Lo spazio gioioso dei cinquanta giorni pasquali culmina con la domenica di Pentecoste, che celebra l'effusione dello Spirito, dono del Risorto, e la nascita della Chiesa. Questa solennità, insieme alla Pasqua, è la festa più importante dell'anno liturgico e trae origine dal contesto giudaico in cui il cristianesimo si è sviluppato.

L'Importanza della Veglia di Pentecoste
La Veglia di Pentecoste è un appuntamento significativo dell'anno liturgico, che conclude il tempo pasquale celebrando la discesa dello Spirito Santo. Nonostante non sia paragonabile alla Veglia Pasquale per la sua centralità nella celebrazione dei Sacramenti dell'Iniziazione cristiana, essa riveste un'importanza fondamentale nella vita liturgica della comunità.
Origini e Riscoperta della Tradizione
La Chiesa fin dall'antichità celebrava una Veglia anche a Pentecoste, che era una forma ridotta di quella pasquale e fungeva da sede supplementare per i battesimi. Questa Veglia fu soppressa con la riforma delle rubriche del 1960, ma la riforma liturgica successiva ha ripreso l'invito a celebrarla, rinnovandone i tempi e i criteri in analogia con la Veglia Pasquale.
L'attuale Messa vigiliare offre un ricco lezionario per celebrare un'autentica Veglia di Pentecoste, non più al mattino, ma nell'ora più consona dopo i primi vespri. Il Messale Romano, nella sua Terza edizione italiana, in uso nelle parrocchie, specifica in modo puntuale lo svolgimento di questa celebrazione prolungata, prevedendo anche l'inserimento dei Vespri.

Elementi e Struttura della Celebrazione
La Veglia di Pentecoste può essere arricchita da diversi elementi e segue una struttura che richiama quella pasquale:
- Liturgia della Luce: Essendo una celebrazione notturna, può essere arricchita da un adeguato lucernale.
- Liturgia della Parola: Si dà giusto valore alla sequenza "Veni Sancte Spiritus", un'accorata invocazione allo Spirito riconosciuto come consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolce sollievo, luce beatissima. Il lezionario prevede sei letture: quattro dall'Antico Testamento, un brano dal Nuovo Testamento (dalla Lettera ai Romani) e uno dal Vangelo di Giovanni.
- Liturgia Crismale: In analogia con la liturgia battesimale della Veglia Pasquale, si può pensare a una liturgia crismale che, mediante una solenne professione di fede, rinnovi nei fedeli il dono dello Spirito Santo ricevuto nel sacramento della Confermazione. Anche il rito dell'aspersione richiami il Battesimo nello Spirito.
- Liturgia Eucaristica: Nella preghiera eucaristica si fa menzione della solennità e si ricorre alla formula solenne della benedizione.
Il Messale Romano offre lo schema della veglia e le orazioni da dirsi dopo le singole letture. Altri elementi possono arricchire la celebrazione, come un solenne inizio con incensazione del cero Pasquale e un testo prolungato di annuncio della Pentecoste.
La Pentecoste
Il Dono dello Spirito e il Compimento dell'Amore
Con la Pentecoste, si giunge al compimento della Pasqua. Come narra Luca negli Atti degli Apostoli, cinquanta giorni dopo la resurrezione di Gesù, mentre i discepoli erano riuniti nel compiersi del giorno di Pentecoste (la festa ebraica), lo Spirito Santo scese su di loro, colmandoli di sé e permettendo loro di parlare in lingue diverse.
La Manifestazione della Trinità
La discesa dello Spirito Santo porta con sé la manifestazione piena della Trinità e rende il cristiano partecipe della comunione che lega Padre, Figlio e Spirito Santo, "introducendo il mondo negli 'ultimi tempi', il tempo della Chiesa, il Regno già ereditato, ma non ancora compiuto" (Catechismo della Chiesa cattolica, n. 732).
La Doppia Dimensione dello Spirito: Semplicità e Ricchezza
La preghiera nella Veglia di Pentecoste è vissuta sperimentando contemporaneamente due dimensioni: la semplicità e la ricchezza. Lo Spirito di Dio è capace di ricondurre all'essenziale e, nello stesso tempo, possiede una potenza generativa inesauribile. Egli è la sorgente di una novità originale, rappresentata dalle tante forme di vita cristiana, ma è anche un'energia unificante che unisce tutti i credenti.

L'Amore come Criterio e Frutto
Il Vangelo di Giovanni presenta il criterio del compimento della promessa di Cristo sulla venuta del Paraclito e il suo frutto per gli apostoli. L'evangelista continua a sviluppare il tema dell'Amore come fonte e culmine del compimento di questa venuta dello Spirito, che è il primo dono della morte e risurrezione di Cristo.
- Invito Comunionale: Gesù invita all'amore con un aspetto comunionale: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed Egli vi manderà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre". Questo invito e la vocazione all'amore riguardano tutti e preparano la comunità ecclesiale a vivere della presenza dello Spirito.
- Invito Soggettivo: Gesù rende il suo invito più intimo e personale: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui". Il frutto di questo amore soggettivo non è solo lo Spirito, ma soprattutto il divenire dimora del Padre e del Figlio Risorto.
San Paolo, nella Seconda Lettura (Rm 8,8-17), ricorda alla comunità di Roma che chi riceve lo Spirito è liberato dal dominio della carne, a patto di rimanere fiducioso e guidato dallo Spirito, amando Dio mediante Cristo.
La Veglia di Pentecoste come Veglia Battesimale
Nei secoli, la Veglia di Pentecoste riecheggiava la grande Veglia Pasquale, e in essa si celebravano anche i battesimi. Questo fatto viene rivissuto oggi, poiché la Veglia di Pentecoste, insieme a quella di Pasqua, non è paragonabile a nessun'altra veglia. Coloro che vivono questa veglia sono chiamati a riproporre a se stessi la consapevolezza di cosa significhi essere battezzati, che è la condizione fondamentale del cristiano e si identifica con la condizione del laico cristiano.
Unità e Missione nella Città
La Veglia unisce la Chiesa in una grande preghiera per i cristiani perseguitati, una realtà che rivela la pigrizia di considerare l'essere cristiano come qualcosa di scontato. I fratelli e sorelle perseguitati per la fede provocano i credenti a riflettere sulla loro testimonianza, segnata da paura, sofferenza e morte, ma anche dal coraggio di stare nella persecuzione da cristiani secondo il Vangelo.

La Comunità Cristiana e la Città
La preghiera è alimentata dalla Parola di Dio, come il capitolo 12 della lettera ai Corinzi, che evidenzia il rapporto tra la comunità cristiana e la città. I cristiani sono chiamati a essere una presenza evangelica e evangelizzatrice nella città, riconoscendosi e nutrendosi continuamente della vita di una comunità, immaginata da Paolo come un corpo unificato dallo Spirito e modellato dall'Eucaristia.
Questo corpo si mette in relazione con la città in uno spirito di servizio, perché è lo stesso corpo di Cristo. Nell'Eucaristia si riceve il dono dello Spirito Santo, che riunisce i credenti in un solo corpo, affinché diventino in Cristo un solo corpo e un solo spirito, e siano un sacrificio perenne gradito a Dio.
La Testimonianza Corale e Comunitaria
Ciò che appare più necessario è una testimonianza corale e comunitaria. I carismi, come ricorda l'Apostolo, "sono dati per l'utilità comune", perché ognuno si prenda cura dell'altro. Il corpo di Cristo è al servizio della città, di quella umanità che prende forma nella città contemporanea, fatta di una pluralità enorme e di una moltiplicazione di possibilità.
Papa Francesco, nella sua enciclica "Evangelii Gaudium", invita a riconoscere la città a partire da uno sguardo contemplativo, uno sguardo di fede che scopra quel Dio che abita nelle case, nelle strade, nelle piazze. Una cultura inedita palpita e si progetta nella città, rendendo necessaria un'evangelizzazione che illumini i nuovi modi di relazionarsi con Dio, con gli altri, con l'ambiente e che susciti i valori fondamentali. Questo è il compito della Pentecoste: una presenza evangelica che diventa evangelizzatrice, raggiungendo i nuclei più profondi dell'anima della città.
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