Vernazza, Oratorio del SS. Redentore: Storia e Spiritualità

Nel contesto della vita spirituale e assistenziale dell'Italia tra il XV e il XVI secolo, emerge la figura di Ettore Vernazza, un uomo che dedicò la sua esistenza alla promozione della carità e all'istituzione di opere di bene. La sua eredità spirituale è strettamente legata alla fondazione dell'Oratorio del Divino Amore, un movimento che ebbe un impatto significativo sulla società romana e genovese dell'epoca.

Ettore Vernazza: Un Uomo di Fede e Azione

Ettore Vernazza (Genova 1470 - 1524) fu una figura poliedrica: notaio, padre di famiglia e fervente cristiano. Rimasto vedovo, dedicò tutte le sue energie a opere di natura assistenziale, educativa e culturale, con un profondo radicamento religioso. La sua figura è ora oggetto di causa di beatificazione presso il Dicastero delle Cause dei Santi, promossa dall'Arcidiocesi di Genova, che nel 2024 ha celebrato il V Centenario della sua morte.

Ritratto di Ettore Vernazza

Nel 1497, Vernazza fu tra i promotori di una "devotissima compagnia" laicale, la Fraternitas Divini Amoris sub divi Hieronymi protectione. Questa confraternita si proponeva come fine principale quello di "radicare e piantare nei cuori l'amore di Dio, cioè la carità", attraverso l'esempio di vita e il nascondimento. Tale esperienza si inserisce nel più ampio movimento ecclesiale pre-tridentino.

L'Oratorio del Divino Amore a Roma

Lo spirito di Santa Caterina da Genova riviveva in Ettore Vernazza, suo compatriota. Verso il 1517, Vernazza impiantò a Roma la fondazione genovese dell'Oratorio del Divino Amore. Questo movimento ebbe un ruolo cruciale nel preparare le trasformazioni sociali e spirituali della Roma dell'epoca, che presentava tratti "paganizzanti". L'efficacia di questi uomini si manifestò anche attraverso opere esteriori di carità, come la trasformazione dell'ospedale di San Giacomo in Arcispedale degli Incurabili.

I viaggi di Vernazza a Roma furono determinanti per la nascita di questo nucleo romano. Tra il 1511 e il 1513, egli si adoperò per ottenere l'approvazione dei Capitoli della Compagnia del Divino Amore da parte di Giulio II e del suo successore Leone X. In questo periodo, Vernazza ebbe modo di incontrare figure ecclesiastiche di rilievo, come Gian Pietro Carafa (futuro Paolo IV) e Gaetano da Thiene, cofondatore dei Chierici Regolari Teatini. Il primo nucleo del Divino Amore a Roma trovò sede presso la chiesa dei SS. Silvestro e Dorotea a Porta Settimiana in Trastevere.

Mappa di Roma con indicazione di Porta Settimiana

La Trasformazione dell'Ospedale di San Giacomo

L'istituzione della Compagnia a Roma fu il primo passo verso l'apertura di un ospedale per gli ammalati incurabili e un conservatorio per le donne "convertite", seguendo il modello delle istituzioni genovesi. Nel 1515, la sede per l'assistenza agli incurabili venne individuata nell'antico ospedale di San Giacomo in Augusta. I membri della Compagnia del Divino Amore si fusero con quelli che gestivano l'ospedale, adeguando le regole alle nuove esigenze assistenziali. L'ospedale venne trasformato e ampliato, ottenendo l'approvazione di Leone X nel 1515 e divenendo Arcispedale immediatamente dipendente dal Sommo Pontefice nel 1516.

Vernazza non solo promosse l'iniziativa, ma intervenne anche economicamente, anticipando a titolo di mutuo senza interesse la somma di 100 ducati per la fase edificatoria. Nonostante i problemi di gestione, Vernazza dovette tornare a Roma per assumere la carica di Camerlengo, come risulta da un'annotazione del 12 gennaio 1517. Leone X favorì notevolmente l'Ospedale degli Incurabili e l'Oratorio del Divino Amore.

L'Opera di Vernazza a Napoli e il Suo Sacrificio

L'attività di Vernazza si estese anche a Napoli, dove, insieme a Maria Lorenza Longo (ora beata), istituì un Ospedale per gli Incurabili. La sua vita si concluse tragicamente il 27 giugno 1524: colpito dalla peste, morì nel volontario servizio agli ammalati, per i quali aveva anche costruito un Lazzaretto a Genova. La sua esistenza fu interamente dedicata all'amore di Dio e del prossimo, culminando in un'eroica offerta della vita.

Illustrazione di un lazzaretto storico

Roma ricorda ancora oggi Ettore Vernazza nella Basilica di Sant'Andrea della Valle dei Padri Teatini, dove una targa ricostruisce la storia della Compagnia del Divino Amore. Dopo la dispersione seguita al saccheggio di Roma del 1527, la Compagnia fu ristabilita nel 1667 presso la Chiesa di S. Maria in via Lata.

La Chiesa del SS. Redentore e l'Oratorio a Vernazza

Il testo fornito include anche informazioni su diverse chiese e oratori, tra cui la Chiesa del SS. Redentore e l'Oratorio di San Rocco a Vernazza.

La Chiesa del SS. Redentore

Nella seconda metà del XVIII secolo, a causa del precario stato conservativo delle chiese coparrocchiali di S. Grisogono e S. Cristoforo, la fabbriceria deliberò l'edificazione di una nuova unica chiesa parrocchiale dedicata al SS. Redentore. Il progetto dell'architetto Nicolino de' Conti di Calepio fu realizzato tra il 1769 e il 1778. La chiesa fu consacrata il 10 settembre 1808. La facciata posteriore è opera dell'architetto G. Berlendis, mentre il campanile risale al 1938, su progetto dell'ingegnere Luigi Angelini. L'interno, in stile settecentesco, presenta tre navate e ospita numerose tele di autori famosi.

Facciata della Chiesa del SS. Redentore

Attiguo alla chiesa si trova l'ex oratorio del Sacro Cuore, progettato dall'ingegnere Angelini nel 1923 e restaurato nel 2000.

L'Oratorio di San Rocco a Vernazza (Genova)

La chiesa di San Rocco di Vernazza, situata a Genova, ha origini da un antico oratorio, sede dell'Arciconfraternita San Rocco di Vernazza Morte e Orazione, fondata il 29 giugno 1468. Sul finire del 1897, l'Arciconfraternita cedette la sua sede per dare vita a una nuova parrocchia autonoma, eretta ufficialmente nel 1898.

In precedenza, nel borgo sopra Vernazza esisteva una cappella privata. Una nuova cappella fu edificata a partire dal 1468 nella località allora chiamata Lo Vigo, su un terreno donato dal patrizio genovese Agostino Salvago. L'oratorio della confraternita è citato in documenti risalenti al XVI e XVII secolo.

L'oratorio di San Rocco di Vernazza subì la chiusura nel 1811 a causa delle leggi napoleoniche di soppressione degli istituti religiosi, ma fu riaperto già nel 1812. Nel 1897, i confratelli donarono il loro oratorio, gli arredi sacri e i beni immobili per costituire la nuova parrocchia.

Interno della Chiesa di San Rocco di Vernazza con gruppo ligneo

Nel 1923, la chiesa fu ricostruita dall'architetto Lorenzo Basso in stile neogotico. All'interno sono conservate opere d'arte significative, tra cui un gruppo ligneo con San Rocco ai piedi del Redentore, che rappresenta il santo nella sua funzione di protettore degli appestati. L'altare maggiore, di scuola genovese del Settecento, presenta una pala d'altare raffigurante la Gloria di san Rocco, dipinta da Andrea Carpi.

La comunità di Vernazza, in seguito a un voto fatto a San Rocco durante un'epidemia di peste nel 1576, pose la prima pietra di un pilone votivo. L'anno successivo, un abitante della zona donò una casa diroccata e il terreno adiacente per edificare un oratorio votivo in onore di San Rocco.

Santuario della Madonna del Divino Amore: la storia e la voce dei fedeli

tags: #vernazza #oratorio #ss #redentore