Il Significato della Tappa del Padre Nostro nel Cammino Neocatecumenale

Il Cammino Neocatecumenale, sorto a Madrid nel 1964 per opera di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, si presenta come un itinerario di formazione cristiana post-battesimale, strumento al servizio dei Vescovi per la riscoperta dell’iniziazione cristiana da parte degli adulti battezzati. Non è un movimento o un’associazione, ma un percorso inteso a riportare alla fede persone che l’hanno abbandonata a causa del processo di secolarizzazione.

Foto di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, fondatori del Cammino Neocatecumenale

Struttura e Organizzazione del Cammino Neocatecumenale

L'organizzazione del Cammino Neocatecumenale è caratterizzata da una struttura gerarchica. Al vertice si trovano Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, affiancati da Padre Mario Pezzi, garante dell'ortodossia e della ecclesialità del Cammino. Sotto di loro operano le équipes di super-catechisti, responsabili di Comunità a livello regionale o nazionale. Ogni équipe è composta da una coppia e un sacerdote, e ha autorità sui membri delle Comunità, le quali visitano periodicamente.

I responsabili delle singole Comunità, inizialmente scelti dai membri, vengono poi sostituiti d’autorità con la coppia più "affidabile", che, assieme al presbitero, è nominata "catechisti responsabili". Questi hanno il compito di trasmettere ordini e disposizioni e di impartire fedelmente le catechesi alle loro Comunità. Esistono inoltre gli itineranti, scelti tra coloro che hanno percorso quasi tutte le tappe del Cammino. Le équipes itineranti sono composte da una coppia di laici sposati con famiglia, un sacerdote e un giovane. Questi volontari, selezionati, ricevono la "Croce missionaria" dal Papa, sentendosi così inviati dalla Chiesa.

Schema che illustra la struttura gerarchica del Cammino Neocatecumenale

Le Tappe del Cammino Neocatecumenale

Il Cammino Neocatecumenale si articola in tappe ben definite, che iniziano con le catechesi iniziali o annuncio del kerigma. Questo periodo, della durata di due mesi e quindici incontri serali, mira a far conoscere il Cammino e si conclude con una convivenza di tre giorni. Le catechesi iniziali presentano l'annuncio della morte e risurrezione di Gesù Cristo e le chiavi ermeneutiche per comprendere la Sacra Scrittura. Coloro che seguono queste catechesi sono invitati a riconoscere di non essere stati "cristiani veri" fino ad allora e a dichiarare il loro impegno sottomettendosi alla guida dei catechisti.

Il Pre-catecumenato: Fasi e Scrutini

La prima fase del Neocatecumenato è il pre-catecumenato, un tempo di kenosi (svuotamento) per imparare a camminare nell’umiltà. Questa fase è divisa in due tappe:

  • Prima tappa (circa due anni): i neocatecumeni imparano il linguaggio biblico, celebrando settimanalmente la Parola di Dio. Culmina con il Primo Scrutinio battesimale, una convivenza di quattro giorni, dove si cerca di identificare la propria "croce" (mamma, papà, coniuge, figli, soldi, sesso…) e dare prova di fede autentica con decisioni solenni come "vendere i beni", "distaccarsi dal coniuge, dai figli e dalla carriera", e "registrare il proprio nome nel libro della vita". La cerimonia include una liturgia eucaristica e, se possibile, la presenza del Vescovo per l'unzione dei catecumeni e la firma sulla Bibbia della Comunità.
  • Seconda tappa (diciotto mesi/due anni): i neocatecumeni celebrano le grandi tappe della storia della salvezza, provando la sincerità della loro intenzione di seguire Gesù Cristo. Dopo un anno, viene proclamato lo Shema in una convivenza di tre giorni, con un invito ossessivo a "vendere i beni", "distaccarsi da lavoro, famiglia, figli" (considerati idoli) e "attaccarsi alla Comunità" (definita "sacramento di Gesù Cristo, futura umanità"). Al termine di questa tappa, dopo una convivenza di tre giorni, si svolge il Secondo Scrutinio, dove i catechisti valutano se le persone hanno cambiato mentalità, si sono "provate con i beni" e hanno "fatto il Cammino".
Infografica che illustra le tappe del Cammino Neocatecumenale

La Tappa del Padre Nostro: Riscoperta e Significato

La tappa del Padre Nostro si colloca nella seconda fase del Neocatecumenato, definita come un tempo di combattimento spirituale per acquisire la semplicità interiore dell’uomo nuovo che ama Dio come unico Signore e il prossimo come se stesso. In questa fase, ai neocatecumeni viene "ri-consegnato il Padre nostro", considerato la «sintesi di tutto il Vangelo».

Lo scopo specifico della tappa del Padre Nostro, rivissuta da diverse Comunità, è la riscoperta di Dio come Padre buono che provvede alla vita dei suoi figli. A partire da questa ri-consegna, i membri delle comunità neocatecumenali iniziano a celebrare comunitariamente in parrocchia, nelle ferie di Avvento e di Quaresima, prima di andare al lavoro, le Lodi e l’Ufficio delle Letture, includendo un tempo di preghiera contemplativa.

Gesù Bibbia Video - La Preghiera del Signore Padre Nostro

Il Significato Teologico e Spirituale del Padre Nostro

La preghiera del Signore, il Padre Nostro, riveste una funzione universale e fondamentale nella vita cristiana. Essa risale a Gesù stesso e il suo contenuto la rende un punto di riferimento ineludibile. Il fatto che Gesù stesso abbia "insegnato a pregare" attraverso una formula evidenzia l'importanza di una "norma" nella preghiera, superando l'obiezione che Dio conosca già le nostre esigenze. La preghiera, infatti, non è solo una richiesta istintiva, ma un dialogo vitale che radica ogni discorso su Dio nel colloquio con Lui.

La Preghiera come Disciplina e Spontaneità

La preghiera è un "lavoro" e una disciplina fondamentale per la comunità credente. Essa è troppo importante per essere lasciata alle fluttuanti disposizioni dell’emotività. La formula del Padre Nostro offre un discorso articolato per rivolgersi a Dio, e la saggezza della Chiesa ha sempre ritenuto che anche solo la sua ripetizione sia una forma eminente di preghiera. La spontaneità nella preghiera non è un punto di partenza, ma un punto di arrivo, che si raggiunge attraverso la disciplina e l'interiorizzazione dello spirito della preghiera di Gesù.

La Struttura del Padre Nostro e le sue Richieste

Il Padre Nostro salda intimamente la causa di Dio (il Nome, il Regno, la sua volontà) e quella dell'essere umano (il pane, il perdono, la tutela dalla tentazione e la liberazione dal male). Questa relazione pone entrambe le dimensioni nella giusta prospettiva: l'essere umano vive pienamente la sua umanità solo se la dimensione "verticale" è realizzata. Le richieste del Padre Nostro non vanno intese in termini letteralistici, ma come indicazioni di ambiti ampi che abbracciano la totalità dell'esistenza umana. Esse fungono anche da criterio critico del desiderio, aiutando a discernere ciò che è effettivamente necessario e a elaborare una disciplina del desiderio.

La Dimensione Ecumenica del Padre Nostro

La preghiera è intrinsecamente ecumenica, in quanto accomuna i cristiani di tutte le confessioni. Essa è rivolta al Dio trino, o a Gesù, e colloca il credente in un rapporto con Dio che precede e supera le mediazioni concettuali che spesso dividono le Chiese. Le richieste del Padre Nostro mettono a nudo la struttura essenziale dell'esistenza cristiana, unendo i credenti nelle sfide di fede e antropologiche comuni.

Il Cammino Neocatecumenale nella Vita della Comunità

All’interno della parrocchia, il Neocatecumenato è vissuto in piccole comunità, che si rifanno al modello della Sacra Famiglia di Nazareth. Ogni comunità neocatecumenale celebra settimanalmente la Parola di Dio, di norma con quattro letture secondo i temi indicati dal Direttorio Catechetico per ogni tappa. Le celebrazioni della Parola sono preparate accuratamente, a turno, da un gruppo della comunità, con l’aiuto del presbitero. I neocatecumeni celebrano l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità al sabato sera, dopo i primi vespri, e tali celebrazioni sono aperte anche ad altri fedeli.

Il sacramento della Penitenza è fondamentale per sostenere la vita cristiana nel loro itinerario di conversione, e viene celebrato periodicamente secondo il rito per la riconciliazione di più penitenti con confessione e assoluzione individuale. Le comunità neocatecumenali vivono anche una giornata mensile di convivenza, durante la quale, dopo le Lodi, i membri condividono le esperienze della grazia di Dio nella loro vita e manifestano eventuali difficoltà, nel rispetto della libertà delle coscienze.

Foto di una comunità neocatecumenale durante una celebrazione

La Trasmissione della Fede in Famiglia

Nelle comunità, i genitori sono consapevoli della necessità di pregare con i loro figli. La domenica mattina, si celebra una liturgia domestica familiare: si allestisce un tavolo come un altare con tovaglia bianca, fiori, croce, Bibbia e cero, simbolo di Cristo risorto. Si cantano i salmi con strumenti musicali, poi il padre e la madre proclamano una Parola di Dio, spesso quella della domenica. Ognuno dei figli esprime ciò che la Parola ha suggerito, e i genitori dialogano con loro.

La Missionarietà nel Cammino Neocatecumenale

Il Cammino Neocatecumenale invita alla missionarietà, formando membri vivi e vivificanti della Chiesa universale. Molti giovani partecipano alle Giornate Mondiali della Gioventù, trovando ispirazione vocazionale. L'itineranza non è solo per i sacerdoti, ma anche per i laici: intere famiglie partono in missione come "Implantatio Ecclesiae" in zone scristianizzate (Missio ad Gentes), e giovani laici offrono il loro servizio di evangelizzazione itinerante. Un altro fenomeno sono le "Communitates in Missionem", ovvero intere comunità neocatecumenali che vengono "trapiantate" da parrocchie ricche di fedeli in altre più "sterili".

Il Riconoscimento e la Visione della Chiesa

Il Cammino Neocatecumenale è uno strumento riconosciuto nelle parrocchie al servizio dei Vescovi, mirato a "riportare alla fede tanta gente che l'ha abbandonata". Giovanni Paolo II, il 31 gennaio 1988, incontrando le comunità neocatecumenali, sottolineò l'importanza del neocatecumenato come metodo di preparazione al battesimo, evidenziando come la pratica contemporanea fosse spesso insufficiente e superficiale senza un previo catecumenato. La sua visione era che il neocatecumenato rispondesse alla domanda su dove provenisse la forza della Chiesa primitiva, in contrasto con la debolezza della Chiesa moderna.

I neocatecumeni rinnovano solennemente le promesse battesimali nella Veglia Pasquale, presieduta dal Vescovo, indossando le vesti bianche in ricordo del loro battesimo, a coronamento di un percorso che si propone di formare cristiani attraverso un cammino catecumenale in piccole comunità, dove si ascolta la Parola e si cerca di cambiare il cuore dell'uomo con la Grazia di Dio.

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