La Tomba di Padre Pio a San Giovanni Rotondo: Ubicazione e Testimonianze

Le spoglie di Padre Pio da Pietrelcina, proclamato santo nel 2002, sono conservate a San Giovanni Rotondo. Questa città, fondata nel 1095, è divenuta una tappa imperdibile per i fedeli di tutto il mondo grazie alla presenza del santo.

Ubicazione delle Spoglie di Padre Pio

La maggiore attrattiva di questa cittadina è il piccolo convento di Padre Pio, che si trova nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. All'interno di questa chiesa, nota anche come la "chiesa vecchia", si trovano la cripta e un piccolo museo che raccoglie le spoglie di San Pio e ricostruisce la sua vita. All'interno del museo è possibile visitare la piccola cella dove San Pio ha trascorso la sua vita.

Foto della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, convento e cripta

Nel 2004 è stata costruita la nuova e sfarzosa chiesa di San Pio dall'architetto Renzo Piano. La chiesa ha avuto giudizi contrastanti in quanto, secondo alcuni, non rispecchierebbe il percorso di vita pieno di umiltà del santo.

Architettura esterna della Nuova Chiesa di San Pio progettata da Renzo Piano

Il Trasferimento e la Dislocazione Temporanea della Reliquia

Come ormai consuetudine da qualche anno, le spoglie di San Pio da Pietrelcina hanno fatto ritorno nella vecchia cripta del santuario di Santa Maria delle Grazie, luogo che ha ospitato la tomba del frate dal 1968, anno della sua morte, fino al 2010. La decisione di spostare il corpo di San Pio dalla Chiesa Inferiore a lui dedicata alla vecchia cripta del santuario mariano è stata assunta dai Frati Cappuccini per opportunità pastorali. Sono state considerate le difficoltà evidenziate dai fedeli pellegrini, e in taluni casi l'impossibilità, di raggiungere la Nuova Chiesa nel periodo invernale a causa delle frequenti avverse condizioni meteorologiche.

Nel periodo primaverile, a partire dall’ultima domenica di Quaresima, la reliquia del corpo di Padre Pio viene riportata nella Chiesa Inferiore a lui intitolata, dove gli spazi e le vie di accesso sono più ampi. Qui non è più necessario fare, come avveniva in passato, lunghe file, addirittura di ore, per poter arrivare dinanzi al santo stigmatizzato.

Documentario sul Santuario di Padre Pio da Pietrelcina

L'Esumazione del Corpo di Padre Pio: Testimonianze e Dettagli

Nel massimo riserbo, la commissione medica ha aperto nella notte, a mezzanotte e trenta, la tomba che accoglie le spoglie di San Pio da Pietrelcina, avviando così l’operazione di esumazione del corpo. Il corpo è stato esposto ai fedeli il successivo 24 aprile. Il tutto è avvenuto davanti a una commissione composta da medici e religiosi.

La Procedura Canonica e il Tribunale

L’apertura della tomba è stata preceduta, il 28 febbraio, dall’insediamento del Tribunale istituito per l’occasione dall’arcivescovo di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo, mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, delegato della Santa Sede per il Santuario e le Opere di Padre Pio. Il Tribunale era presieduto dallo stesso Presule ed era composto da:

  • fra’ Francesco Colacelli, sacerdote cappuccino, con il ruolo di delegato dell’Arcivescovo;
  • don Michele Nasuti, del clero diocesano, con l’incarico di promotore di giustizia;
  • fra’ Francesco Dileo, come notaio attuario.

Con lo stesso documento è stata nominata anche la commissione dei periti per l’esumazione e la ricognizione canonica, tra cui Orazio Pennelli (medico legale, sovrintendente e direttore dell’area sanitaria della Fondazione “Istituto San Raffaele - G.).

Le Testimonianze della Sepoltura Originale

Il 28 febbraio scorso, l’Arcivescovo ha chiamato cinque testimoni della sepoltura di Padre Pio, avvenuta alle 22:30 del 26 settembre 1968. Questi erano l’ufficiale sanitario dell’epoca, Giovanni Grifa; i muratori Gennaro Ricciardi e Domenico Perno; gli stagnini Antonio e Matteo De Bonis. A loro mons. D’Ambrosio ha chiesto l’assicurazione di aver trovato il sepolcro nelle stesse condizioni in cui era stato lasciato dopo la tumulazione. La loro risposta affermativa è stata, poi, confermata con giuramento sul Vangelo.

Il Racconto dell'Apertura della Tomba

Il vescovo Domenico D’Ambrosio, delegato della Santa Sede per le opere di Padre Pio e per il santuario di San Giovanni Rotondo, ha raccontato ai fedeli l'apertura della tomba: “Abbiamo aperto il sepolcro di san Pio che, sapete, è sotto un masso dove c’è un loculo scavato a circa un metro di profondità. Abbiamo estratto la prima cassa con tutti i sigilli, io ho verificato i sigilli, li abbiamo rotti e abbiamo aperto la prima cassa, piuttosto arrugginita”.

Al termine della serata di apertura, è stato rimosso il blocco monolitico di marmo verde che sovrastava la tomba di Padre Pio, con l’ausilio di quattro “binde” e di sei rulli di teflon. Infine è stato tolto il sottostante gradino di marmo rosa, composto da due lastre a forma di “C”, lasciando a vista uno strato di sabbia bianca. La liturgia serale, cominciata alle ore 22:00, è stata più lunga. All’inizio della Celebrazione dell’Ufficio delle Letture, presieduta da mons. D’Ambrosio, sono stati letti il Rescritto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Decreto dell’Arcivescovo e l’autorizzazione dell’autorità civile.

Fra Aldo Broccato ha preso la parola per spiegare che l’esumazione e la ricognizione canonica esprimono “in primo luogo i sentimenti di profonda umanità che la nostra Provincia nutre da sempre verso questo suo figlio illustre che tanto ha amato la Provincia e tanto ha offerto e sofferto per essa”. Ha proseguito il ministro Provinciale: “Questo evento manifesti sempre più il segno della nostra fede nella comunione dei santi, nella risurrezione della carne e nella vita eterna”.

Accanto a mons. D’Ambrosio, erano presenti alcuni componenti della commissione medica che ha partecipato alla cerimonia. Il vescovo ha detto: “Probabilmente, e ho chiesto anche ai muratori del tempo, l’intonaco era molto fresco quando è stato messo e quindi ha creato un po’ di umidità, che ha rovinato un po’ la cassa, dove ci sono il crocifisso e la scritta con i dati anagrafici di san Pio. Della seconda cassa è stato poi tagliato lo zinco, con grande maestria e anche con tanta devozione e delicatezza”. Mons. D’Ambrosio, con un pizzico di emozione, ha aggiunto: “Il sottoscritto e il ministro generale dei padri cappuccini abbiamo sollevato il coperchio di zinco e c’era la terza cassa, con la lastra di vetro spessa credo 4-5 millimetri”. Questa era la cassa contenente i resti del santo. Mons. D’Ambrosio ha spiegato che “lì per lì non siamo riusciti a intravedere bene, perché si era creata una forma di condensa sul vetro. Man mano abbiamo guardato e poi con la commissione abbiamo portato le spoglie di san Pio nella stanza che è stata preparata per la ricognizione”.

Le Condizioni dei Resti

D’Ambrosio ha illustrato le condizioni dei resti di San Pio, sottolineando tra l’altro che “i tessuti ci sono tutti” e che “si vedono tra l’altro i piedi, perché sapete che i padri cappuccini vengono sepolti scalzi”.

Ricostruzione o illustrazione del corpo di Padre Pio dopo l'esumazione

La Devozione dei Fedeli e le Testimonianze Papali

L'esposizione delle spoglie di Padre Pio ha sempre richiamato un'enorme affluenza di pellegrini. I funzionari della Digos hanno confermato i dati previsti: 24.000 persone hanno potuto seguire la celebrazione dal sagrato, mentre numerosi altri gruppi di fedeli sprovvisti di permessi hanno seguito la messa attraverso i maxi schermi collocati all’esterno dell’area. Sin dalle prime ore del mattino sono giunti pullman pieni di fedeli, a testimonianza della profonda devozione.

La Visita di Papa Benedetto XVI e il Messaggio di Amore

Festosi cartelloni di accoglienza hanno salutato papa Benedetto XVI, che ha visitato per la prima volta i luoghi di San Pio. I fedeli indossavano i cappellini con lo stemma pontificio (30.000 distribuiti dal Comune) e le sciarpette (30.000 messe a disposizione dai frati Cappuccini) con i colori del Vaticano, bianco e giallo. Molti hanno espresso: "Per noi è un momento di grande gioia, è il riconoscimento della grandezza del nostro santo, un santo che amiamo".

Papa Benedetto XVI, nell’udienza del 14 ottobre 2006 in Piazza San Pietro, aveva già pronunciato parole significative: a padre Pio da Pietrelcina "Dio ha affidato il perenne messaggio del suo amore crocifisso per l’intera umanità".

Foto di folla di fedeli a San Giovanni Rotondo durante una celebrazione

San Giovanni Rotondo: Città Ispirata da Padre Pio

La comunità della città di San Giovanni Rotondo, dove visse per 52 anni Padre Pio, è un luogo di profonda accoglienza. Il sindaco ha affermato: "San Giovanni Rotondo è città di accoglienza e di riconciliazione perché è solida nella fede e nella sua missione di aiuto al prossimo perché ispirata dalla testimonianza di Padre Pio". La città sarà presto gemellata con Marktl am Inn, città natale di Papa Benedetto XVI, sottolineando ulteriormente il suo ruolo nel panorama religioso internazionale, seguendo l'esempio di Wadowice, luogo di nascita di papa Wojtyla.

Il Museo Capuano: Storia, Arti e Tradizioni di San Giovanni Rotondo

Se siete alla ricerca di informazioni sulle origini, la storia e le tradizioni di San Giovanni Rotondo, il Museo Capuano è un punto di riferimento importante. Il Museo raccoglie testimonianze sulle tradizioni, le arti e i mestieri di San Giovanni Rotondo, costituendo un punto fondamentale per la conservazione della memoria storica del territorio. Attraverso le sue esposizioni, è possibile immergersi nel contesto culturale e sociale che ha caratterizzato la vita di Padre Pio e la storia della città.

Gli orari d'apertura del Museo Capuano sono: martedì-venerdì 16:00-19:00 / sabato-domenica 09:30-12:30 e 16:00-19:00.

Interno del Museo Capuano con manufatti storici di San Giovanni Rotondo

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