Il IV Pellegrinaggio Nazionale a Caprera del 1902 e la Memoria di Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi, figura di grandi contrasti, fu un condottiero protagonista di numerose battaglie che tuttavia aveva sempre sognato di possedere un semplice fazzoletto di terra dove vivere in tranquillità, dedicandosi al lavoro dei campi.

Caprera: Il Rifugio dell'Eroe

Nell’ottobre del 1849, dopo la caduta della Repubblica Romana e la tragica morte di Anita, Garibaldi fu relegato dal governo piemontese in Sardegna, precisamente nell’isola de La Maddalena. Da lì, attraversando un breve stretto di mare, raggiunse un giorno un’isoletta selvaggia di cui si innamorò perdutamente: Caprera.

Mappa dell'isola di Caprera con evidenziata la casa di Garibaldi

Nel dicembre del 1855, Garibaldi acquistò metà dell’isola; l’altra metà gli sarebbe stata donata più tardi da alcuni suoi ammiratori inglesi. Qui si dedicò con impegno a rendere fertile una terra aspra, difficile e battuta dai venti salmastri, occupandosi personalmente della cura dell’orto e del giardino. Conduceva con i suoi familiari una vita semplice, all’insegna della frugalità.

Nonostante il suo desiderio di pace, Garibaldi dovette spesso allontanarsi dal suo rifugio per recarsi dove la sua spada era richiesta. Dopo l’impresa dei Mille, consegnò il Regno delle Due Sicilie a Vittorio Emanuele II e tornò a Caprera con un sacco di sementi e un pacco di merluzzo secco, testimonianza del suo amore per la vita rurale e la semplicità.

Illustrazione o foto storica di Giuseppe Garibaldi a Caprera che lavora la terra

L’isola rimase sempre nel suo cuore, come dimostra un episodio significativo: dopo la vittoria di Digione, mandò una lettera alla moglie Francesca Armosino chiedendo notizie di un vitello che, partendo, aveva lasciato ammalato. Questo piccolo dettaglio rivela il profondo legame di Garibaldi non solo con la sua famiglia, ma anche con la sua terra e gli animali.

I Pellegrinaggi Nazionali a Caprera: Custodire la Memoria

Dopo la sua morte, avvenuta il 2 giugno del 1882, il Pellegrinaggio a Caprera divenne un importante viaggio collettivo, un modo per la nazione di onorare la memoria dell'Eroe. Già nel 1883, nei pressi della casa di Garibaldi, accanto al vecchio mulino, i familiari dell’Eroe avevano fatto porre un busto in marmo, opera dello scultore Luigi Bistolfi.

Di tale monumento, il nostro Istituto, che ospita anche la sede del suo Archivio, possiede un modello in gesso in scala naturale, di qualità eccezionale, che testimonia l'importanza e la precisione con cui la memoria di Garibaldi veniva onorata.

Foto del busto in marmo di Garibaldi realizzato da Luigi Bistolfi

Il Primo e il Secondo Pellegrinaggio

I Pellegrinaggi Nazionali, a cadenza quinquennale, cominciarono ufficialmente nel 1887. Il primo di essi fu organizzato dalla Società dei Reduci dalle Patrie Battaglie, il cui prezioso Archivio è oggi conservato nella sede del nostro Istituto.

Il secondo Pellegrinaggio Nazionale, quello del 1892, fu purtroppo segnato da un grave incidente. L’enorme affollamento di visitatori, accorsi per ascoltare un’orazione di Felice Cavallotti, causò il cedimento del pavimento di un ambiente vicino alla camera da letto del Generale. Molti reduci caddero rovinosamente al piano inferiore e, solo per miracolo, non ci furono vittime. Si registrarono però almeno sei feriti gravi, che furono prontamente soccorsi e curati dal dott. Mugnai in una casa vicina.

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Tra i feriti, il bergamasco Bramati riportò una grave ferita al ventre, mentre il milanese Airaghi, che era presente con la figlia, fu salvato da Menotti Garibaldi dopo essere caduto, svenuto, nel pozzo sottostante. Nonostante gli incidenti, l'entusiasmo dei pellegrini era palpabile. Lungo la strada che conduceva alla casa di Garibaldi, numerosi venditori ambulanti di souvenir offrivano la loro merce, ma i "pellegrini" preferivano procurarsi da soli semplici ricordi come rametti di pino, fiori o erbe, simbolo di un legame più autentico con il luogo e l'Eroe.

Il IV Pellegrinaggio Nazionale del 1902

L’Archivio conserva anche il protocollo del Comitato esecutivo del IV Pellegrinaggio, svoltosi nel 1902. Durante questo evento, la Società dei Reduci fece spianare un enorme masso su cui venne incisa la solenne scritta: A GARIBALDI L’ITALIA - II GIUGNO MDCCCCII. Le lettere erano così grandi da poter essere lette dal mare, anche da molto lontano, un tributo visibile e duraturo all'Eroe dei Due Mondi.

Foto o riproduzione del masso con l'incisione

Ancora oggi, la storia di Caprera e Garibaldi continua a richiamare visitatori. La casa, la tomba dell’Eroe e il Museo Memoriale Giuseppe Garibaldi sono meta in ogni periodo dell’anno per numerosi turisti e "pellegrini dello spirito" che desiderano connettersi con la memoria di uno dei più grandi personaggi della storia italiana.

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