L'Altare della Patria e la Tomba del Milite Ignoto: Simbolo dell'Italia Unita

Il Complesso del Vittoriano, noto anche come Altare della Patria, è uno dei simboli più importanti di Roma e dell'intera Italia. Dedicato a Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia, questo imponente monumento in marmo botticino cattura ogni anno migliaia di visitatori, affascinati dal suo colore splendente e dalle sue maestose dimensioni. L'idea del progetto iniziale era di creare un simbolo del potere di Roma Capitale, affiancando quelli della Roma papale (il Vaticano) e della Roma imperiale (il Colosseo).

Nato come un luogo simbolico e celebrativo per rappresentare l'unità nazionale sotto la guida del nuovo Re dopo la nascita dell'Italia nel 1860, oggi il Complesso del Vittoriano è anche uno dei maggiori spazi espositivi e museali di Roma.

Foto panoramica dell'Altare della Patria a Roma, che ne mostri l'imponenza e il colore bianco

La Tomba del Milite Ignoto: Un Cuore Pulsante della Memoria Nazionale

L’Altare della Patria, in realtà, si trova all’interno del monumento stesso, dove è custodita la salma del Milite Ignoto. Si tratta di una tomba eretta a memoria perenne di un Soldato senza volto e senza nome, morto in battaglia. La Tomba, come indica l’iscrizione "IGNOTO MILITI", è dedicata a un soldato italiano non identificato caduto nella Prima Guerra Mondiale.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, venne ritrovato senza vita un giovane soldato, il cui corpo era talmente pieno di ferite da essere irriconoscibile. Proprio per questo, si decise di seppellirlo nel Vittoriano, affinché potesse avere un riconoscimento per il suo sacrificio. Dato che nessuno seppe mai il nome di questo ragazzo, il suo corpo divenne il simbolo di tutti i militari morti per la patria.

La Scelta e il Viaggio del Milite Ignoto

La salma fu scelta tra undici da una donna triestina, Maria Bergamas, che aveva perso il figlio in guerra. La prima proposta fu quella di interrare il milite ignoto nel Pantheon, di fianco al re. Tuttavia, la bara venne trasferita a Roma in treno, viaggiando a velocità ridotta e di notte, per consentire alla popolazione di renderle omaggio. Durante il suo percorso, attraversò città come Padova, Ferrara, Bologna e Firenze, accolta ovunque da una grande folla commossa, mentre ali di gente rendevano omaggio al passaggio del feretro.

La bara fu collocata nell’Altare della Patria il 4 novembre 1921, giorno dell’Unità Nazionale e festa delle Forze Armate Italiane. I solenni funerali e la sepoltura nella capitale non furono gesti puramente simbolici; il governo vi vide infatti la possibilità di rafforzare il neonato sentimento nazionale. Molti storici hanno visto nel rito in onore del milite ignoto l'inizio di un nuovo culto della patria, trasformando il monumento da luogo di semplice ricordo a tribuna per un perenne ossequio alla Patria.

Foto storica del treno che trasporta la salma del Milite Ignoto o della cerimonia di inumazione

Il Simbolismo e le Cerimonie

Sulla Tomba è deposta una corona di bronzo con l’iscrizione: "AI PRODI CADUTI NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE LE DONNE D’ITALIA"; di fronte si trovano due bracieri nei quali arde una fiamma perenne, incessantemente custodita da guardie d’onore. È interessante notare che le due sentinelle, pur essendo a pochi metri di distanza, non riescono mai a vedersi.

Oggi il Vittoriano è un monumento simbolico per l’Italia intera: in date significative come il 25 Aprile (anniversario della liberazione d’Italia), il 2 giugno (Festa della Repubblica) e il 4 novembre (festa delle Forze Armate), il Presidente della Repubblica rende omaggio al Milite Ignoto deponendo una corona d’alloro. Questo luogo è divenuto un simbolo fondamentale di una nazione che ha lottato per trovare simboli chiari e comuni, e un luogo che nel tempo si è modificato di fronte ai mutamenti della realtà nazionale.

4 Novembre, Mattarella rende omaggio al Milite Ignoto all'Altare della Patria per Festa Forze Armate

La Nascita del Complesso del Vittoriano: Dalla Progettazione alla Realizzazione

La costruzione del Vittoriano iniziò nel 1885 e si concluse nel 1911. É il 9 gennaio del 1878 quando a Roma, nel palazzo del Quirinale, muore il primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II. Dopo la sua morte, si cercava qualcosa per poter rappresentare l'unità nazionale sotto la guida del nuovo Re.

Nel dicembre del 1882 la Gazzetta Ufficiale pubblicò un bando per un nuovo concorso, questa volta molto più dettagliato. Il progetto doveva sorgere sul Campidoglio, in asse con via del Corso, e essere composto di tre parti: la statua equestre del re, un fondo architettonico e le opportune scalinate per salire alla nuova spianata del monumento. La seconda gara si chiuse nel 1884 quando fu dichiarato vincitore il progetto di un giovane architetto marchigiano, Giuseppe Sacconi.

Architettura e Impatto Urbano

Realizzato in pieno stile neoclassico per celebrare Roma appena eletta capitale d’Italia, il Vittoriano riunisce in sé tutti i valori dell’Italia risorgimentale. La statua equestre al centro del monumento è un ritratto di Vittorio Emanuele II; la scultura è ricavata dalla fusione del bronzo dei cannoni del Regno d’Italia ed è davvero imponente. Le quadrighe che si ergono dal Vittoriano sono come una bussola per i Romani, spesso utilizzate come punto di riferimento nella città.

Per la sua costruzione furono demoliti interi quartieri medievali e rinascimentali, e Palazzetto Venezia e la Chiesa di S. Rita vennero spostati per poterlo edificare. Durante gli scavi furono rinvenuti diversi reperti archeologici fra cui antiche mura e cave. Il monumento è stato la causa diretta e indiretta della cancellazione o dello sconvolgimento di una parte rilevante della città papale.

Schizzo del progetto originale di Giuseppe Sacconi per il Vittoriano

Evoluzione del Ruolo e della Percezione: Tra Critiche e Riscoperta

Nel corso della sua storia, il Vittoriano ha subito una profonda trasformazione nel suo status e nella sua percezione. Alcune persone definiscono l’Altare della Patria "macchina da scrivere" e lo associano al fascismo, questo perché le principali manifestazioni di quel periodo passarono da qui, la marcia su Roma in primis. Molti ritenevano che questo monumento in marmo bianco contrastasse eccessivamente con i palazzi circostanti, arrivando a chiederne la demolizione.

Con la sepoltura del Milite Ignoto, il Vittoriano iniziò una nuova stagione della propria vita, perfezionata proprio dal fascismo, che lo usò come simbolo dei neonati culti nazionali e come punto di partenza per viaggi organizzati dal partito fascista, come i treni a prezzo ridotto che portavano i viaggiatori nelle principali mete turistiche d’Italia.

Declino e Rinascita del Complesso

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, sebbene nella generale simbologia militare del luogo vennero introdotti gli stemmi delle associazioni partigiane per cercare di dargli un ruolo nel nuovo contesto politico, il complesso iniziò un lento declino. Il 12 dicembre del 1969, un attentato danneggiò pesantemente alcune parti del monumento. Il Vittoriano venne chiuso al pubblico e restò in questa condizione per diversi decenni, portando a un graduale degrado delle strutture interne e al deperimento esterno dei preziosi marmi, anche a causa di impianti desueti e infiltrazioni d’acqua piovana.

Per più di venti anni il Vittoriano rimase una sorta di involucro vuoto, con notevoli spazi interni inutilizzati e aperti al pubblico solo per brevi periodi. La sua riapertura al pubblico, a partire dagli anni Duemila, ha coinciso con un processo di rivalutazione, che lo ha visto tornare in auge in una veste nuova, come un luogo con più significati e accessibile in vario modo, dando il via a una sorta di "riabilitazione" del monumento.

Foto dell'Altare della Patria durante i lavori di restauro o in un periodo di chiusura parziale

Il Vittoriano Oggi: Un Centro Culturale e Panoramico

Oggi il Complesso del Vittoriano è uno dei maggiori spazi espositivi di Roma. Al suo interno, si trovano il Museo Centrale del Risorgimento, il Sacrario delle Bandiere e il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana. La riapertura del Museo del Risorgimento, avvenuta nel 2001, è stato un passo fondamentale in questo processo di riconversione e rivalutazione.

Il Museo del Risorgimento racconta la storia dell'unità d'Italia dalla seconda metà del Settecento sino alla fine della Grande Guerra attraverso un'affascinante collezione di manufatti storici, tra cui lettere e scritti originali, uniformi militari, armi e bandiere del XIX secolo, oltre a ritratti e cimeli di personaggi chiave come Giuseppe Garibaldi, Camillo Cavour e Giuseppe Mazzini. Si possono esplorare anche oggetti personali di Garibaldi, rari documenti delle guerre d'indipendenza e mostre che spiegano come l'Italia sia passata da una terra divisa a una nazione unificata.

Musei, Mostre ed Esperienze per il Visitatore

Il Sacrario delle bandiere dei reggimenti sciolti, inaugurato nel 1968, è formato da ben 697 vessilli. Recentemente, il Complesso è diventato sede del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana. Costituirne uno nazionale in un luogo così importante per la storia italiana è legato a una generale rivalutazione dell’emigrazione come tema costitutivo del senso patriottico, offrendo la possibilità di approfondire l'esperienza migratoria attraverso vari percorsi dalle realtà regionali fino alle terre di arrivo.

Adiacenti a questi musei, ci sono alcune sale adibite alle mostre temporanee, sempre varie e interessanti, dedicate ad alcuni degli artisti più importanti della scena culturale di tutti i tempi. Il Vittoriano sfrutta la sua posizione e struttura come luogo di richiamo per mostre d’arte di grandissimo interesse, rendendolo un luogo che concilia la modernità con la sua profonda storia.

Inaccessibile ai visitatori per anni, dal 2007 è possibile salire a pagamento sulla terrazza del Vittoriano, che offre una delle migliori viste su Roma e il miglior panorama della città. Camminando verso via dei Fori Imperiali si accede al Museo centrale del Risorgimento italiano, ospitato in un grande spazio sotterraneo e suggestivo. Il Vittoriano oggi è fruibile dalla cittadinanza, offrendo non solo la memoria storica ma anche spazi culturali e panorami mozzafiato.

Foto della terrazza panoramica del Vittoriano con vista su Roma

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