Il dono della Pace di Cristo: riflessione spirituale

A volte la crisi nasce proprio da qui: se Dio esiste davvero, perché sembra rivelarsi ad alcuni sì e ad altri no? È una domanda che non facciamo solo noi. Gesù non risponde con una spiegazione teorica. Non parla di privilegi, né di esclusioni. Come a dire: Dio non si impone, si propone. Non entra dove non è accolto. La differenza non è che Dio si rivela ad alcuni sì e ad altri no, ma che alcuni, magari in modo fragile e imperfetto, gli aprono uno spazio.

Allora la vera domanda non è: “Perché Dio non si rivela agli altri?”, ma: “Io gli sto aprendo davvero il cuore?”. E la cosa più bella è questa: basta anche una piccola apertura, un desiderio sincero, una ricerca povera ma vera… e Dio non tarda. E questo può ridarci pace: Dio non esclude nessuno. Sta già bussando.

Rappresentazione simbolica di una porta socchiusa che riceve una luce calda dall'esterno

La Pace di Gesù: un dono che supera il mondo

Nel Vangelo di oggi, Gesù dice ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore». Gesù ci parla indirettamente della croce: ci lascerà la pace, ma al prezzo della sua dolorosa uscita da questo mondo. Egli non ci dà la pace «come la dà il mondo».

Nella vita degli uomini è inevitabile la sofferenza, a partire dal giorno in cui il peccato è entrato nel mondo. Dio però, nel suo amore infinito, ci ha dato il rimedio per avere pace nel dolore. Perché lo fece così? Perché in questo modo il dolore umano - unito a quello di Cristo - si trasforma in un sacrificio che salva dal peccato. Come affermava Giovanni Paolo II: «Sulla Croce di Cristo, la stessa sofferenza umana è rimasta redenta».

Schema illustrativo che mostra la trasformazione della sofferenza umana nell'unione con la Croce

L'amore come chiave della perseveranza

Nel Vangelo di oggi, nostro Signore ripete il concetto di amore almeno tre volte: se uno lo ama, osserverà la sua parola e i suoi comandamenti. Osservare i suoi comandamenti, riassunti in quello dell’amore, è possibile solo se la Parola del Padre si è impossessata dei nostri cuori. È l’opera dello Spirito Santo, l’amore fra il Padre e il Figlio, che ci rende capaci di affrontare ogni cosa per Cristo.

La testimonianza della fede nel tempo

  • La missione: Come la missione del Figlio ha avuto per effetto di condurci presso il Padre, così la missione dello Spirito Santo ha per effetto di condurci al Figlio (san Tommaso d’Aquino).
  • La perseveranza: Giacobbe amava Rachele e, per fare di lei la sua sposa, fu disposto a servire per anni; la carità “tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”.
  • L'annuncio: La pace del Cristo Risorto è una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante.

«La pace sia con tutti voi!». Questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. La pace terrena è immagine e frutto della pace di Cristo. Con il sangue della sua croce, egli ha distrutto in sé stesso l'inimicizia, ha riconciliato gli uomini con Dio e ha fatto della sua Chiesa il sacramento dell'unità del genere umano e della sua unione con Dio.

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