Le Suore Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta rappresentano una delle espressioni più nobili e significative della vita religiosa, dedicate a portare il messaggio del Vangelo e a servire le comunità in difficoltà in tutto il mondo. Motivate da una profonda fede e da un forte senso di missione, queste donne si impegnano a vivere e a lavorare in contesti spesso complessi e sfidanti, dove la povertà, la malattia e l'ignoranza sono all'ordine del giorno. Il loro carisma è riassunto nel “Vangelo delle cinque dita”: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). La loro missione è caratterizzata da un amore incondizionato per Dio e per il prossimo, che si traduce in azioni concrete di aiuto e sostegno. Nel mondo sono circa 6.000 le Missionarie della Carità, operanti in oltre 130 Paesi, con 129 sorelle che vivono e operano in 18 comunità presenti in Italia.
La Presenza delle Missionarie della Carità a Bari
Nella città di Bari, capoluogo della regione Puglia, le Suore Missionarie della Carità sono presenti in due importanti sedi. Hanno un convento in Via Ferrara n. 15. In Via Capruzzi n. 23, le seguaci di Madre Teresa di Calcutta gestiscono una mensa in cui offrono gratuitamente da mangiare ai poveri della città. Questo servizio essenziale è un punto di riferimento per chi si trova in stato di bisogno nel cuore del capoluogo pugliese.

Il Cuore del Servizio: La Mensa di Via Capruzzi
Chi conosce anche solo superficialmente Bari, sa bene che Via Capruzzi è tra le strade più trafficate e frenetiche della città. Nonostante ciò, nel cuore del capoluogo pugliese, nei pressi della stazione ferroviaria e della fermata degli autobus, vicino a numerosi centri commerciali, tra palazzi e venditori ambulanti, le suore missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta e numerosi volontari, provenienti anche da molto lontano, offrono ogni giorno gratuitamente da mangiare ai più poveri.
Quando si entra nella piccola cappella della struttura di Via Capruzzi, subito ci si accorge che la frase «Ho sete» (Gv 19, 28) è affissa accanto al crocifisso. Inserite in questo contesto, le ultime parole di Gesù morente si comprendono ancora di più. È dalla preghiera che si trae la forza, sottolineano le religiose: solo rimanendo inginocchiati davanti a Gesù si può attingere l’amore da testimoniare con il servizio al prossimo, proprio come ha fatto Madre Teresa.

La "Sete" dei Poveri e la Risposta delle Suore
La "sete" a cui fa riferimento la scritta nella cappella e che muove l'apostolato delle suore si manifesta in diverse forme. Innanzitutto, vi è una sete fisica e materiale. Molte delle persone che vengono servite non hanno casa, dormono per strada tra i cartoni e l’immondizia, e la loro condizione di privazione è tale da portarli persino a litigare per un piccolo pezzo di pane, o a discutere perché il proprio amico ha ricevuto qualcosa di più. Quando non si ha nulla, spesso non si guarda chi si ha di fronte, non si riesce a gioire per gli altri.
Vi è poi una sete di riscatto e di giustizia. Le suore, infatti, cercano di conoscere i poveri, ascoltano le loro vite: sono storie complesse, fatte di sacrifici e delusioni, di speranze infrante e di dipendenze, di problemi di salute e di situazioni famigliari intricate. Questo ascolto profondo è parte integrante del loro servizio, che va oltre la semplice offerta di cibo, cercando di vedere il volto di Cristo nei poveri tra i più poveri.
Gesù, Madre Teresa e le Missionarie della Carità
Volontariato e Trasformazione: Esperienze di Rinascita
Il servizio a Bari è sostenuto non solo dalle suore, ma anche da un'intensa collaborazione con i volontari. Il seminario locale ha inserito questa esperienza tra le proposte pastorali rivolte ai seminaristi del biennio che, il sabato pomeriggio, si recano lì per dare una mano, servire i più poveri e pregare con loro. Tra le storie che emergono, ve ne sono alcune di rinascita e resurrezione, come quella di uno dei volontari che, fino a non molto tempo fa, guadagnava da vivere rubando, dipendeva dall’alcool e dalla droga, ed era lui stesso tra gli ospiti che giornalmente andavano a mangiare. Oggi, questa persona spende la sua vita a servire gli altri, cucina e prepara le pietanze, dà più di quello che possiede. Questa è la testimonianza tangibile della forza trasformatrice del servizio e dell'amore.
Infine, c’è la sete dei volontari, una sete di azione, di Vangelo vissuto. Stanno sperimentando con le mani ciò che spesso hanno solo sentito con gli orecchi. Non è semplice, è vero. La sfida del Vangelo chiede di buttarsi, di sporcarsi le mani, di toccare la terra. La fede sarebbe vana se non si attuasse nella vita di ogni giorno, se non si esplicitasse nel donarsi, se non si facesse concretezza.
Lo Zelo Apostolico e la Vita Interiore delle Suore
Lo zelo apostolico delle suore Missionarie della Carità rappresenta una dimensione fondamentale della vita religiosa, caratterizzata da un intenso impegno nel servizio agli altri e nella diffusione del messaggio cristiano. Questo zelo si manifesta attraverso diverse forme di apostolato, dall'assistenza ai poveri alla promozione della giustizia sociale. Le suore, seguendo l'esempio di Cristo, si dedicano con passione e dedizione a coloro che sono in difficoltà, cercando di rispondere ai bisogni materiali e spirituali delle persone. La loro missione è spesso radicata in una profonda vita di preghiera, che alimenta la loro forza interiore e la loro capacità di amare. Attraverso la meditazione e la contemplazione, le suore trovano la motivazione per affrontare le sfide quotidiane e per rimanere fedeli alla loro vocazione.
La giornata di una Missionaria della Carità è «un intreccio tra preghiera e servizio». Si inizia al mattino presto con la preghiera e poi si va a servire. Si torna quindi a pregare per essere l'amore e la compassione di Dio attraverso il servizio. Anche in questo le “sisters” portano avanti gli insegnamenti della Madre che, come racconta chi l’ha conosciuta, “passava in pochi istanti dalla contemplazione all’azione”.

Un Amore Senza Compromessi: La Scelta di Povertà
Le suore assumono la povertà dei più poveri, senza compromessi. La loro vocazione non è essere "lavoratori sociali e risolvere problemi", ma vivere il Vangelo con radicalità. Un esempio di questa scelta si manifesta anche in decisioni quotidiane, come la rinuncia a una lavatrice, interrogandosi se l'accettarla non sarebbe un compromesso con la povertà che non tutti possono scegliere di avere. Infatti, finché i cosiddetti “diritti fondamentali” non sono effettivamente goduti da ogni persona, non sono altro che privilegi di alcuni. Questo approccio sottolinea la loro dedizione a identificarsi pienamente con gli ultimi della terra, cioè di coloro che nessuno vuole assistere perché poveri e sporchi, e a manifestare in loro il volto di Gesù. Speriamo che possano ricevere tante altre vocazioni, poiché c'è un grande bisogno di Suore Missionarie della Carità per continuare queste opere di carità fraterna che edificano e testimoniano l'amore dei veri cristiani.
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