Le Lettere e le Accuse di Carlo Maria Viganò

Dall'estate del 2018, l'Arcivescovo Carlo Maria Viganò, già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d'America, è emerso come una figura centrale di un movimento di resistenza cattolica. Nato a Varese nel 1941 e consacrato vescovo da San Giovanni Paolo II nel 1992, Viganò ha ricoperto incarichi significativi, tra cui quello nella Segreteria di Stato della Santa Sede e come Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Le sue posizioni, che egli stesso definisce a difesa della retta dottrina e della fede nel segno della Tradizione, si contrappongono a quella che percepisce come un'"apostasia dilagante" all'interno della Chiesa. Le sue clamorose lettere e dichiarazioni hanno contribuito a creare un'atmosfera definita "medievale" da alcuni osservatori, portando a scontri aperti sulla persona del Pontefice e a richieste pubbliche di dimissioni.

Ritratto dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò

Il "Memoriale" su McCarrick e le Accuse di Copertura

Nel contesto di un "tragico momento che sta attraversando la Chiesa in varie parti del mondo", l'Arcivescovo Viganò ha sottolineato la gravissima responsabilità dei Vescovi. Secondo Viganò, per "restituire la bellezza della santità al volto della Sposa di Cristo, tremendamente sfigurato da tanti abominevoli delitti", è necessario "abbattere la cultura del segreto e confessare pubblicamente le verità che abbiamo tenuto nascoste". Ha denunciato "l'omertà con cui vescovi e sacerdoti hanno protetto loro stessi a danno dei loro fedeli, omertà che agli occhi del mondo rischia di far apparire la Chiesa come una setta, omertà non tanto dissimile da quella che vige nella mafia". La sua coscienza lo ha spinto a rivelare "verità" relative al caso dell'Arcivescovo emerito di Washington Theodore McCarrick, giacché la corruzione, a suo dire, "è arrivata ai vertici della gerarchica della Chiesa".

Le Denunce Ignorate e le Presunte Inosservanze

Viganò ha affermato che i Nunzi Apostolici negli Stati Uniti, Gabriel Montalvo e Pietro Sambi, entrambi deceduti prematuramente, "non mancarono di informare immediatamente la Santa Sede non appena ebbero notizia dei comportamenti gravemente immorali con seminaristi e sacerdoti dell’arcivescovo McCarrick". Ha citato una lettera del P. Boniface Ramsey, O.P. del 22 novembre 2000, che riferiva come fosse "voce ricorrente in seminario che l’arcivescovo 'shared his bed with seminarians', invitandone cinque alla volta a passare il fine settimana con lui nella sua casa al mare".

Il Nunzio Sambi trasmise al Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone una Memoria di accusa contro McCarrick da parte del sacerdote Gregory Littleton, ridotto allo stato laicale per violazione di minori, la quale raccontava "la sua triste storia di abusi sessuali da parte dell’allora arcivescovo di Newark e di diversi altri preti e seminaristi". Viganò stesso, come Delegato per le Rappresentanze Pontificie, redasse un "Appunto" su questi documenti il 6 dicembre 2006, suggerendo ai suoi superiori di intervenire prima che lo scandalo diventasse pubblico.

Successivamente, nell'aprile 2008, un "Statement for Pope Benedict XVI about the pattern of sexual abuse crisis in the United States" di Richard Sipe fu pubblicato online. Viganò, tramite il Card. Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, seppe che Papa Benedetto "aveva comminato al Card. McCarrick sanzioni canoniche". Le stesse disposizioni furono poi comunicate a Viganò dal nuovo Prefetto della Congregazione per i Vescovi, Card. Marc Ouellet, e lui stesso le ribadì al Card. McCarrick.

Nonostante le sanzioni di Benedetto XVI, "McCarrick non si curò minimamente dei divieti e il suo successore alla diocesi di Washington cardinale Donald WIlliam Wuerl non si preoccupò a sua volta di farli rispettare". Viganò ha sottolineato che "il Card. Wuerl inoltre, ben sapendo dei continui abusi commessi dal Card. McCarrick e delle sanzioni impostegli da papa Benedetto, trasgredendo l’ordine del papa, gli permise di risiedere in un seminario in Washington D.C."

Schema delle coperture e delle denunce nel caso McCarrick

Le Accuse contro la Gerarchia

Viganò ha puntato il dito contro diverse figure della Curia Romana, chiedendosi "come sia stata possibile la sua nomina a Washington e a cardinale" e "chi ha coperto i suoi gravi misfatti".

  • Card. Angelo Sodano: "È stato Segretario di Stato fino al settembre 2006: ogni informazione perveniva a lui. Nel novembre 2000 il Nunzio Montalvo inviò a lui il suo rapporto". Viganò ha ricordato che Sodano "cercò di coprire fino all’ultimo lo scandalo del P. Maciel".
  • Card. Tarcisio Bertone: A lui, come Segretario di Stato, "fu indirizzato il rapporto del Nunzio Sambi, con tutti gli allegati", e presumibilmente anche gli Appunti di Viganò del 2006 e 2008.
  • Card. Pietro Parolin: L'attuale Segretario di Stato, secondo Viganò, "si è reso anch’egli complice di aver coperto i misfatti di McCarrick". Viganò, come Nunzio a Washington, scrisse a Parolin riguardo ai "viaggi e missioni" di McCarrick dopo l'elezione di Papa Francesco.
  • Viganò ha citato anche i Cardinali William Levada, Marc Ouellet, Lorenzo Baldisseri e l’Arcivescovo Ilson de Jesus Montanari, così come i Cardinali Leonardo Sandri, Fernando Filoni e Angelo Becciu, come Sostituti della Segreteria di Stato, affermando che "hanno saputo in tutti i particolari la situazione del Card. McCarrick".
  • Ha menzionato anche prelati "molto vicini a papa Francesco, come il Card. Francesco Coccopalmerio e l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, che appartengono alla corrente filo omossessuale favorevole a sovvertire la dottrina cattolica a riguardo dell’omosessualità".

Il Coinvolgimento di Vescovi Statunitensi

Il successore di McCarrick a Washington, il Card. Donald Wuerl, fu il primo ad essere informato dei provvedimenti di Papa Benedetto. Viganò ebbe "in più occasioni" colloqui con Wuerl, al quale fu "subito evidente che ne era pienamente al corrente". Viganò ha definito le recenti dichiarazioni di Wuerl, in cui afferma di non aver saputo nulla, "assolutamente risibili", sostenendo che "il cardinale mente spudoratamente". Anche il Card. Kevin Farrell avrebbe affermato di non aver avuto "il minimo sentore degli abusi commessi da McCarrick", una dichiarazione che Viganò ritiene incredibile "tenuto conto del suo curriculum a Washington, a Dallas e ora a Roma".

L'Incontro con Papa Francesco e le Sue Risposte

Nel giugno 2013, Papa Francesco mantenne l'impegno preso dal suo predecessore Benedetto XVI di convocare una riunione di tutti i Nunzi Apostolici. Viganò si recò a Roma e, prima dell'udienza con il Pontefice, incontrò il Card. McCarrick. Il giorno seguente, durante il saluto ai Nunzi, Viganò riferì di essere stato rimproverato da Papa Francesco con le parole: "I Vescovi negli Stati Uniti non devono essere ideologizzati! Devono essere dei pastori!". Viganò afferma di aver avvertito Papa Francesco "che presso la Congregazione dei Vescovi c’era un dossier ricco di documentazione contro McCarrick. Niente è successo".

La Reazione di Papa Francesco al "Memoriale"

In merito al "memoriale" di Viganò, Papa Francesco, durante un volo di ritorno, ha risposto a una domanda dei giornalisti con queste parole: "Ho letto, questa mattina, quel comunicato. L’ho letto e sinceramente devo dirvi questo: leggete voi, attentamente, il comunicato e fate voi il vostro giudizio. Io non dirò una parola su questo. Credo che il comunicato parla da sé stesso, e voi avete la capacità giornalistica sufficiente per trarre le conclusioni. È un atto di fiducia: quando sarà passato un po’ di tempo e voi avrete tratto le conclusioni, forse io parlerò. Ma vorrei che la vostra maturità professionale faccia questo lavoro: vi farà bene, davvero".

Chi è mons. Carlo Maria Viganò e quali sono le sue accuse contro Papa Francesco

La "Lettera alle Mamme" e le Critiche alla Politica Contemporanea

Nel contesto di un incontro promosso da un gruppo di mamme per il 5 settembre "contro la dittatura sanitaria, finanziaria e giudiziaria", l'Arcivescovo Viganò ha scritto una "Lettera alle mamme", toccando diversi temi sociali e politici.

Difesa della Famiglia e della Vita

Viganò ha denunciato "il tentativo sistematico di demolire la famiglia, cellula della società, con il moltiplicarsi di attacchi feroci non solo contro l’unione coniugale... ma anche la sua stessa essenza naturale". Ha enfatizzato l'importanza di padre e madre per lo "sviluppo integrale ed armonico" dei figli, opponendosi all'uso dei bambini per "rivendicazioni ideologiche di parte". Ha affermato che i genitori hanno il "diritto primario e inalienabile" dell'educazione della prole, e che "lo Stato non può arrogarsi questo diritto, tantomeno per corrompere i figli e indottrinarli ai principi perversi oggi tanto diffusi".

Un "aspetto cruciale" è la "difesa della vita dal suo concepimento alla morte naturale". Il "crimine dell’aborto", che ha "mietuto milioni di vittime innocenti", è oggi "considerato al pari di una normale prestazione sanitaria". Ha criticato il governo per aver "autorizzato l’uso più esteso della pillola abortiva", incentivando "un delitto abominevole". Ha sostenuto che la "cultura della morte" è una priorità di "chi ci governa", ricordando che "durante il lockdown sono state sospese tutte le cure ai malati, ma si è continuato a praticare aborti".

Critiche alla Gestione Sanitaria e ai Vaccini

Viganò ha espresso preoccupazione per l'imposizione di vaccini "dei quali non si conosce la pericolosità o che, per la loro stessa composizione, dovessero comportare problemi etici". Ha criticato il "distanziamento sociale, l’uso di mascherine e altre forme di presunta prevenzione del contagio nelle aule e negli ambienti scolastici", ritenendo che comportino "gravi danni all’equilibrio psicofisico dei bambini e dei ragazzi".

Ha sollevato perplessità sulla nomina di Mario Monti alla presidenza della Commissione europea per la salute e lo sviluppo da parte dell'OMS, richiamando le sue "misure draconiane" e l'appartenenza a "organismi sovranazionali quali la Commissione Trilaterale e il Bilderberg Club". Viganò ha sottolineato la commistione tra "scopi perversi ideologicamente orientati" e "un interesse di natura economica". Ha contrastato la gratuità di donazioni come il cordone ombelicale o il plasma iperimmune con la "remuneratività" per le cliniche abortive e le case farmaceutiche nella produzione di tessuti fetali e anticorpi.

Ha messo in discussione l'efficacia dei vaccini per il Covid, citando esponenti scientifici che "concordano nell’affermare che è più utile sviluppare un’immunità naturale, piuttosto che inoculare il virus depotenziato". Ha argomentato che "la Sanità mondiale, con il ruolo pilota dell’Oms, è diventata una vera e propria multinazionale che ha come scopo il profitto degli azionisti" e come mezzo "la trasformazione dei cittadini in malati cronici". Ha espresso la convinzione che "i farmaci siano inefficaci e che i vaccini siano strumento per diffondere le patologie anziché per debellarle".

Viganò ha criticato la "visione liquida" della "chiesa della misericordia" nata nel 2013, che avrebbe "sposato le istanze dell’ambientalismo, con pesanti connotazioni di malthusianesimo", portando la "lotta all’aborto" a non essere più "priorità di molti pastori". Ha espresso "sconcerto nell’assistere al silenzio di Roma, che pare aver più a cuore i metodi di raccolta differenziata - al punto da scriverne un’enciclica - che non la vita dei nascituri, la salute dei più deboli, l’assistenza ai malati terminali". Ha condannato la posizione della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, che pur riconoscendo il disagio dei cattolici, ha affermato che "l’importanza fondamentale della salute di un bambino e di altre persone vulnerabili potrebbe permettere ai genitori di usare un vaccino che in passato è stato sviluppato usando queste linee cellulari diploidi".

Viganò ha avvertito che "sul binario del solo interesse economico procedono le case farmaceutiche, su quello ideologico operano personaggi che, con l’occasione del vaccino, vorrebbero anche impiantare dispositivi per l’identificazione delle persone", riferendosi a "nanotecnologie" come il "progetto ID2020, ai quantum dots" e a un "progetto di criptovaluta". Ha concluso che questa è "una battaglia spirituale - anzi una guerra - in cui poteri che nessuno ha mai eletto... cercano di demolire tutto quello che evoca anche solo lontanamente la divina paternità di Dio sui suoi figli".

Illustrazione schematica dei meccanismi globali di controllo e potere

Reazioni e Contro-argomentazioni

La Voce di un Cardinale (Reazione ai volumi su Papa Francesco)

In una lettera indirizzata a Viganò, un "Reverendissimo Monsignore" ha ringraziato per "l’allegato dono degli 11 piccoli volumi curati da Roberto Repole". Il mittente ha plaudito a questa iniziativa che "vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi". Ha riconosciuto che "i piccoli volumi mostrano a ragione che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento". Tuttavia, ha declinato l'invito a scrivere su di essi, affermando di scrivere solo su libri "che avevo anche veramente letto" e di non essere in grado di leggerli nel prossimo futuro per "ragioni fisiche". Ha anche annotato la sua sorpresa per la presenza tra gli autori del "professore Hünermann, che durante il mio pontificato si è messo in luce per aver capeggiato iniziative anti-papali", come la "Kölner Erklärung" che attaccò l'enciclica "Veritatis splendor".

La Lettera di Donne Religiose a Viganò

Un gruppo di donne religiose ha espresso profonda indignazione per le parole di Viganò in appoggio al Presidente Trump, definendole "discriminatoria e violenta". Hanno ritenuto che "usare le Scritture per giustificare la politica violenta del presidente Trump è come dare le “perle ai porci”". Hanno deplorato la sua richiesta di dimissioni di Papa Francesco e hanno giudicato "una vera e propria bestemmia usare il termine biblico “figli della luce” per dichiarare che Trump e anche lei e tutto il suo entourage, siete vittime di particolari complotti ecclesiali e sociopolitici". Hanno aggiunto che "negare l’evidenza di questi ultimi avvenimenti razzisti da parte di membri della polizia, appoggiati e difesi dallo stesso presidente Trump, lo reputiamo contrario al vangelo". Le religiose hanno concluso che "certi atteggiamenti, così come il linguaggio che lei usa, non sono alimentati dai figli di Eva come lei dice, ma da una mentalità omofoba e dunque discriminatoria, come mostra il Presidente Trump da lei appoggiato".

L'Analisi della "Crisi di Fede" e la "Strategia della Menzogna"

Aldo Maria Valli ha raccolto in un volume, edito da Chorabooks, intitolato "Nell’ora della prova: “Volete andarvene anche voi?” Gv 6, 67", gli interventi dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò. Il libro contiene testi che "spaziando dall’analisi della situazione della Chiesa a temi di spiritualità, compongono un quadro indispensabile per capire che cosa significa oggi essere cattolici". Valli ha commentato che "ascoltare, o riascoltare, la voce di Monsignor Viganò è come salire in cima a una montagna. È come respirare a pieni polmoni dopo essere rimasti troppo a lungo esposti ai miasmi della menzogna, delle mezze verità, delle parole che nascono dall’opportunismo politico e non dall’amore per la Verità”.

La Lettera Inviata/Non Inviata a Papa Francesco

Il volume include una lettera, finora inedita, che Monsignor Viganò scrisse nel marzo 2019 a Papa Francesco, ma che decise poi di non inviare. In essa si legge: "Questa è la strategia della menzogna, di colui che è bugiardo e omicida fin dall’inizio". Viganò ha sostenuto che "la corruzione morale nella Chiesa non sarà cancellata con le procedure e le norme", poiché "queste non servono a nulla se non c’è un’autentica conversione. La crisi riguarda la fede". Ha continuato criticando la "strategia della menzogna" di puntare sulle procedure "mantenendo però il silenzio sui valori morali o, peggio, trasformando il disvalore in valore".

Viganò ha implorato la "conversione del successore di Pietro", lamentando "la sofferenza, grave lo sconcerto, la confusione, la divisione che le sue parole, i suoi gesti, i suoi comportamenti, le sue decisioni, i suoi silenzi hanno provocato nei fedeli". Ha biasimato i "pastori, cardinali, vescovi e sacerdoti" che, "per un falso concetto clericale di rispetto e di obbedienza al papa, tacciono".

Ha accusato che il simposio dei presidenti delle Conferenze episcopali, convocato da Papa Francesco per riflettere sulle violenze sessuali, sia stato "manipolato fin dall’inizio, riducendone l’oggetto alle sole violazioni contro i minori", ignorando "che l’80 per cento delle violenze sessuali sono commesse nei confronti di giovani adulti, seminaristi e sacerdoti, e sono di natura omosessuale". Ha affermato che Papa Francesco "ha imposto un totale silenzio sull’omosessualità, causa principale delle violenze perpetrate".

Viganò ha criticato l'atteggiamento dei rappresentanti vaticani durante le conferenze stampa del simposio, definendolo "uno spettacolo vergognoso". Ha sostenuto che le violenze sessuali da parte del clero, le coperture gerarchiche e il silenzio hanno "prodotto un danno incalcolabile alla Chiesa e una grave perdita di credibilità". Ha concluso che "erigere la realtà contingente a luogo teologico, strappandola a un necessario giudizio morale coerente con l’eterna Verità di Dio, è un’aberrazione filosofica ancor prima che teologica", e che "il silenzio nell’insegnamento dei valori morali, come la castità e la fedeltà coniugale, è purtroppo ampiamente praticato nella Chiesa di oggi ed è costante nel Suo magistero".

Copertina del libro

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