Padre Pio da Pietrelcina, una figura mistica e carismatica del XX secolo, ha lasciato un'impronta indelebile nella fede e nella spiritualità di innumerevoli persone in tutto il mondo. Il suo legame con i fedeli e la sua stessa esistenza sono intrisi di significati profondi, spesso espressi anche attraverso gesti simbolici come il "bacio", che assume diverse valenze nel contesto della sua vita e dei suoi insegnamenti.
Per molti, sognare Padre Pio è un segno di buon auspicio. Sembra che, quando si sogna Padre Pio, il sognatore stia affrontando o debba affrontare una cura medica, o stia uscendo da un periodo di debolezza fisica, ed è comunque sempre indice di un ottimo presagio, a meno che non ci si voglia rivolgere a Padre Pio per qualche preghiera o preoccupazione reale. Molti testimoniano di averlo sognato in momenti di grande sconforto o come monito per eventi futuri.
Il Dono delle Stimmate: Segno e Parola di Dio
Il dono delle stimmate in Padre Pio da Pietrelcina (1887-1968) appartiene indubbiamente al carisma profetico, che «deve rimanere in tutta la Chiesa fino alla venuta finale». Come per il primo stigmatizzato della storia, Francesco d’Assisi (1181-1226), anche per Padre Pio, il segno corporeo delle stimmate presenta due caratteri tra loro inscindibili: esse testimoniano che nella storia della Chiesa il dono profetico non è mai venuto meno e mai lo verrà. Chi interpreta profeticamente le stimmate di Padre Pio, come pure quelle di Francesco d’Assisi o di Santa Veronica Giuliani, sa che Dio parla nella storia mantenendo uniti parola e segno, il quale rivela la medesima parola.

Gesù, rivelatore in pienezza di Dio Padre, inizia per primo questo modo di segnare la parola incarnata con le stimmate ricevute sulla croce, e per sua sola grazia e misericordia, anche in creature segnate dal giorno del loro battesimo. Padre Pio è stato un frate Cappuccino spirato all’indomani della chiusura del Concilio Vaticano II (1962-1965) che, profeticamente, viene in aiuto alla nostra debolezza e permette di osservare nella potenza della fede, della speranza e della carità, l’atto che in esse è già presente e operante. Per questa ragione, Padre Pio è seguito in tutto il mondo da folle innumerevoli.
La Vita del Frate di Pietrelcina
Padre Pio incarnava la spiritualità francescana e visse l'inatteso e sofferto dono delle stimmate come autentico sacerdote. A soli trentun anni ricevette questo segno d’amore di Gesù crocifisso, essendo già sacerdote da otto anni e religioso Cappuccino da quindici. Nato a Pietrelcina (Benevento) il 25 maggio 1887 come Francesco Forgione, fu battezzato il giorno seguente. Il 22 gennaio 1903 vestì l’abito Cappuccino nel noviziato di Morcone, cambiando il nome di battesimo in fra’ Pio da Pietrelcina. Emise la professione temporanea dei tre voti religiosi il 22 gennaio dell'anno successivo e quattro anni dopo la professione perpetua. Fu ordinato sacerdote nel Duomo di Benevento il 10 agosto 1904, dopo un percorso di studi interrotto da problemi di salute.
La Manifestazione delle Stimmate
La mattina del 20 settembre 1918, all’età di trentun anni, Padre Pio fu segnato fisicamente dal dono delle stimmate. Era venerdì, giorno della crocifissione di Gesù, e tutto si svolse tra le 9 e le 10. Questo fenomeno fu preceduto dalla trasverberazione, ovvero stimmate invisibili nelle mani e nel costato. La sera del 5 agosto 1918, Padre Pio fu ferito da un misterioso personaggio mentre confessava i ragazzi in chiesa, sentendo un dolore che i mistici definiscono l’«assalto del Serafino». Rimase a letto, nascondendo la causa della sua sofferenza.
Per i credenti, la data del 20 settembre 1918 è singolare: pochi giorni dopo la fine della Grande Guerra e appena tre giorni dopo la festa liturgica delle stimmate di San Francesco. Sette secoli prima, San Francesco, sul Monte della Verna, chiese di percepire il dolore di Gesù in croce e l’amore che gli fece sopportare la passione. In quel momento, nel corpo del Poverello apparvero i segni dei chiodi e una ferita nel costato. Un fenomeno simile accadde a Padre Pio mentre pregava solo nel coro del convento, davanti a un crocifisso ligneo del Seicento. Nessuno fu testimone, ed è solo lui che poté raccontare l'accaduto. Dalla sua esperienza emerge l'immensa difficoltà nell'esprimere il fenomeno delle stimmate, che trascende l'ordine creaturale.
Padre Pio meditò la passione di Cristo davanti al crocifisso, chiedendo di partecipare così vivamente ai dolori della crocifissione «da diventare un secondo crocifisso». Successivamente, trapassò in un’estasi d’amore durante la quale l’immagine si fuse con un «grande personaggio». Quindi, dalle piaghe del crocifisso partirono frecce luminose verso le sue mani, i piedi e il costato.
Le stimmate di Francesco d’Assisi e Padre Pio rivelano i complessi rapporti tra anima e corpo, malattia e santità, e la straordinaria sensibilità che li caratterizzava. La scienza psichiatrica e teologica concordano sul fatto che le stimmate sono un singolare linguaggio del corpo, non simulazioni o malattie, ma «forme primitive di comunicazione in chi non ne possedeva di più evolute» (Umberto Galimberti). La loro sensibilità si manifestava anche nel pudore di fronte ai segni apparsi nel loro corpo. Padre Pio, in una lettera del 22 ottobre 1918, espresse la speranza che Gesù gli togliesse «questa confusione che io sperimento per questi segni esterni», ritenendoli motivo «di una umiliazione indescrivibile e insostenibile». Mantenne il riserbo, citando Tobia: «È bene tenere nascosto il segreto del Re».
Il "Bacio" nella Spiritualità di Padre Pio
Il concetto di "bacio" assume un significato profondo e multidimensionale nella spiritualità di Padre Pio, collegandosi direttamente al suo rapporto con Cristo, alla sua missione e all'esperienza umana dell'amore e della sofferenza.
Il Bacio come Patto d'Amore con Dio
Nelle sue lettere, Padre Pio attinge dal Cantico dei Cantici per esprimere l'intensità del suo amore per Gesù e la profonda unione con il divino. La citazione «io sono tutto pel mio diletto, e il mio diletto è tutto per me» (Lettera 25) rivela l'anima sacerdotale del santo. Ancora più significativa è la frase: «Ditegli che fino a quando un’anima non arriverà a ricevere questo bacio non potrà giammai stringere un patto con lui» (Lettera 25). Questo "bacio" non è un gesto fisico, ma un'espressione dell'incontro mistico, un'unione profonda e totale dell'anima con Dio, un patto d'amore che trasforma e santifica l'esistenza.
Il Bacio delle Piaghe di Cristo per Vincere la Tentazione
Un altro "bacio" fondamentale nella spiritualità di Padre Pio è quello rivolto a Gesù Crocifisso. Egli consiglia: «Le piccole tentazioni non combatterle con le dispute e contestazioni, ma sibbene con un semplice ricorso del tuo cuore a Gesù Crocifisso, come se per amore andassi a baciare il suo Costato ed i suoi piedi». Questo è un "gioiello per la vita spirituale", un richiamo a confrontare le tentazioni non con la forza intellettuale, ma con l'amore e la devozione verso il Redentore sofferente. Significa rifugiarsi nella Passione di Cristo, trovando in essa la forza per superare il maligno. È un atto di profonda umiltà e fiducia nel sacrificio di Gesù.
Il Bacio Terreno: Amore e Dolore Umano
Il bacio emerge anche in un contesto profondamente umano e commovente, nel racconto della morte della madre di Padre Pio, Peppa. Quando Padre Pio si rende conto della gravità delle sue condizioni, non si muove più dal suo capezzale, le amministra l’Estrema Unzione e, nel momento in cui sta per esalare l’ultimo respiro, «la bacia in fronte, poi, con un forte singulto, cade svenuto». Le lacrime che seguono sono definite da lui stesso «lacrime d’amore, nient’altro che d’amore». Questo episodio mostra la profonda umanità di Padre Pio, il suo amore filiale e come il dolore più autentico possa essere un'espressione purissima dell'amore.

Il Bacio dei Pellegrini: Devozione e Ricerca di Misericordia
Infine, il "bacio" si manifesta nella devozione popolare. Davanti alle spoglie mortali del Santo, molti pellegrini «mandano un bacio o una carezza come si fa con uno di famiglia». Questo gesto, sebbene simbolico e a distanza, è un'espressione tangibile dell'affetto, della venerazione e della profonda connessione che i fedeli sentono verso Padre Pio, riconoscendolo come intercessore e guida spirituale.
Il Ministero di Padre Pio: Misericordia e Confessione
Padre Pio è universalmente riconosciuto come un dispensatore di misericordia. Passava in confessionale quattordici, sedici, anche diciassette ore al giorno per ascoltare la "fiumana" di pellegrini. Nel solo 1967, a 81 anni, confessò venticinquemila donne e diecimila uomini. Molti venivano per curiosità, attratti dalle sue stimmate, ma per tanti la curiosità si trasformava in un'occasione di conversione e di cambiamento di vita. Padre Pio scriveva: «Non ho un minuto libero: tutto il tempo è speso nel prosciogliere i fratelli dai lacci di Satana. Benedetto sia Dio…».

La sua capacità di "scrutare le coscienze" era leggendaria. Non offriva "carezze pietose" che minimizzavano il peccato, ma a volte le sue parole erano "scomode, durissime per chi fingeva di essere sincero o non si apriva al pentimento e a cambiare vita". Come affermò il cardinale Lercaro, era «fermo e deciso fino ad essere brusco e quasi scontrooso... e nel tempo stesso aperto e confortante così da dare la pace e la serenità a chi non l’aveva da anni». Per lui, il sacramento della Confessione era un momento cruciale di incontro con la misericordia divina.
Padre Pio nel confessionale (la storia di Padre Pio)
La Preghiera e la Sofferenza come Via alla Santità
Padre Pio insegnava l'importanza della preghiera incessante. La sua vita fu un esempio di unione profonda con Dio, anche attraverso la sofferenza, che egli visse come un mezzo per rendersi simile a Cristo. Scriveva: «Soffri, ma rassegnata, perché la sofferenza non è voluta da Dio se non per la sua gloria e per il tuo bene: soffri, ma non temere perché la sofferenza non è castigo di Dio, sebbene un parto di amore che vuole renderti simile al Figlio suo». Egli incoraggiava a sollevare il cuore a Dio, da cui viene la forza, la calma e il conforto, e ricordava che «non si perviene a salute se non per la preghiera; che non si vince la battaglia se non per la preghiera».
La Messa era per Padre Pio il "mistero tremendo", il Calvario stesso. In ogni celebrazione riviveva la Passione di Cristo, offrendosi vittima con Lui per la salvezza delle anime. Meditava la vita di Gesù, dalla nascita alla croce, e l'istituzione dell'Eucaristia, "questo cibo eucaristico" senza il quale non poteva vivere. L'Eucaristia, infatti, era per lui il "pane quotidiano" che rende l'anima degna di accogliere Cristo.
La sua spiritualità era caratterizzata anche dal periodo della "notte oscura", una fase di sofferenza spirituale descritta nelle sue lettere, in cui si identificava con il peccatore lontano da Dio o con Giobbe colpito dalla sofferenza. In questi momenti, attingeva ai Salmi per lodare il Signore e a Giobbe come esempio di pazienza, per descrivere la situazione di sofferenza che viveva. Tuttavia, la sua risposta a questa sofferenza era sempre un amorevole umiliazione davanti a Dio: «Umiliati amorosamente avanti a Dio ed agli uomini, perché Iddio parla a chi tiene le orecchie basse».
L'Eredità di Padre Pio: Opere e Devozione
Padre Pio non fu solo un mistico, ma anche un uomo d'azione. Attorno a lui è sorta la "Casa Sollievo della Sofferenza", un ospedale che continua a crescere e ad espandersi, diventando un faro di cura e misericordia. Oltre all'ospedale, volle scuole di formazione professionale, tre asili e una cooperativa di consumo, e dopo la sua morte, una serie di centri di riabilitazione per bambini.

Il suo culto è vastissimo, tanto che nel 2012 sette milioni di pellegrini sono arrivati a San Giovanni Rotondo. La sua figura continua ad attrarre milioni di persone, non solo attraverso le confessioni ma anche grazie alle opere sociali nate dalla sua ispirazione. «Padre Pio è stato un dispensatore di misericordia non solo grazie alle confessioni ma anche alle opere sociali nate grazie a lui a San Giovanni Rotondo», afferma Stefano Campanella, direttore di Padre Pio Tv.
Padre Pio e i Papi
Il rapporto di Padre Pio con la Chiesa e i diversi Papi fu complesso ma sempre improntato alla sua fedeltà. Sebbene San Giovanni XXIII avesse autorizzato misure di contenimento della devozione, spesso basate su calunnie, Paolo VI permise la costruzione della Casa Sollievo della Sofferenza e garantì al frate di svolgere il suo ministero in piena libertà. San Giovanni Paolo II fu affascinato dalla sua figura e lo visitò due volte. Papa Francesco, infine, ha voluto le spoglie del Santo a Roma per il Giubileo della Misericordia, un evento storico che sottolinea la centralità di Padre Pio nel messaggio di misericordia della Chiesa. «È un grande riconoscimento», dice padre Marciano Morra, «vedere Padre Pio che entra in San Pietro dove si è creduto sempre di tenerlo lontano perché considerato pericoloso e addirittura un indemoniato. Padre Pio ha sofferto tanto per la massoneria, per gli atei e anche, diciamolo pure, per alcuni uomini di chiesa alla quale egli è sempre rimasto fedele. “Anche quando la Chiesa percuote”, ripeteva sempre, “è sempre la mano di una mamma che percuote”.»