Il candeliere d'altare, conosciuto anche come "cantare" nella terminologia ambrosiana, è un sostegno per un'unica candela posto sull'altare. Esso deriva senza varianti dalla suppellettile romana e, insieme al candelabro (sostegno per più candele), riveste un ruolo fondamentale nelle liturgie religiose cristiane, in particolare cattoliche. Entrambi gli oggetti rappresentano un aspetto liturgico essenziale durante la celebrazione del rito cattolico.
Sebbene posti sull'altare o in punti specifici della chiesa, candelieri e candelabri presentano una sostanziale differenza: il candeliere porta una sola candela o cero, mentre il candelabro ne riceve più di una. Questa distinzione è cruciale per comprendere le diverse tipologie e funzioni.
Simbologia della Luce e Collocazione Storica
Nella liturgia cristiana, l'uso del candeliere è molto antico, in quanto indissolubilmente legato alla simbologia della luce. Il suo utilizzo risale alle origini stesse della Chiesa ed è chiaramente connesso alla Luce come espressione della Fede, della Speranza e della Resurrezione di Cristo. Al di là dell'ambiente in cui veniva collocato, il candeliere ha sempre avuto un ruolo importante nella vita delle persone, rappresentando l'elemento protettivo dalle tenebre e dall'oscurità.
La candela sorretta dal suo candeliere rappresenta la luce che gli angeli portano sull'altare. I candelieri, in numero variabile, anche se solitamente previsti in coppia, vengono posti sia a destra che a sinistra del Crocifisso per testimoniare l'eterna vicinanza del Figlio di Dio agli Angeli che illuminano il cammino del Redentore. Gesù Cristo è creatura di luce, un aspetto altrettanto simbolico di entità effimera ma ben presente, energia che scaturisce direttamente dalle parole del Padre, "Fiat Lux". Il parroco, durante la celebrazione liturgica, accende le sue candele proprio innalzando e tramandando il valore della Genesi, che fu Luce all'inizio, poi materia, e la Luce è la fonte vitale dell'energia che gli angeli pongono sia a destra che a sinistra del Redentore sull'altare.
Evoluzione della Collocazione sull'Altare
Nel Medioevo, vi era l'uso di mettere i candelieri a terra (quattro a destra e tre a sinistra dell'altare), poiché il papa Leone IV (847 - 855) aveva vietato formalmente di collocarli sull'altare. Prescrizioni contrarie alla disposizione sulla mensa dei candelieri indicavano, viceversa, di collocarli a terra, dietro o davanti all'altare, come vengono infatti illustrati in coppia nella coperta eburnea del IX-X secolo conservata a Francoforte sul Meno.
La pratica di disporre in terra i candelieri è precisata da una rubrica dell'Ordo Romanus primus (VIII secolo), che per prima testimonia anche l'uso codificato di un vero e proprio servizio di cereostata in diretto rapporto con l'ufficio della messa.

Solo a partire dall'XI secolo è accertabile la presenza dei candelieri sulla mensa d'altare. Tale consuetudine risulta poi codificata ed espressamente prescritta da Innocenzo III (1198-1216) nel De sacro altaris mysterio libri sex, dove un intero capitolo tratta De candelabro et cruce, quae super medio collocantur altaris. Questo pontefice dispone l'uso di due candelieri agli angoli dell'altare a fiancheggiare la croce, "ad significandum itaque gaudium duorum populorum" (gli Ebrei e i Gentili) resi un popolo solo da Cristo "in Ecclesia mediator" (la croce). Questa prescrizione era ormai diffusa nel XIII secolo, se Guglielmo Durando la trascrive quasi inalterata nel suo Rationale divinorum officiorum. Solitamente, i candelieri erano tolti dall'altare a Messa finita.
Materiali e Forme nel Medioevo
Per l'età paleocristiana e altomedievale si conservano solo testimonianze iconografiche e documentarie, sufficienti tuttavia a ipotizzare l'uso di candelieri in relazione sia al culto funerario, in particolare dei martiri, sia a quello liturgico, in funzione piuttosto simbolica che pratica. Non sono chiaramente accertabili le caratteristiche di questi primi esempi, in quanto la documentazione iconografica è lacunosa e sommaria. Essa è in grado di restituire idealmente solo gli elementi essenziali della struttura, che si configura, già nelle pitture catacombali o nelle iscrizioni funerarie, come una semplificazione del tipo in uso nell'epoca classica, costituito da una base (semplice o a più piedi), da un fusto (spesso percorso da nodi) e da un piattello che nasconde in parte la terminazione a punta o cilindrica per il sostegno della candela.
L'argento (anche dorato), il bronzo e altre leghe affini sono i materiali più comunemente indicati per la fabbricazione dei candelieri nelle donazioni agli edifici di culto. Tuttavia, è noto che, per destinazioni meno importanti, venivano impiegati anche materiali meno nobili, come il ferro e il legno.
Evoluzione Morfologica e Tipologie Regionali
Nel XIII-XIV secolo, il piede e il nodo ebbero una maggiore rilevanza morfologica e aumentarono gli elementi decorativi. In epoca romanica, il candeliere assume spesso proporzioni monumentali. I primi esempi superstiti di candeliere liturgico risalgono al X secolo, ma si trovano poi sempre più frequenti in età romanica e gotica, specie nel tipo destinato al servizio d'altare.
La Produzione dell'Area Mosana e Sassone
La produzione più fertile di candelieri venne offerta dalle officine dei bronzisti dell'area compresa tra la Mosa, a Ovest, e la Bassa Sassonia, a Est, attraverso la Renania e la Vestfalia. Queste officine erano in grado di fornire suppellettili liturgiche (e anche d'uso profano) su larga scala, ma allo stesso tempo erano contrassegnate da una ricerca originale e da un mestiere altamente specializzato.
Tra i più antichi e significativi esempi di candeliere di un tipo da porsi ancora presso - e non sopra - l'altare è la coppia nella Magdalenenkirche a Hildesheim, dalle linee slanciate e dalla struttura essenziale (piede piramidale, alto fusto con tre nodi, bocciolo a calice) ispirata a modelli bizantini o della Tarda Antichità. Nell'area mosana e in Sassonia risulta assai diffuso, dalla metà del XII al XIII secolo, il tipo denominato Rankenleuchter, un candeliere integralmente percorso da un motivo a tralcio piatto, solcato longitudinalmente, sul cui piede era anche possibile l'innesto di figure (angeli o evangelisti) a tutto tondo (come nel bell'esemplare nella Jacobikirche a Stendal).
Nell'ambito dello stesso quadro geografico e culturale è da segnalare il tipo di candeliere con il fusto in forma umana (il candeliere di Wolfram, nel duomo di Erfurt, che sembra però sia stato in origine un leggio) o animale (in particolare, quello in forma di drago, attestato per uso liturgico, ma soprattutto profano) e, infine, il cosiddetto Simsonleuchter, il cui corpo è costituito dalla rappresentazione simbolica dell'episodio biblico della lotta fra Sansone e il leone.
Candelieri in Gran Bretagna e Italia
Per la Gran Bretagna i candelieri conservati sono pochi, ma di così alto valore da far supporre un quadro d'origine assai ricco. La coppia di candelieri di Tassilone, nel tesoro dell'abbazia di Kremsmünster (metà del X secolo), spicca per precocità cronologica e per ricchezza di lavorazione (bronzo dorato con inserti di lamine argentee trattate a niello). Un capolavoro è il candeliere di Gloucester (1107-1113), originariamente nella chiesa abbaziale dedicata a S. Pietro, ora cattedrale, che sviluppa su tutta la superficie un fittissimo intreccio vegetale e animale, echeggiante le soluzioni decorative della miniatura insulare.
In Italia, dove non manca materiale d'importazione, sopravvivono notevoli pezzi isolati riferibili a officine locali, come quello nella parrocchiale di San Benedetto Po (forse risalente al 1070-1080), dalle forme geometriche essenziali. Si trovano anche raffinati lavori di oreficeria, come il gruppo di coppie di candelieri in argento dorato, cristallo di rocca e altri materiali, per i quali Venezia sembra sia stata un centro di produzione ed esportazione (esempi nel Tesoro di S. Marco e nel Tesoro Museo della Basilica di S. Francesco ad Assisi).

Nel XII e XIV secolo, Limoges svolse un ruolo primario, rispondendo all'accresciuta domanda di suppellettili liturgiche (e profane) con una produzione di ampiezza quasi industriale, capace di contrastare la supremazia dei bronzisti settentrionali con oggetti dalle forme semplici e vivacemente colorate. In questo periodo, la produzione di Limoges era caratterizzata da candelieri a base circolare, triangolare o lobata, posta su tre piedi, sulla quale si alza un lungo fusto interrotto da un grande nodo.
Il Candelabro a Sette Bracci
Affatto distinta dalla tipologia del candeliere d'altare è quella del candelabro a sette bracci, presente già nell'Alto Medioevo e rispondente a funzioni analoghe, benché non direttamente connesse all'ufficio eucaristico. Essa si presenta estremamente più complessa nelle forme, nell'iconografia e nella simbologia, anche in virtù delle dimensioni monumentali e del carattere quasi architettonico che di conseguenza questi manufatti assumevano.
Il primo esempio documentato (forse nel 779) sembra essere quello, oggi perduto, già nella chiesa del Salvatore di Aniane, descritto come "septem [...] candelabra fabrili arte mirabiliter producta, de quorum stipite procedunt hastilia, sphaerulaeque ac lilia [...] quod Beseleel miro composuit studio". I caratteri descrittivi fanno supporre fosse simile ai candelabri presenti nelle miniature del tempo, esemplati sul modello mosaico di Bezaleel (Es. 37, 17-24), a sua volta ripreso nel rilievo dell'arco di Tito: bracci simmetrici, che si originano da un grande fusto, interrotti da sferule, con terminazioni vegetali e sgocciolatoi.
Dei candelabri a sette bracci medievali, alcuni seguono quasi letteralmente il citato modello biblico, mentre altri modificano, in una più libera interpretazione simbolica, il motivo dei bracci in rami, trasformando di fatto il mĕnōrāh in albero di Iesse. Appartiene al primo tipo solo il più antico esemplare superstite, quello della cattedrale di Essen (1000 ca.).

A queste testimonianze di arte carolingia e ottoniana fa seguito, in età romanica e nella prima età gotica, una assai più nutrita serie di opere superstiti e non, appartenenti a una vasta area geografico-culturale che abbraccia l'Inghilterra, l'Italia settentrionale (es. candelabro Trivulzio, nel duomo di Milano), l'area mosana, la Francia settentrionale, Colonia e la Bassa Sassonia.
Dettagli Artigianali: Un Esempio Unico
Una particolare, rara e antica coppia di candelabri da altare è stata realizzata in legno intagliato, verniciata con lacca bianca e rifinita con doratura originale a foglia d'oro. La solida e ben definita base sagomata, con piedi a ricciolo, sostiene uno stelo proporzionato e slanciato. La doratura non è invasiva ma esteticamente molto elegante e armoniosa. L'aspetto complessivo equilibrato e armonioso, dall'alto al basso di ogni candelabro, mostra la meravigliosa attenzione ai dettagli dell'artigianato italiano dell'epoca.
Questi candelabri sono stati elettrificati posizionando delle finte candele sull'estremità superiore e possono essere utilizzati con lampadine decorative, oppure si può far costruire un paralume personalizzato a proprio piacimento. La loro altezza permette di utilizzarli anche da terra.

Una curiosità su questi candelieri è il fatto che gli oggetti abbiano un fronte ben rifinito e un retro senza decorazioni. Ciò suggerisce che la chiesa di destinazione fosse povera o di campagna e non potesse permettersi arredi di lusso. I candelieri furono quindi commissionati a un piccolo falegname intagliatore con l'imposizione che dovessero essere economici ma appariscenti. L'abile e intelligente artigiano eseguì perfettamente i due pezzi di legno e cercò di risparmiare sulla pittura (che era in foglia d'oro!), dipingendo e decorando solo la parte anteriore del candelabro, quella rivolta verso i fedeli, lasciando incompleta quella posteriore che sarebbe rimasta nascosta alla folla. Sicuramente, destinati all'uso quotidiano, erano posti sull'altare maggiore o in una cappella a muro e mostravano tutta la loro elegante ricchezza scenografica nascondendo l'assenza di decorazione sul retro.
Il Candeliere nell'Altare: Simbolo e Arredo
L'altare rappresenta il simbolo assoluto della liturgia. La Sacra Messa si compone di piccoli dettagli di grande valore e nel valore dei componenti si perpetua la bellezza del rito. I candelieri sono quindi arredi fondamentali sull'altare, prodotti con meticolosità artigianale sia in legno che in bronzo o in altri materiali, disponibili anche per diverse liturgie, differenziando quindi materiali e colori a seconda della ritualità.
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