Fontane e Opere Scultoree dell'Abbazia di San Martino delle Scale

L'Abbazia di San Martino delle Scale, un aggregato monumentale ubicato nell'omonima frazione di Monreale, vanta un passato glorioso e origini molto antiche. Sebbene l'antica tradizione che la vuole fondata da Papa Gregorio Magno intorno al 573 sia priva di fonti attendibili, la sua storia documentata inizia nel 1347, con l'atto di fondazione redatto dalla cancelleria dell'arcivescovo di Monreale Don Emanuele Spinola. Tra i sei monaci benedettini inviati dal monastero di San Nicola, spicca il nome del fondatore, il beato Angelo Sinisio, eletto primo abate di San Martino il 26 luglio 1352.

Nel corso dei secoli, l'abbazia ha subito numerosi rimaneggiamenti e ampliamenti, in particolare nel XVI e XVIII secolo, che ne hanno plasmato l'attuale struttura a quadrilatero estesa per circa 20.000 metri quadrati. Questo sviluppo architettonico ha dato origine a opere monumentali e ha arricchito il complesso con significative testimonianze artistiche, tra cui spiccano alcune fontane e complessi scultorei.

Il Chiostro di San Benedetto e la sua Fontana

Il monastero di San Martino è strutturato come un quadrilatero diviso in quattro settori da due corridoi, frutto di una serie di interventi talvolta molto invasivi sulle strutture preesistenti realizzati nel XVI e nel XVIII secolo. Tra le aree più interessanti vi è il Chiostro di San Benedetto, comunemente chiamato così per via della statua del santo che si erge al centro della struttura. Realizzato a partire dal 1612, in più riprese, esso sorge nell'area dove precedentemente esisteva un altro chiostro di modeste dimensioni. Il chiostro, cuore del cenobio e luogo prediletto per la meditazione, collega tra loro il dormitorio, il refettorio, l'aula capitolare, la dispensa e le officine. La parte più antica è il deambulatorio realizzato dall'architetto Giulio Lasso nel 1612, con l'utilizzo di 36 colonne di marmo bianco.

Chiostro di San Benedetto dell'Abbazia di San Martino delle Scale con fontana centrale

Al centro del Chiostro di San Benedetto si può ammirare una fontana sormontata dalla magnifica statua di San Benedetto, in pietra con testa e mani in marmo bianco, realizzata nel 1728 dallo scultore Giuseppe. A fianco della statua, due angeli mostrano in due lapidi marmoree il programma benedettino. Questa fontana è un punto focale che aggiunge valore estetico e spirituale all'ambiente destinato alla meditazione.

La Monumentale Fontana dell'Oreto e le Sculture di Ignazio Marabitti

Lasciando la chiesa e seguendo un grande corridoio all'aperto che termina in corrispondenza del campanile, si accede al nucleo più antico del convento. In questa zona si può ammirare il complesso scultoreo del palermitano Ignazio Marabitti che rappresenta "il fiume Oreto", noto come la Fontana dell’Oreto. Quest'opera monumentale è una delle espressioni artistiche più significative dell'abbazia.

Complesso scultoreo del fiume Oreto all'Abbazia di San Martino delle Scale, opera di Ignazio Marabitti

Sempre di Ignazio Marabitti, nella facciata principale che si apre con il portone che immette nel vestibolo (una struttura coperta sostenuta da 16 colonne in marmo), in fondo di fronte alla porta, si ammira una statua in marmo bianco raffigurante san Martino di Tours nell’atto di dividere il suo mantello con un povero. Questi elementi scultorei, insieme alla fontana, testimoniano la ricchezza artistica e la committenza dell'abbazia nel XVIII secolo.

Altre Opere Idrauliche e Contributi Artistici

Tra le altre opere degne di nota, l'ambiente insieme alla Fontana nel chiostro detto Cortile dei Marmi, compresi nel recinto monasteriale, sono opere dell'architetto Giovanni Biagio Amico. Questo suggerisce una pluralità di interventi idraulici e scultorei che hanno arricchito i vari spazi del monastero nel corso dei secoli.

L'Abbazia di San Martino delle Scale raggiunse il suo massimo sviluppo alla fine del XVIII secolo, grazie all'opera di Venanzio Marvuglia che nel 1772 venne incaricato del progetto e della direzione dei lavori di ammodernamento. Il monastero ospita al suo interno uno dei cori lignei più belli d’Italia, prezioso esempio della fioritura manierista della fine del XVI secolo, commissionato ai napoletani Ferraro e Vigliante. L'organo, cinquecentesco, restaurato e ripristinato, è tra i più armoniosi e potenti di quelli ancora funzionanti in Sicilia. Al suo interno si possono ammirare tele di Pietro Novelli, Filippo Paladini, Zoppo di Gangi, Paolo de Matteis, Stomer e altri fiamminghi, oltre a raffinati marmi.

Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale. Monreale. Palermo

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