Le Tre Novene alla Madonna del Rosario rappresentano una delle pratiche devozionali più sentite e miracolose legate al Santuario di Pompei, strettamente connesse alla figura del suo fondatore, il Beato Bartolo Longo, e all'apparizione mariana a Fortuna Agrelli.

Le Origini: La "Novena d'Impetrazione" del Beato Bartolo Longo
La storia delle Novene inizia con il Beato Bartolo Longo stesso. Egli, "oscuro ed ignoto," lavorava nella Valle di Pompei con l'intento di propagare il Rosario tra i poveri contadini. Nel mese di luglio del 1879, colpito da una "fiera infermità" (febbre tifoidea) che lo portò vicino alla morte, decise di scrivere una Novena alla prodigiosa Vergine del Rosario di Pompei.
Questa "Novena d'Impetrazione" fu concepita per impetrare grazie nei casi più disperati. Bartolo Longo dedicò un mese alla sua composizione, lavorando "fino al giorno dell'Assunta" e apportando correzioni davanti al quadro della Vergine. Si sentiva "mosso il cuore ed aprirsi una vena di lagrime" durante la rilettura, interpretando ciò come un segno della bontà dell'opera.
Il 15 agosto 1879, giorno dell'Assunzione, mentre per la prima volta veniva posta una corona d'oro sulla statua della Vergine, Bartolo Longo era a letto in preda a una grave ricaduta. In un momento di disperazione, pensò che l'unico espediente per far cessare la febbre tifoidea fosse "prendere un quadro della Vergine dalla Cappella e porlo nella mia stanza da letto." Fatto ciò, si rivolse con confidenza a Santa Caterina da Siena, invocandola come sua "cara Sorella" e chiedendo la sua intercessione. Miracolosamente, a mezzanotte, il dolore alla nuca e alla spina dorsale scomparve insieme alla febbre. L'umile scrittore della Vergine di Pompei visse e continuò la sua opera, sostenendo anche il "peso enorme di un giornale," un evento che egli stesso definiva un "gran prodigio."
La Madonna, desiderosa di mostrare il suo potere e la sua misericordia nel Santuario di Pompei, si compiacque di accogliere le intenzioni e le fatiche di Bartolo Longo, concedendo grazie a chiunque la pregasse con la Novena scritta dal suo "moribondo devoto."

L'Apparizione a Fortuna Agrelli e la "Novena dei 54 giorni"
La pratica delle "tre Novene" trova la sua origine in un evento miracoloso avvenuto nel 1884. La Madonna si degnò di apparire alla giovane Fortunatina Agrelli di Napoli, gravemente malata e considerata incurabile dai medici più celebri. Durante l'apparizione del 3 marzo, la Vergine, seduta su un trono e con il Bambino Gesù in grembo e un Rosario in mano, accompagnata da San Domenico e Santa Caterina da Siena, pronunciò queste dolcissime parole: "Ogni volta che vuoi grazie da me, fammi tre Novene con la recitazione delle quindici poste del Rosario ed altre tre Novene per ringraziamento."
La giovane Fortuna Agrelli seguì scrupolosamente le istruzioni e "risanò prodigiosamente," vivendo da allora sana e lieta. Questo evento diede vita alla cosiddetta "Novena dei 54 giorni", che prevede l'alternarsi di novene di petizione e di ringraziamento, indipendentemente dall'ottenimento della grazia.
Sull'esempio di Fortuna Agrelli, molte altre guarigioni miracolose si verificarono grazie alla recita di questa Novena, non solo in Italia (come per Annina Gamera, Teresa e Giuseppina Andolfi a Napoli, e Maria Galizzi a Roma, la cui guarigione il 31 agosto 1884 fu autenticata dal Card. Vicario), ma anche in Europa, America, Africa, India e Cina. Questi prodigi furono documentati e "autenticati con processo dell'art. Cardinal Vicario," con "documenti di Medici e di Sacerdoti e di valevoli testimoni," e riportati nel periodico "Il Rosario e la Nuova Pompei."
Nel 1894, ad Arpino (FR), Santa Caterina da Siena, rappresentata ai piedi della Vergine nell'Icona pompeiana, apparve a una giovane moribonda invitandola a recitare la Novena. Al termine della preghiera, la giovane fu perfettamente guarita.
Come si Recitano le Tre Novene (La Novena dei 54 Giorni)
La "Novena del Rosario di 54 giorni" è una serie ininterrotta di Rosari in onore della Madonna, strutturata come segue:
- 27 giorni di preghiera di petizione (corrispondenti a tre novene).
- 27 giorni di preghiera di ringraziamento (corrispondenti ad altre tre novene), da recitare immediatamente dopo, indipendentemente dal fatto che la grazia sia già stata concessa.
Ogni giorno si recitano cinque decine del Rosario. Le meditazioni sui misteri variano quotidianamente:
- Primo giorno: Misteri Gaudiosi
- Secondo giorno: Misteri Luminosi
- Terzo giorno: Misteri Dolorosi
- Quarto giorno: Misteri Gloriosi
- Quinto giorno: di nuovo i Misteri Gaudiosi, e così via per tutti i 54 giorni.
Questa è una novena "laboriosa, ma una novena di Amore," che richiede impegno e perseveranza nella fede.
Durante la recita della Novena, in particolare quella di Bartolo Longo, viene spesso inclusa una preghiera a Santa Caterina da Siena, riconoscendola come protettrice e mediatrice presso la Regina del Rosario, con la quale si chiede di unirsi in preghiera per ottenere la grazia desiderata. Ad esempio, una parte della preghiera recita: "O Santa Caterina da Siena, mia Protettrice e Maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, affinché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia."
Il Santuario di Pompei e la Diffusione del Culto
Il culto della Madonna del Rosario risale al XIII secolo e fu diffuso grazie all'ordine dei Domenicani. Nel 1572, Papa Pio V istituì la festa del Santo Rosario dopo la vittoria della flotta cristiana sui turchi musulmani nella Battaglia di Lepanto del 1571, vittoria che il Papa attribuì all'intercessione di Maria, alla quale aveva invitato il popolo a pregare con la recita del Rosario.
Il Beato Bartolo Longo, in origine un avvocato anticlericale che aveva abbracciato lo spiritismo, si convertì grazie all'amico Vincenzo Pepe e a padre Radente, un domenicano, entrando nel Terz'Ordine di San Domenico. Si dedicò alle opere di assistenza e, recandosi spesso a Pompei per amministrare i beni della contessa Marianna Farnararo De Fusco (che sposò solo per tacere le voci, vivendo in castità), prese atto dell'ignoranza religiosa della gente. Si dedicò così all'insegnamento del catechismo e alla pratica della recita del Rosario.
Un giorno, suor Maria Concetta de Litala gli donò una vecchia e trascurata tela raffigurante la Madonna del Rosario. Bartolo Longo la restaurò e la portò a Pompei, dove dal 13 febbraio 1876 fu esposta in una piccola cappella. A causa della moltitudine di pellegrini che accorrevano per le "abbondanti grazie e miracoli" che la Madonna elargiva, la cappella divenne troppo piccola. Così, già il 9 maggio 1876, iniziò la costruzione di un nuovo tempio, che fu inaugurato nel 1887. Oggi, la Madonna del Rosario di Pompei si festeggia il 7 ottobre e l'8 maggio con la recita della Supplica solenne.
Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei - 4K
La Novena oggi: Un Appello alla Preghiera e alla Crociata del Rosario
Ancora oggi, in momenti di grave crisi spirituale, sanitaria, economica o sociale, la recita delle Tre Novene alla Madonna del Rosario di Pompei viene riproposta come un potente strumento di intercessione. Gruppi di fedeli, come i "Coetus fidelium della Campania," invitano la Cristianità a unirsi nella "Crociata del Rosario."
Come ricordava Suor Lucia di Fatima, "Non c'è problema materiale o spirituale, personale o familiare, nazionale o internazionale che la recita del Rosario non possa aiutare a risolvere." La fiducia riposta nel Cuore Immacolato di Maria è la speranza per la cessazione di ogni flagello e l'ottenimento della divina Misericordia per l'umanità peccatrice. Molti, seguendo le indicazioni del Beato Bartolo Longo, si impegnano a recitare quotidianamente il Rosario con maggiore devozione e assiduità, convinti che "il Cuore Immacolato di Maria trionferà!"