Via Arcangelo Corelli, 56: Un tragico ritrovamento e il contesto della comunità dei senza fissa dimora a Milano

Un tragico evento ha scosso la tranquillità di via Arcangelo Corelli, 56, a Milano, dove un uomo di 56 anni, di origine marocchina, è stato trovato senza vita sabato sera. Le autorità sono state allertate poco prima delle 23:00, ma all'arrivo dei sanitari del 118, per la vittima non c'era più nulla da fare. L'uomo, un senza fissa dimora, pare avesse scelto quella zona, sotto il viadotto della tangenziale, come luogo dove trascorrere le notti.

L'allarme è stato dato da un conoscente del 56enne, che non aveva sue notizie da alcuni giorni e si era recato in via Corelli per cercarlo, sapendo che quello era il suo giaciglio. Secondo le prime indagini, l'uomo sarebbe deceduto per cause naturali.

vista di un quartiere urbano con un viadotto

Il contesto dei senza fissa dimora a Milano

Questo triste episodio si inserisce in un contesto più ampio di emergenza sociale a Milano. Solo pochi giorni prima del ritrovamento, era stato completato il censimento dei clochard in città, rivelando una realtà preoccupante: almeno 2.343 persone vivono in strada o nei centri di accoglienza, nonostante questi ultimi dispongano ancora di posti liberi.

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, insieme all'assessore al welfare Lamberto Bertolè, aveva visitato il centro di accoglienza di via Sammartini pochi giorni prima. Il sindaco ha sottolineato la disponibilità di posti letto e pasti caldi, invitando i cittadini milanesi ad aiutare a convincere chi vive per strada a cercare riparo, specialmente durante i periodi di freddo intenso. "Chi sta in strada lo fa per scelta perché lo spazio c’è", ha affermato Sala, lanciando un appello alla comunità.

Il "piano freddo", attivo dal 25 novembre all'8 marzo, rappresenta un potenziamento dell'offerta ordinaria del Comune per le persone senza dimora. Lamberto Bertolè ha aggiunto che nelle prime settimane di applicazione del piano sono state accolte quasi 500 persone, che si aggiungono alle oltre 1.000 già assistite durante tutto l'anno. Ha inoltre evidenziato che una parte significativa di queste persone è al primo accesso, due terzi non hanno mai usufruito del piano freddo e una buona percentuale è di origine straniera (l'88%).

illustrazione di un centro di accoglienza per senzatetto con persone in fila per il cibo

Georg Friedrich Händel: un genio del Barocco

Il testo fornito include anche informazioni dettagliate sulla vita e la carriera del celebre compositore tedesco del periodo barocco, Georg Friedrich Händel (1685-1759). Nato a Halle, Händel trascorse la maggior parte della sua vita a Londra, diventando una figura di spicco nella scena musicale europea.

Primi anni e formazione

Händel nacque nel 1685 da Georg Händel, un illustre barbiere-chirurgo che serviva alla corte di Sassonia-Weissenfels, e Dorothea Taust. Nonostante il padre avesse destinato il figlio alla carriera legale, il giovane Georg Friedrich mostrò una straordinaria propensione per la musica. Grazie all'insegnamento dell'energico Zachow, Händel studiò organo, clavicembalo e composizione, approfondendo le differenze tra gli stili musicale tedesco e italiano.

A soli dodici anni, un breve soggiorno a Berlino gli permise di entrare in contatto con la corte del principe elettore Federico III di Brandeburgo. Successivamente, nel 1702, si iscrisse all'Università di Halle per studiare legge, seguendo la volontà paterna, ma la sua vera vocazione musicale ebbe il sopravvento. Nello stesso periodo, strinse un'importante amicizia con il compositore Georg Philipp Telemann.

ritratto di Georg Friedrich Händel

Carriera musicale: Amburgo, Italia e Londra

Nel 1703, Händel accettò una posizione come violinista e clavicembalista presso l'Oper am Gänsemarkt di Amburgo, dove produsse le sue prime opere, "Almira" e "Nero", nel 1705. Un aneddoto significativo del suo periodo amburghese riguarda un diverbio con il compositore Johann Mattheson, che culminò in un duello sulla piazza del mercato, fortunatamente interrotto dall'intervento del destino.

Il soggiorno di Händel in Italia, tra il 1706 e il 1710, fu cruciale per la sua formazione. Visitò Firenze, Venezia e Roma, entrando in contatto con importanti mecenati e compositori, tra cui i Medici, il cardinale Benedetto Pamphilj e il cardinale Pietro Ottoboni. A Roma, compose numerose cantate e l'oratorio "La resurrezione". La sua opera "Agrippina" fu rappresentata per la prima volta a Venezia nel 1709.

Nel 1710, Händel divenne Kapellmeister del principe Giorgio di Hannover, che nel 1714 sarebbe diventato re Giorgio I di Gran Bretagna. Decise infine di stabilirsi definitivamente in Inghilterra nel 1712. Qui, la sua produzione musicale fiorì, con la composizione di opere, oratori, inni e concerti che gli valsero grande fama e riconoscimento. Opere come "Musica sull'acqua", "Musica per i reali fuochi d'artificio" e il celeberrimo "Messiah" rimangono capisaldi della musica classica.

Nonostante le crescenti difficoltà di salute negli ultimi anni, Händel continuò a comporre e a godere di grande rispetto. Morì a Londra nel 1759, lasciando un'eredità musicale inestimabile.

Georg Friedrich Haendel

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