La Chiesa di Sant’Alessandro si erge in posizione dominante sopra la “grande borgata di Traona”, offrendo una vista privilegiata che spazia sulla Bassa Valtellina. L'edificio non rappresenta solo un importante luogo di culto, ma è il risultato di una stratificazione storica e artistica che affonda le sue radici nel Medioevo, inserendosi armonicamente nel paesaggio caratterizzato dai vigneti terrazzati.

Cronistoria e trasformazioni architettoniche
Le origini del sito risalgono al 1286, epoca in cui esisteva già una chiesetta sul colle, filiale della chiesa plebana. Nel XV secolo, la struttura assunse il ruolo di chiesa plebana di Traona, in sostituzione della chiesa di S. Maria di Bioggio.
L'attuale configurazione è il frutto di un importante cantiere avviato nel 1604, reso necessario dall'ampliamento del tempio preesistente. I lavori di trasformazione, che hanno visto l'orientamento della chiesa mutare da ovest-est a sud-nord, si conclusero nel 1690, anno in cui la chiesa fu solennemente consacrata il 30 aprile. Dell'antico impianto romanico si conservano ancora:
- Il campanile originale;
- L'elegante porticato a sud, sorretto da snelle colonnine, che offre un suggestivo panorama sulla valle dell'Adda;
- La rotonda dell'abside, ben visibile dall'esterno.

L'interno: un trionfo di arte barocca
L'interno della chiesa si presenta con un'ampia e maestosa navata unica, divisa in tre campate da una volta a botte, su cui si aprono quattro cappelle laterali. Le decorazioni pittoriche e gli arredi lignei riflettono il gusto barocco del XVII e XVIII secolo.
Affreschi e dipinti
Le pareti e il presbiterio sono arricchiti dalle opere di Giacomo Parravicini, detto “il Gianolo”, che ha curato il vasto medaglione della Gloria di S. Alessandro e tre grandi tele che narrano gli episodi della vita del Santo. Queste sono incorniciate da brillanti quadrature realizzate dai ticinesi G. Antonio Torricelli.
Di particolare interesse storico-artistico sono gli affreschi realizzati nella prima metà del Cinquecento dal celebre pittore Gaudenzio Ferrari, giunto in Valtellina per legami familiari. Tra le opere si distingue il riquadro raffigurante Gesù che cammina sulle acque, dove il Cristo, con una mano, afferra Pietro che rischia di annegare. L'episodio è arricchito da una didascalia in latino: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”.
Arredi e sculture
La chiesa custodisce numerosi elementi di pregio:
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Altare della 1ª cappella sinistra | Ancona in legno dorato con tela raffigurante i Santi Rocco e Sebastiano (1662) di G. Pietro Asinago. |
| Stalli corali | 15 stalli in legno di noce scolpito, risalenti al XVII secolo. |
| Corredo ligneo | Confessionali, pulpito, organo con statue di angeli e cantoria, risalenti al XVIII secolo. |
Curiosità: i giochi medievali sul sagrato
Un elemento curioso che testimonia la vita attorno alla chiesa è la presenza di antichi giochi incisi sulle lastre di copertura del muretto del sagrato. Tra questi si distingue un Alquerque, insieme a un Tris e altri segni, che confermano come il sagrato fosse un luogo di socializzazione sin dai secoli passati.
Le cattedrali non sono mai state solo chiese... erano macchine di guarigione medievali.
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