Chiesa Parrocchiale dei Santi Giorgio e Massimo a Marmora, Valle Maira

La Chiesa Parrocchiale dei Santi Giorgio e Massimo, situata a Marmora in Valle Maira, rappresenta un importante testimone storico-artistico della regione. Isolata sopra l'abitato, la chiesa si distingue per il suo bel campanile romanico-gotico, la cui struttura originale è stata sapientemente mantenuta e integrata nella nuova costruzione. Questo campanile, risalente all'epoca medievale, presenta elementi tipici dello stile romanico come le bifore e una cuspide piramidale dall'insolito profilo arcuato.

Campanile romanico-gotico della chiesa parrocchiale di Marmora

Affreschi Medievali e Rinascimentali

Sotto una tettoia seicentesca, in corrispondenza dell'ingresso della chiesa medievale, sono conservati pregevoli affreschi tre-quattrocenteschi. Queste opere, racchiuse in riquadri trilobati, raffigurano figure di santi, tra cui San Gregorio, San Massimo, San Cristoforo (sovrapposto a un precedente affresco di minori dimensioni), San Francesco che riceve le stigmate e San Girolamo. Gli affreschi del Quattrocento sono attribuiti a Tommaso Biasacci di Busca, uno dei pittori itineranti attivi nella zona.

Durante i restauri, sono emersi dettagli significativi, tra cui la data di esecuzione 1459 e la firma del pittore "Tommaso Biazaci di Busca". Particolarmente curiosa è la presenza di un motto in italiano: "Facendo male - sperando bene - lo tempo passa e la morte viene", preceduto da una scritta in latino che indica la data (20 giugno 1459) in cui "hoc opus celebratus fuit". I restauri hanno migliorato la leggibilità dei soggetti, tra cui un grande San Cristoforo che traghetta Gesù Bambino e una teoria di santi.

Dettaglio degli affreschi medievali all'esterno della chiesa parrocchiale di Marmora

Architettura e Elementi Interni

L'interno della chiesa è caratterizzato da una singola navata con volte a crociera. Si aprono due profonde cappelle laterali, che contribuiscono a creare una sensazione di transetto. Nella cappella di sinistra, dedicata alla Madonna del Rosario, è visibile un affresco di San Giuliano, liberato da una vecchia tinteggiatura gialla.

Accanto a questo affresco, in una nicchia muraria, si trova un'arula votiva romana risalente al I secolo d.C., testimonianza dell'antica presenza umana nel territorio.

Il Fonte Battesimale e l'Altare

Di notevole interesse è il fonte battesimale ottagonale in pietra, in stile romanico-gotico, risalente al XV secolo. Sulle sue facce laterali sono scolpiti motivi geometrici e rilievi raffiguranti Adamo ed Eva, e la Madonna col Bambino e gli angeli. Sul lato posteriore è scolpita la Crocifissione, mentre sul fusto sono rappresentati gli Evangelisti.

L'altare è realizzato in legno intagliato e dorato. Soprastante l'altare si trova una tela raffigurante San Gregorio, acquistata nel 1782. Nello stesso anno, probabilmente, fu collocata anche la Via Crucis, opera del pittore saviglianese Giuseppe Chiantore.

Fonte battesimale romanico-gotico della chiesa parrocchiale di Marmora

Le Meridiane: Strumenti Gnomonici

Un elemento distintivo della chiesa parrocchiale di Marmora è la presenza di una notevole coppia di meridiane. La più antica, datata 1664, è considerata la più antica della Valle Maira. L'altra, più piccola, risale al 1722.

L'impianto dei due quadranti forma un complesso gnomonico di strumenti complementari, sebbene non coevi. La meridiana sud-est del 1664 è un vero e proprio strumento scientifico con quattro funzioni gnomoniche: ore italiche, ore francesi, calendario stagionale e linea meridiana. La sua qualità artistica è evidente nella finezza della linea meridiana e nella presenza di stemmi e sigle che ne attestano la committenza, probabilmente attribuibile alla famiglia Alessi di Canosio.

Il quadrante ovest del 1722, complementare a quello sud-est, completa l'arco diurno, risultando particolarmente utile durante l'estate. La data 1722 è presente anche sul quadrante sud, appena a sinistra dell'originale, incorniciata nello stesso colore. Questo intervento, effettuato insieme alla realizzazione del quadrante ovest, ha portato al completamento della meridiana più antica con l'aggiunta del sistema orario a ore francesi. Le demarcazioni riportate dal quadrante sud esprimono le ore italiche e il calendario stagionale.

Le meridiane, già restaurate nell'Ottocento, sono state riportate al loro antico splendore nel 2008.

Meridiana storica sulla facciata della chiesa parrocchiale di Marmora

Note Toponomastiche e Contesto Storico

Il toponimo Marmora deriva dal latino 'marmor' e dal provenzale 'marmièro', indicando una località sede di antiche cave di marmo. L'Intersile (Colle) evidenzia l'ampio e profondo solco del vallone (dal provenzale 'int', profondo, e 'silhun', solco). Chiggia (Costa) potrebbe essere una storpiatura del termine provenzale 'glija', che indica un terreno non ripido, ma coperto da un caratteristico manto erboso scivoloso.

La chiesa, già citata in documenti di inizio Trecento, fu rimaneggiata e ampliata nel XVIII secolo, pur conservando parti delle strutture originarie. Marmora, definita "comune sparso", è composta da numerose borgate distribuite sulle montagne, offrendo un paesaggio caratteristico con antiche case ristrutturate e un museo a cielo aperto che espone attrezzi d'epoca e utensili casalinghi.

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