Il Giubileo Straordinario della Misericordia, voluto da Papa Francesco, ha rappresentato un evento senza precedenti nella storia della Chiesa, distinguendosi per la sua natura "diffusa" e per un profondo messaggio incentrato sull'inclusione e la carità.
Un Anno Santo Rivoluzionario: il "Giubileo Diffuso"
Il Giubileo della Misericordia è stato il primo Giubileo "diffuso" della storia, celebrato non solo a Roma ma in ben 2898 diocesi in tutto il mondo. Questa innovazione ha permesso ai fedeli di onorare l'Anno Santo senza doversi necessariamente recare a Roma, potendo festeggiare la ricorrenza in oltre 10 mila Porte Sante aperte nei cinque continenti.
Le Porte Sante erano sparpagliate dall'estremo Nord all'Equatore, dal santuario sulle montagne alla tenda nel deserto, dalla cattedrale modernissima al monastero medievale. Un esempio significativo è stato una Porta Santa minimalista in Georgia, formata solo da un uscio e uno stipite, collocata in un'area edificabile in attesa dei permessi burocratici per la costruzione della chiesa.
L'apertura di questo Giubileo è avvenuta in un luogo simbolo: Papa Francesco aveva aperto l'Anno Santo dalla porta della cattedrale di Bangui, in Centrafrica, un portoncino di legno "scalcinato e ancora fresco di vernice". Questo gesto, compiuto il 29 novembre 2015, ha simboleggiato una soglia "poverissima e potente, capace di schiudere la Chiesa a un anno di riflessioni sulla misericordia", un concetto ampio e inesplorato, posto al centro delle preghiere di una moltitudine di fedeli in ogni chiesa. Questo Giubileo "decentrato" ha rotto gli schemi tradizionali, portando il centro in periferia e ribaltando l'ordine delle cose, un cambiamento che si ritiene "difficile da cui tornare indietro".

I Numeri della Fede a Roma e nel Mondo
Il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione ha computato circa 10 mila Porte Sante in tutto il mondo, rendendo l'esperienza giubilare accessibile a milioni di persone localmente. Per quanto riguarda Roma, sono stati 20 milioni i pellegrini recatisi nella Capitale dall'8 dicembre 2015, data di inizio dell'Anno Santo. In confronto, il Giubileo del 2000 aveva registrato 25 milioni di fedeli.
L'atteso "effetto Giubileo", che tanto giovò alla città di Roma nel 2000, non si è ripetuto con la stessa intensità. In compenso, si è assistito a una forte mobilitazione nelle chiese locali, evidenziando il successo del modello "diffuso" voluto da Papa Francesco.
Il Messaggio di Papa Francesco: Misericordia e Inclusione
L'ultimo appuntamento in programma prima della cerimonia di chiusura della Porta Santa di San Pietro è stato dedicato da Papa Bergoglio a coloro che vengono "scartati dalla società": i senzatetto, i disgraziati, i malati psichici senza più nessuno, i disoccupati cronici e gli anziani abbandonati. Persone che il sistema fatica a vedere, diventate "fantasmi ai bordi" della società.
Nel fare un bilancio dell'anno speciale, la speranza di Bergoglio è stata condensata in una metafora: “l’acqua scorre via ma ci sono realtà preziose che rimangono, come una pietra pregiata in un setaccio. Che cosa resta, che cosa ha valore nella vita, quali ricchezze non svaniscono? Sicuramente due: il Signore e il prossimo. Queste due ricchezze non svaniscono! Questi sono i beni più grandi, da amare. Tutto il resto - il cielo, la terra, le cose più belle, anche questa Basilica - passa; ma non dobbiamo escludere dalla vita Dio e gli altri”.
Comunicazione e misericordia: il messaggio di Papa Francesco per Giornata comunicazioni sociali
Il Papa ha espresso profondo sdegno per l'esclusione di persone ritenute inutili, definendola una grave "sclerosi spirituale" quando l'interesse si concentra sulle cose da produrre invece che sulle persone da amare. Ha sottolineato la "tragica contraddizione" dei nostri tempi: "quanto più aumentano il progresso e le possibilità, il che è un bene, tanto più vi sono coloro che non possono accedervi. È una grande ingiustizia che deve preoccuparci, molto più di sapere quando e come sarà la fine del mondo. Perché non si può stare tranquilli in casa mentre Lazzaro giace alla porta; non c’è pace in casa di chi sta bene, quando manca giustizia nella casa di tutti”. Papa Francesco ha anche messo in guardia dai falsi messia, da chi specula sul dolore dipingendo un Dio capace di castigare, di vendicarsi e di perdonare poco, ricordando che la storia della Chiesa è ricca di esempi di persone che hanno sostenuto tribolazioni e sofferenze terribili con serenità, avendo la consapevolezza di essere saldamente nelle mani di Dio.
Tra gli eventi più importanti dell'Anno Santo c'è stata anche la proclamazione a santa di Madre Teresa di Calcutta, figura simbolo della carità e della misericordia nel Novecento.

Bilancio Organizzativo e Impatto sulla Città
Il Giubileo si è concluso con un bilancio complessivamente positivo, frutto di un impegno condiviso tra istituzioni, forze dell’ordine e volontari. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha affermato che il Giubileo è stato "un volano per Roma" senza compromettere la capacità di accoglienza turistica. Sul fronte della sicurezza, il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha espresso gratitudine alle forze dell’ordine e ai volontari, dichiarando: "Abbiamo garantito un anno sicuro e sereno, puntando sulla prevenzione e senza militarizzare la città. Sono stati chiusi B&B abusivi e monitorati gli arrivi grazie alla collaborazione con il Dicastero per l’Evangelizzazione".
Tuttavia, il bilancio organizzativo ha anche evidenziato alcune criticità. Oltre al mancato "effetto Giubileo" in termini di afflusso turistico eccezionale per Roma, si poteva fare di più sotto l'aspetto degli interventi infrastrutturali. Nel 2015, il Governo aveva stanziato 25 milioni di euro per un piano di interventi che avrebbe dovuto dar luogo a ben 146 progetti. A un anno di distanza dall'inizio del Giubileo, i cantieri terminati erano appena 42. Il Giubileo della Misericordia avrebbe potuto rappresentare un'occasione di miglioramento più incisivo e necessario delle condizioni della città.
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