Pur sapendo che documenti e prove spesso non valgono per chi ha scelto il fideismo e rifiuta qualsiasi dato reale, e che il fideista ricorre a sofismi e alla falsificazione dei fatti, la seguente analisi intende riportare informazioni concrete riguardo il fenomeno di Medjugorje.
Introduzione al Fenomeno di Medjugorje
Il fenomeno delle presunte apparizioni della Madonna, chiamata in lingua locale Gospa, ha avuto inizio nel giugno 1981, sotto il regime comunista della Jugoslavia, appena un anno dopo la morte di Josif Broz, noto come Maresciallo Tito. La parrocchia San Giacomo di Medjugorje ricade sotto la giurisdizione della Diocesi di Mostar-Duvno, retta da S.E. Mons. Ratko Perić.

Le Controversie e le Accuse
Le Calunnie contro Mons. Pavao Žanić
Il giornalista Paolo Brosio, in diverse trasmissioni televisive, ha dichiarato che l’allora Vescovo della Diocesi di Mostar-Duvno, S.E. Mons. Pavao Žanić, era un uomo colluso con i servizi segreti del vecchio regime comunista della ex Jugoslavia. Queste calunnie, pronunciate in contesti televisivi da un soggetto che presume di difendere l'autenticità delle presunte apparizioni, erano già state pubblicate da Paolo Brosio in un suo libro del 2011, con la complicità della pseudo veggente Marija Pavlović. Confratelli bosniaci, due dei quali consacrati sacerdoti dal defunto Vescovo Žanić, hanno pregato di difendere la memoria di questo «autentico e santo uomo di Dio, profondamente devoto alla Beata Vergine Maria, servitore fedele della Chiesa e della verità», inviando documenti sul caso di Medjugorje.
Le Menzogne dei Sedicenti Veggenti
I documenti pervenuti provano come i sedicenti veggenti abbiano mentito sin da subito e per più volte. La Commissione presieduta dal Cardinale Camillo Ruini ha sottoscritto tre dati fondamentali: la banalità dei messaggi, il rapporto ambiguo con il denaro da parte dei presunti veggenti, la loro scarsa formazione spirituale e la loro ricerca del protagonismo. La Commissione ammette altresì che alcuni degli pseudo veggenti hanno anche più volte mentito, indicandone uno come «il meno attendibile». I messaggi dati per tre decenni dalla Gospa sono stati definiti «banali e ripetitivi» dalla stessa Commissione.
Il Caso di Tomislav Vlašić
L'ultimo in ordine di serie a essere scomunicato per eresia e scisma e dimesso poi dallo stato clericale nel 2012, è stato il Frate Minore Francescano Tomislav Vlašić. Dal 1981 al 1984, Vlašić fu vice parroco della parrocchia San Giacomo di Medjugorje, esercitando una forte influenza sugli allora giovani sedicenti veggenti. Più volte la Gospa, nei messaggi dati durante le presunte apparizioni, avrebbe appoggiato e benedetto l’operato di questo religioso in contrapposizione al Vescovo della Diocesi, magnificandone qualità e doti attraverso la pseudo veggente Marija Pavlović.
La Posizione della Chiesa Cattolica
Una Gestione "Ingestibile"
La Chiesa si è trovata a gestire una situazione complessa con il caso di Medjugorje. In quella regione balcanica, infatti, vi sono sempre stati gravi problemi tra i Frati Minori Francescani, i vescovi diocesani e il clero secolare del luogo; problemi che affondano le loro radici indietro nella storia. I Frati Minori Francescani di quella regione si sono più volte ribellati ai vescovi e ai loro superiori religiosi, reiterando la loro ribellione anche di fronte agli interventi della Santa Sede. Per questo motivo, in più occasioni, la Santa Sede fu costretta a comminare scomuniche e a “ridurre allo stato laicale” diversi religiosi ostinati nella loro disobbedienza.
La situazione di difficile gestione si colloca in un assetto socio-politico che definire terribile è un eufemismo. Un qualsiasi intervento della Santa Sede su una questione interna a quel Paese, per quanto di natura prettamente religiosa, avrebbe potuto creare tensioni con risvolti imprevedibili, utilizzabili come pretesto dal regime. Le atrocità consumate in quei territori durante la guerra della ex Jugoslavia, caratterizzata da violenze di “pulizia etnica” e stermini di massa, rendevano difficile un intervento. Anche nel 2001, a guerra dei Balcani finita, la Santa Sede non si curò d’intervenire, mentre il fenomeno assumeva proporzioni sempre più grandi e coinvolgeva milioni di fedeli in tutto il mondo.

Il Ruolo di Radio Maria e Padre Livio Fanzaga
Un ruolo significativo nella diffusione del fenomeno è stato giocato da Radio Maria che, nella omissiva noncuranza dell’Autorità Ecclesiastica, ha presentato per anni il fenomeno come autentico attraverso la voce di Padre Livio Fanzaga. Questi non solo diffondeva i messaggi della Gospa, ma li usava - e tutt’oggi li usa - come materiale per le catechesi. Così, Padre Livio Fanzaga ha diffuso il culto di una religione del tutto nuova: la religione gosparo-medjugoriana.
Padre Livio: Perché Medjugorje fa paura ai potenti?
Le Commissioni di Studio e la Loro Inefficacia
Dopo quattro anni di lavoro, nel 2014, la Commissione presieduta dal Cardinale Camillo Ruini ha consegnato la sua relazione finale, scritta in uno stile «compromissorio», alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Quest'ultima, per tutta risposta, ha criticato aspramente il testo, lamentando che fosse «approssimativo e accomodante», non esente da «imprecisioni» e, soprattutto, che non avesse tenuto conto della «complessa storia di quei territori» e «del parere dei vescovi del luogo». Dinanzi a questa contro-relazione, il Sommo Pontefice, in una situazione di evidente imbarazzo, ha incaricato una terza commissione di teologi di sua fiducia per esaminare entrambe le relazioni.
A distanza di dieci anni dall’incarico dato dal suo Predecessore a una Commissione di studio, il Sommo Pontefice si è astenuto dal dare qualsiasi risposta ufficiale circa l’autenticità o meno del fenomeno Medjugorje. L’elemento «compromissorio» e «accomodante» tipico del Cardinale Camillo Ruini, fu di ipotizzare che le prime sette apparizioni potessero essere vere, non però tutte le successive e i relativi messaggi. Questa scelta di compromesso politico, in una materia così delicata di dottrina e di fede, è infelice, in quanto ignora che tutti i Vescovi di quella regione ecclesiastica si erano sempre espressi, in modo deciso e unanime, contro la soprannaturalità dell’evento, documentando che i sedicenti veggenti avevano ripetutamente mentito sin dagli inizi.
Il Fideismo Fanatico e la Speculazione
Le spiegazioni basate su criteri storici, teologici e logici si scontrano spesso con l'aggressività e gli insulti di un gran numero di persone coinvolte in una forma di fideismo fanatico. In molte di queste persone manca la percezione degli elementi basilari della fede cattolica, poiché il fenomeno Medjugorje produce in loro non fede ma fideismo, non devozione ma devozionismo fanatico, che diviene persino insolente e aggressivo verso chiunque osi mettere in discussione il loro idolo.
Si deve precisare che molte persone, visitando Medjugorje, si sono convertite e hanno cambiato vita, ma questo è opera della grazia di Dio, non dell’autenticità delle apparizioni e dei messaggi. Non è infatti necessario partire dall’autenticità di specifici eventi, perché la manifestazione del divino attraverso le apparizioni non è affatto un requisito necessario, né tanto meno richiesto, per coltivare una vera e autentica devozione mariana. Le numerose conversioni avvenute in quel luogo, ritenute da molti una prova inconfutabile di autenticità, non sono affatto prova di niente, perché la grazia di Dio può servirsi delle situazioni e dei luoghi più impensabili, persino di quelli dove si commettono i peggiori peccati.
I cosiddetti “fanatikos medjugoriani” ignorano i fatti e vivono di dicerie, di sentito dire e di autentiche leggende diffuse tramite social media, spesso da persone che sul fenomeno speculano anche a livello finanziario. Queste persone, solitamente ignoranti in materia di dottrina e di fede ma arroganti e aggressive, spacciano leggende sulla devozione del Santo Pontefice Giovanni Paolo II, o addirittura che egli avesse approvato il fenomeno e non avesse dubbi sull’autenticità. Si tratta di autentiche falsità; basterebbe chiedersi perché, se il Santo Pontefice avesse creduto e approvato il fenomeno, non lo abbia mai ufficialmente definito tale in ventisei anni di pontificato.
L’argomento dei “fanatikos” secondo cui «La Chiesa non si è mai pronunciata perché il fenomeno delle apparizioni è sempre in corso» denota ignoranza storica. La Chiesa si è pronunciata più volte, e in modo negativo, dinanzi a fenomeni sempre in corso, stroncandoli sin dalla nascita per evitare gravi inganni e danni ai fedeli. È difficile dialogare con persone che falsificano i dati storici, estrapolando e manipolando frasi da documenti della Chiesa o discorsi dei Sommi Pontefici per far dire ciò che mai è stato detto, affermato o riconosciuto, specialmente quando queste persone traggono guadagno organizzando pellegrinaggi a Medjugorje o vendendo libretti devozionali.