Cos'è il Vangelo della Prosperità

Definizione e Concetti Fondamentali

Il "Vangelo della prosperità", conosciuto anche come "Parola di Fede" o teologia della prosperità, è una prospettiva teologica all'interno del cristianesimo che enfatizza la ricchezza materiale, la salute e il benessere come segni del favore divino. Questa dottrina promette ricchezza e salute come manifestazione della benedizione di Dio, spesso legandole a un concetto di capitalismo neoliberale all'interno della chiesa.

Insegnamenti del Vangelo della prosperità proclamano che Dio vuole che i cristiani prosperino finanziariamente senza alcun paradosso in una società capitalista neoliberale. Nel suo nucleo, al credente viene insegnato ad usare Dio per raggiungere i propri desideri, contrapponendosi alla verità del cristianesimo biblico dove è Dio che si serve del credente.

La "Parola di Fede" vede lo Spirito Santo come un potere da essere usato per soddisfare i desideri del credente. Questo si contrappone all'insegnamento biblico che descrive lo Spirito Santo come una persona che aiuta il credente a compiere la volontà di Dio.

illustrazione del vangelo della prosperità con simboli di ricchezza e benedizioni materiali

Punti Chiave e Contenziosi

Uno dei termini più favoriti nel movimento "Parola di Fede" è la "confessione positiva". Questo fa riferimento all'insegnamento che le parole stesse abbiano un potere creativo. Gli insegnanti di "Parola di Fede" affermano che ciò che si dice determina ogni cosa che accade. Le confessioni del credente, e in particolare i favori richiesti a Dio, devono essere formulati positivamente e senza dubitare. Si arriva a sostenere che a Dio sia "richiesto" di rispondere, quasi che l'uomo potesse imporre la sua volontà a Dio. In questo modo, la capacità di Dio di benedire dipenderebbe interamente dalla fede del credente.

Questa visione distorce il messaggio cristiano, sostituendo l'attenzione all'essere "in Cristo" con una falsa promessa di successo materiale. L’insegnamento della prosperità impedisce a Dio di operare come Egli vuole, in quanto Dio non sarebbe Signore di tutto e non potrebbe operare finché l'uomo non glielo permette. La fede, in accordo con la dottrina della "Parola di Fede", non è una fiducia sottomessa a Dio, ma diviene una sorta di formula con la quale si manipola una presunta legge spirituale che, secondo gli insegnanti della prosperità, governerebbe l’universo.

Le Principali Dottrine Errate e le Loro Critiche

Il Vangelo della prosperità è criticato per la sua falsa visione della vita cristiana, in particolare in relazione alla salute e alla ricchezza. Numerosi studiosi hanno esaminato le pretese sostenute da questo movimento, identificando palesi errori in diverse dottrine chiave.

1. Il Patto di Abramo e le Benedizioni Materiali

Il patto di Abraamo (Genesi 12, 15, 17, 22) è considerato uno dei fondamenti del vangelo della prosperità. Sebbene i teologi della prosperità riconoscano che molte Scritture si riferiscano al completamento del patto Abramitico, la loro interpretazione non mantiene una visione ortodossa. Edward Pousson, nel suo libro Spreading the flame (Zondervan, 1992), sostiene la visione della prosperità nell’applicazione del patto Abramitico affermando: “I cristiani sono i figli spirituali di Abraamo ed eredi delle benedizioni della fede… Questa eredità Abramitica è rivelata primariamente in termini di diritti materiali”.

In altre parole, il vangelo della prosperità insegna che lo scopo primario del patto Abramitico era che Dio benedisse Abraamo materialmente. Di conseguenza, siccome i credenti sono diventati i figli spirituali di Abraamo, essi avrebbero ereditato anche le benedizioni finanziarie. Per confermare questa pretesa, gli insegnanti della prosperità citano Galati 3:14, che parla della “benedizione di Abraamo venisse sugli stranieri in Cristo Gesù”. Tuttavia, è interessante osservare che questi predicatori spesso ignorano la seconda metà del verso: “…e ricevessimo per mezzo della fede, lo Spirito promesso”, che sposta il focus sulle benedizioni spirituali piuttosto che su quelle materiali.

2. La Visione Distorta dell'Espiazione e della Vita di Gesù

Il teologo Ken Sarles, nel suo articolo “Una valutazione teologica del vangelo della prosperità” (Biblioteca Sacra), osserva come il vangelo della prosperità affermi che “sia la guarigione fisica sia la prosperità finanziaria sono state messe a disposizione nell'espiazione”. Questa affermazione è in linea con la posizione di Kenneth Copeland che sostiene come “il principio basilare della vita cristiana è sapere che Dio ha imputato il nostro peccato, malattie, infermità, dolore, pene e la povertà su Gesù al calvario”.

Questa dottrina si basa su una fondamentale convinzione errata della vita di Gesù. Ad esempio, l’insegnante John Avanzini proclamò che Gesù ebbe “una bella casa”, “una grande casa”, “aveva a disposizione molto denaro”, e persino che “indossava abiti di alta sartoria”. Questo si scontra con il racconto biblico di Gesù che affermava di non avere un luogo dove posare il Suo capo (Matteo 8:20).

Un secondo errore che porta ad una visione "difettosa" dell'espiazione è un’errata interpretazione di 2 Corinzi 8:9, dove Paolo afferma: “Infatti voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo, il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi”. In realtà, Paolo stava istruendo i Corinzi che, siccome Cristo aveva realizzato tanto per loro attraverso l’espiazione, essi dovevano svuotare sé stessi, impiegando le proprie ricchezze nel servizio per il Salvatore, non per accumularle.

3. La "Legge di Compensazione" nel Donare

Una delle caratteristiche più evidenti dei teologi della prosperità è la loro fissazione sull’atto del dare. Nonostante le frasi possano apparire lodevoli, l’enfasi sul donare è spesso costruita su motivazioni che non sono puramente filantropiche. La forza trainante dietro questi insegnamenti è quella che l’insegnante della prosperità Robert Tilton chiama “Legge di compensazione”.

Secondo questa legge, basata su Marco 10:30 (“Io vi dico in verità che non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o padre o madre o moglie o figli o poderi per amor mio e dell’evangelo, che non riceva il centuplo ora, in questo tempo, in case, fratelli, sorelle, madre, figli e poderi”), i cristiani dovrebbero dare generosamente agli altri perché, se lo fanno, Dio restituirà loro molto di più. Gloria Copeland, nel suo libro del 2012 Il volere di Dio è la prosperità, afferma: “Dona 10 dollari e ne riceverai 1.000, donane 1.000 e ne riceverai 100.000, in breve Marco 10:30 è un ottimo affare”. È evidente, quindi, che la dottrina del vangelo della prosperità riguardo al donare è fondata su basi di scambio e guadagno personale, piuttosto che su un'autentica generosità.

4. La Fede come Forza Spirituale Centrata sull'Uomo

Sebbene il cristianesimo ortodosso comprenda che la fede proviene dalla persona di Gesù Cristo e sia un dono di Dio, gli insegnanti della prosperità espongono, al contrario, qualcosa di molto differente. Nel suo libro Le leggi della prosperità, Copeland scrive: “La fede è una forza spirituale, un’energia spirituale, un potere spirituale. È la forza della fede che fa funzionare le leggi del mondo spirituale… Ci sono certe leggi che governano la prosperità rivelate nella Parola di Dio. La fede fa in modo che esse funzionino”.

Secondo la teologia della prosperità, la fede non è impartita da Dio e non è un atto della volontà centrata su Dio. Piuttosto essa è concepita come una forza spirituale centrata sull’uomo, diretta verso Dio per ottenere risultati specifici.

5. La Preghiera Egocentrica

I predicatori del vangelo della prosperità spesso fanno notare che “non abbiamo perché non chiediamo” (Giacomo 4:2), incoraggiando a pregare per il successo personale in tutte le aree della vita. Come scrive Creflo Dollar: “Quando preghiamo, credendo che abbiamo già ricevuto quello per cui stiamo pregando, Dio non ha altra scelta se non quella di soddisfare le nostre preghiere”. In questa prospettiva, l’uomo - e non Dio - diventa il punto focale della preghiera.

Curiosamente, i predicatori della prosperità spesso ignorano la seconda metà dell’insegnamento di Giacomo sulla preghiera: “…perché domandate male per spendere nei vostri piaceri” (Giacomo 4:3). Sebbene tutte le nostre richieste debbano essere portate alla conoscenza di Dio (Filippesi 4:6), il vangelo della prosperità si focalizza così tanto sui desideri dell’uomo che può portare le persone a pregare in modo egoista, superficiale e non glorificando Dio. In più, abbinato alla dottrina della prosperità sulla fede, questo insegnamento può indurre le persone a tentare di manipolare Dio per ottenere ciò che desiderano, in una sfida inutile alla sua sovranità.

infografica che confronta le dottrine del Vangelo della Prosperità con gli insegnamenti biblici

Avvertimenti Biblici e Posizioni della Chiesa

Il movimento del vangelo della prosperità assomiglia ad alcune sette avide che si infiltrarono nella chiesa delle origini. Paolo e gli altri apostoli non avevano né un atteggiamento conciliatorio né accomodante verso questi falsi insegnanti che diffondevano tali eresie. Essi li identificarono, invece, come insegnanti pericolosi e esortarono i credenti ad evitarli. Paolo avvertì Timoteo circa tali uomini in 1 Timoteo 6:5,9-11, descrivendoli come uomini dalla “mente corrotta” che ritenevano la religione essere fonte di guadagno. Il loro desiderio di ricchezze era una trappola che li avrebbe portati alla “rovina e alla distruzione” (verso 9).

Ricercare il benessere economico a tutti i costi è un sentiero pericoloso per i cristiani, e su questo Dio mette in guardia: “Difatti l’amore del denaro è radice di ogni sorta di male; alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori” (verso 10). L'esempio di Gesù è chiaro: se le ricchezze fossero state un obiettivo giusto per i credenti, Gesù stesso lo avrebbe perseguito. Ma non era così; difatti la Bibbia dice che Egli non aveva posto dove posare il Suo capo (Matteo 8:20) e insegnava ai suoi discepoli a fare lo stesso.

Il vangelo della prosperità è un aspetto controverso della spiritualità contemporanea, sulla bocca di molti osservatori. Critiche a questa dottrina sono state sollevate anche da importanti organismi evangelici. Col Patto di Losanna del 1974, la chiesa evangelica si espresse affermando che “la salvezza che dichiariamo di possedere ci dovrebbe trasformare nella totalità delle nostre responsabilità personali e sociali” (par. 5) ed incoraggiando “coloro che tra noi vivono in situazioni di benessere ad accettare come loro dovere uno stile di vita sobrio per contribuire più generosamente all’evangelizzazione e all’aiuto dei diseredati” (par. 9).

Il Manifesto di Manila del 1989 rincarò la dose: “il nostro pressante appello agli altri a rinnegare sé stessi, a prendere la propria croce, e a seguire Cristo, apparirà plausibile solo se noi saremo chiaramente morti ad ambizioni egoiste, alla disonestà e all’avidità, e se viviamo una vita semplice con allegrezza e generosità” (par. 7).

Anche la Chiesa cattolica riconosce che il "Vangelo della prosperità" fa promesse vuote riguardo alla guarigione e alla salute, e sottolinea l'importanza di offrire un'alternativa veritiera quando queste promesse falliscono. Esperti, analizzando opere critiche al vangelo della prosperità, sottolineano la continua necessità di un impegno evangelico per la Verità del Vangelo di Cristo.

immagine di una comunità cristiana che pratica la carità e la solidarietà, in contrasto con la ricerca della ricchezza personale

Implicazioni e Conseguenze

In sintesi, se il vangelo della prosperità fosse vero, la grazia sarebbe obsoleta, Dio sarebbe irrilevante, e l’uomo sarebbe la misura di tutte le cose. Questo movimento rappresenta una deviazione significativa dal messaggio cristiano ortodosso, focalizzandosi sui desideri materiali dell'uomo piuttosto che sulla sovranità di Dio e sul suo piano di salvezza.

Negli ultimi anni, purtroppo, il messaggio predicato in alcune delle più grandi chiese del mondo è cambiato, con un "nuovo vangelo" insegnato in molte congregazioni. L'essenza di tale messaggio, al di là dell'etichetta, rimane la medesima, come dimostrato dalle parole di portavoce come Robert Tilton: “Credo che sia il volere di Dio che tutti prosperino perché lo vedo nelle Scritture, non perché ha operato potentemente attraverso altri uomini. Non presto attenzione agli uomini, ma a Dio che mi ha dato il potere di diventare ricco”. Predicatori di questo vangelo utilizzano stratagemmi per persuadere le persone a dare, capitalizzando sulle loro speranze di successo materiale.

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