Il 1859 rappresentò un anno di profonde trasformazioni politiche per la penisola italiana, con ripercussioni significative anche sull'amministrazione postale degli antichi stati, incluso il Governo Pontificio. I "venti rivoluzionari e politici del momento" portarono alla formazione di governi provvisori in diverse regioni, modificando le tariffe, l'uso dei francobolli e i sistemi di annullo.
Il Contesto Politico e le Amministrazioni Postali Provvisorie
L'abbandono delle istituzioni granducali toscane, ad esempio, nel passaggio dal vecchio al nuovo regime, non portò a cambiamenti postali immediati. Tuttavia, la deposta casata dei Lorena vide i suoi francobolli, precedentemente ritenuti idonei anche per la nuova emissione, andare inesorabilmente fuori corso. Questi francobolli, pur essendo a pieno titolo parte di una serie concepita, realizzata ed emessa in periodo granducale, non potevano più essere considerati espressione del potere granducale, bensì del nuovo libero governo. A differenza di altri stati d'Italia, in Toscana non si avvertì l'esigenza di una nuova emissione. In questo periodo, il Barone Bettino Ricasoli fu eletto presidente, già Ministro dell'Interno.
In questo periodo di transizione, si assistette all'utilizzo di bolli sardi anziché lombardo-veneti in alcune aree per mesi. Le vicende postali del periodo, di cui rimangono uniche e preziose testimonianze, riflettono la complessa situazione politica. Un esempio emblematico fu l'invio alla Magistratura di Borgo Panigale, tassato 2 baj, col quale si proclamava l'abbandono degli austriaci dalle città romagnole, l'abdicazione del Governo Pontificio e l'arrivo del Commissario Massimo d’Azeglio. Questo documento, pur con una piccola parte mancante in alto a destra, è una testimonianza diretta dei cambiamenti.

Le Romagne e l'Influenza del Governo Pontificio
Nelle Romagne, l'influenza del Governo Pontificio subì un duro colpo. Quando i francobolli pontifici si esaurirono all’ufficio postale di Bologna, al mittente restava la scelta di pagare in contanti la lettera o spedirla a carico del destinatario. Sul frontespizio di alcune lettere si trova il bollo “P.D.” in rosso e al verso la cifra “8” indicante l’importo pagato in contanti per l’affrancatura. Esemplari affrancati con 1/2 baj di Romagne bordo di foglio in alto, in tariffa di circolare per l’interno di una stessa Direzione, mostrano il bollo “1/2” di tassa postale in porto assegnato di Bologna applicato ad un lato del foglio.
Una lettera affrancata con 3 baj di Romagne, in tariffa di lettera per Direzione Postale non di contatto, riporta il bollo SD di Cesena sul frontespizio e di arrivo a Bologna al verso del 24 dicembre, rendendola un pezzo raro. Vi sono anche casi di corrispondenza da Bagnacavallo (Distribuzione di 2a classe) diretta ad Ancona, con primo porto fra Romagne e Marche di 4 baj, in cui il mittente pagava i 4 baj (come documentato da una lettera scritta da una madre indirizzata al figlio "Detenuto politico nella darsena di Ancona"), con l'ufficio di Bagnacavallo che apponeva il timbro AFFRANCATA in rosso. Lettere in partenza da Codigoro (distribuzione di 2a classe) mostrano le complessità di questo periodo.
Documenti recanti il bollo della “INTENDENZA PROVINCIALE DI BOLOGNA” applicato al verso come chiudilettera, con numero di registro sul frontespizio, evidenziano l'organizzazione postale dei governi provvisori locali. Giunta a Rimini, una lettera fu tassata per 2 baj in tariffa per Direzioni Postali di contatto, convertita nell’equivalente valuta di 10 centesimi.

Uso dei Francobolli Pontifici e Tariffe
I francobolli del Governo Pontificio continuarono ad essere utilizzati in alcune aree. Una lettera affrancata con 5 baj di Pontificio fu annullata dal bollo a losanga. Un altro esempio mostra una lettera affrancata con 5 baj di Pontificio, in tariffa per la seconda distanza del Lombardo Veneto, secondo le tariffe della Lega Austro-Italica (Impero d’Austria, Parma, Modena e Toscana), annullata anch'essa col bollo a losanga di Bologna.
Esistono anche casi di affrancature più complesse, come una lettera in tariffa di 7 grana per lo Stato Pontificio, con una striscia verticale di tre esemplari del 2 grana rosa chiaro II tavola e un esemplare dell’1 grano I tavola, annullati col bollo a svolazzo di Sulmona. Per le corrispondenze dirette tra direzioni contigue, fu utilizzata una lettera affrancata con 2 baj. Un esemplare raro mostra un francobollo da 6 baj grigio verdastro tagliato ad un terzo per assolvere alla tariffa di 2 baj per corrispondenze inviate tra differenti Direzioni Postali contigue, con bollo di arrivo del giorno stesso.
La tassazione era un elemento cruciale: una lettera tassata in arrivo per 4 baj, secondo la tariffa per la corrispondenza viaggiata dalla III distanza alla II distanza, in periodo di Governo Provvisorio locale. Altre furono tassate 7 baj in tariffa dalla III Distanza al terzo raggio della I Distanza, o per 5 baj convertiti in 25 centesimi, in tariffa di corrispondenza tra la I Distanza del I raggio per la III Distanza, con bollo di arrivo della Direzione Postale di Forlì, dalla quale dipendeva Bertinoro.

Corrispondenze Internazionali e Scambi
La posta internazionale presentava proprie specificità. Una lettera non affrancata fu tassata in arrivo per 10 decimi e recava un bollo in rosso di scambio “E. PONT/PONT DE B.” del 13 luglio e bollo di arrivo di Parigi al verso del 15 luglio. Un'altra, affrancata con 4 baj fino al confine del Lombardo-Veneto, fu tassata in arrivo sul frontespizio per 10 soldi, con bollo di arrivo a Venezia dell’8 ottobre.
L'Influenza e l'Uso dei Francobolli Sardi
Il Piemonte e la Sardegna giocarono un ruolo crescente nel processo di unificazione. Nel periodo in questione, nell’Oltreappennino modenese, si utilizzavano francobolli sardi e le relative tariffe. Visti i pessimi rapporti politici e l’assenza di rapporti postali tra le parti, l’affrancatura da 8 baj non era accettata e quindi sottoposta alla conversione di 1 baj = 5 centesimi, per un totale di 40 centesimi di Lira Sarda, come si può vedere in una lettera del 25 giugno 1859 con un “4” scritto a penna sul fronte. Questo dimostra la complessa interazione tra le diverse valute e sistemi postali.
Esempi di Corrispondenze con Francobolli Sardi
- Una lettera affrancata con 20 centesimi di Sardegna fu annullata col bollo muto a sei sbarre, con a lato il bollo in cartella di Finale di Modena.
- Un'altra, affrancata con 20 centesimi di Sardegna, fu annullata col bollo a un cerchio di Modena e dal bollo di Verona in arrivo della prima distribuzione.
- Una affrancatura complessa consisteva in tre porti da 20 centesimi più il diritto fisso di 25 centesimi per tassa di raccomandazione, con un esemplare del 5, uno da 20 e sei da 10 centesimi di Sardegna, annullati dal bollo ad un cerchio di Modena.
- Per la raccomandazione tra uffici distanti non più di 20 km, una lettera in tariffa di quattro porti da 10 centesimi più il diritto fisso di raccomandazione da 25 centesimi fu annullata col bollo di tassa “2” di fornitura sarda, ripetuto due volte sullo stesso francobollo.
- Una lettera affrancata con 20 centesimi azzurro di Sardegna in tariffa di primo porto per l’interno fu annullata col bollo a doppio cerchio di Massa Carrara, con bollo di transito di Genova del 21.
- Due esemplari del 10 centesimi bruno porpora di Sardegna furono annullati col bollo in cartella in azzurro verdastro di Aulla e dal segno manoscritto ad indicare “Franca” la lettera.
- L'ultimo giorno di uso provvisorio dei francobolli sardi nell’Oltreappennino Modenese è attestato da una lettera affrancata con 20 centesimi azzurro scuro di Sardegna, annullata col bollo doppio cerchio di Carrara.
- Per la Francia, una lettera affrancata con 10 e 40 centesimi di Sardegna, in tariffa di 50 centesimi valida dal 31 luglio, fu annullata col bollo a doppio cerchio di Massa Carrara e dal bollo di scambio d.c. “SARDAIGNE/CULOZ” del 5 ottobre.
- Nelle Province Napoletane, il primo giorno ufficiale d’uso dei francobolli in centesimi è testimoniato da una lettera affrancata con 10 centesimi di Sardegna, con bollo di arrivo a Napoli del 3 ottobre.
- Una lettera affrancata in tariffa di 30 centesimi per la Svizzera, con 10 e 20 centesimi di Sardegna, fu annullata col timbro di “NAPOLI/SUCCURSALE A CHIAIA” con, a lato, il bollo “PD”.
- Nell'ex territorio di Parma e Piacenza, nel primo periodo d’uso di questi francobolli, una lettera affrancata in tariffa semplice per gli Stati Sardi con 20 centesimi di Sardegna reca il bollo in cartella “PD” e bollo di arrivo a Genova del 22 agosto. Nel terzo periodo d’uso, per la Toscana, una lettera fu affrancata con due esemplari del 10 centesimi di Sardegna.

I Governi Provvisori nel Ducato di Modena
Nel Ducato di Modena, l'amministrazione postale fu assunta da un Governo Provvisorio, che introdusse bolli specifici. Esempi includono:
- Una lettera affrancata con coppia bordi di foglio in alto del 10 centesimi con punto dopo le cifre, annullata col bollo a nove sbarre di Modena e stemma al centro in dotazione al Governo Provvisorio.
- Un'altra affrancatura con 5 cent. e 25 cent. senza punto dopo le cifre, annullati col bollo a nove sbarre di Modena e stemma al centro in dotazione al Governo Provvisorio, con a lato bollo “PD” in nero e bollo di arrivo di Torino del 26 agosto. Questa è considerata rara.
- Una affrancatura con 5 cent. con punto dopo le cifre e 15 cent. senza punto dopo le cifre del Ducato di Modena, annullati col bollo a doppio cerchio di Reggio in periodo di Governo Provvisorio. Al verso si trova il bollo di arrivo del 20 settembre. Anche questa è considerata rara.
- Una coppia del 10 centesimi del Ducato di Modena con punto dopo le cifre, annullata col bollo a doppio cerchio di Reggio in periodo di G.Provvisorio, con bollo di arrivo del 6 ottobre.
- Una lettera affrancata con 40 centesimi azzurro di Modena, in tariffa per la terza distanza per lo Stato Pontificio, annullata col bollo muto a sei sbarre, con bollo di arrivo a Roma del 21 maggio.

Le Poste del Ducato di Parma e dei Governi Provvisori
Anche il Ducato di Parma vide l'introduzione di nuove emissioni e periodi di utilizzo provvisorio.
- Una lettera affrancata con 15 centesimi della terza emissione di Parma, reca il bollo a lato “DOPO LA PARTENZA” su due righe, bollo di Parma in partenza e, al verso, bollo di arrivo di Pontremoli. Dal 27 maggio, Pontremoli divenne Amministrazione Indipendente.
- Una lettera in tariffa da 25 centesimi entro la II distanza per un Paese della Lega, fu affrancata con 5 centesimi giallo e due esemplari del 10 centesimi nero, entrambi della I emissione di Parma, con bollo di arrivo a Firenze del 9 giugno.
- Un'altra, in tariffa di 40 centesimi per distanze verso altro paese della Lega oltre la seconda distanza, fu affrancata con 40 centesimi della III emissione di Parma, recante la varietà “zero largo”, con bollo di arrivo a Pisa del 1° luglio.
- Una lettera in tariffa ducale di 30 centesimi per i Paesi Italiani, valida fino al 31 luglio, fu affrancata con coppia del 15 centesimi III emissione.
- Un'altra semplice affrancata con 25 centesimi della III emissione.

Il Regno delle Due Sicilie e l'Impatto dell'Unificazione
Il Regno delle Due Sicilie, anch'esso coinvolto nei moti unitari, presentò cambiamenti nelle sue emissioni e bolli.
- Una lettera affrancata con 2 grana II tavola, in tariffa di primo porto, fu annullata col bollo a svolazzo di Bari, con bollo di arrivo a Napoli in rosso del 7 settembre 1860.
- Un'altra, in tariffa di 3 grana per lettere di un foglio e mezzo, fu affrancata con 1 grano II tavola e 2 grana II tavola, annullati col bollo a svolazzo tipo 1, con bollo di arrivo a Napoli del 15 ottobre.
- Su una piccola fascetta, un 1/2 grano rosa, seconda tavola, affrancava un giornale completo delle quattro pagine, in ottimo stato di conservazione.
- Una lettera affrancata con un francobollo del Governo Provvisorio dell’ex Regno di Napoli, 1/2 tornese “Croce” azzurro chiaro, fu annullata col bollo a “svolazzo” tipo 19. Questo è un magnifico esemplare con grandi margini e leggero annullo.
- Il giorno stesso, le truppe del Generale Cialdini passarono il confine Pontificio dirigendosi su Pesaro, Fano e Urbino per liberare l’Umbria e le Marche. Una lettera fu scritta a Napoli il 21 settembre ma impostata a Maddaloni il 22 settembre 1860, viaggiata con il vapore francese Carmel. Giunta in transito a Napoli il 28, fu inoltrata via di mare fino a Civitavecchia e da qui via di terra fino a Bologna dove giunse il 5 ottobre. Questa lettera, con manoscritto “Via di Napoli per Genova”, giunse a Genova il 28 settembre e fu tassata per 40 centesimi. Un'altra corrispondenza viaggiò col vapore Generale Garibaldi della Compagnia Zucoli, con bolli di transito di Livorno dell’11 novembre e di arrivo del giorno stesso.
- Una lettera da un militare diretta ad un ufficiale della 17a Divisione Italiana fu affrancata con un francobollo da 20 centesimi di Sardegna, annullato col bollo “borbonico” di Lanciano.

Osservazioni sugli Annulli e la loro Posizione
Un aspetto interessante e oggetto di dibattito tra i collezionisti riguarda il posizionamento degli annulli: "Perché alcuni uffici di partenza timbravano sul fronte ed altri al verso? Non deve essere una questione di importanza dell'ufficio perché un ufficio piccolissimo come Anticoli timbrava i francobolli al fronte ed un ufficio abbastanza grosso come Ischia (di Castro) timbrava le lettere al verso." Questa variabilità è una delle peculiarità della filatelia di questo periodo.
tags: #timbro #postale #governo #pontificio #1859