Origini e architettura brunelleschiana
La Cappella Barbadori, nota successivamente come Cappella Capponi, è situata all'interno della chiesa di Santa Felicita a Firenze, sulla destra rispetto all'ingresso principale. Commissionata da Bartolommeo Barbadori attorno al 1420 a Filippo Brunelleschi, rappresenta la più antica opera del genere dell'architetto che ci sia pervenuta. La struttura, concepita come spazio a pianta centrale, fu realizzata negli stessi anni in cui Brunelleschi era impegnato nel portico dello Spedale degli Innocenti e nella dimostrazione della fattibilità della cupola di Santa Maria del Fiore senza armatura.
L'ambiente, sebbene pesantemente rimaneggiato nei secoli, conserva l'impianto brunelleschiano originale, caratterizzato da un vano cubico sormontato da una cupola emisferica. Elementi innovativi per l'epoca furono l'uso di doppie semicolonne ioniche angolari, in sostituzione dei tradizionali pilastri gotici, e l'impiego di pennacchi per raccordare la cupola alle pareti. Studi recenti hanno confermato l'esistenza di tracce di policromia originale in oro e blu, i colori dell'arme Barbadori, smentendo l'idea di un Brunelleschi che utilizzava esclusivamente la pietra serena a vista.

Il passaggio alla famiglia Capponi e l'intervento del Pontormo
Nel 1525, la cappella fu acquistata da Lodovico di Gino Capponi, che la destinò a luogo di sepoltura per la sua famiglia. Egli ne cambiò la dedica dall'Annunciazione alla Pietà e affidò la ridecorazione a Jacopo Pontormo, che lavorò all'impresa tra il 1525 e il 1528, coadiuvato dal giovane Agnolo Bronzino. La scelta del Pontormo, figura complessa e fuori dagli schemi, rifletteva forse le simpatie del committente per le istanze di riforma religiosa dell'epoca.
Il capolavoro assoluto della cappella è la Deposizione (o Trasporto di Cristo al sepolcro), situata sull'altare. L'opera, eseguita a tempera su tavola, è un emblema del Manierismo: le figure, allungate e sospese, esprimono una vasta gamma di emozioni, dalla disperazione alla rassegnazione, in un'atmosfera luminosa e rarefatta. Sulla parete ovest si conserva l'affresco dell'Annunciazione, mentre nei pennacchi della cupola si trovano i tondi raffiguranti gli Evangelisti, opera del Pontormo e del Bronzino.

Elementi decorativi e il tabernacolo di San Carlo Borromeo
La cappella arricchisce il suo corredo artistico con la vetrata raffigurante il Trasporto di Cristo al sepolcro, realizzata originariamente nel 1526 da Guillaume de Marcillat. L'originale è oggi conservato a Palazzo Capponi, mentre in loco è presente una copia dal 1997. Sotto questa finestra si trova un piccolo tabernacolo di marmi policromi, disegnato da Jacopo Barozzi da Vignola, che custodisce il ritratto di San Carlo Borromeo, donato alla famiglia da Orazio Capponi, vescovo di Carpentras.
Restauri e conservazione
Nel corso del 2017, la Cappella Capponi è stata oggetto di un complesso intervento di restauro sotto la direzione di Daniele Rapino e del restauratore Daniele Rossi, grazie al sostegno della fondazione Friends of Florence. L'intervento ha interessato l'intero apparato decorativo, comprese le superfici murarie, gli affreschi staccati dell'Annunciazione e la tavola della Deposizione.
- Deposizione: è stata ripulita dall'ossidazione delle vernici e dalle ridipinture, restituendo leggibilità alle cromie originali.
- Annunciazione: il supporto in vetroresina è stato bonificato e le lacune cromatiche integrate per ridare unità alla composizione.
- Cupola: sono state riportate alla luce tracce dei dipinti di Domenico Stagi, che nel Settecento coprirono la struttura brunelleschiana originale.
Il restauro della Cappella San Luca a Firenze
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