Salomone, il cui nome contiene la radice del termine šalom ("pace"), fu una figura centrale nella storia biblica, noto per la sua immensa saggezza e la prosperità del suo regno. Egli fu l'ultimo dei re del regno unificato di Giuda e Israele, un periodo datato approssimativamente dal 970 al 930 a.C. e visto dalla tradizione biblica come un'età ideale. In tutta la Bibbia, la sua saggezza è considerata proverbiale. Salomone è citato nella genealogia presente nel Vangelo di Matteo, dove risulta essere nipote di Iesse, figlio di Davide, padre di Roboamo e nonno di Abìa.
Il principio dinastico, stabilito nel passo di 2 Samuele, prevedeva che il regno sarebbe rimasto in mano alla casa di Davide e ogni suo successore sarebbe stato legittimamente riconosciuto come figlio di JHWH. Il primo atto del nuovo corso del regno di Salomone fu la messa a morte del fratello e di Ioab, generale di Davide, a causa della congiura che avevano tramato, e di Simei, per il tradimento verso il padre.
Dominio e Prosperità del Regno di Salomone
Salomone dominava su tutti i regni, dal Fiume alla regione dei Filistei e al confine con l'Egitto. Questi regni gli portavano tributi e servivano Salomone tutti i giorni della sua vita. Egli, infatti, dominava su tutto l'Oltrefiume, da Tifsach a Gaza, su tutti i re dell'Oltrefiume, e aveva pace dappertutto all'intorno. Giuda e Israele erano al sicuro; ognuno stava sotto la propria vite e sotto il proprio fico, da Dan fino a Bersabea, per tutti i giorni di Salomone.

I viveri di Salomone per un giorno erano trenta kor di fior di farina e sessanta kor di farina comune, dieci buoi grassi, venti buoi da pascolo e cento pecore, senza contare i cervi, le gazzelle, i caprioli e i volatili ingrassati. Salomone possedeva quarantamila stalle per i cavalli dei suoi carri e dodicimila cavalli da sella. Questi prefetti, ognuno per il suo mese, provvedevano quanto serviva al re Salomone e a quelli che erano ammessi alla sua tavola; non facevano mancare nulla. Portavano l'orzo e la paglia per i cavalli e i destrieri, nel luogo ove si trovava ognuno secondo il suo mandato.
La Saggezza di Salomone
Un momento importante del regno di Salomone fu la richiesta a Dio di dargli la saggezza, necessaria secondo lui per governare un popolo. Dio concesse a Salomone sapienza e intelligenza molto grandi e una mente vasta come la sabbia che è sulla spiaggia del mare. La sapienza di Salomone superava la sapienza di tutti gli orientali e tutta la sapienza dell'Egitto. Egli era più saggio di tutti gli uomini, più di Etan l'Ezraita, di Eman, di Calcol e di Darda, figli di Macol; il suo nome era famoso fra tutte le genti limitrofe.
Salomone pronunciò tremila proverbi; le sue odi furono millecinque. Parlò delle piante, dal cedro del Libano all'issòpo che sbuca dal muro; parlò delle bestie, degli uccelli, dei rettili e dei pesci. Da tutte le nazioni venivano per ascoltare la sapienza di Salomone, mandati da tutti i re della terra, che avevano sentito parlare della sua sapienza.
La Sapienza di Salomone: Il Re che Ha Inciso la Sua Leggenda nella Storia✨
Il Giudizio di Salomone
La sua saggezza si manifestò in vari episodi, tra cui il famoso giudizio riguardante due prostitute che avevano una contesa a causa del figlio di una di esse. Esse avevano partorito l'una a pochi giorni dall'altra e dormivano nello stesso letto. Accadde che, una notte, uno dei due bimbi morì, e la madre scambiò il suo figlio morto con quello vivo dell'altra. Poiché entrambe reclamavano come proprio il figlio vivo, Salomone si fece portare una spada e fece credere che avrebbe tagliato in due il bambino per darne una metà a ciascuna. La vera madre si rivelò per la sua compassione, permettendo a Salomone di restituire il figlio vivo alla sua legittima genitrice.
La Costruzione del Tempio
Nel 976 a.C. Salomone iniziò la costruzione del Tempio, che terminò nel 969 a.C. Suo padre Davide non aveva potuto edificare un tempio al nome del Signore, suo Dio, a causa delle guerre che i nemici gli mossero da tutte le parti. Ora il Signore aveva dato a Salomone pace da ogni parte, senza né avversari né particolari difficoltà, permettendogli di edificare il Tempio al nome del Signore, come il Signore aveva promesso a Davide.
L'Alleanza con Chiram
Chiram, re di Tiro, mandò i suoi servi da Salomone, perché aveva sentito che l'avevano unto re al posto di suo padre, essendo sempre stato amico di Davide. Salomone mandò a dire a Chiram di ordinare che si tagliassero per lui cedri del Libano, con i suoi servi che avrebbero lavorato con i servi di Chiram. Salomone si impegnò a dare come salario quanto Chiram avrebbe fissato, riconoscendo che nessuno tra loro era capace di tagliare il legname come gli uomini di Sidone.
Quando Chiram udì le parole di Salomone, si rallegrò molto e benedisse il Signore, avendo posto un figlio saggio sopra quel popolo numeroso. Chiram fece sapere a Salomone che avrebbe fatto quanto desiderato riguardo al legname di cedro e al legname di cipresso. I servi di Chiram lo avrebbero calato dal Libano al mare e avviato per mare a mo' di zattere al luogo indicato da Salomone, dove sarebbe stato slegato e preso. In cambio, Salomone avrebbe provveduto al mantenimento della casa di Chiram.
Chiram diede a Salomone legname di cedro e legname di cipresso, quanto ne volle. Salomone diede a Chiram ventimila kor di grano per il mantenimento della sua casa e venti kor di olio puro, questo ogni anno. Il Signore concesse a Salomone la saggezza come gli aveva promesso. Fra Chiram e Salomone vi fu pace e conclusero un'alleanza tra loro due.

L'Organizzazione dei Lavori
Il re Salomone arruolò da tutto Israele trentamila uomini per il lavoro coatto. Li mandava a turno nel Libano, diecimila al mese: passavano un mese nel Libano e due mesi nelle loro case. Adoniràm sovrintendeva al lavoro coatto.
Salomone aveva settantamila operai addetti a portare i pesi e ottantamila scalpellini per lavorare sulle montagne, senza contare gli incaricati dei prefetti di Salomone, che erano preposti ai lavori in numero di tremilatrecento e dirigevano il popolo che era occupato nei lavori. Il re diede ordine di estrarre pietre grandi, pietre scelte, per porre a fondamento del tempio pietre squadrate. Gli operai di Salomone, gli operai di Chiram e di Biblo le sgrossavano; inoltre preparavano il legname e le pietre per costruire il tempio.
La Visita della Regina di Saba
La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova mediante enigmi. Arrivò con un corteo molto numeroso e con cammelli carichi di aromi, d'oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli disse quanto aveva in mente. Salomone rispose a tutte le sue domande; nessuna risultò occulta per Salomone tanto da non poterle rispondere.

La regina di Saba, quando ebbe ammirato la saggezza di Salomone, la reggia che egli aveva costruito, i cibi della sua tavola, gli alloggi dei suoi servitori, l'attività dei suoi ministri e le loro divise, i suoi coppieri e le loro vesti, gli olocausti che egli offriva nel tempio, ne rimase incantata. Quindi disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito dire nel mio paese sul tuo conto e sulla tua saggezza. Io non avevo voluto credere a quanto si diceva finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non mi era stata riferita neppure una metà della grandezza della tua sapienza; tu superi la fama che avevo sentito su di te. Beati i tuoi uomini e beati questi tuoi ministri, che stanno sempre alla tua presenza e ascoltano la tua saggezza! Sia benedetto il Signore tuo Dio, che si è compiaciuto di te e ti ha costituito, sul suo trono, re per il Signore Dio tuo. Poiché il tuo Dio ama Israele e intende renderlo stabile per sempre, ti ha costituito suo re perché tu eserciti il diritto e la giustizia».
Ella diede al re centoventi talenti d'oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non ci furono mai tanti aromi come quelli che la regina di Saba diede al re Salomone. Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto ella aveva mostrato di gradire, oltre l'equivalente di quanto ella aveva portato al re. Ella poi tornò nel suo paese con i suoi uomini.
Ricchezza e Splendore del Regno di Salomone
Il peso dell'oro che affluiva nelle casse di Salomone ogni anno era di seicentosessantasei talenti d'oro, senza contare quanto ne proveniva dai trafficanti e dai commercianti; tutti i re dell'Arabia e i governatori del paese portavano a Salomone oro e argento. Salomone superò, per ricchezza e sapienza, tutti i re della terra. Tutti i re della terra desideravano avvicinare Salomone per ascoltare la sapienza che Dio gli aveva infusa. Ognuno di essi gli portava ogni anno il proprio tributo, oggetti d'oro e oggetti d'argento, vesti, armi, aromi, cavalli e muli.
Il re Salomone fece duecento scudi grandi d'oro battuto, per ognuno dei quali adoperò seicento sicli d'oro, e trecento scudi piccoli d'oro battuto, per ognuno dei quali adoperò trecento sicli d'oro. Il re li pose nel palazzo della foresta del Libano. Il re fece un grande trono d'avorio, che rivestì d'oro puro. Il trono aveva sei gradini e uno sgabello d'oro connessi fra loro. Ai due lati del sedile c'erano due bracci, vicino ai quali si ergevano due leoni. Dodici leoni si ergevano, di qua e di là, sui sei gradini; non ne esistevano di simili in nessun regno.
Tutto il vasellame per bere del re Salomone era d'oro; tutti gli arredi del palazzo della foresta del Libano erano d'oro fino; al tempo di Salomone l'argento non valeva nulla. Difatti le navi del re andavano a Tarsìs, guidate dai marinai di Curam; ogni tre anni tornavano le navi di Tarsìs cariche d'oro, d'argento, di avorio, di scimmie e di babbuini. Il re fece sì che in Gerusalemme l'argento fosse comune come i sassi, i cedri numerosi come i sicomòri nella Sefela. Da Muzri e da tutti i paesi si importavano cavalli per Salomone. Salomone aveva quattromila stalle per i suoi cavalli e i suoi carri e dodicimila cavalli, distribuiti nelle città dei carri e presso il re in Gerusalemme. Egli dominava su tutti i re, dal fiume fino alla regione dei Filistei e fino al confine dell'Egitto.
Come ogni altro re di quel periodo, Salomone prese a circondarsi di mogli, sia per motivi politici, sia per dimostrare il proprio potere.
Fine del Regno
Le altre gesta di Salomone, dalle prime alle ultime, sono descritte negli atti del profeta Natan, nella profezia di Achia di Silo e nelle visioni del veggente Iedò riguardo a Geroboamo figlio di Nebàt. Salomone regnò in Gerusalemme su Israele quarant'anni. Salomone si addormentò con i suoi padri; lo seppellirono nella città di Davide.
Il Testamento di Salomone: Un Testo Apocrifo
Oltre ai testi biblici canonici, la storia di Salomone è arricchita da opere pseudoapocrife come "Il Testamento di Salomone". In questo testo, il re Salomone è autore e protagonista. È infatti scritto in prima persona, attribuendo a lui il racconto della vicenda che lo vede protagonista, che ha inizio con la richiesta di aiuto da parte di un servo vessato dai demoni. Salomone riceve da Dio un leggendario anello che gli permette di piegare i demoni alla sua volontà, così da costringerli a lavorare alla costruzione del Tempio di Gerusalemme.
La collocazione culturale e cronologica di questo testo è complessa. Non si conosce l'autore, né la data di composizione. Probabilmente risalente al I-II secolo d.C., l'opera si è conservata nel greco della koinè, ma si ritiene che sia stata scritta originalmente in aramaico o ebraico.