La scomparsa di un Pontefice e il susseguente Conclave rappresentano momenti di profonda riflessione spirituale e di significativa organizzazione per la Chiesa Cattolica e per la città di Roma. Questo articolo esplora i dettagli che hanno circondato la morte di Papa Giovanni Paolo II, il processo del Conclave che lo elesse, e l'impatto di tali eventi sulla vita dei fedeli e della città.

Gli Ultimi Giorni di Giovanni Paolo II e le Cerimonie Funebri
La fine della vita del Pontefice Giovanni Paolo II fu segnata da intense preghiere. Fonti polacche riportano che, nei momenti che seguivano la recita del rosario, fece uno sforzo e pronunciò la parola 'Amen', pur essendo in preghiera, il che suggerisce che in qualche modo fosse cosciente.
La Sala Stampa della Santa Sede annunciò ufficialmente che il decesso del Pontefice era avvenuto a causa di "shock settico e collasso cardiocircolatorio irreversibile", aggravato da urosepsi e cardiopatia ipertensiva ed ischemica. La conferma del decesso fu seguita da un'elettrocardiotanatografica della durata di oltre 20 minuti primi, eseguita dal suo medico personale, il dottor Renato Buzzonetti.
Le cerimonie funebri videro il corpo diplomatico e la Curia rendere omaggio al Papa defunto. Il cerimoniere pontificio, monsignor Paolo Sardi, insieme al dottor Buzzonetti, seguirono le procedure. Per la prima volta, le telecamere furono ammesse in determinate occasioni per riprendere la salma.
Presso il catafalco, i cardinali Lopez Trujillo e Barragán sedevano sulle panche a destra, mentre le guardie svizzere con le alabarde stavano alle spalle della salma, dietro un crocifisso e lo stemma papale di Karol Wojtyla. Tra i vescovi presenti, si notava anche Emmanuel Milingo. Subito prima che il cardinale Camerlengo iniziasse il rito, giunsero le autorità, tra cui il presidente della Regione Lazio Storace e il sindaco di Roma Veltroni, i quali si fermarono alcuni minuti in raccoglimento davanti alla salma.
L'inizio del rito fu accompagnato dal canto dei salmi di un coro, mentre l'antifona recitava: "Io sono la resurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno". Il cardinale invocò la misericordia divina sul Pastore per le "umana fragilità" e chiese che, dopo la morte, fosse unito alla comunità dei santi nella Pasqua eterna. Dopo l'omelia, il cardinale benedisse il feretro e lo aspergeva con l'acqua santa.
Tra i partecipanti di spicco figuravano la pontificia e della Curia. Personalità politiche come Silvio Berlusconi si avvicinarono a monsignor Stanislao, segretario personale del Papa, che non nascondeva le lacrime. Erano presenti anche ministri come Marzano, Scajola e Lunardi. Il problema della sepoltura di Giovanni Paolo II, il cui desiderio era che il pontefice fosse sepolto a Roma, come molti nella storia della Chiesa, fu affrontato alle 10:30 del mattino.

Il Testamento di Wojtyla e il Cardinale "In Pectore"
Nel suo testamento, Papa Giovanni Paolo II rivelò l'identità di un cardinale nominato "in pectore", il cui nome non era mai stato reso noto per ragioni di prudenza. Questo cardinale era Jia Zhinguo, e la sua nomina era legata alla difficile situazione della Chiesa cattolica in Cina, che ancora oggi patisce nel silenzio della comunità internazionale. Nel caso in cui il Papa non avesse rivelato il nome, come accadde con il beato Roncalli, l'identità del porporato non si sarebbe mai saputa, e i cardinali nominati avrebbero perso ogni diritto. La rivelazione del testamento, secondo alcuni, "solleva alcune riserve circa l'opportunità di tale procedimento". Il cardinale Angelo Sodano, e il vescovo di Cosenza, monsignor Oliverio, furono figure chiave in questi momenti.
L'Alleanza Atlantica mise a disposizione sistemi di sicurezza elettronica avanzata, e forze di polizia, carabinieri e militari furono dispiegate, con divieto di videocamere e PC portatili in alcune aree.
Il Conclave: Regole, Procedure e Segreti
Il Conclave è l'assemblea che riunisce in segreto tutti i cardinali elettori con meno di 80 anni per eleggere il successore di Pietro. Il numero dei votanti non dovrebbe superare i 120. Le leggi che regolano il Conclave sono sancite dalla Costituzione Apostolica "Universi Dominici Gregis". È compito del cardinale Camerlengo organizzare materialmente il Conclave, seguendo i preparativi e i funerali del Pontefice, durante i quali devono essere celebrate messe funebri il quarto e il sesto giorno dopo la morte.
Una volta entrati in Conclave, le "berrette rosse" si riuniscono quotidianamente, isolate dal mondo esterno. Queste congregazioni generali sono un'occasione per esprimersi sui problemi che si presentano, avanzando proposte e sondando eventuali schieramenti. Il segreto è assoluto: nulla deve trapelare all'esterno su quanto emerge, pena la scomunica per chiunque violi tale riservatezza. I cardinali hanno modo di 'sondarsi' e parlare liberamente, preparando le future operazioni di voto.
Logistica e Votazioni
La Domus Sanctae Marthae è il luogo dove gli elettori abiteranno fino a Conclave ultimato. Ogni cardinale ha a disposizione una stanza con bagno, e ci sono salottini per riunioni, una mensa, una cappella e un'infermeria. Il complesso è ovviamente schermato e isolato da ogni comunicazione. Due medici e un infermiere sono presenti per assistere i cardinali.
Le operazioni di voto si svolgono nel più totale segreto, senza alcuna possibilità di comunicare con il mondo esterno. Telecamere, registratori e altri dispositivi sono proibiti in tutte le aree, compresa la Cappella Sistina, sede delle votazioni. I cardinali vengono trasportati in pulmino alla Cappella Sistina. Il Conclave ha adottato il voto segreto a partire dal XII secolo. Il processo inizia con la chiusura delle porte e la pronuncia della formula "extra omnes".

La maggioranza richiesta per l'elezione è di due terzi degli aventi diritto al voto. I voti dei cardinali infermi, se presenti, vengono raccolti a parte. La scheda di voto, su cui è stampata la formula "Eligo summum pontificem", viene compilata con la scelta del cardinale. Dopo lo spoglio dei voti, le schede vengono bruciate producendo la celebre "fumata": nera in caso di mancata elezione, o bianca in caso di elezione. Per ottenere il fumo nero si utilizzava paglia bagnata e particolari additivi chimici.
Se dopo molti scrutini non si raggiunge un accordo, le regole prevedono di procedere con un voto tra i due cardinali più votati nello scrutinio immediatamente precedente, in questo caso si esige la maggioranza assoluta (50% più uno).
L'Accettazione e la Presentazione del Nuovo Papa
Una volta raggiunto il quorum, il cardinale primo dell'ordine dei diaconi, assistito dai cerimonieri, chiede formalmente all'eletto se intende accettare o meno l'incarico. Ad una sua risposta affermativa, gli viene chiesto il nome scelto. Le vesti papali, di diverse taglie (small, medium e large), sono preparate in anticipo per essere immediatamente adattate al fisico del nuovo pontefice. Segue il rito d'obbedienza, dove i cardinali baciano l'anello pescatorio, simbolo del potere papale.
Infine, il nuovo Papa si presenta alla folla in Piazza San Pietro per la benedizione "Urbi et Orbi", preceduto dall'annuncio: "Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam! Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum [nome], Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem [cognome], qui sibi nomen imposuit [nome papale]".
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Aneddoti e Costumi del Conclave
Nonostante la serietà dell'evento, la storia dei Conclavi è ricca di aneddoti. Le discussioni più dure tra i cardinali spesso vertevano sulla linea che l'eleggendo rappresentava. Il cardinale Jubany Arnau, per esempio, parlò di "contrastanti tendenze" all'interno del Collegio Cardinalizio. La vita dei porporati durante i giorni di clausura, sebbene rigorosa, prevedeva anche momenti di convivialità: "bevono, dormono e, qualche volta, fumano e scherzano". È noto che cognac e sigarette abbiano avuto un piccolo posto nella storia dei Conclavi.
Un aneddoto celebre riguarda il conclave del 1963, quando fu eletto Papa Montini. Quel giorno, al pranzo con gli altri cardinali, non era certo un bevitore, ma volle un po' di cognac. Un bicchierino, all'epoca, serviva la ricetta medica. Un altro episodio racconta di un cardinale che, preoccupato perché nessuno fumava nella sala da pranzo, chiese il permesso al nuovo Papa di fumare, ricevendo una risposta spiritosa: "con una condizione: il fumo deve essere bianco!".
Riguardo l'elezione di Giovanni Paolo II nel 1978, la contrapposizione nel blocco italiano tra Benelli e Siri aveva creato uno stallo. Dopo tre fumate nere, i voti confluirono su Wojtyla. Alcuni porporati ignoravano chi fosse; il cardinale guatemalteco Casariego, ad esempio, chiese storpiando il nome: "Chi è questo Botiglia?". Si dice che Wojtyla arrivò a 99 voti, superando di poco il quorum. Quella sera, a cena, gli furono fatti gli auguri e ci fu spumante, ma il Papa eletto scherzò: "Spumante? È vero, hanno eletto Papa nuovo. Papa nuovo, non perché hanno eletto me". Anche dopo l'elezione, Giovanni Paolo II espresse i suoi dubbi a cena.
Un Viaggio Provvidenziale: L'Incontro di Karol Wojtyla con Candido Nardi
Una storia straordinaria e toccante che precede il Conclave del 1978 è quella di Candido Nardi, un autista di pullman dell'Acotral, il servizio di trasporto pubblico laziale. Il 14 ottobre 1978, il giorno in cui alle 16:30 in Vaticano si apriva il Conclave per la successione a Papa Luciani, Candido Nardi, all'epoca 43enne, era al volante dell'autobus diretto al santuario della Mentorella sui monti Prenestini. Non sapeva di avere un appuntamento con la Storia.
Come raccontato da suo figlio, Pietro Spartaco Nardi, Candido Nardi incrociò un sacerdote in clergyman che camminava svelto verso Capranica. Era il cardinale Karol Wojtyla, la cui auto privata si era rotta lungo la strada. Wojtyla, che non parlava ancora bene l'italiano, si sbracciò chiedendo un passaggio urgente per il Vaticano. Candido, esitando a causa del percorso stabilito, capì l'emergenza e lo fece salire. Sul pullman c'erano solo loro due. Wojtyla spiegò di aver voluto rendere omaggio alla Madonna delle Grazie prima di un appuntamento importante. Candido gli disse di lasciare perdere i soldi per il biglietto e si lanciò in una corsa contro il tempo per fargli prendere la coincidenza da Palestrina a Roma, percorrendo venti chilometri in soli 17 minuti su una strada tortuosa.
Due giorni dopo, il 16 ottobre 1978, la famiglia Nardi, ferventi cattolici e assidui della Mentorella, attendeva davanti alla TV la fumata bianca del Conclave. Quando il nuovo Papa si affacciò al balcone di Piazza San Pietro, Candido scattò in piedi urlando: "Ma quello è l'uomo che ho portato a Palestrina sul bus!". Nonostante i dubbi iniziali della moglie, era proprio Karol Wojtyla, il Santo Padre.
Alla vigilia di quel Conclave, nessuno pronosticava il cardinale polacco di 58 anni, che i bookmaker davano a mille contro uno. La sua elezione fu inattesa, frutto di uno stallo tra le fazioni italiane. Per Wojtyla, la Mentorella era un luogo speciale; vi tornò per ringraziare la Madonna nel suo primo viaggio pastorale, 13 giorni dopo l'investitura papale, affermando: "Amo salire su questi monti per raggiungere l'amato santuario. Lassù mi sono sempre sentito più vicino a Dio".

Il Legame Continuo
Lo shock collettivo per la scoperta si diffuse nel paese, e Candido Nardi fu "assediato" dalle richieste di raccontare l'episodio. Su consiglio del vescovo, scrisse una lettera in Vaticano, esprimendo l'onore di aver servito il futuro Papa. Giovanni Paolo II rispose con una lettera di ringraziamento, conservata in cornice dalla famiglia Nardi. Candido rivide il Papa due volte: la prima in un'udienza pubblica in Sala Nervi nel 1980, e la seconda nel 1983, quando Giovanni Paolo II si fermò a Palestrina prima di salire alla Mentorella e parlò con Candido per un'ora in privato. Candido, uomo schivo, tenne per sé il contenuto del colloquio, rivelando solo che il Papa gli aveva detto di aver fatto "una cosa importante" di cui si sarebbe reso conto "solo in futuro". Candido Nardi morì nel 2000, cinque anni prima del Pontefice, convinto di aver preso parte a un disegno provvidenziale.
Logistica per i Pellegrini e Impatto Economico
Durante periodi di transizione papale e Conclave, Roma affronta un afflusso eccezionale di fedeli e visitatori. La raccomandazione principale è sempre quella di ricorrere il più possibile a mezzi di trasporto collettivi, poiché l'uso delle auto private può creare gravi difficoltà. Sono predisposti parcheggi collegati da navette, sebbene l'uso dell'auto privata sia sconsigliato. Le aziende di trasporto pubblico, come ATAC e Trenitalia, implementano servizi speciali.
Linee bus dedicate collegano le principali aree di parcheggio, come Saxa Rubra Grottarossa, a Piazza San Pietro. Altri punti di snodo includono via Palmiro Togliatti (con discesa a Ponte Mammolo per la metro B) e le stazioni della metro A come Viale delle Milizie, Via Ottaviano e Piazza Risorgimento. È consigliabile consultare i siti web di ATAC e Trenitalia per gli orari aggiornati e le linee dedicate. La metropolitana di Roma garantisce un servizio esteso, di solito fino alle 23:30.
Eventi come il Conclave hanno un notevole impatto economico sulla città. Secondo Angelo Di Porto, presidente di Assoturismo Roma e Lazio, "più del Giubileo, a fare bene alle casse degli albergatori e all'economia di Roma finora è stato il Conclave." Questo tipo di evento porta a un'occupazione alberghiera pari al 70-75%, senza contare gli "escursionisti giornalieri" e i "last minute". È una "bella boccata d'ossigeno" per le strutture ricettive, soprattutto dopo periodi di bassa affluenza.