Semiotica della Cultura e Riscrittura: Analisi Interdisciplinare

La semiotica della cultura, nell'ambito della sua prospettiva teorica, riconosce le pratiche di riscrittura come uno dei canali fondamentali di comunicazione intra- e interculturale. Tali pratiche sono intese come l'insieme delle forme di elaborazione metatestuale, che includono traduzioni, citazioni, rifacimenti e adattamenti.

schema delle forme di elaborazione metatestuale nella semiotica della cultura

La Riscrittura come Specchio Culturale

Le elaborazioni metatestuali offrono una lente privilegiata per osservare come le storie e i concetti viaggino e si trasformino attraverso le culture e i secoli. Un esempio emblematico è la vita lussuriosa del Principe di Hailing, già documentata nella Storia dei Jin (Jin shi). Questa figura storica è stata oggetto di numerosi trattamenti narrativi, espandendosi e restringendosi tra elaborazioni pornografiche e riduzioni censorie fino all'età contemporanea, dimostrando la capacità delle storie di adattarsi e riflettere i mutevoli contesti morali e culturali.

Echi Biblici nel Teatro Cinese Classico

Nonostante il teatro cinese classico sia stato spesso comparato alla produzione teatrale occidentale, come la tragedia greca o la drammaturgia shakespeariana, minore attenzione è stata dedicata all'analisi di libretti che evocano storie di memoria biblica. Questo fenomeno suggerisce una convergenza tematica inaspettata.

Zaju di Epoca Yuan e Narrazioni Sacre

Un recente contributo mira ad analizzare alcuni zaju 雜劇 di epoca Yuan in cui sono percepibili echi di narrazioni delle Sacre Scritture. In particolare, si propone un'analisi dei drammi:

  • Le memorie del cerchio di gesso (Huilan ji 灰闌記) di Li Xingdao (XIV sec.)
  • Il figliuolo che causò la rovina della famiglia (Pojia zidi 破家子弟) di Qin Jianfu (XIV sec.)

Il Giudice Bao e Re Salomone

Nel primo libretto, il celebre giudice Bao (Bao daizhi 包待製) è chiamato a risolvere un intricato caso di due donne che rivendicano la maternità di un figlio. Il contenzioso e, soprattutto, lo stratagemma attuato dal sagace giudice, ricordano vividamente l'episodio del saggio re Salomone, riportato nel Primo libro dei Re (3,16-28).

Il Figliol Prodigo in Contesto Cinese

Nel secondo libretto, la storia del figlio ingrato che dilapida il patrimonio familiare, si redime e ritorna sulla retta via, richiama la parabola del "figliol prodigo" riportata nel Vangelo di Luca (15,11-32). È interessante notare come queste narrazioni, nel contesto cinese, trovino riscontro in fonti precedenti ascrivibili alla morale confuciana. Ciò suggerisce che si tratti di riscritture e manipolazioni testuali piuttosto che di traduzioni dirette e pratiche metatestuali.

Il Romanzo dei Letterati: Il Rulin waishi

Il Rulin waishi 儒林外史 (RLWS) è un'opera di grande complessità, il cui influsso sullo sviluppo della narrativa cinese posteriore è stato fondamentale, come testimonia l'elogio di Lu Xun nel suo Zhongguo xiaoshuo shilüe 中國小說史略 (1923-24).

Un'Opera Autoreferenziale e Critica

L'opera di Wu Jingzi 吳敬梓 (1701-1754) rappresenta il culmine del filone, prettamente autoreferenziale, del "romanzo dei letterati". In questi circoli intellettuali si creò uno spazio di autoespressione e di critica nei confronti dell'ipocrisia morale dei letterati contemporanei, rappresentanti della stessa classe a cui appartenevano sia gli autori che i lettori di queste opere.

La Prassi del Pingdian

Un aspetto fondamentale della diffusione del romanzo è rappresentato dalla prassi del pingdian 评点 (letteralmente "chiosare e punteggiare"). Questa pratica si esplica in varie modalità di commento al testo, attuate fin dalle prime edizioni dell'opera, e comprende sia commenti ai singoli capitoli che note a margine. Questo sistema di commento evidenzia la natura interattiva e stratificata della lettura e della ricezione testuale in Cina.

copertina o illustrazione stilizzata di una vecchia edizione del Rulin waishi con commenti

La Storia di Zhang e Cui Yingying: Esempi di Riscrittura

Sin dai tempi della sua composizione in epoca Tang, la storia della vicenda amorosa tra lo studente Zhang e la cugina Cui Yingying ha continuato a ispirare generazioni di poeti, drammaturghi e narratori. Tra le riscritture più famose figura la serie di zaju composta in epoca Yuan da Wang Shifu (attivo 1297-1307) e nota con il titolo Xixiang ji.

La Valorizzazione di Jin Shengtan e la Nuova Riscrittura del '900

Quest'opera trovò a sua volta un'importante valorizzazione letteraria nell'edizione commentata curata dal critico Jin Shengtan (1608-1661) nel periodo tardo Ming. Nel 1918, nel pieno della complessa temperie intellettuale che animò la cultura letteraria nei primi anni dopo la nascita della Repubblica, una nuova riscrittura del dramma in forma romanzesca fu proposta da Yu Xuelun (1892-1967), esponente della corrente delle "anatre mandarine e delle farfalle". Questi esempi sottolineano la costante rielaborazione delle narrazioni in base ai contesti storici e letterari.

Suzhou: La "Venezia dell'Oriente"

Suzhou era nota in Europa fin dalla descrizione che ne fece Marco Polo nel suo Milione. In seguito alla "riscoperta" della Cina in epoca moderna, anche la città fu ricostruita nell'immaginario europeo.

L'Immagine di Suzhou nei Resoconti Occidentali e Cinesi

Nei resoconti dei gesuiti, nacque l'immagine di Suzhou come "Venezia dell'Oriente", una rappresentazione ribadita nel corso dei secoli da molti altri autori. Questa affinità nella rappresentazione delle due città fu riconosciuta col tempo dagli stessi cinesi, che spesso descrissero Venezia come una città simile a Suzhou nelle loro relazioni di viaggio. La stessa proposta di Suzhou come città gemella di Venezia fu avanzata dai cinesi, e il gemellaggio fra le due città, siglato nel marzo 1980, sancì ufficialmente questo legame transculturale.

mappa storica che confronta Venezia e Suzhou, o foto di canali in entrambe le città

Le Particelle Modali nel Cinese Moderno: Un Campo di Studio Complesso

L'insieme delle particelle modali del cinese moderno pone problemi sia per la definizione degli elementi che lo costituiscono sia per la classificazione e la definizione delle diverse unità. Caratteristiche della lingua parlata e di alta frequenza d'uso, le particelle sono state analizzate da diverse prospettive teoriche e in relazione a diversi fenomeni della lingua.

Analisi Specifiche delle Particelle

Chiara Romagnoli, ad esempio, analizza l'uso delle particelle in relazione agli atti linguistici, soffermandosi sulle particelle a 啊, ba 吧 e ma 吗, segnalandone le funzioni comuni e specifiche, nonché la co-occorrenza di segnali discorsivi tipicamente usati nella formulazione degli atti linguistici presi in esame.

Carmen Lepadat esamina la relazione tra particelle modali e topic posposti o dislocati a destra dal punto di vista della struttura dell'informazione. Il suo studio, basato sull'analisi di un corpus di cinese parlato spontaneo (CallFriend-MainlandChinese), mette in relazione la presenza di marche modali e il grado di attivazione/identificabilità dei referenti dislocati.

Da una prospettiva simile, Marco Casentini propone un'analisi della particella a 啊 come topic marker nelle costruzioni topic-comment del cinese. Il suo studio, basato sull'analisi di un corpus scritto cinese (Chinese Web 2011), è mirato a definire le proprietà sintattico-semantiche del topic marcato dalla particella in base alle relazioni che lo legano con il contesto linguistico in cui occorre.

Sergio Conti affronta l'uso delle particelle modali da parte di apprendenti di cinese lingua straniera nelle interazioni con parlanti nativi secondo una prospettiva longitudinale. I partecipanti sono apprendenti italofoni iscritti al secondo anno di laurea triennale che hanno preso parte al progetto di Tandem con gli studenti Marco Polo / Turandot del CLA di Roma Tre durante un periodo di tre mesi.

Particella frasale LE 了 (Parte 1) – 中文在线 Il Cinese online

Studi sulla Posizione e Funzione delle Particelle

Frequentemente impiegate nella lingua parlata, le particelle finali del cinese moderno sono state oggetto di numerosi studi che ne hanno evidenziato le diverse proprietà sintattiche e semantiche (Lü 1942, Chao 1979, Li & Thompson 1981, Simpson 2014). Più rare, tuttavia, sono le indagini che hanno osservato l'uso delle particelle in prospettiva pragmatica e, in particolare, in relazione agli atti linguistici (tra questi Lee-Wong 1998, Ljungqvist 2010).

Uno studio si propone di analizzare le particelle a 啊, ba 吧 e ma 吗 sulla base di un campione di dati tratti da un Discourse Completion Test somministrato a 50 parlanti nativi e focalizzato sull'atto linguistico delle scuse. Un altro studio propone un'analisi preliminare del rapporto tra dislocazioni a destra e particelle modali in cinese mandarino. Dati provenienti dal corpus di cinese parlato spontaneo CallFriend suggeriscono che queste particelle possono svolgere funzioni strettamente connesse con la struttura dell'informazione, l'attivazione e l'identificabilità dei referenti.

Particelle come Topic Marker e Difficoltà di Acquisizione

Le particelle in cinese possono avere funzioni differenti in base alla loro posizione all'interno della frase. Un uso particolarmente consistente è quello di topic marker, e gli studi al riguardo sono numerosi. Tuttavia, mentre per le particelle ne 呢, ba 吧 e ma 嘛 gli studi sembrano fornire analisi più dettagliate, per quanto riguarda la particella a 啊, i pochi studi finora condotti non sono altrettanto sviluppati. Ad esempio, Deng (2015) definisce a 啊 come una semplice marca di topic senza restrizioni nell'uso.

L'acquisizione e l'insegnamento delle particelle modali in cinese lingua straniera (CLS) sono stati oggetto di un numero limitato di studi. Alcuni hanno analizzato gli errori più frequenti commessi dagli apprendenti (e.g. Xu, 2002), altri hanno avanzato suggerimenti per l'insegnamento, soprattutto per le particelle ne 呢 e ba 吧 (e.g. Liu, 2012), che secondo Badan e Romagnoli (2018) sono le più difficili da acquisire. Un ulteriore studio si propone di analizzare l'uso delle particelle modali da parte di apprendenti di CLS nelle interazioni con parlanti nativi. I partecipanti sono apprendenti italofoni che hanno preso parte al progetto di Tandem con gli studenti Marco Polo/Turandot del CLA di Roma Tre; le sessioni di Tandem sono state analizzate secondo i metodi della Conversation Analysis.

La Particella 呗: Evidenza e Indiscutibilità

La particella modale , tipica della lingua parlata, è prevalentemente usata in frasi assertive e volitive e viene sovente posta al fondo di enunciati costituiti da un periodo composto con iterazione del verbo (V + 就 + V + 呗) per esprimere l'evidenza e l'indiscutibilità del contenuto dell'enunciato. È spesso assimilata alla particella modale , di cui rappresenterebbe un grado più elevato di "coloritura emozionale", secondo la definizione presente nello Xiandai Hanyu Babai Ci. Tuttavia, l'analisi degli esempi d'uso mette in evidenza un utilizzo ben più articolato e sfumato di quello in cui viene generalmente inquadrata tale particella, sia in riferimento al contenuto dell'enunciato sia per quanto riguarda l'atteggiamento del parlante nei confronti dell'ascoltatore.

Il Diritto Cinese: Evoluzione e Specificità Linguistiche

Il diritto cinese e, in particolare, la sua evoluzione sono stati indagati profusamente dalla comunità accademica nazionale e internazionale da un punto di vista della dottrina e della giurisprudenza, in una prospettiva per lo più comparatistica. In Cina, già dalla fine del XIX secolo e in particolare negli anni Trenta del secolo scorso, la circolazione dei modelli giuridici sia di matrice europea sia sovietica ha influito sulla creazione di un corpus normativo che, con le dovute modifiche, è alla base del sistema giuridico cinese.

Il diritto, per sua natura, non è un'entità immutabile; al contrario, necessita di essere contestualizzato in base al periodo storico, al luogo e alla cultura di un Paese, ed è quindi il prodotto di una determinata società. Dunque, se da un lato si configura lo studio per lo più giuridico del sistema legale cinese, dall'altro, il panorama italiano in particolare si caratterizza per una carenza di studi incentrati sul linguaggio cinese giuridico come sistema funzionale al diritto (eccezion fatta per alcune traduzioni di testi normativi di stampo prettamente giuridico e non linguistico) e la ricezione di termini e istituti sia in una prospettiva sincronica sia diacronica.

L'utilizzo della lingua è cruciale per qualsiasi sistema giuridico, poiché il legislatore si serve tipicamente della lingua per produrre le leggi e i tribunali per motivare le decisioni; non può esistere diritto senza una lingua di riferimento.

La Legge delle XII Tavole e la sua Ricezione in Cina

La Legge delle XII Tavole è il più antico codice legislativo dell'Occidente. Promulgata verso la metà del V secolo a.C. e distrutta a seguito dell'invasione dei Galli, fu per secoli fonte primaria del diritto romano. Sin dall'età dell'Umanesimo, numerosi sono stati i tentativi di ricostruirla da parte dei giuristi occidentali. Di recente, anche il mondo accademico cinese ha mostrato una crescita di interesse verso lo studio e la traduzione di quest'opera, della quale dal secolo scorso sono comparse diverse versioni in lingua cinese.

Sorge spontanea la domanda sull'origine della presentazione di tale codice in Cina e sull'evoluzione del suo studio. Questi quesiti sono oggetto di indagine da parte di studiosi come He Qinhua e Xu Guodong.

La Violenza Familiare nel Contesto Giuridico Cinese

Secondo alcuni studiosi, i termini "violenza familiare" (jiating baoli) sono stati introdotti in Cina nel 1994 nel Zhongguo Funü Bao (Zhao: 2000). Sebbene l'espressione fosse già apparsa in alcuni regolamenti locali prima della fine del XXI secolo, è stata usata per la prima volta nella legislazione nazionale cinese solo nel 2001, nel diritto matrimoniale della RPC. Partendo dal termine "violenza domestica" nel contesto internazionale, si analizza poi la definizione di jiating baoli nel quadro giuridico cinese, concentrandosi in particolare su come l'attuale definizione giuridica presente nella Legge contro la violenza domestica del 2016 si sia sviluppata attraverso le bozze e altri documenti legali.

Lessico Giuridico Cinese: Ambiguità e Traduzione

Quasi cinquant'anni orsono, Stanely Lubman ha affermato che la lingua cinese non ha un lessico giuridico specializzato (Lubman 1970, 230), sebbene sia stata recentemente osservata una tendenza opposta (Qu 2015). Tuttavia, come noto in linguistica, l'ambiguità e l'indeterminatezza non sono esclusivamente proprie dei linguaggi non specialistici, bensì sono fenomeni osservabili anche nei linguaggi tecnici (LSP), anche laddove il senso comune vorrebbe che i termini fossero privi di ambiguità semantica, come nel caso del lessico giuridico. In questo contesto, una minore ambiguità lessicale e testuale è spesso idealmente accostata alla possibilità di una maggiore tutela dei propri diritti soggettivi (Simonnæs 2007; Ross C. e Ross L. 1997; Anesa 2014).

Scopo di uno studio è gettare luce sul significato interlinguistico in italiano di alcuni termini particolarmente ambigui e, dunque, ostici dal punto di vista traduttivo, afferenti alla cosiddetta sostituzione negoziale (Pugliatti 1965; Salomoni 1997), quali weituo (委托) e daili (代理), costituenti di combinazioni altrettanto ambigue come ad esempio weituo dailishu (委托代理书).

infografica sui concetti di weituo e daili nel diritto cinese

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