Origini e vita dei medici anargiri
I santi Cosma e Damiano, celebrati tradizionalmente il 27 settembre, furono celebri medici originari di Egea, in Cilicia (nell’attuale Turchia). Nati intorno al 260 d.C., i due fratelli gemelli dedicarono la propria esistenza alla cura dei malati, esercitando la professione medica con straordinaria abilità. Poiché scelsero di non farsi retribuire né con denaro né con beni, in osservanza del precetto evangelico «Gratis accepistis, gratis date», furono soprannominati Anargyroi, termine greco che significa «senza argento» o «non mercenari».

Secondo le fonti, i due erano figli di Niceforo e di Teodota, una donna devota che curò la loro prima educazione cristiana. La loro attività non si limitava alla guarigione fisica: attraverso l'esempio e la parola, essi operavano un intenso apostolato, convertendo molti pagani al cristianesimo. La loro fama di taumaturghi si diffuse rapidamente in ogni luogo toccato dal cristianesimo, rendendoli figure leggendarie già durante la loro vita.
Il martirio e la tradizione delle spoglie
Durante le persecuzioni promosse dall’imperatore Diocleziano, Cosma e Damiano furono arrestati dal prefetto di Cilicia, Lisia. Sottoposti a atroci supplizi, secondo i martirologi vennero torturati più volte, resistendo miracolosamente a lapidazioni, fustigazioni e frecce, prima di essere infine decapitati insieme ai loro fratelli in Cristo, Antimo, Leonzio ed Euprepio, a Cirro, nei pressi di Antiochia.
Un episodio centrale nella loro agiografia riguarda la loro sepoltura. Si narra che Cosma, ancora risentito con Damiano per aver accettato tre uova da una contadina miracolosamente guarita (Palladia), avesse chiesto di essere sepolto separatamente dal fratello. Tuttavia, un cammello intervenne miracolosamente parlando e rivelando che Damiano aveva accettato il dono solo per carità, affinché la donna non si sentisse umiliata. Il prodigio recitava: «Nolite eos separare a sepoltura, quia non sunt separati a merito» (Non separateli nella sepoltura, poiché non sono divisi nel merito).

L'iconografia: il significato delle mani e degli attributi
Nell'iconografia sacra, Cosma e Damiano sono quasi sempre ritratti con attributi legati alla loro professione. Spesso indossano la mozzetta e tengono tra le mani una scatola da trocisci (piccoli preparati medicinali) da cui traggono medicamenti con lunghe pinze. Questo realismo iconografico sottolinea la loro natura di medici e chirurghi.
A Bologna e in altre città italiane, la loro immagine è stata storicamente legata non solo ai medici, ma anche ai barbieri, che nel passato fungevano da figure di supplenza per piccoli interventi di chirurgia, salassi ed estrazioni dentarie. La loro rappresentazione visiva, spesso presente in bandinelle o affreschi votivi, fungeva da garante di competenza e carità cristiana nella pratica terapeutica.

Diffusione del culto e basiliche dedicate
Il culto dei Santi Cosma e Damiano si consolidò rapidamente nel V secolo. A Roma, Papa Felice IV dedicò loro una celebre basilica nel VI secolo, costruita sui resti del Templum Romuli e della Bibliotheca Pacis, per contrastare il culto pagano dei gemelli Castore e Polluce. Ancora oggi, la basilica, arricchita da mosaici di inestimabile valore, rimane uno dei luoghi di pellegrinaggio più suggestivi della città.
| Luogo | Importanza del culto |
|---|---|
| Roma | Basilica dei Santi Cosma e Damiano (sito del Tempio di Romolo) |
| Firenze | Protettori della famiglia de' Medici |
| Bologna | Patroni di medici, filosofi e della Compagnia dei Barbieri |
A Firenze, il legame con la famiglia de' Medici fu profondo, tanto da commissionare numerose opere d'arte a maestri come il Beato Angelico, Donatello e gli allievi di Michelangelo, consolidando l'associazione tra la casata e i santi patroni dell'arte medica.