Storia delle Giurisdizioni Religiose e dei Luoghi di Culto tra Bacoli e Monte di Procida

La tensione tra i coloni montesi ed i parroci di Bacoli ha radici storiche profonde, abbracciando una serie di eventi che si sono susseguiti nel corso dei secoli. Questa tensione ha avuto origine principalmente dalla contesa per la giurisdizione religiosa e il dominio spirituale sulla comunità.

Le Origini del Conflitto e la Nascita della Prima Cappella

Oltre a cercare lavoro, i coloni desideravano ardentemente anche un luogo di culto dove poter pregare e unirsi spiritualmente. L’arcivescovo di Napoli, il cardinale Ascanio Filomarino, acconsentì alla costruzione di una cappella. In questa cappella, i preti procidani celebravano messe durante le domeniche e le festività solenni, fornendo un primo punto di riferimento spirituale per la comunità.

L'Istituzione della Parrocchia di Sant'Anna a Bacoli e le Dispute Giurisdizionali del Settecento

La situazione religiosa si complicò ulteriormente nel 1700, quando Giuseppe Falces, vescovo di Pozzuoli, costituì la parrocchia di sant’Anna a Bacoli. A questa nuova parrocchia vennero assegnati i territori di Baia, Cuma, Miseno e Monte di Procida. Questa decisione scatenò immediate contestazioni e ricorsi giudiziari.

Nonostante le opposizioni, un decreto del 1701 confermò l’appartenenza del Monte di Procida alla giurisdizione del parroco di Bacoli. Tuttavia, molti coloni del Monte, mantenendo un forte legame con la loro terra d’origine, continuarono a sposarsi, battezzare i loro figli e ricevere i sacramenti a Procida, ignorando di fatto il decreto.

Il Ruolo di Nicolaus de Rosa e la Lotta per l'Indipendenza Spirituale

Nel 1754, la tensione raggiunse un nuovo picco. Il parroco di Bacoli, osservando con invidia l’attenzione e il favore che gli Arcivescovi di Napoli riservavano alla chiesa del Monte, insieme ai suoi parrocchiani, collocò “clandestinamente” una lapide nella chiesa dell’Assunta, dichiarandola sotto la giurisdizione del Vescovo di Pozzuoli. In risposta a questo attentato alla loro indipendenza religiosa, gli antenati dei montesi distrussero la lapide.

In questo contesto si inserisce la figura di Nicolaus de Rosa, che svolse un ruolo cruciale nella creazione di un luogo di culto indipendente. Come attestato da un'iscrizione:

NICOLAUS DE ROSA E. PUS PUTEOLANUS REGIUSQUE CAPPELLANUS MAIOR INCOLARUM MONTIS SITI CONTINENTE VILLA BAULORUM DIOCESIS PUTEOLANAE BONO ET SALUTI… NE DOMINI SEMINE, AC SACRAMENTORUM FREQUENTIA CARERENT TEMPLUM PUTEOLANAE IURISDITIONIS DEO SUB SS. MAE VIRGINIS ASSUMPTAE AUSPICIIS DICATUM, ET REPARANDUM ET AMPLIANDUM ET IN GRANCIA, SIVE PARVAM PARO HIAM CONSTITUENDUM CURAVT, ILLUDQUE X KALENDAS IUNII AERAE VULGARIS.

La traduzione di tale iscrizione rivela l'impegno di Nicolaus de Rosa: "Nicolaus de Rosa, nativo di Pozzuoli, cappellano reale e maggiore delle abitazioni del Monte sulla terraferma della villa dei Bacoli nella diocesi di Pozzuoli, per il bene e la salvezza… affinché non mancasse la semina del Signore e la frequenza dei sacramenti, provvide alla ricostruzione e all’espansione del tempio di Pozzuoli, soggetto alla giurisdizione dell’Assunzione della Santissima Vergine Maria, e fece istituire un granaio o piccola parrocchia."

Mappa storica dell'area di Bacoli e Monte di Procida, con evidenziate le chiese principali

Un'altra iscrizione del 1758 conferma ulteriormente il suo operato:

NICOLAUS DE ROSA NEAPOLITANUS, PUTEOLANUS EPISCOPUS, REGIUSQUE CAPPELLANUS MAIOR ECCLESIA IN DISTRICTU PARO- CHIAE S. ANNAE VILLAE BAULORUM DIOCESIS ET IURISDITIONIS PUTEOLANAE SITAM DEO SUB SS. MAE VIRGINIS ASSUMPTAE NOMINE, IAM PRIDEM SACRATA QUAM IPSE IN SANCTA VISITATIONE SAEPIUS LUSTRAVIT, ET IN QUA CARISMATE FIDELES LINIVIT, CONFIRMAVITQUE, SUAQUE PRAETEREA MUNIA PAROCHUS DICTAE S. ANNA E SEMPER ABIIT MOX FIDELIUM PIETATE DILATATAM, ET ORNATAM SOLEMNI ECCLESIAE RITU BENEDIXIT, EIUSQUE DEI MONUMENTUM CURAVIT AERAE VULGARIS ANNO 1758.

Questa iscrizione si traduce come: "Nicolaus de Rosa, nato a Napoli, vescovo di Pozzuoli e cappellano maggiore della chiesa nel distretto della parrocchia di Santa Anna nella località di Bacoli, diocesi e giurisdizione di Pozzuoli, dedicò a Dio sotto il nome della Beata Vergine Assunta la chiesa che aveva spesso ispezionato in sante visite, nella quale ha istruito e confermato i fedeli con il suo carisma."

Le Suppliche del 1776 e la Svolta Politica

Nel 1776, un considerevole gruppo di fedeli di Monte di Procida si rivolse alla curia di Pozzuoli con una supplica. Questi abitanti si trovavano in luoghi remoti, con strade difficili da percorrere ed erano anche afflitti da problemi di vecchiaia e infermità che rendevano complicato il loro accesso a Bacoli per ricevere i Sacramenti. Il parroco di Bacoli si oppose a questa supplica, ma nonostante la resistenza iniziale, il clima di tensione tra i coloni montesi e il vescovo di Pozzuoli iniziò a stemperarsi.

Nonostante gli sforzi del parroco di Bacoli per convincere i coloni a considerare Bacoli come un rifugio più vicino per i loro bisogni spirituali, i montesi rimasero saldamente ancorati all’idea di avere un proprio luogo di culto indipendente.

Testimonianze storiche sull’eruzione del 1538 ai Campi Flegrei

Nel 1806, con l’arrivo dei francesi di Bonaparte a Napoli e la fuga dell’apparato politico borbonico in Sicilia, la situazione ebbe una svolta significativa. La controversia fu portata avanti davanti a due prelati e un magistrato laico originario di Pozzuoli, che possedeva notevoli proprietà immobiliari nella zona, segnando un nuovo capitolo nella complessa questione della giurisdizione religiosa.

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