticosa, ma Gesù procede rapidamente, mosso da un amore intenso. Giunto alle prime case di Betania, un ragazzetto, il piccolo Marco, lo avvista e corre ad avvertire le sorelle di Lazzaro. Tuttavia, le donne, rassegnate, hanno scacciato Marco, convinte che ormai fosse troppo tardi per un miracolo. Gesù preferisce prendere una viottola secondaria per raggiungere Lazzaro senza attirare l'attenzione, ma viene comunque notato e la notizia della sua presenza si diffonde rapidamente tra i numerosi visitatori presenti per il cordoglio.
Marta esce dalla casa e corre incontro a Gesù, gettandosi ai suoi piedi con un grido di dolore: «La pace a te, Maestro! Ma pace per la tua serva non c’è più. Lazzaro è morto! Se Tu fossi stato qui, egli non sarebbe morto. Perché non sei venuto prima, Maestro?». Nonostante il tono di rimprovero involontario, la sua fede rimane salda. Marta afferma: «Ma anche ora io spero, perché so che qualunque cosa Tu chiederai al Padre ti sarà concessa».
Gesù, con voce forte e un timbro che echeggia nel giardino, le risponde con una delle più potenti dichiarazioni della sua divinità: «Tuo fratello risorgerà. Alzati, Marta». E alla sua risposta: «Lo so, Maestro. Egli risorgerà all’ultimo giorno», Gesù replica solennemente: «Io sono la Risurrezione e la Vita. Chiunque crede in Me, anche se morto, vivrà. E chi crede e vive in Me non morrà in eterno. Credi tu tutto questo?».

Marta, stringendo le mani sul petto con ansia, risponde con una professione di fede inequivocabile: «Sì, Signore. Io credo questo. Credo che Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivo, venuto nel mondo. E che puoi tutto ciò che vuoi». Poco dopo, anche Maria corre verso Gesù, gettandosi ai suoi piedi con un pianto inconsolabile e lo stesso lamento della sorella. Gesù, commosso dal loro dolore, chiede: «Andiamo da Lazzaro. Dove lo avete posto?». Li conduce al sepolcro e, contemplando la pietra che lo sigilla, piange. Poi, con autorità, grida: «Levate quella pietra».
La Dottrina della Resurrezione Finale
La Testimonianza dell'Apostolo Giovanni
L'apostolo Giovanni, strumento fedele della Parola, rivela una profonda dottrina sulla resurrezione, affermando che essa è una realtà singolare e definitiva, in netto contrasto con l'idea della reincarnazione. Egli sottolinea che la sua fusione con il Maestro gli ha permesso di ripetere la Parola senza modifiche, rendendolo un mero strumento scritturale.
Giovanni proclama la santità della Parola di Dio, paragonandola all'Eucaristia: «È l’Eucarestia della Parola, non meno santa della Eucarestia dell’altare». Ricorda le parole di Gesù: «Beati quelli che conservano in cuore la Parola di Dio», e «Chi ascolta la mia Parola ha la vita eterna», e ancora: «Io sono il Pane vivo che dal Cielo discende. Chi mangia di Me non morrà ed Io lo risusciterò l’ultimo giorno». Questo significa che il Maestro offre un'unica sorte a chi si nutre di Lui: Verbo del Padre e Pane del Cielo.
Giovanni si rivolge a coloro che brancolano nel buio, invitandoli ad accogliere la verità del Cristo: «Lasciate l’eterno Omicida il quale perì, e fa perire, perché non perseverò nella verità... Credete nel Cristo che non può mentire, perché è Dio e di Dio ha la Perfezione. Egli vi dice, e più e più volte: “Io vi risusciterò”. Potrebbe Egli dire parola impropria, Egli, il Perfetto nella Scienza e nell’Intelligenza? Egli dice “risusciterò”, non dice “rincarnerò”». Gesù specifica: «nell’ultimo giorno», e ribadisce: «Come il Padre risuscita i morti e rende loro la vita, così pure il Figlio dà la vita a quelli che vuole... Chi ascolta la mia parola e crede in Colui che m’ha mandato, ha la vita eterna e non incorre in condanna, ma passa da morte a vita... Viene l’ora in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e chi l’avrà sentita vivrà. Vien l’ora in cui tutti nei sepolcri udranno la voce del Figlio di Dio e ne usciranno, quanti fecero bene, alla risurrezione della vita; quanti poi fecero male, alla risurrezione della morte».
Pertanto, il Cristo, che è Verità e Scienza, giura su una vita unica della carne e su una vita unica dello spirito. Questa vita si vive nella nostra "unica giornata di uomini" e poi, solo nell'ultimo giorno, al comando di Gesù-Dio, risorge per rivestire lo spirito. Non vi è reincarnazione: «Venuta per voi la sera ed entrati nel sonno della notte umana, non vi è più risurrezione possibile attraverso nuove fasi vitali. Vi è solo, se siete dei morti dello spirito, morte».
La Confutazione di Paolo sulla Reincarnazione
L'apostolo Paolo, con veemenza, confuta la teoria della reincarnazione, che vede riemergere tra i cristiani nonostante secoli di predicazione evangelica. Egli la definisce una "muffa" che rifiorisce in epoche di oscuramento spirituale, segno di un "tramonto e non di un’aurora dello spirito".
«Stolti! I morti non ritornano. Con nessun nuovo corpo. Non vi è che una risurrezione: quella finale. Non siete, no, non siete, voi fatti ad immagine e somiglianza di Dio, dei semi che per ciclo alterno spuntano e si fanno stelo, fiore, frutto, seme e, da seme, stelo, fiore, frutto. Voi siete uomini, non erbe del campo. Voi siete destinati al Cielo non alla stalla del giumento. Voi possedete lo spirito di Dio». Paolo argomenta contro l'idea di un Dio limitato nella sua capacità di creare spiriti, costretto a "riusare" quelli già esistenti. «O stolti, stolti, stolti! Voi non siete merci, pergamene o semi. Voi siete uomini. Il corpo, come seme, cade, finito il suo ciclo, nella corruzione della fossa. Lo spirito torna alla sua Fonte per essere giudicato se è vivo o putrido quanto la carne, e a seconda del suo essere va al suo destino».

Paolo esorta i credenti a liberarsi da queste "catene" pericolose create da Satana, invitandoli a dire a Cristo: «Vengo a Te» e a Satana: «Indietro, in nome di Gesù». La verità è nel Vangelo di Cristo, che è immutabile attraverso i secoli. «Non ve ne è altro. Vi fosse stata una seconda o più altre vite, Egli lo avrebbe detto. Non siete parsi o scintoisti; siete “cristiani”. Lasciate dunque le chimere, gli errori, gli inganni che Satana suscita per strapparvi a Dio e credete a quanto Cristo ha detto. Chi ama crede. Chi poco ama dubita. Chi non ama accetta una dottrina contraria».
La Resurrezione di Gesù: Modello e Promessa
L'Evento Miracoloso
All'alba del terzo giorno, il cielo all'oriente si tinge di rosa. Improvvisamente, una meteora splendente, una palla di fuoco di insostenibile fulgore, discende velocissima verso la Terra, annullando la luce rosata dell'aurora. Accompagnata da un boato potente e solenne, la meteora si abbatte contro l'inutile serrame del Sepolcro, divellendolo e atterrando le guardie con terrore e fragore. Questo ritorno dello Spirito del Signore sulla Terra provoca un nuovo terremoto, simile a quello che aveva accompagnato la sua partenza.
Il "Voglio" dello Spirito divino alla sua Carne fredda non ha suono udibile, ma è un comando dall'Essenza alla Materia immobile. La Carne gloriosa riceve il comando e obbedisce con un profondo respiro. Sotto il sudario e la sindone, la Carne si ricompone in bellezza eterna, si desta dal sonno di morte, torna dal "niente" in cui era, vive dopo essere stata morta. Con un moto repentino, dal momento in cui muove le mani incrociate al momento in cui appare in piedi, Egli è imponente, splendidissimo nella sua veste di materia immateriale, soprannaturalmente bello e maestoso. La sua luce non è quella della Terra o degli astri, ma la Luce di Dio, un fulgore paradisiaco che si aduna in un solo Essere, adornato di azzurri inconcepibili, fuochi d'oro per i capelli e candori angelici per veste e colorito.

Le Riflessioni di Gesù sulla Sua Resurrezione
Gesù stesso spiega la sua resurrezione, rivelando che le preghiere ardenti di sua Madre, Maria, avevano anticipato di qualche tempo l'evento. Aveva detto: «Il Figlio dell’uomo sta per essere ucciso, ma il terzo giorno risorgerà». E benché il suo corpo fosse rimasto senza vita per sole trentotto ore, non le settantadue usualmente considerate per "tre giorni", l'anticipo fu un miracolo dovuto a Maria. «Ed Io, alla prima alba del terzo giorno, sono sceso come sole che scende e del mio fulgore ho sciolto i sigilli umani così inutili davanti alla potenza di un Dio, della mia forza ho fatto leva per ribaltare l’inutilmente vegliata pietra, del mio apparire ho fatto folgore che ha atterrato le tre volte inutili guardie messe a custodia di una Morte che era Vita».
Con potenza divina, lo Spirito di Gesù è entrato come "spada di Fuoco divino a riscaldare le fredde spoglie del mio Cadavere", e al nuovo Adamo lo Spirito di Dio ha alitato la vita, dicendo a Se stesso: «Vivi. Lo voglio». Gesù, che aveva risuscitato i morti quando era ancora il Figlio dell'uomo, non poteva forse risuscitare Se stesso ora che era il Figlio di Dio, "il Primo e l’Ultimo, il Vivente eterno, Colui che ha nelle sue mani le chiavi della Vita e della Morte"? Il suo Cadavere ha sentito la Vita tornare in Lui.
Gesù descrive il suo ritorno alla vita come un uomo che si sveglia da un sonno profondo: un respiro profondo, il sangue che ricomincia a circolare, il pensiero che torna alla mente. Come un uomo ferito risanato da una potenza miracolosa, le sue ferite si rimarginano, spariscono lividi e piaghe, la forza ritorna. «Fui morto. Ora vivo! Ora sorgo! Scuoto i lini di morte, getto l’involucro degli unguenti. Non ho bisogno di essi per apparire Bellezza eterna, eterna Integrità. Io mi rivesto di veste che non è di questa Terra, ma tessuta da Colui che mi è Padre e che tesse la seta dei gigli verginali. Sono vestito di splendore. Mi orno delle mie Piaghe che non gemono più sangue ma sprigionano luce».
I suoi angeli, l'angelo della sua vita d'uomo e l'angelo del suo dolore, sono prostrati ad adorare la sua Gloria. Gesù esce nell'orto, tra bocci di fiori e rugiada, con i meli che aprono le corolle per formare un arco fiorito sul suo capo di Re e le erbe che fanno un tappeto di gemme ai suoi piedi. Il primo sole, il vento dolce d'aprile, la nuvola rosea e gli uccelli lo salutano. «Sono il loro Dio. Mi adorano. Passo fra le guardie tramortite, simbolo delle anime in colpa mortale che non sentono il passaggio di Dio. È Pasqua, Maria! Questo è bene il “Passaggio dell’Angelo di Dio”! Il suo Passaggio da morte a vita. Il suo Passaggio per dare Vita ai credenti nel suo Nome. È Pasqua! È la Pace che passa nel mondo. La Pace non più velata dalla condizione di uomo».
Il primo a cui Gesù si presenta è sua Madre: «E vado dalla Madre. È ben giusto che ci vada. Lo è stato per i miei angeli. Ben di più lo è per quella che, oltre che mia custode e conforto, mi è stata datrice di vita. Prima ancora di tornare al Padre nella mia veste d’Uomo glorificata, vado dalla Madre. Vado nel fulgore della mia veste paradisiaca e delle mie Gemme vive. Ella mi può toccare, Ella le può baciare, perché Ella è la Pura, la Bella, l’Amata, la Benedetta, la Santa di Dio. Il nuovo Adamo va all’Eva nuova. Il male è entrato nel mondo per la donna, e dalla Donna fu vinto. Il Frutto della Donna ha disintossicato gli uomini dalla bava di Lucifero. Ora, se essi vogliono, possono esser salvi».
Successivamente, Gesù si presenta a Maria di Magdala, "alla donna redenta, alla capostipite, alla rappresentante di tutte le creature femminee che sono venuto a liberare dal morso della lussuria". Non le permette di toccarlo, poiché "Ella non è la Pura che può toccare, senza contaminarlo, il Figlio che torna al Padre. Molto ha ancora da purificare con la penitenza". Tuttavia, il suo amore merita questo premio: «Ella ha saputo risorgere per sua volontà dal sepolcro del suo vizio, strozzare Satana che la teneva, sfidare il mondo per amore del suo Salvatore, ha saputo spogliarsi di tutto che non fosse amore, ha saputo non essere più che amore che si consuma per il suo Dio. E Dio la chiama: “Maria”. Odila rispondere: “Rabboni!”». A lei, che lo ha meritato, affida l'incarico di essere la messaggera della Resurrezione. Gesù rivela di amare anche chi fu colpevole, ma volle uscire dalla colpa: «Neppure a Giovanni Io mi mostro per primo. Ma alla Maddalena».
Maria Maddalena: Il Suo Ruolo Fondamentale nella Risurrezione #MariaMaddalena #Risurrezione
Il messaggio finale di Gesù è di speranza e salvezza per tutti i suoi figli: «Quando mi amate sino a vincere tutto per Me, Io vi prendo il capo ed il cuore malato fra le mie mani trafitte e vi alito in volto il mio Potere. E vi salvo, vi salvo, figli che amo. Voi tornate belli, sani, liberi, felici. Voi tornate i figli cari del Signore. Faccio di voi i portatori della mia Bontà fra i poveri uomini, coloro che testimoniate della mia Bontà ad essi per farli persuasi di essa e di Me. Abbiate, abbiate, abbiate fede in Me. Abbiate amore. Non temete».
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