Lo Spirito Santo e l'elezione papale: tra ispirazione divina e responsabilità umana

A ogni Conclave, si sente ripetere spesso che ogni Papa sia scelto direttamente dallo Spirito Santo. Questa convinzione, oltre a non trovare un solido fondamento teologico, ha l'inquietante effetto di deresponsabilizzare ogni scelta, ogni errore e ogni "scempio".

Se lo Spirito Santo scegliesse direttamente il Sommo Pontefice, a che servirebbe implorare l'assistenza divina? Perché mai pregare per il Conclave? Queste sono domande fondamentali che meritano una riflessione approfondita, e alle quali figure autorevoli della Chiesa hanno tentato di dare risposta.

raffigurazione di cardinali in preghiera durante il conclave

Il Conclave: origini, significato e svolgimento

Il termine "Conclave" deriva dal latino cum clave, ovvero "chiuso a chiave". Questo non è solo un fatto pratico, ma un segno profondo: i cardinali elettori si separano dal mondo esterno per mettersi in ascolto di Dio, lontani da pressioni, media e interessi.

Dopo la morte o la rinuncia del Papa, la Sede Apostolica è vacante. I cardinali sotto gli 80 anni si riuniscono a Roma e, dopo giorni di preghiera e confronto, entrano in Conclave. Si vota in segreto e sono necessari i due terzi dei voti. Ogni scheda viene letta ad alta voce e bruciata in un braciere: se l'esito è negativo, il fumo è nero. Il primo Conclave ufficiale si svolse nel 1271 a Viterbo, quando i cardinali, divisi, furono chiusi dal popolo esasperato fino a che non raggiunsero un accordo. Prima di allora, l'elezione del Papa era un processo più aperto, con la partecipazione dei cristiani di Roma e del clero.

Preparazione al Conclave: le Congregazioni Generali

Negli ultimi decenni, si è diffusa la consuetudine di riunire le cosiddette "Congregazioni Generali" dei cardinali prima dell'inizio del Conclave. Questi incontri preliminari, pensati per discutere i problemi della Chiesa e delineare il profilo ideale del prossimo Papa, sono spesso l'occasione per stringere alleanze, formare cordate e delineare strategie. Il sospetto che la maggior parte dei giochi sia già fatta prima che le porte della Cappella Sistina si chiudano non è affatto infondato. Il cardinale Ratzinger, nel 1985, le definì "molto importanti" perché in esse i cardinali "discutono liberamente tutto ciò che riguarda la Chiesa".

Il Cerimoniale del Conclave

Il Conclave è un momento molto solenne che si svolge seguendo un cerimoniale tanto antico quanto suggestivo:

  • La processione dei cardinali elettori dalla Cappella Paolina alla Sistina, passando dalla Sala Regia, intonando le litanie dei santi e il "Veni creator Spiritus" di invocazione allo Spirito Santo.
  • Il giuramento sull'Evangeliario una volta raggiunta la Sistina.
  • L'extra omnes con la chiusura delle porte come segno dell'inizio della clausura che metterà gli elettori in ascolto dello Spirito Santo.

Non si può assistere a quanto avviene dopo e nei giorni a seguire, sino a quando il comignolo in rame non farà fuoriuscire il fumo bianco che, assieme al suono delle campane, annuncerà al mondo l'elezione del nuovo Papa.

Durante il Conclave, la preghiera permea ogni momento. Durante le votazioni, prima di ogni scrutinio, viene recitato il "Veni Sancte Spiritus". Vi è anche una dimensione universale della preghiera: l'intercessione si alza da tutto il mondo, attraverso veglie di preghiera nelle diocesi, novene organizzate dalle parrocchie o il semplice anelito orante del singolo fedele.

In un conclave moderno, i cardinali più tecnologici devono deporre cellulari, tablet e computer, garantendo che ciò che avviene nella Cappella Sistina non lasci alcun segno, così come le schede delle votazioni che vengono bruciate.

Storia dei Conclavi, documentario

Il ruolo dello Spirito Santo: la prospettiva di Benedetto XVI

La questione del ruolo dello Spirito Santo nell'elezione papale è stata oggetto di dibattito e chiarimenti da parte di figure di spicco della Chiesa. Fu Benedetto XVI, con la sua proverbiale chiarezza, a smontare la leggenda di una scelta diretta dello Spirito Santo con parole di straordinaria lucidità.

Nel 1997, ancora cardinale Ratzinger, rispose con una punta di ironia alla domanda se lo Spirito Santo scegliesse davvero il Papa:

“Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata. Ci sono troppi esempi di Papi che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto”.

Queste parole chiarissime smontano il mito di un Conclave manovrato direttamente dal Cielo, spiegando che lo Spirito Santo ispira, guida, illumina, ma non impone. Lascia spazio alla libertà e alla responsabilità degli uomini. Pensare che qualunque Papa venga eletto sia necessariamente scelto dallo Spirito Santo significa stravolgere l'autentica natura dell'azione divina.

Spirito Santo: ispirazione, non imposizione

Lo Spirito Santo non impone, ma inclina; non determina, ma ispira. Agisce nel rispetto assoluto della libertà umana, offrendo una luce, un'indicazione, che però può essere ascoltata oppure no. È un'ispirazione che chiama, ma non costringe. La storia dimostra che non sempre viene ascoltato. Pregare per un Conclave significa chiedere che i cardinali siano docili a quella voce che parla in silenzio, che si manifesta nella coscienza e nel cuore di chi ha fede.

Questo significa che Dio rispetta sempre la nostra libertà, anche quella dei cardinali chiamati ad eleggere il Papa. L'uomo ai suoi occhi non è mai una marionetta di cui lui tira i fili, ma un figlio che sceglie liberamente.

Responsabilità dei cardinali e il "rischio" della scelta

Se ogni elezione fosse realmente voluta dallo Spirito Santo, non avrebbe senso la preghiera, non avrebbe senso il discernimento, non avrebbe senso l'invocazione dello Spirito. Pregare significa proprio riconoscere che c'è un rischio: il rischio di non ascoltarlo, di seguire le proprie agende, i propri calcoli, le proprie cordate. Ed è un rischio che la storia ci insegna a non sottovalutare.

Sui cardinali grava un'enorme responsabilità perché eleggere un cattivo Pontefice può essere devastante per la Chiesa e per il mondo, come dimostra la storia. Alcuni sono stati un vero flagello. Lo Spirito Santo garantisce, anche nel caso di Papi sbagliati, inadeguati o "indegni", che l'opera della salvezza "non possa essere totalmente rovinata": infatti, anche nei periodi bui e tempestosi, il Capo della Chiesa resta Gesù Cristo e lui, alla fine, la guida al porto.

illustrazione del soffio dello Spirito Santo

Come lo Spirito Santo agisce nei cardinali

L'ispirazione dello Spirito Santo non è qualcosa di vago. Nella Cappella Sistina, i cardinali devono chiedere di essere "illuminati" per comprendere chi può meglio difendere il Credo della Chiesa, la Chiesa stessa e annunciare Gesù Cristo salvezza del mondo. Questo è il criterio. Poi ogni Papa agisce con la sua sensibilità, ma nessun Papa è sulla Cattedra di Pietro per affermare sue opinioni personali. È lì per custodire il depositum fidei senza annacquamenti, opportunismi e senza trovate personalistiche.

Padre Eduardo Toraño, direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose dell'Università Ecclesiastica San Dámaso, spiega che "si può ascoltare lo Spirito Santo, ma per farlo è necessario avere un cuore puro che cerchi la verità e il bene, evitando interessi personali, di parte o ideologici". La coscienza è il luogo di incontro con Dio nell'uomo. "L'elezione del Sommo Pontefice viene dallo Spirito Santo quando è orientata alla verità e al bene, partendo dalla coscienza."

Lo Spirito Santo non detta all'elettore il nome di chi debba essere votato, ma gli offre segni che toccano la sua mente e il suo cuore. Ogni cardinale elettore dovrebbe essere "costantemente in ascolto dei segni che lo Spirito porrà, aperto ad andare oltre i propri criteri o pregiudizi". Non si tratta di un'azione diretta dello Spirito Santo, ma di un'azione mediata dall'uomo. L'azione dello Spirito di Dio e quella dell'uomo concorrono, ma non sono sullo stesso piano.

Deve esserci un'unione di azione "simile a quella avvenuta nel Concilio di Gerusalemme", affinché i cardinali possano, al termine del conclave, affermare come fecero gli apostoli nel I secolo: "Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi" (At 15,28).

I doni dello Spirito Santo nell'elezione

I cardinali elettori, come tutti i battezzati, possiedono i doni dello Spirito Santo e sono chiamati a lasciarsi guidare da essi. Lo Spirito illumina la loro mente con i suoi doni e concede loro la certezza morale su chi sia il miglior candidato per essere successore di Pietro, a condizione che i cardinali "siano docili alla sua azione".

Tra i sette doni dello Spirito Santo, padre Toraño ne evidenzia tre di particolare importanza per questo compito:

  • Il dono della scienza, per "conoscere ciò che è nella mente di Dio e vedere la realtà con i suoi occhi".
  • Quello dell'intelletto, per "comprendere con la mente umana i disegni divini".
  • E quello del consiglio, per "discernere secondo la volontà di Dio".

Il sacerdote gesuita spagnolo Salvador Pié-Ninot, teologo, aggiunge che il dono dello Spirito ha la funzione di purificare le limitazioni umane e di rafforzare i valori migliori, cristiani e umani, che devono essere esercitati nell'elezione. Per questo è necessaria una preghiera costante per i cardinali elettori, affinché si aprano il più possibile al dono dello Spirito del Signore.

Libertà e responsabilità dei cardinali

I cardinali hanno la grande responsabilità di decidere il voto con i doni dello Spirito Santo, ma Dio ha concesso loro la libertà. Devono esercitare tale libertà "con coscienza retta e cuore puro, senza farsi guidare da criteri meramente umani o ideologici". La coscienza deve essere in sintonia con la tradizione apostolica, la fede e le consuetudini della Chiesa fin dalle sue origini, attualizzate secondo le necessità della Chiesa e del mondo contemporaneo, ma non adattate a mode socio-culturali mutevoli o a ideologie particolari.

L'azione dello Spirito Santo è presente "in modo diretto e proprio" nella vita della Chiesa, che è una realtà complessa, fatta di un duplice elemento, umano e divino. La Terza Persona della Santissima Trinità "opera come causa principale" negli atti centrali della Chiesa Cattolica, ovvero nei sacramenti, garantendone così l'efficacia e la verità. Nel caso del Conclave, invece, i cardinali partecipano all'elezione "come cause umane seconde e mediatrici, ovvero con piena responsabilità e libertà sui loro atti, sempre illuminati dallo stesso Spirito".

La preghiera per il Conclave e il nuovo Papa

La Chiesa invita tutta la comunità a pregare per il Conclave e per il nuovo Pontefice, riconoscendo la grande responsabilità dei cardinali. Come espresso nell'Ordo Rituum Conclavis: "È necessario, infatti, che tutta la Chiesa, come la prima comunità dei cristiani, di cui si parla negli Atti degli Apostoli (cf. 1, 14), in unione spirituale con Maria, Madre di Gesù, perseveri concordemente nella preghiera per ottenere dal Signore un degno Pastore".

Esempi di preghiere per l'elezione del Papa includono:

  • "O Dio, pastore e guida di tutti i credenti, dona alla Chiesa un nuovo Papa: fa’ che sia per il tuo popolo principio e fondamento visibile dell’unità nella fede e della comunione nella carità."
  • "Ascolta Dio eterno la nostra supplica: dona alla tua Chiesa sparsa nel mondo un pastore che edifichi la comunità cristiana con la parola e l’esempio."
  • "Ti preghiamo, o Signore, per i Cardinali, chiamati a eleggere il nuovo successore dell’Apostolo Pietro: accompagnali con la luce e la forza del tuo Spirito."
  • "Rendi attenti alla voce dello Spirito i Cardinali elettori: sostienili con la tua grazia perché la Chiesa abbia un Papa che illumini il tuo popolo con la verità del Vangelo."

Dopo l'elezione del nuovo Romano Pontefice, le comunità cristiane sono invitate a ringraziare il Signore e a pregare per il nuovo Papa nella celebrazione dell'Eucaristia e nella Liturgia delle Ore.

Un esempio di preghiera di ringraziamento:

  • "O Dio che provvedi sempre alla tua Chiesa, ti ringraziamo per l’elezione di Papa N.: donagli di edificare con la parola e l’esempio il popolo a lui affidato."

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