Padre Gabriele Amorth, l'esorcista più conosciuto al mondo, ha lasciato un'eredità significativa nella Chiesa cattolica, non solo per il suo instancabile ministero, ma anche per le sue osservazioni dirette e talvolta profetiche sulle dinamiche vaticane e sulla figura di Papa Francesco.
Padre Gabriele Amorth: La Vita e il Ministero di un Esorcista
L'Uomo e il Sacerdote: Umiltà e Dedizione
Padre Gabriele Amorth, classe 1925, era noto per la sua umiltà e il suo pragmatismo. Raccontava che, di fronte a un'eccessiva gratitudine o esaltazione della sua opera per una liberazione o guarigione difficile, era solito rispondere: “Ma va là! Non senti che puzzo di salame?!”. Nonostante un ministero quotidiano, a volte anche a Pasqua e Natale, per otto o più ore al giorno, don Gabriele Amorth teneva i piedi saldamente per terra, anche quando sotto i suoi occhi accadevano cose che avrebbero terrorizzato qualsiasi altra persona.
Da un punto di vista storico, don Gabriele ha il merito indiscusso di avere riportato all’attenzione di una Chiesa, spesso troppo affascinata dalle sirene del positivismo e del razionalismo, un fatto: che accadono cose inspiegabili secondo i parametri della scienza. Questi fatti, spesso dolorosi per chi ne è vittima, trovano una soluzione, o almeno un sollievo, grazie a un lavoro pastorale specifico. Ha avuto la soddisfazione di vedere che, dopo anni e anni di richiami e insistenza, molti vescovi hanno ricominciato a delegare esorcisti e a chiedere a sacerdoti di occuparsi di questo ministero pastorale, anche in Paesi dove la Chiesa sembrava aver dimenticato che appare nella vita di alcuni, talvolta, in maniera evidente il lavoro di una presenza oscura.
La Formazione e la Missione: Un Percorso Inatteso
La vocazione sacerdotale di Gabriele Amorth è nata in giovane età, già a 10 anni, un desiderio mai abbandonato nonostante la guerra lo avesse condotto per qualche tempo su un’altra strada. È stato partigiano, a 20 anni gli fu conferita la Croce di guerra al valor militare, quindi ha conseguito una laurea in legge come il padre e il nonno. Stava per intraprendere la carriera politica al fianco di Giulio Andreotti, che lo nominò vice delegato nazionale dei Movimenti giovanili della Democrazia Cristiana. Ma il ricordo di un incontro avuto a 17 anni con il beato Giacomo Alberione, fondatore della Società San Paolo, era rimasto vivido in lui, tanto che a 22 anni lasciò tutto ed entrò nella Casa Madre della congregazione, ad Alba.
È stato formatore dei giovani aspiranti paolini, professore di liceo, animatore spirituale di diversi istituti laicali della Famiglia Paolina e giornalista. La sua nomina ad esorcista nacque per caso in seguito a un incontro con il cardinale Ugo Poletti, del quale era amico fraterno. Fu quest’ultimo a proporgli di intraprendere questo nuovo cammino e lo inviò da padre Candido Amantini, esorcista alla Scala Santa, il quale, dopo pochissimi incontri, lo lasciò libero di praticare esorcismi da solo. Il suo primo caso riguardava una persona gravemente posseduta. «Quello fu il suo battesimo e si rese conto che c’era bisogno di fare uscire queste preghiere e questa problematica», ha affermato Francesco Casadei, giornalista lombardo esorcizzato da padre Amorth. L’esperienza acquisita in un lungo periodo di attività pubblicistica, il suo vero e primo lavoro prima della chiamata di Poletti, lo ha aiutato a diffondere il suo messaggio. Innumerevoli le interviste, sempre con quel tocco che le rendeva interessanti e appetibili giornalisticamente. Numerosi i libri, a suo nome o con altri. Tutto quello che faceva era orientato a ostacolare e sconfiggere l’avversario di tutta la sua vita, in un duello durato fino a quando ha avuto la forza fisica di portarlo avanti. Di lui si può dire che certamente ha combattuto la buona battaglia, sorridendo e senza prendersi troppo sul serio.

Le Preoccupazioni di Amorth per Papa Francesco
Timori per l'Incolumità del Pontefice
Padre Gabriele Amorth espresse una seria preoccupazione per l'incolumità di Papa Francesco, affermando: “Non vorrei che Bergoglio facesse la stessa fine di Luciani”. Questa non era solo una profezia, ma una semplice paura, condivisa anche da altri, dentro e fuori le mura leonine. Il riferimento di padre Amorth a Papa Giovanni Paolo I (Luciani) non era casuale, data la sua morte improvvisa nel 1978, circondata ancora oggi da mistero.
In quasi cinque mesi di pontificato, Francesco aveva toccato tutti i tasselli che in Vaticano sono considerati “pali dell’alta tensione”, così come forse avrebbe fatto anche il patriarca di Venezia divenuto Papa. Per Giovanni Paolo I, però, il tempo di permanenza sul trono di Pietro fu a dir poco tiranno e gli consentì soltanto di inaugurare uno stile catechetico che richiama moltissimo quello di Bergoglio. La sera prima di morire, Giovanni Paolo I avrebbe avuto un duro scontro con il Segretario di Stato Jean-Marie Villot. Dei motivi del confronto aspro tra i due non si è mai saputo nulla di certo, ma l’ipotesi più accreditata è sempre stata quella che Giovanni Paolo I avrebbe prospettato al suo “premier” una serie di riforme della Curia e dello IOR che avrebbero trovato una ferma opposizione da parte di Villot. Questo contesto alimenta la domanda: c’è qualcuno che attenta alla vita del Papa argentino?
Papa Francesco stesso ha commentato la questione della resistenza: “Se trovo resistenza? Mah! Se c’è resistenza, ancora io non l’ho vista. È vero che non ho fatto tante cose, ma si può dire che sì, io ho trovato aiuto, e anche ho trovato gente leale. Per esempio, a me piace quando una persona mi dice: ‘Io non sono d’accordo’, e questo l’ho trovato. O ‘non sono d’accordo’. Questo è un vero collaboratore. E questo l’ho trovato, in Curia. E questo è buono. Ma quando ci sono quelli che dicono: ‘Ah, che bello, che bello, che bello’, e poi dicono il contrario dall’altra parte… Ancora non me ne sono accorto”. Le pugnalate peggiori, tuttavia, sono proprio quelle che arrivano alle spalle dai più stretti collaboratori, come sapeva bene Benedetto XVI, tradito dal suo maggiordomo infedele Paolo Gabriele nell’inaccessibile appartamento pontificio, lì dove Bergoglio ha scelto di non abitare.
“Ci sono santi in Curia”, ha affermato Papa Francesco, “ma anche qualcuno che non è tanto santo, e questi sono quelli che fanno più rumore. E ci sono alcuni che danno scandalo e che fanno male. Credo che la Curia sia un poco calata dal livello che aveva un tempo, di quei vecchi curiali fedeli, che facevano il loro lavoro. Abbiamo bisogno di queste persone. Ce ne sono, ma non tanti come un tempo”. Non a caso il Papa usa un solo aggettivo per definire il profilo del vecchio curiale ed è “fedele”. È proprio l’infedeltà della Curia che ha fatto deflagrare la vicenda Vatileaks e che ha costretto Benedetto XVI alle dimissioni.
La Visione di Papa Francesco sulla Sicurezza
Papa Francesco, che tocca continuamente temi molto scottanti come la lobby gay con grande chiarezza e senza paura, non teme per la propria incolumità fisica. Lo ha dimostrato anche in Brasile, dove non ha voluto utilizzare la papamobile blindata, costruita dopo l’attentato a Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981. “Con meno sicurezza”, ha spiegato il Papa, “io ho potuto stare con la gente, abbracciarla, salutarla, senza macchine blindate… è la sicurezza di fidarsi di un popolo. È vero che sempre c’è il pericolo che ci sia un pazzo che faccia qualcosa; ma c’è anche il Signore! Fare uno spazio di blindaggio tra il vescovo e il popolo è una pazzia. La vicinanza fa bene a tutti”. La sicurezza, dunque, di fidarsi di un popolo. E della Curia, si potrà fidare il Papa?

L'Episodio dell'Esorcismo: Un Caso Controverso
La Benedizione di Angelo in Piazza San Pietro
Un episodio specifico ha posto Padre Gabriele Amorth e Papa Francesco al centro di un dibattito acceso: il presunto esorcismo avvenuto in Piazza San Pietro. Dopo la celebrazione della festa di Pentecoste, il 19 maggio, Papa Francesco andò a salutare e benedire un gruppo di malati. Tra di loro c’era anche una persona che ha attirato l’attenzione di tutti, soprattutto delle telecamere e degli esperti di Tv2000, il canale dei vescovi italiani, che hanno immortalato la scena. Il sacerdote della Legione di Cristo, il messicano padre Juan Rivas (della prelatura Cancún-Chetumal), aveva viaggiato a Roma per partecipare alla Giornata dei Movimenti Ecclesiali in Piazza San Pietro. Accompagnava una persona in sedia a rotelle che ha ricevuto la benedizione di Papa Francesco, gesto che avrebbe scatenato la polemica. Questa persona si chiama Angelo, è messicano, padre di famiglia e sarebbe posseduto da quattro demoni, secondo quanto affermato da padre Amorth.
Nelle immagini del canale televisivo dei vescovi italiani si vede padre Juan Rivas mentre consegna un dossier a uno degli accompagnanti del Papa, presumibilmente le informazioni sul caso di possessione. «Papa Francesco si è avvicinato a questa persona e, quando l’ha benedetto, i demoni si sono manifestati», ha detto padre Juan a Vatican Insider. «Il gesto del Papa - ha aggiunto - è stato un gesto di misericordia per la sofferenza di questa persona». Inizialmente, «gli esorcisti che hanno visto le immagini non hanno dubbi: si è trattato di una preghiera di liberazione dal Maligno o di un vero e proprio esorcismo», aveva affermato Tv2000.
L'esorcismo di Papa Francesco in piazza San Pietro
La Reazione del Vaticano e la Posizione di Amorth
Tuttavia, la Sala Stampa vaticana, attraverso il suo direttore Padre Federico Lombardi, ha smentito che il Papa avesse compiuto l'esorcismo, spiegando che quella era stata solo una preghiera. Di conseguenza, il direttore di Tv2000, Dino Boffo, avrebbe chiarito che «il Papa non si riconosce nella parola esorcismo». Il tutto sembrava finire lì: un malinteso dovutamente corretto.
Padre Gabriele Amorth, però, la pensava diversamente. Intervenendo a un programma radiofonico, ha commentato il gesto: “Quello è stato un vero esorcismo, se Padre Lombardi lo ha smentito vuol dire che non ha capito nulla”. Ha aggiunto: “E vi dirò di più: il ragazzo che il Papa ha esorcizzato, oggi, alle 11.30, è venuto da me”. Amorth ha precisato che la persona non era un ragazzino, ma un uomo di 43 anni con moglie e figli, di nome Angelo, posseduto da quattro demoni. “Possiamo dire che gli ha fatto un esorcismo, perché un esorcismo è anche quello che uno fa mettendo le mani sul capo della persona e pregando, senza ricorrere agli esorcismi scritti”. Ha insistito sul fatto che “l’esorcismo non è solo quello fatto secondo regole del rituale, con le preghiere scritte e riservate agli esorcismi. Sono esorcismi anche le preghiere di liberazione che uno fa con parole proprie”.
Le Cause della Possessione Secondo Amorth
Secondo padre Amorth, la possessione di Angelo era una “vendetta del demonio contro i vescovi messicani, perché loro non si sono opposti all'aborto come dovevano fare”. Per la liberazione di Angelo, Amorth riteneva necessarie tre azioni:
- Riconoscere e condannare pubblicamente e a livello nazionale il peccato dell’aborto.
- Un atto di riparazione verso Maria per aver ferito il suo cuore e aver offeso gravemente il Signore.
- Un atto di consacrazione (e di rinuncia a Satana) della nazione tutta.
Amorth aggiunse: «In questa battaglia decisiva contro Satana, il Messico ha un ruolo fondamentale. Il Messico è e continua a essere una nazione cristiana. La fede del popolo è forte e loro offriranno l’apporto decisivo per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria». Padre Juan Rivas, prima di tornare in Messico, avrebbe spiegato «molte di queste cose meravigliose e provvidenziali che sono successe a Roma» nell'ambito di un evento promosso dal Centro Giovanni Paolo II di Los Ángeles.
Il Pensiero di Amorth sul Diavolo e la Chiesa
"Il Segno dell'Esorcista": Un'Eredità Contro il Maligno
Nei suoi primissimi interventi pubblici Papa Francesco aveva già parlato due volte del diavolo. In questo contesto, padre Gabriele Amorth pubblicò un testo destinato a far discutere, dedicato proprio alla questione-demonio. Con il libro “Il segno dell’esorcista”, edito da Piemme e scritto con Paolo Rodari, Amorth tornò con racconti inediti: i suoi esorcismi più duri, più lunghi, più difficili. Decano della Chiesa cattolica, non accettava di essere l’ultimo dei liberatori: convinto dell’avvicinarsi dell’“ora di Satana”, rivelò i suoi ultimi scontri contro le legioni infernali determinato a consegnare la propria eredità di pratiche, riti e preghiere per sconfiggere il Demonio.
Amorth riteneva che la Chiesa tacesse sulle realtà luciferine presenti nel mondo secolare ed ecclesiale, per questo decise di alzare ogni velo al fine di trasmettere a fedeli, sacerdoti e semplici curiosi il proprio bagaglio di esperienza, il suo lascito ai giovani esorcisti che sarebbero stati presto chiamati ad affrontare fenomeni di possessione sempre più cruenti e le funeste congiunture del Maligno.

La Riluttanza della Chiesa e la Visione di Papa Francesco
Il tema del diavolo è sempre attuale. Papa Francesco ne ha parlato chiedendo di «non cedere al pessimismo che il diavolo ci offre ogni giorno di più». Il diavolo, il principe del male, che secondo Paolo VI era entrato anche nelle fessure del Vaticano.
Casi di Possessione e Liberazione: L'Esempio di Angelo Battisti
Il Calvario dell'Assistente di Padre Pio
Nel suo ultimo libro, Padre Amorth racconta la storia di Angelo Battisti, assistente di Padre Pio da Pietrelcina ed ex officiale della Segreteria di Stato. Quando nel 1981 andò in pensione rimase posseduto. Iniziarono anni di calvario con Amorth e il suo maestro esorcista padre Candido Amantini, che cercarono di liberarlo. Le difficoltà erano molteplici, su tutte il fatto che Angelo ogni volta che incontrava i due esorcisti non mostrava alcun segno di stare male. Quando i due se ne andavano, si chiudeva in se stesso, inveendo ferocemente con chiunque incontrasse.
Padre Candido Amantini conosceva Angelo da anni. Saputo del suo cambiamento, gli fece visita più volte. Ma Angelo non si apriva, non si confidava. Anzi, finché c’era padre Candido in casa si comportava normalmente. Appena l’esorcista usciva, tornava nel suo buio. Una mattina padre Candido si presentò in casa senza preavviso. Tutto era in disordine. Angelo, in uno dei suoi raptus d’ira sempre più frequenti, aveva sfasciato mobili e suppellettili. La stanza da letto era quella meno danneggiata. Ma qui lo spettacolo terrificante era Angelo. Sdraiato sul letto, stringeva la statua di san Michele arcangelo. Dalla sua bocca usciva un lamento indecifrabile. Era bianco in viso, la barba sfatta, i vestiti sporchi. Non si era accorto di padre Candido che, improvvisamente, alzò la voce: «Eccoti finalmente! Dopo tanto tempo riesco a incontrarti. Chi sei?». Angelo aprì gli occhi. Questa volta non era ossequioso, gentile, delicato. Adesso, infatti, chi viveva dentro di lui non poteva più simulare. Iniziò a ridere, prima sommessamente, poi di gusto. Rideva in faccia a padre Candido che nel frattempo impugnava una croce e indossava una lunga stola viola. Angelo rideva e poi di colpo vomitava un’enorme quantità di poltiglia verde. La vomitava addosso a padre Candido che non arretrava. Anzi avanzava. Appoggiò la croce sul petto di Angelo che tremava, ora immobile, come inchiodato, sopra il proprio letto. Padre Candido era convinto: Angelo era posseduto, eppure non riusciva a liberarlo.
La Misteriosa Liberazione
D’improvviso però, dopo anni di esorcismi senza esito, tutto cambiò. Dora, ormai rassegnata a una vita di dolore, invitò Angelo ad andare a fare visita a un noto esorcista toscano, padre Angelo Fantoni. Angelo accettò. Rimase da lui un mese. Per trenta giorni Dora non seppe nulla di lui. Angelo non chiamava, non si faceva sentire. Cosa accadde in quei giorni? Angelo non lo rivelò mai. Eppure fu in quel mese che colui che era dentro il corpo di Angelo se ne andò, sparì, lasciandolo completamente libero. Al ritorno a Roma Dora pianse. Abbracciò il marito, chiamò padre Candido e ricominciò finalmente una nuova vita. Angelo morì dopo poco tempo. Perché il prete toscano era riuscito a liberarlo? «Non ci sono risposte», dice padre Amorth. «Ogni possessione è un caso a sé. E la liberazione un dono di Dio. Questa possessione, in particolare, è stata un caso unico, inspiegabile nella sua genesi. Non ho più avuto a che fare con una cosa simile».

L'Eredità Spirituale di Padre Gabriele Amorth
La Scomparsa e i Funerali
Padre Gabriele Amorth, l’esorcista paolino, si è spento a Roma il 16 settembre all’età di 91 anni. I funerali si sono tenuti lunedì 19 a Santa Maria Regina degli Apostoli. La sua lotta terrena con il maligno è terminata ma pochi mesi prima aveva confidato a un amico: «Anche quando sarò lassù al diavolo gli rompo le corna».
Il Ricordo di un Collega: Francesco Casadei
Francesco Casadei, un giornalista che 15 anni prima fu esorcizzato da padre Amorth, ricorda «il suo sorriso e la sua ironia». «Ha incarnato in modo inconsueto la misericordia», prosegue Casadei, «e tornare al Padre nell’Anno della Misericordia è stato uno dei tanti segni profetici che ci ha lasciato, insieme a un’eredità spirituale enorme che ha permesso a moltissimi sacerdoti di prendere coscienza del problema delle possessioni demoniache. In quasi tutte le diocesi d’Italia e in molte nel mondo c’è un esorcista e oggi il maligno ha le porte sempre più chiuse perché c’è molta più consapevolezza».
Una grande caratteristica della personalità di don Gabriele era quella di riuscire a separare perfettamente la persona dall’opera del maligno. «Capita che quando si vede una persona gravemente posseduta la si identifichi con il diavolo», conclude Casadei, «invece lui separava le due cose: la persona era sacra nella sua sofferenza mentre quello che il maligno operava era da combattere».