Questa sera, Signore, voglio prendermi più tempo del solito per stare in raccoglimento. Lascia che sistemi la mia postura per concentrarmi meglio… E ora voglio rallentare i pensieri che mi girano per la testa e ascoltare il silenzio che mi circonda… Tutto questo è per te, Signore.

Momento di riflessione e ascolto
Prendiamoci un minuto per stare in silenzio insieme. Ora voglio chiederti: cosa mi ha mosso oggi? Ho investito il mio tempo per parlare o pensare di quali argomenti? Dove ho speso la mia energia? Quali ideali o tentazioni mi hanno attratto? Quali “password” hanno fatto entrare nel mio cuore persone, cause, idee o passioni? (cf. Papa Francesco, Udienza, 5-X-2023)
Tu sei la persona che io voglio far vivere in ogni istante nel mio cuore. Ho cercato di farlo, oggi? Ho lasciato che qualcos'altro prendesse il tuo posto?
Sto cercando di superare alcune delle mie debolezze e di crescere in determinate virtù. Quali sforzi ho fatto per raggiungere questi obiettivi? Su cosa vuoi che mi concentri domani?
Chiedere perdono e affidarsi a Dio
Signore, mi dispiace per tutti i modi in cui oggi non sono riuscito ad amarti e ad amare gli altri per amore tuo. Ti chiedo perdono.
Voglio dedicarti il mio ultimo pensiero di questa sera e il primo pensiero di domani mattina. Sto cercando di metterti al primo posto nel mio cuore. Mi aiuterai a farti diventare la cosa più importante nella mia testa?
Grazie per il dono di questo giorno, Signore. Per favore, resta con me stasera.
Meditazione della Sera 432hz - Meditazione Guidata 10 Minuti per ritrovare la tua Armonia
Riflessioni sulla vita e sulla fede
Un giorno un uomo, stanco di girovagare senza meta, e bisognoso di trovare certezze nella propria vita, decise di cercare il Signore. Saputo che Gesù si trovava in una Città, decise di partire per poterlo incontrare. Giunto nella Città chiese ad alcuni del luogo se avevano visto Gesù e se potevano dirgli dove trovarlo…
Allora l’uomo pensò di andare alla ricerca di Gesù da solo visitando le più belle vie della Città, pensando: "se Gesù è in questa Città sicuramente sarà stato accolto nei migliori quartieri". E così l’uomo entrò in un bellissimo teatro, pieno di gente vestita benissimo; le donne indossavano gioielli degni di stare al cospetto del Signore. L’uomo pensò: "forse qui troverò Gesù; qui dove vive tutta questa bella gente, elegante, pulita, profumata". Stanco di aver girato tutta la sera in quel lussuoso teatro, si incamminò per trovare un posto dove riposare. Lungo la via vide un albergo lussuosissimo. L’uomo pensò: "forse troverò qui il Signore; infatti è il più bell’albergo della Città, e solo Lui è degno di poter riposare in questo bellissimo posto". Chiese al portiere di poter entrare, e chiese se aveva visto per caso Gesù; ma il portiere, guardando l’uomo con perplessità, non rispose. L’uomo dopo aver girovagato per tutto l’albergo, stanco e sfiduciato, decise di incamminarsi per cercare un posto dove poter riposare. Pensò subito: "Gesù sarà proprio qui, dove c’é divertimento e sicuramente staranno facendo festa con Lui". Entrò in quell’enorme palazzo pieno di gente che camminava con soldi nelle mani, che giocava a tavoli da gioco, alle carte ed a tanti altri giochi. L’uomo avvilito, uscì dal quel bel palazzo e, distrutto dalla stanchezza, si fermò sotto un ponte. All’improvviso vide un Uomo che cercava di tirare via dal fiume un vagabondo che aveva tentato il suicidio. Ma l’uomo rispose: "scusami, amico mio, ma non riesco più a muovermi... sono stanchissimo ho girovagato tutta la città per cercare Gesù perché avevo bisogno di parlare con Lui, ma non sono riuscito a trovarlo, ed ora non riesco a poggiare neppure un piede perché ho tanto dolore... preoccuparTi, sapevo che mi stavi cercando per tutta la Città, dopo che avremo salvato questo povero uomo, accenderemo un bel fuoco, ci sederemo intorno tutte e tre, e lì potrai parlarmi di tutto quello che vuoi..."
L’uomo improvvisamente capì che era il Signore Gesù, meravigliato di averlo trovato sotto un ponte, sporco e senza nessuno chiese: "Signore ma come è possibile che Tu sei qui, da solo senza nessuno a farTi festa?" e Gesù rispose: "Ti sbagli, Io non sono solo, ma sono in compagnia delle persone che hanno bisogno di me..."

Parabole e insegnamenti spirituali
Ogni giorno un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trotterellava accanto. Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio perdeva acqua. Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: "Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota."
Ma il contadino rispose: "Non hai notato che sul tuo lato della strada crescono fiori bellissimi? Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada. Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, possiamo fare meraviglie con le nostre imperfezioni....."
C’era una volta una conchiglia. Se ne stava in fondo al mare cullata dalle onde, sfiorata dal passaggio sinuoso di pesci colorati e cavallucci marini fino a quando una tempesta giunse a lei sconvolgendole la vita. La violenza delle onde la capovolse più e più volte facendola girare, rotolare, urtare, trasportandola lontano fino a che, ammaccata e dolorante, si fermò. Stava cercando di capire dov’era finita quando, improvvisa, una fitta lancinante la trapassò. Che stava succedendo ancora? Ah...ecco! Attraverso le valve, nello stravolgimento di prima, era riuscito a intrufolarsi un sassolino che, pur piccolo, aveva contorni spigolosi e appuntiti. Sulla carne viva faceva proprio male.... La conchiglia provò a muoversi e a "sputarlo" fuori, ma senza risultato. Tentò e ritentò anche nei giorni seguenti, il dolore non passava. Pianse, e pian piano le sue lacrime ricoprirono il sassolino. Strano, il dolore iniziava ad attenuarsi. Tra le maglie della rete, assieme ai pesci, un pescatore vide una conchiglia. L’aprì e, meraviglia, si trovò tra le mani ruvide e callose una perla bellissima, rilucente. Ascoltando, ripensò alla sua vita. Quante tempeste aveva attraversato, quante solitudini, quanto dolore e rabbia e ribellione... Quante lacrime si erano mescolate alle gocce del mare! Ma proprio quelle lacrime erano riuscite a compiere il miracolo anche dentro di lui.

Il "check-up" spirituale
Mi recai alla clinica del Signore perché volevo fare il "check-up" annuale. Quando giunsi, constatarono subito che le mie condizioni di salute non erano affatto buone. Quando Gesù mi provò la pressione, notò che era basso il livello della tenerezza. Prendendomi la temperatura, il termometro registrò 40° di egoismo. Feci un elettrocardiogramma e mi fu diagnosticata la necessità di un by-pass di amore perché la mia vena si era bloccata e non portava più nulla al mio cuore vuoto. Passai poi al reparto di ortopedia poiché avevo notato di aver difficoltà a camminare a fianco dei miei fratelli e non riuscivo ad abbracciarli a causa di una frattura al braccio procurata nel tentativo di emergere al di sopra di essi. Constatarono anche che ero miope perché non riuscivo ad andare oltre le apparenze e non riuscivo a vedere negli altri dei fratelli. Grazie, Signore per non esserTi rifiutato di visitarmi, e per la Tua grande Misericordia! Agendo così, sono certo che non mi ammalerò mai più e che tutte le mie giornate saranno caratterizzate da fratellanza e solidarietà.
Preghiere e invocazioni
“Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. Solo per oggi non avrò timori. Riempi di presenze amiche e discrete il tempo amaro di chi è solo. e sveglieremo insieme l’aurora.”
“Signore, rendici orgogliosi della nostra pochezza e della nostra miseria, consapevoli che, dove ci fermiamo noi, con questo piccolo "io", cominci Tu, Altissimo e glorioso Dio. Rendici degni prosecutori del lavoro di coloro che ci hanno preceduto, perché essi, insieme a Te, ci hanno portato il Tuo messaggio, dentro la bottiglia della storia. Perdona tutte le volte in cui Ti crocifiggiamo, in noi stessi e negli altri. Perdona tutte le volte in cui Ti rinneghiamo, in noi stessi e negli altri. Perdona tutte le volte in cui parliamo invece di agire, Signore siamo niente senza di Te, Fai rimbombare nel nostro piccolo e meschino cuore, la Tua Parola... In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio... Signore, Fa che non conosciamo altri verbi se non il Tuo...”
“Svegliaci dal torpore e dall’indifferenza, rendici voce anche per coloro che non Ti parlano, rendici orecchie per coloro che non Ti ascoltano, rendici corde della Tua chitarra e fa che suoniamo soltanto la Tua musica e che tutti i nostri fratelli la sentano e che parli loro di Te, di questo immenso sconvolgente Amore che hai riversato su queste creature che siamo. Dio del silenzio e del vento e del fuoco e dell’acqua, Dio della lode, della supplica, del lamento, del pianto, Parlaci!! Parlaci!! Signore, Fa che abbiamo il coraggio di riconoscerTi sempre, anche quando è molto difficile, anche quando la nostra umanità, seduta sul perbenismo e sulle nostre quotidianità, rivendica i "suoi" diritti. Aiutaci a superarci nella corsa contro noi stessi e verso di Te, insegnaci a chiedere sempre, Signore, cosa vuoi che io faccia? Come cantare i Tuoi canti in terra straniera? Coloro che ci deportano ci chiedono di cantare, come cantare se non per Te? Insegnaci ad essere dolci, ma senza lasciare spazio a fraintesi, quale dolcezza se non per Te? Meglio la spada! Quale conoscenza se non per Te? Meglio l’ignoranza! Insegnaci a non farci ingannare da coloro che ci vogliono allontanare da Te, nessuno è amico se non in te, nessun amore, se non in Te, donaci di riconoscere i tanti, troppi falsi che ci circondano e ci attaccano su vari fronti, fuori e dentro di noi... Dio della musica, fai risuonare la tua sinfonia su tutti i fronti, fa che gli uomini, sentendo la Tua musica, si decidano per il bene, l’unico, il proprio e quello di tutti gli altri, TU!!!
“Ti benedico, o Padre, al termine di questo giorno. Non ho saputo riconoscere il Cristo nei fratelli che ho incontrato. Allontana da me ogni male e donami di risvegliarmi con gioia al nuovo giorno. Proteggi tutti i tuoi figli ovunque dispersi. Donami la pazienza delle cose irrisolte, la serenità nelle emergenze, la calma negli imprevisti.”
“Angelo Santo di Dio che vegli sulla mia anima e sul mio corpo, perdonami tutto quello che ha potuto offenderti nel corso della mia vita e tutte le colpe di oggi. Proteggimi nella notte che si avvicina e guardami dalle insidie e dagli attacchi del nemico, perché non offenda Dio col peccato. Intercedi per me presso il Signore insieme alla Vergine Maria, a San Giuseppe e tutti i santi, affinché mi fortifichi sempre nel suo santo timore e faccia di me un servo degno della sua santità.”
La Croce è il simbolo del Cristianesimo, perché nella crocifissione di Gesù si è manifestato tutto l’amore di Dio per gli uomini e si è operata la nostra salvezza eterna. Il “Segno della Croce”, mentre segna il nostro stesso corpo (capo, cuore, spalla sinistra e spalla destra) appunto con la Croce, invoca la Santissima Trinità (cioè Dio stesso come si è pienamente rivelato in Cristo). Esso si riferisce dunque ai due misteri principali della fede cristiana: Unità e Trinità di Dio - Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di N. S. Gesù Cristo. Il “Segno della Croce” va fatto dunque con molta calma (segnando davvero mente, petto, spalla sinistra e spalla destra) e profonda devozione!
In latino: In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti.
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata: fa che siano tutte secondo la tua santa volontà e per la maggior tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Perdonami il male che oggi ho commesso e se qualche bene ho compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Il “Padre nostro” è la preghiera più bella, perché ce l’ha dettata Gesù stesso (cfr. Mt 6,9-13); si chiama per questo anche la “Preghiera del Signore”.
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come* noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre* in tentazione, ma liberaci dal male.
Nella nuova traduzione CEI (2008) e nel nuovo Messale (2020) sono stati introdotti ufficialmente in Italia questi cambiamenti (addirittura quindi nella preghiera insegnataci letteralmente da Gesù!), creando peraltro non solo rotture con la bimillenaria tradizione cristiana ma anche notevole confusione tra i fedeli: “come anche noi li rimettiamo” e soprattutto “non abbandonarci alla tentazione”.
In latino (testo ufficiale): Pater noster, qui es in caelis, sanctificétur nomen tuum, advéniat regnum tuum, fiat volúntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem nostrum cotidiànum da nobis hódie, et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris; et ne nos indúcas in tentatiónem, sed libera nos a malo.
Ave, Maria, piena di grazia; il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
In latino: Ave, Maria, gratia plena; Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Jesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in ora mortis nostrae. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli.
In latino (si presti attenzione all’accento di Spirìtui): Gloria Patri et Filio et Spirìtui Sancto, sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula seculorum.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste.
In latino: Angele Dei, qui custos es mei, me tibi commìssum pietàte supérna, illùmina, custòdi, rege et gubérna.
L’eterno riposo dona loro o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace.
Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua lùceat eis. Requiéscant in pace.
Salve Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva: a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
Salve Regina, mater misericordiae, vita, dulcedo et spes nostra, salve. Ad te clamamus, exules filii Hevae.
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, * il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine *, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna.
Io credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo, Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato non creato; della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; * e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e sì è fatto uomo *. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato; mori e fu sepolto; e il terzo giorno è risuscitato secondo le Scritture; è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà nella gloria, per giudicare i vivi e i morti: e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita.
Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo fermamente tutto quello che hai rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. Ed espressamente credo in Te, unico vero Dio in tre Persone uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo. E credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna.
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Prendi e ricevi, o Signore, tutta la mia libertà, la mia memoria e il mio intelletto, e tutta la mia volontà. Tutto quello che ho e posseggo Tu me lo hai dato. Tutto è tuo. Disponi di tutto come più ti piace.
Anima di Cristo, santificami! Corpo di Cristo, salvami! Sangue di Cristo, inebriami! Acqua del costato di Cristo, lavami! Passione di Cristo, confortami! O buon Gesù, esaudiscimi! Dentro le tue ferite, nascondimi! Non permettere che io mi separi da Te! Dal nemico maligno, difendimi! Nell’ora della mia morte, chiamami! Comanda che io venga a Te e ti lodi per sempre con i tuoi santi.
Ti rendiamo grazie, o Dio onnipotente, per tutti i tuoi benefici, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
O Dio, fonte di ogni bene, principio del nostro essere e del nostro agire, fa che riconosciamo i benefici della tua paternità e ti amiamo con tutto il cuore e con tutte le forze. Per Cristo nostro Signore.
O Signore, ora che il dolore, la tristezza e la trepidazione pesano sul mio cuore, guidami, con la chiarezza della fede, a trovare in te l’aiuto e il conforto. Lo Spirito Santo mantenga in me la serenità dell’abbandono filiale e mi aiuti ad accettare dalla tua mano tutti gli avvenimenti. Fa che nella certezza del tuo amore io trovi risposta a quelle domande che superano la sapienza umana.
O Dio, Padre buono, ti ringrazio perché nel santo Battesimo mi hai reso tuo figlio per sempre, facendomi risorgere, con Gesù, ad una vita nuova e santa. Ti ringrazio perché, con l’acqua battesimale, hai colmato la mia anima dello splendore della grazia e mi hai fatto tempio vivo dello Spirito Santo. Voglio rinnovare in questo momento le mie promesse battesimali, con cui mi sono impegnato a vivere nella santità di figlio di Dio.
O Signore, che ci comandi di amare e di onorare il padre e la madre, esaudisci la preghiera che ti rivolgo per i miei genitori. Essi mi hanno dato la vita, mi hanno circondato di amore e hanno portato per me molte fatiche, pene, apprensioni. Ti prego, o Signore, di ricompensare...