Suor Maria Trigila: Una Vita tra Fede, Giornalismo ed Educazione

Introduzione: Riconoscimenti e la Figura di Suor Maria Trigila

Nel ricco e multiforme tessuto della vita culturale di Roma, il Premio Internazionale “Fontane di Roma” rappresenta da oltre quarant’anni un punto di riferimento capace di unire mondi diversi: arte, fede, sanità, giornalismo, imprenditoria e diplomazia. In questo spirito, il conferimento del premio a suor Maria Trigila assume un valore particolarmente significativo.

Accreditata da anni presso la Sala Stampa della Santa Sede, suor Maria ha saputo raccontare la vita della Chiesa con uno sguardo limpido, rispettoso e attento ai passaggi più delicati della storia contemporanea del Vaticano. Il Premio “Fontane di Roma”, promosso dalla Fondazione La Sponda ETS e giunto alla 41ª edizione, riconosce proprio questa duplice fedeltà: alla professione e alla missione. Una fedeltà vissuta attraverso la cura delle parole, l’accuratezza del racconto e l’impegno a cercare la verità senza scadere nel sensazionalismo.

Il

A fare da simbolo del Premio è il celebre “Nasone romano”, la fontanella pubblica che da oltre un secolo disseta cittadini e visitatori. Una scelta non ornamentale, ma profondamente valoriale: l’acqua come bene comune, accessibile a tutti, democratico ed essenziale. In questo contesto, il riconoscimento a suor Maria Trigila appare come un segno ulteriore: la sua voce, pacata e autorevole, disseta il dibattito pubblico come il Nasone disseta la città. Offre chiarezza in un tempo confuso e cura nella comunicazione in un’epoca in cui spesso la parola viene usata per ferire, dividere o manipolare.

Il Premio “Fontane di Roma” celebra tutto questo, riconoscendo in suor Maria non solo una pioniera, ma una testimone preziosa di come la comunicazione possa ancora essere uno spazio di incontro, di servizio e di costruzione di comunità.

Biografia e Formazione

Le Origini e l'Infanzia

Maria Trigila è nata il 1º settembre 1955 alle ore 11:20 nel Centro storico di Caltagirone, comune italiano della città metropolitana di Catania in Sicilia, nella Diocesi di Caltagirone. Figlia di Salvatore Maria Paolo, nato a Buscemi nel 1918, e di Maria Eugenia Brugellis, nata a Papanice (frazione di Crotone), fu la secondogenita di tre sorelle: Antonietta (nata a Siracusa nel 1950) e Francesca (nata a Caltagirone nel 1962). Era molto legata alla sorella Antonietta e la imitava nelle sue attività di tempo libero.

All'età di sette anni, il 2 giugno 1963, nella parrocchia Santa Maria di Gesù, ricevette il Sacramento della Comunione e della Cresima. Si distinse subito in ambito parrocchiale e durante le gite comunitarie come organizzatrice di giochi. Partecipava con i nonni alla tradizionale novena di Natale, recitata in dialetto siciliano, presso la Chiesa Madre della Natività di Maria Santissima di Buscemi e alla preparazione del presepe allestito con rami e foglie di arancio selvatico.

Il 20 settembre 1965, quando Maria terminò la quarta elementare, il padre, per far felice la moglie, ottenne il trasferimento a Rossano Calabro, una frazione del comune di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, in Calabria, vicino a Papanice. Per delle incomprensioni con il nonno materno, pur tra l'affetto degli altri parenti, a fine agosto 1966 rientrarono in Sicilia, dove Maria concluse le elementari a Buscemi. Il padre, nel frattempo, chiese il trasferimento per avvicinarsi a Siracusa, vicino ai genitori. L'anno vissuto a Rossano fu determinante per la formazione del carattere di Maria. La sua casa era poco distante dalla scuola e dalla parrocchia, tanto che dal balcone della scuola poteva salutare la madre. Maria era una guida per l'organizzazione di gare, feste canore, mostre di disegno, incontri culturali e anche dibattiti di opinione sulla religione tra le compagne di classe e gli amici. Era benvoluta per il suo carattere amabile, rispettoso e determinante. Nella parrocchia San Giuseppe frequentava assiduamente i momenti di dibattito. Era interessata al punto di vista delle amiche, la loro dialettica che sempre poi verificava a casa con i genitori, esprimendo così la sua vivacità e creatività. Il padre la "sorvegliava" da lontano per poterle dare fiducia e farla crescere e maturare in autonomia, nella giusta misura.

Foto d'infanzia o schematica di una famiglia siciliana degli anni '60

La Scelta Vocazionale e gli Studi

Maria si inserì molto bene nella struttura e nella vita familiare che conducevano le suore. Rimase colpita dal tratto gentile e premuroso delle religiose verso le ragazze, sia delle assistenti sia delle suore insegnanti. In Collegio, a nutrire la sua vita spirituale, era il confessore salesiano don Giuseppe Fallico, che incontrava settimanalmente. Fu proprio lui a indirizzarla a seguire i gruppi di impegno mariano e vocazionale, le cui responsabili erano rispettivamente suor Teresa Vasta e suor Licia Manzella. Scoprì così che la dimensione spirituale la permeava e l'assiduità alla preghiera del giovedì, per i sacerdoti, diventava la sua linfa, oltre la partecipazione quotidiana alla Celebrazione eucaristica. Dimensione che approfondì con don Giuseppe Costa, salesiano che curava l'aspetto della formazione delle ragazze.

Nell'estate del 1975, durante le chiacchierate notturne al balcone con il padre, manifestò il desiderio di consacrarsi al Signore. La notizia colse tutti di sorpresa perché, conoscendo la vivacità di Maria, sembrava assurda una simile opzione. Per dissuaderla il papà la mandò a Torino, dove abitava la sorella maggiore Antonietta che nel frattempo si era sposata. Questa le presentò possibili ragazzi per bene e di ottima famiglia con cui fidanzarsi. Tutti i tentativi risultarono inefficaci e al rientro da Torino comunicò la sua decisione che aveva già approfondita con il suo direttore spirituale.

Appena diplomata nel 1975, la direttrice dell'Istituto "Regina di Fatima" di Siracusa, suor Gaetanina Pinto, l'accompagnò ad Acireale, comune italiano della città metropolitana di Catania in Sicilia, presso la "Casa di formazione" dove, il 7 ottobre, iniziò il percorso di aspirante e postulante. Durante il periodo di formazione, il 24 giugno 1976, conseguì il Diploma di abilitazione all'insegnamento della Religione nelle scuole elementari. Per i due anni di Noviziato, dal 5 agosto 1977 sino ad agosto 1979, visse a Palermo all'Istituto San Giuseppe, dove il 6 agosto emise i voti di Castità, Povertà e Obbedienza alla presenza di Madre Ilka de Morales Perillier, consigliera generale per la Formazione.

Dopo la prima professione religiosa, sino al 1985 visse nella comunità di "Maria Ausiliatrice" a Catania. La neoeletta ispettrice, suor Maria Nicosia, le propose di intraprendere gli studi Universitari. Si iscrisse alla Facoltà di Lettere e nel contempo insegnava al secondo ciclo della Scuola Primaria (elementare). Inoltre, per completare la sua formazione, l'ispettrice la invitò a iscriversi alla Pontificia Università della Santa Croce a Roma, dove si recava ogni tre mesi per sostenere gli esami e frequentare le Settimane di Studio organizzate dall'Università. Il 24 novembre 1986 sostenne la dissertazione della tesi dal titolo: "Maria luce e speranza sui giorni dell'uomo".

Nel 1986 venne trasferita nella Comunità di Caltagirone dove, dal 31 dicembre 1986 al 18 settembre 1987, svolse il ruolo di maestra elementare, insegnando anche Cultura generale alla Formazione Professionale (CIOFS), insegnante di Religione, assistente delle giovani di quarto anno Magistrale e responsabile dell'Oratorio. Contemporaneamente, frequentava il penultimo anno universitario. Da Caltagirone venne trasferita a Catania al pensionato universitario per dedicarsi alla stesura della tesi sperimentale. Conseguì la laurea in Lettere il 7 giugno 1988, con il titolo della tesi: "Il Confronto tra Nino Savarese e Alessandro Manzoni nel romanzo "I Promessi Sposi" e "Il Capopopolo"". La Tesi ricevette il "Premio Nino Savarese" a Enna nel settembre 1988 e fu pubblicata con la Casa editrice NemaPress di Alghero. Dopo l'anno di Juniorato a Torino, l'ispettrice la destinò a Catania con la cattedra completa di Lettere all'Istituto Magistrale e Italiano al Liceo Scientifico.

Carriera Professionale e Missione

L'Insegnamento e l'Impegno Educativo

Suor Maria Trigila ha avuto una lunga e variegata carriera nell'insegnamento. Da Catania venne trasferita ad Acireale all'Istituto "Spirito Santo" come insegnante di lettere alla scuola superiore che, all'epoca, sperimentava autonomamente la proposta scolastica, coordinata dal sottosegretario alla Pubblica Istruzione Beniamino Brocca. Questa scuola salesiana era tra i licei che aderirono all'obiettivo di rendere l'istruzione secondaria superiore più aderente alle esigenze della società e del mondo del lavoro. Insegnò Italiano sino al 1993 all'area comune del Liceo scientifico, Socio-psico-pedagogico e Linguistico. Questa esperienza la rese intraprendente e duttile nell'impostazione dell'insegnamento, fornendole gli strumenti utili per adattare i contenuti alle esigenze delle alunne. Proprio la figura di don Bosco fu il suo modello in riferimento a "Le letture cattoliche", una pubblicazione periodica fondata da Don Bosco, pensata per offrire ai giovani contenuti di formazione e crescita spirituale, ispirati ai principi del cristianesimo. Suor Maria si è ispirata sempre a questo principio nel suo insegnamento.

Acireale segnò nel suo animo un momento doloroso e triste: la morte improvvisa del padre, a cui era fortemente legata. Un dolore che rimase sepolto nel suo animo per tanti anni, prima che fosse capace di parlarne con serenità. Un dolore così profondo da non volerlo sciupare con le parole.

Dall'agosto 1993 a giugno 1995 fu trasferita definitivamente a Catania come insegnante di Lettere al Liceo scientifico, coordinatrice di classe e coordinatrice dell'area della fede. Esplicando a Catania il servizio di coordinatrice ispettoriale di Comunicazione sociale, venne incaricata dalla Madre Generale Marinella Castagno e dal suo consiglio di coordinare per le Figlie di Maria Ausiliatrice l'evento della Beatificazione di Madre Maddalena Caterina Morano, interfacciandosi con l'Arcidiocesi di Catania. Si stabilì un'intensa collaborazione con il delegato monsignore. Proprio a chiusura dei festeggiamenti la superiora generale, previo accordo con l'ispettrice Suor Maria Fisichella, propose il trasferimento in Casa Generalizia per far nascere l'"Ufficio Stampa mondiale" e assumerne la responsabilità.

Dal 2018 è docente di Lettere al Liceo Classico "Scuola Don Bosco Villa Ranchibile" di Palermo. Insegna Italiano nella prospettiva comunicativa ed è a servizio, in particolare, di quei ragazzi che per varie cause hanno nodi culturali pregressi che non permettono di realizzare un percorso di studi sereno. Suor Maria è anche responsabile di uno sportello di Inclusione educativa, dove svolge attività di accompagnamento delle competenze, aiutando i ragazzi meritevoli e poveri a risolvere dubbi di apprendimento che fanno da ostacolo al proseguimento della scuola. Questo lo realizza insieme ad altre suore di varie congregazioni e le coordina.

È delegata Unione Superiore Maggiori d'Italia (USMI) per le Congregazioni religiose dell'Arcidiocesi di Catania e fa parte del Consiglio regionale USMI Sicilia. Coordina un gruppo di suore docenti per accompagnare l'apprendimento della lingua italiana delle religiose straniere. Ha al suo attivo anche un anno di insegnamento alla Scuola Statale Karol Wojtyla nella sezione distaccata al carcere di massima sicurezza di Catania, come docente di italiano, e dal 2018 al 2021 ha accompagnato nell'apprendimento delle Certificazioni della L2 i ragazzi immigrati della Comunità di Sant'Egidio.

Fotografia di Suor Maria Trigila in contesto educativo con studenti

La Giornalista in Tonaca: Un Percorso Innovativo

La passione di suor Maria per il giornalismo è stata una costante nella sua vita. Era già iscritta all'albo dei pubblicisti dal 26 aprile 1997. All'epoca, suor Maria aveva un buon bagaglio culturale di formazione nel settore, anche se il nuovo impiego richiedeva maggiore preparazione e la capacità di sapersi relazionare con il pubblico, i giornalisti e i direttori delle testate di comunicazione. Furono anni in cui suor Maria approfondì il senso di appartenenza all'Istituto, scoprendo la dimensione della generatività nel lavoro per i giovani anche, a volte, attraverso il lavoro arido delle carte.

Suor Maria Trigila è la prima professionista in tonaca. È iscritta all’albo dei professionisti dell’Ordine nazionale dei giornalisti dal 2007, ed è il primo caso in Italia, pur avendo fatto voto di povertà e non potendo dunque percepire compensi per la sua attività professionale. Questa giornalista con la tonaca è una religiosa siciliana, che da 23 anni fa parte dell’Ordine delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Nata a Caltagirone, lo stesso paese di Don Luigi Sturzo, si è laureata in Lettere moderne nell'Università di Catania e successivamente si è specializzata in Comunicazione sociale e Teologia. Per la sua attività giornalistica suor Maria Trigila non può però percepire alcun compenso, avendo fatto voto di povertà. E proprio l'esclusività professionale, basata sul rapporto economico, è uno dei requisiti previsti dalla legge per l'iscrizione all'albo dei professionisti. Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, nella riunione tenutasi a Catania nello scorso mese di ottobre, si è trovato davanti a un bivio. «Alla fine - spiegano i consiglieri dell’Ordine - benché mancasse una busta paga che mai avrebbe potuto esserci, si è deciso di premiare la professionalità ‘reale’ di una donna che la giornalista la fa davvero, con coscienza e serietà». Con un provvedimento che non ha precedenti in Italia, suor Maria è stata così iscritta al registro dei praticanti. Dopo i rituali 18 mesi la religiosa ha sostenuto gli esami di abilitazione ed è diventata a tutti gli effetti la prima suora giornalista professionista.

A Roma, non potendo frequentare la LUISS, Libera università internazionale degli studi sociali "Guido Carli" (un'università privata italiana con sede a Roma orientata all'insegnamento delle scienze sociali), a causa delle iscrizioni già chiuse, s'iscrisse alla LUMSA, Libera Università Maria Santissima Assunta (un'università non statale d'ispirazione cattolica) al terzo anno accademico nel 1996-1997 per conseguire la Laurea in Scienze della Comunicazione. Tuttavia, pur avendo sostenuto alcuni esami, non poté continuare perché alla LUMSA, per questioni burocratiche, dovette congedarsi per iscriversi, il 3 novembre 1997, all'Università Pontificia Salesiana. In quest'ultima università esisteva già il corso di laurea completo.

Nei mesi estivi dal 1996 al 1999 si recò in Inghilterra, a Londra, e negli Stati Uniti, a New York, per perfezionare la lingua inglese, frequentando l'International House e la Callan. A New York le venne concesso un tirocinio nella redazione del Settimanale cattolico dell'Arcidiocesi, esperienza in cui apprese la strategia della comunicazione pubblica e l'impostazione di un lavoro redazionale.

Con l'accredito alla Sala Stampa della Santa Sede venne coinvolta come redattore nel gruppo dell'Ufficio stampa dei sinodi. La lettura e la mediazione dei contenuti ai giornalisti vaticanisti completò la sua conoscenza dei vari Paesi nelle problematiche e prospettive umane e cristiane. Affrontava i viaggi in Brasile, nella foresta Amazzonica, in Cile, in India, in Africa, negli Stati Uniti, tessendo la realtà salesiana inserita in quei particolari contesti ecclesiali e sociali. Nel 1999 la Madre generale Antonia Colombo le propose di assumere l'incarico di delegata mondiale dei salesiani cooperatori. Le si aprì così la finestra della reciprocità con i salesiani e con i laici, del lavoro in sinergia per il bene comune, la cui finalità era di mettere insieme esperienze, cultura, intelligenza e cuore per l'inculturazione dell'aspetto laicale del carisma.

In alcuni semestri, dal 2002 al 2006, insegnò Giornalismo alla Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione "Auxilium" al Corso di qualifica in Comunicazione educativa.

Suor Maria Trigila durante una conferenza stampa o evento giornalistico in Vaticano

Nel 2012 chiese di rientrare in Sicilia per motivi familiari e assunse il compito di direttrice nella comunità di Acireale, poi nuovamente a Roma e il 30 agosto 2014 direttrice a Catania dell'"Istituto Maria Ausiliatrice", sino al 2017, anno in cui morì la seconda moglie del padre. Dal 2018 è docente di Lettere al Liceo Classico "Scuola Don Bosco Villa Ranchibile" di Palermo. È volontaria nella Comunità di Sant'Egidio di Catania.

Incontri Significativi e Filosofia Comunicativa

Suor Maria ha incontrato Papa Francesco nel 2001, quando Bergoglio era stato appena eletto Cardinale a Buenos Aires. Insieme all’ispettrice del tempo, andò a salutarlo perché partecipava al Social Forum Mondiale in Brasile, a Porto Alegre. Lo volle incontrare perché le incuriosiva conoscere un prelato che avesse aderito alla Teologia della liberazione. E lui era un testimone della frase “prendersi cura” degli ultimi. Scambiarono alcune battute; suor Maria gli portava i saluti della Madonnina delle Lacrime e lui rispose: “Questa Madonna è la sua protettrice, la sua confidente, la sua mamma. Dal suo sguardo capisco che lei la ama tanto. Continui a fidarsi della mamma del cielo”.

Lo rincontrò durante il XXIV Capitolo Generale e la sua memoria non aveva cancellato la sua fisionomia. La guardò con ammirazione e le disse: “Lei è la giornalista della notizia che nasce dal silenzio delle foreste. Sembra che nessuno ascolti, perché il mondo è sordo. Ma lei non si stanchi di vivere sempre la verità”. Riebbi così la fortuna di fissarlo negli occhi. Nella sua permanenza a Roma, frequentava assiduamente la Sala Stampa ed anche gli eventi ecclesiali. Ha sempre seguito con molto interesse le sue intuizioni e dichiarazioni in particolare sulla questione femminile e sulla reciprocità religiosi e religiose nella vita consacrata. A partire dall’affermazione di una sua parola “sororitas” ha approfondito il concetto di reciprocità con la parola davda “sororifrater”.

Don Bosco diceva che in ogni giovane c'è un punto accessibile al bene, ed io questo punto l'ho trovato nello strumento della scrittura quale parola parlante. Una parola capace di mediare i valori del rispetto, della dignità, della verità, della pace. «Ecco, sono molto felice perché nella scrittura ho trovato il mio modo per dire amore, per dire Dio nelle sensazioni del mio animo», ha affermato suor Maria.

Riconoscimenti e Premi

Premio Internazionale "Fontane di Roma"

Il Premio Internazionale “Fontane di Roma”, giunto alla 41ª edizione, riconosce a suor Maria Trigila una duplice fedeltà: alla professione e alla missione. La cerimonia si terrà il 21 novembre 2025 nella prestigiosa Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. A condurre l’evento saranno Benito Corradini, ideatore e anima storica dell’iniziativa, e la dottoressa Daniela de Feo, ginecologa e divulgatrice impegnata da anni nella promozione della salute femminile.

Accanto a suor Maria, riceveranno il riconoscimento anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli, rappresentanti della stampa estera e nazionale, artisti di fama come Gaia Zucchi e Ginevra Barboni, figure del mondo della salute e dell’educazione, imprenditori innovativi e diplomatici accreditati in Italia.

Premio "FAIR PLAY for LIFE"

Il 23 giugno 2023 a Roma, presso il Salone d’Onore del CONI, suor Maria Trigila, Figlia di Maria Ausiliatrice dell’Ispettoria sicula Madre Maddalena Morano (ISI), nell’ambito dell’iniziativa “FAIR PLAY for LIFE”, è stata premiata dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play. Il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, nato nel 1994 e presieduto da Ruggero Alcanterini, è un’associazione benemerita del CONI, membro del Comitato Internazionale e del Movimento Europeo Fair Play, che sostiene i comportamenti etici da parte della società civile quale importante motore di sviluppo per il rilancio dell’economia italiana.

La Cerimonia si è svolta con il patrocinio del CONI e di Sport e Salute, in collaborazione con ACSI - Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero presieduta da Antonino Viti, e il supporto dell’Associazione Culturale Occhio dell’Arte APS. Numerosi sono stati i riconoscimenti assegnati a professionisti e rappresentanti del mondo militare, artistico e giornalistico in vari ambiti: Arte, Informazione, Spettacolo, Sport e Società. Suor Maria Trigila ha ricevuto il premio nella sezione Società, come insegnante, per aver fatto dell’educazione alla verità uno dei capisaldi del suo insegnamento. Da diversi anni, insegna italiano presso la Scuola Don Bosco Villa Ranchibile di Palermo, dei Salesiani di Don Bosco dell’Ispettoria San Paolo (ISI) e ai detenuti delle carceri.

Testimonianza di Suor Maria Trigila (2), delegata mondiale dal 1988 al 2012.

Suor Maria ha dedicato il Premio a Madre Antonia Colombo - 8a Superiora generale dell’Istituto FMA, mancata nel 2019 - perché, ha detto: “Madre Antonia Colombo mi ha accompagnata a saper coniugare: senso di responsabilità, passione educativa, rispetto della dignità della persona, insegnandomi che il filo rosso che unisce i tre valori è la gioia del dono. Nel mio insegnamento cerco di trasmettere con semplicità quanto mi è stato testimoniato. E questo sia con i giovani del liceo classico sia con quei giovani feriti nell’animo per vari motivi, che vivono in una situazione detentiva. In verità, il Premio dovrebbe essere consegnato a Don Bosco e a Maria Domenica Mazzarello, che hanno posto nelle nostre mani un Carisma educativo alla cui base c’è l’ottimismo, la gioia interiore, l’attenzione e la cura della persona”.

A completare il messaggio è stato poi don Pasquale Sanzio, SDB, Economo del Ranchibile, chiamato da suor Maria a testimonianza di un lavoro educativo-pastorale nella Scuola pensato e svolto insieme tra FMA e Salesiani. Don Pasquale ha detto che la lealtà, l’onestà, la giustizia e pace sono tutti elementi del Sistema Preventivo di Don Bosco, il quale diceva che la più bella parola uscita dalle mani di Dio è la gioia.

Nel corso della mattinata - a cui erano presenti la Direttrice della Comunità Maria Ausiliatrice della Casa generalizia FMA, suor Carla Castellino, con una rappresentanza di FMA, suor Mara Tagliaferri, Presidente del CIOFS Nazionale e suor Francesca Scibetta, Referente Nazionale delle Polisportive Giovanili Salesiane (PGS) - si sono susseguite ai Premi esibizioni della Banda dell’Esercito Italiano e testimonianze. Tra i temi affrontati, le regole corrette dell’informazione, la lotta alla mafia a partire dall’insegnamento scolastico - con la visione del cortometraggio “La verità vive”, opera dei ragazzi della Scuola Don Bosco Villa Ranchibile, la tutela della salute e la lotta al doping. Durante la cerimonia, suor Maria è stata nuovamente chiamata dalla giornalista della Sala stampa Estera, Lisa Bernardini, conduttrice dell’evento, a lanciare un messaggio ai giovani. Richiamando il valore comunicativo della reciprocità insegnatole da Madre Antonia, ha ribadito che la linea e il punto di incontro tra giovani e docenti sta innanzitutto nell’ascolto e nel dialogo.

Tematiche e Interessi

Suor Maria Trigila si interessa profondamente di informazione religiosa, questione femminile e letteratura. Le sue aree di studio e intervento includono:

  • La donna: memoria e attualità
  • Per un terzo millennio firmato donna
  • Lettere di donne ai giornali
  • Letteratura al femminile
  • Figure come Suor Giuseppina Barbanti e Nino Savarese
  • Il tema del "Compagno Covid"
  • Prospettive come "Girovagando con occhi di donna"
  • Percorsi di Editoria religiosa e altro
  • Sezione monografica su Maddalena Morano e il servizio alla catechesi parrocchiale

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