Medjugorje: La Chiesa Valuta i Frutti Spirituali senza Dichiarare la Soprannaturalità

A 43 anni dall’inizio delle «apparizioni» di Medjugorje, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha completato un lungo discernimento ecclesiale, culminato in una nota dal titolo “La Regina della Pace”. Questo documento, approvato da Papa Francesco il 28 agosto e diffuso il 19 settembre 2024, non si pronuncia sulla soprannaturalità dei fenomeni, ma si focalizza sui loro abbondanti frutti spirituali, autorizzando i fedeli a dare prudente adesione e promuovendo il culto pubblico.

Foto panoramica del santuario di Medjugorje con pellegrini

Il "Nihil Obstat" della Santa Sede e il Suo Significato

La decisione del Vaticano si concretizza in un "nihil obstat", una formula tradizionale della Santa Sede che autorizza i pellegrinaggi e il culto pubblico. «Tramite il nihil obstat circa un evento spirituale, i fedeli sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione». Sebbene questo non implichi una dichiarazione del carattere soprannaturale del fenomeno in parola, e ricordando che i fedeli non sono obbligati a credervi, il nulla osta indica che questi ultimi possono ricevere uno stimolo positivo per la loro vita cristiana attraverso questa proposta spirituale.

Questa determinazione è stata possibile in quanto si è potuto registrare che, in mezzo a un'esperienza spirituale, si sono verificati molti frutti positivi e non si sono diffusi nel Popolo di Dio effetti negativi o rischiosi. La valutazione degli abbondanti e diffusi frutti tanto belli e positivi non implica dichiarare come autentici i presunti eventi soprannaturali, ma soltanto evidenziare che in mezzo a questo fenomeno spirituale di Medjugorje lo Spirito Santo agisce fruttuosamente per il bene dei fedeli. Pertanto, si invita ad apprezzare e condividere il valore pastorale di questa proposta spirituale.

Le nuove norme approvate a maggio consentono non solo un semplice “sì” o “no” circa la soprannaturalità, ma anche un ventaglio di differenti risposte, e il Dicastero ha scelto il grado più alto di giudizio possibile, il "nulla osta", che non era affatto scontato.

I Frutti Spirituali Riconosciuti

I luoghi legati al fenomeno Medjugorje sono meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. «Un effetto immediato attorno ai fenomeni di Medjugorje è stato il grande e crescente numero di devoti in tutto il mondo e le numerose persone che vi si recano in pellegrinaggio dalle più variegate provenienze». I frutti positivi si rivelano soprattutto come la promozione di una sana pratica di vita di fede, d’accordo con quanto presente nella tradizione della Chiesa. Questo, nel contesto di Medjugorje, riguarda sia coloro che erano lontani dalla fede sia coloro che fino a quel momento avevano praticato la fede in modo superficiale.

Le Evidenze della Trasformazione Spirituale

La specificità del luogo consiste in un gran numero di tali frutti:

  • Le abbondanti conversioni e il frequentissimo ritorno alla pratica sacramentale (Eucarestia e Riconciliazione).
  • Le numerose vocazioni alla vita presbiterale, religiosa e matrimoniale, nonché l’approfondimento della vita di fede.
  • Una più intensa pratica della preghiera.
  • Molte riconciliazioni tra coniugi e il rinnovamento della vita matrimoniale e familiare.
  • Numerosissime guarigioni.

Occorre menzionare che tali esperienze avvengono soprattutto nel contesto del pellegrinaggio ai luoghi degli eventi originari piuttosto che durante gli incontri con i “veggenti” per presenziare alle presunte apparizioni. A Medjugorje le persone si recano soprattutto per rinnovare la propria fede piuttosto che in ragione di precise richieste concrete; è registrata persino la presenza di gruppi di cristiani ortodossi e di musulmani. Molti fedeli hanno scoperto la loro vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata proprio in questo contesto.

Il Messaggio di Pace e Conversione

Fra gli aspetti centrali dell’esperienza spirituale del santuario bosniaco vi è anzitutto il dono della pace. Il titolo più originale con cui Maria si presenta è «Regina della pace». La pace è intesa non soltanto come assenza di guerra ma anche in un senso spirituale, familiare e sociale. La Vergine avrebbe detto: «Io mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire a tutti che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. Soltanto in Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace. Perciò chiedo la conversione» (16.06.1983). Questa pace è frutto della carità vissuta, e «implica pure l’amore per quelli che non sono cattolici», un aspetto che si comprende meglio nel contesto ecumenico e interreligioso della Bosnia, segnato da una terribile guerra con forti componenti religiose, come accaduto anche in Ucraina.

Centrale è anche la chiamata alla conversione, ad abbandonare uno stile di vita mondano e un eccessivo attaccamento ai beni terreni. Emerge con frequenza l’invito all’abbandono fiducioso in Dio che è amore: «Possiamo riconoscere un nucleo di messaggi nei quali la Madonna non pone sé stessa al centro ma si mostra pienamente orientata verso la nostra unione con Dio».

Maria Sottomessa a Cristo

A Medjugorje «l’intercessione e l’opera di Maria appaiono chiaramente sottomesse a Gesù Cristo come autore della grazia e della salvezza in ogni persona. Maria intercede, ma è Cristo chi ci dà la forza». Pertanto, tutta la sua opera materna consiste nel motivarci ad andare verso Cristo: «Lui vi darà la forza e la gioia in questo tempo. Io vi sono vicina con la mia intercessione» (25.11.1993). Nei messaggi si ritrova poi «un costante invito ad abbandonare uno stile di vita mondano e un eccessivo attaccamento ai beni terreni con frequenti inviti alla conversione, che fa diventare possibile la vera pace nel mondo». Vi è anche una «insistente esortazione a non sottovalutare la gravità del male e del peccato e a prendere molto sul serio la chiamata di Dio a lottare contro il male e contro l’influsso di Satana», indicato come origine dell’odio, della violenza e della divisione.

Molti messaggi invitano anche a riconoscere l’importanza di chiedere l’aiuto dello Spirito Santo: «La gente si sbaglia quando si rivolge unicamente ai santi per chiedere qualcosa. L’importante è pregare lo Spirito Santo perché scenda su di voi. Avendolo si ha tutto» (21.10.1983).

Chiarimenti e Punti Critici sui Messaggi

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha anche evidenziato la necessità di chiarire alcune possibili confusioni per evitare che «questo tesoro di Medjugorje sia compromesso» e che «gruppi minoritari distorcano la preziosa proposta di quest’esperienza spirituale».

Imprecisioni Teologiche e Interessi Non Legittimi

Se si leggono parzialmente alcuni messaggi, essi possono apparire «connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi», anche se qualche errore può non essere «dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno». In alcuni casi, «la Madonna sembra mostrare una qualche irritazione perché non sono state seguite alcune sue indicazioni; avverte così su segni minacciosi e sulla possibilità di non apparire più».

Tuttavia, altri messaggi offrono una giusta interpretazione: «Quelli che fanno predizioni catastrofiche sono falsi profeti. Essi dicono: “In tale anno, in tale giorno, ci sarà una catastrofe”. Io ho sempre detto che il castigo verrà se il mondo non si converte. Perciò invito tutti alla conversione» (15.12.1983).

Ci sono poi messaggi per la parrocchia nei quali la Madonna sembra desiderare un controllo su dettagli del cammino spirituale e pastorale, «dando così l’impressione di volersi sostituire agli organismi ordinari di partecipazione». L’insistenza diventa più problematica quando i messaggi «si riferiscono a richieste di improbabile origine soprannaturale, come quando la Madonna impartisce degli ordini circa date, posti, aspetti pratici, e prende decisioni su questioni ordinarie».

La stessa Madonna, in altri messaggi, relativizza i propri dettami sottomettendoli al valore della Parola rivelata nella Scrittura: «Non andate in cerca di cose straordinarie, ma piuttosto prendete il Vangelo, leggetelo e tutto vi sarà chiaro» (12.11.1982); «Perché fate tante domande? Ogni risposta è nel Vangelo» (19.09.1981); «Non credete alle voci menzognere che vi parlano di cose false, di una falsa luce. Voi, figli miei, tornate alla Scrittura!» (02.02.2018).

Nella Nota si indicano come problematici quei messaggi che attribuiscono alla Madonna le espressioni “il mio piano”, “il mio progetto”, che «potrebbero confondere. In realtà, tutto quanto Maria compie è sempre al servizio del progetto del Signore e del suo piano divino di salvezza». Allo stesso modo, non bisogna erroneamente «attribuire a Maria un posto che è unico ed esclusivo del Figlio di Dio fatto uomo». Il Dicastero per la Dottrina della Fede sottolinea invece un messaggio che può essere considerato una sintesi della proposta del Vangelo attraverso Medjugorje: «Desidero avvicinarvi sempre di più a Gesù e al suo cuore ferito» (25.11.1991).

Il cardinale Víctor Manuel Fernández ha ribadito che i messaggi di Medjugorje sono da considerarsi «presunti messaggi» della Madonna: «Non accogliamo questi messaggi come rivelazioni private perché non abbiamo la certezza che siano messaggi della Madonna ma li accogliamo come testi edificanti che possono stimolare una bella esperienza spirituale». Ha anche precisato che «i messaggi vanno letti nel loro insieme» e che «se ci saranno messaggi futuri, dovranno essere valutati e approvati per la loro pubblicazione. Fino a quando non saranno approvati, si sconsiglia ai fedeli di considerarli come testi edificanti».

Il Ruolo dei Presunti Veggenti

La Nota precisa che le conclusioni «non implicano un giudizio circa la vita morale dei presunti veggenti» e che «i doni spirituali non esigono necessariamente la perfezione morale delle persone coinvolte per poter agire». Tuttavia, si sottolinea che i pellegrinaggi «non si fanno per incontrarsi con i presunti veggenti, ma per avere un incontro con Maria, Regina della Pace» e «per incontrare Cristo».

Nel corso della storia, non sono mancate critiche nei confronti dei veggenti, la cui vita non sempre è apparsa esemplare o priva di virtù eroiche; nessuno di essi è diventato prete o suora. Pesa in particolare la vicenda di p. Tomislav Vlasic, che ha accompagnato per qualche anno i veggenti e che, in seguito, si è dimesso dal ministero per comportamenti immorali. I sostenitori indicano che questa vicenda non ha nulla a che vedere con gli eventi.

Infografica sulla cronologia delle commissioni vaticane su Medjugorje

La Lunga Storia del Discernimento Ecclesiastico

«È arrivato il momento di concludere una lunga e complessa storia attorno ai fenomeni spirituali di Medjugorje. Si tratta di una storia in cui si sono susseguite opinioni divergenti di Vescovi, teologi, commissioni e analisti». La complessa vicenda di Medjugorje è stata oggetto di numerosi esami da parte delle autorità ecclesiastiche.

Dalle Prime Reazioni ai Vescovi Locali

Le presunte apparizioni iniziano il 24 giugno 1981. Mons. Pavao Žanić, allora vescovo di Mostar-Duvno, inizialmente convinto che i veggenti «non mentissero», inviò una relazione a Roma manifestando successivamente «fortissimi dubbi». Il suo successore, mons. Ratko Periċ, chiese a Giovanni Paolo II di istituire una commissione per un verdetto definitivo.

La Conferenza episcopale iugoslava approvò una dichiarazione restrittiva circa le apparizioni e i pellegrinaggi. Nel 1986, la commissione diocesana sentenziò (11 contro 4) «Non constat de supernaturalitate». La Congregazione per la Dottrina della Fede riaprì il caso e chiese un nuovo esame dalla conferenza episcopale, che nel 1991 emise la «dichiarazione di Zadar (Zara)»: «Non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali». Nel 1998, la Congregazione permise i pellegrinaggi privati a condizione che non si dichiarasse Medjugorje «luogo di apparizioni autentiche».

Le Commissioni di Studio e la "Commissione Ruini"

Benedetto XVI istituì la «commissione Ruini», che lavorò dal 2008 al 2014. Essa concluse sostenendo l’affidabilità delle prime apparizioni e l’incerta definizione per quelle successive, concludendo con l’autenticità e soprannaturalità della devozione del santuario bosniaco. Tredici voti furono a favore del riconoscimento, uno contrario e uno si astenne. Non si possono ignorare anche le posizioni critiche, a partire dai vescovi locali e dalle commissioni diocesane già ricordati. Il mariologo Manfred Hauke, ad esempio, si è espresso contro gli eventi del santuario denunciando elementi come l’asserita nascita della Vergine il 5 agosto del 16 a.C. Alcuni dei messaggi hanno avuto il sapore del sincretismo religioso. Anche il visitatore H. Hoser ha denunciato nel 2018 la presenza della mafia nel territorio, sebbene questo nulla abbia a spartire con le visioni.

L'Atteggiamento dei Papi

  • Giovanni Paolo II: Ha manifestato un atteggiamento positivo e intendeva passare a Medjugorje nel suo viaggio apostolico a Sarajevo del 1995, ma l’opposizione del vescovo locale fece saltare la visita.
  • Benedetto XVI: Guardava con simpatia agli eventi del luogo mariano e apprezzava i frutti benefici per i pellegrini. Faceva notare che molti dei santuari più rinomati non avevano origine meno discusse degli eventi a Medjugorje.
  • Papa Francesco: Il suo atteggiamento è più frastagliato. Da un lato, la sua attenzione e consenso alla pietà popolare e al sensus fidei del popolo di Dio lo pongono su un terreno assai prossimo alle richieste della Madonna. Dall’altro, si è mostrato critico per il sistema di orari delle apparizioni e la dimensione precettiva di alcuni messaggi, come quando la Vergine «dà ordini circa date, posti, aspetti pratici, prende decisioni su questioni ordinarie che si dovrebbero discernere in comunità». Tuttavia, è anche il Papa che prende sul serio le conclusioni sostanzialmente positive della «commissione Ruini», che nomina gli inviati speciali (mons. H. Hoser e mons. A. Cavalli) e che, nel 2019, dispone: «È possibile organizzare pellegrinaggi ma non è l’autenticazione delle apparizioni».

Il cardinale Fernández ha commentato: «Dio, nei suoi misteriosi disegni ha trovato un modo di far scorrere un fiume di bene». Ha ribadito: «assolutamente sufficiente il “nihil obstat” e non c’è bisogno di andare oltre. Dite ai fedeli: potete pregare, il culto è pubblico, si possono fare pellegrinaggi e questi messaggi si possono leggere».

Prospettive Future e Orientamenti Pastorali

«Il nihil obstat non risolve né chiude tutto per il futuro. È una determinazione aperta agli sviluppi nel tempo e nello spazio». Nel caso dei veggenti, si tratta di persone sposate con figli, gente che lavora nella società, persone che vivono in mezzo al mondo sottoposte a tentazioni come tutti gli altri, e non protette dal contesto religioso di un convento.

Il Dicastero invita infine chi si reca a Medjugorje «ad accettare che i pellegrinaggi non si fanno per incontrarsi con i presunti veggenti, ma per avere un incontro con Maria, Regina della Pace» e, fedeli all’amore che lei prova verso il Figlio, «per incontrare Cristo e ascoltarlo nella meditazione della Parola, nella partecipazione all’eucaristia e nell’adorazione eucaristica».

Ferma restando la potestà di ogni vescovo diocesano di prendere decisioni prudenziali nel caso vi siano persone o gruppi che «utilizzando inadeguatamente questo fenomeno spirituale, agiscano in un modo sbagliato».

Medjugorje: Il Vaticano si Pronuncia - La Verità sulle Apparizioni Mariane

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