La Chiesa di Santa Maria Assunta a San Donaci: Un Patrimonio di Fede e Arte

Introduzione e Contesto Storico

Nel cuore di San Donaci, si erge la Chiesa di Santa Maria Assunta, un luogo di culto parrocchiale che incarna la storia e la cultura della comunità locale. Situata in Piazza Pio XII, la chiesa è indice di un’architettura sacra che riflette le tradizioni pugliesi.

Il nome di San Donaci, documentato già nel XII secolo, potrebbe derivare più verosimilmente proprio dall'atto del dono: "Donàtoci", abbreviato in "Donaci", con l'aggiunta di "san" per volontà degli amministratori arcivescovili e della devozione degli abitanti. San Donaci fu, come San Pancrazio, feudo degli Arcivescovi di Brindisi, cui fu donato dal re normanno Tancredi nel 1130.

Veduta esterna della Chiesa di Santa Maria Assunta a San Donaci, Piazza Pio XII

La Nascita della Chiesa Madre

L'Antica Cappella e la Funzione Cimiteriale

L'attuale configurazione della Chiesa di Santa Maria Assunta è frutto di un intervento di ricostruzione avvenuto sullo stesso sito di una più antica cappella. Scarse sono le notizie storiche sull’antica chiesa, dedicata a "Santa Maria Assunta in Cielo", la cui esistenza è attestata da fonti documentarie indirette già nella seconda metà del XVI secolo, senza escludere una preesistenza dell’edificio in epoca precedente.

L’antica chiesetta aveva anche una funzione cimiteriale, che in qualche maniera mantenne fino al 1867. In tale data, i resti esumati vennero portati nell’ipogeo del santuario di Santa Maria delle Grazie presso il cimitero. La dedicazione all'Assunta potrebbe rimandare a precedenze cultuali orientali, giustificabili con le modalità di popolamento dell'area. Un relitto dell'antica parrocchiale è l'altare in pietra leccese dedicato alla Madonna Addolorata.

La Necessità di una Nuova Costruzione (1883-1897)

Agli inizi dell’Ottocento, la precedente cappella doveva risultare in cattivo stato di conservazione e inidonea a far fronte all’aumento della popolazione del comune. Nella seconda metà del XIX secolo, allorché lo sviluppo demografico rese inadeguati per dimensioni gli edifici di culto (come nei vicini centri di Cellino San Marco e San Pancrazio Salentino), si pensò a un ampliamento della Matrice.

L'argomento fu più volte discusso in Consiglio Comunale tra il 1883 e il 1897. Il tecnico incaricato, l'ingegnere Raffaele D'Errico di Brindisi, che all’epoca dirigeva i lavori di restauro della chiesa "San Paolo" a Brindisi, a seguito dei primi sopralluoghi, accertò in modo definitivo nel 1897 che i muri della vecchia cappella erano pericolanti e, pertanto, non idonei per l’ampliamento.

La Ricostruzione e l'Inaugurazione (1897-1899)

Nei mesi che seguirono, il Consiglio Comunale deliberò per la costruzione di una nuova Chiesa Matrice, in sostituzione di quella che dal 1899 sarà la Chiesa della Madonna delle Grazie. Fu incaricato dei lavori il costruttore Candido Rampino di Trepuzzi, che iniziò le opere il 15 luglio 1897. Lo scavo delle fondamenta richiese l’abbattimento della vecchia chiesa, e le funzioni religiose furono temporaneamente trasferite nella Cappella di Santa Maria delle Grazie, presso il cimitero.

Dalle cave di San Pancrazio e Trepuzzi furono prelevati i conci di tufo e carparo. In soli 14 mesi furono completate le opere murarie e nel mese di settembre del 1899, dopo poco più di due anni, la Chiesa era ultimata. La sua larghezza corrispondeva alla lunghezza dell’unica navata della vecchia chiesa, che doveva avere ingresso pressoché corrispondente al portale laterale sull’attuale via Galilei. Non è dato sapere, dalle cronache, se nel corso dell’edificazione della nuova chiesa furono inglobate le vecchie strutture murarie di fondazione o gli ipogei che essa, con ogni probabilità, doveva possedere, attesa la documentata funzione cimiteriale.

Il 4 novembre 1899, furono sollevate le campane sul campanile, e il 21 novembre 1899 la chiesa venne inaugurata ufficialmente, come ricorda l’iscrizione sulla facciata:

PER VOTO UNANIME DEL POPOLO CREDENTE / AUSPICE / LA MUNICIPALE RAPPRESENTANZA / E MERCÈ SACRIFICI INGENTI / ALACREMENTE SOSTENUTI / IN UNO SLANCIO MAGNANIMO / DI FEDE E DI PIETÀ CRISTIANA / SULLE RUINE / DELL’ANTICA PARROCCHIALE CHIESA / NELLO SPAZIO DI UN BIENNIO / SORGEVA / QUESTO NUOVO TEMPIO / ED IL VENTUNO NOVEMBRE MILLEOTTOCENTONOVANTANOVE / SOLENNEMENTE INAUGURAVASI / TRA LA COMUNE SANTA ESULTANZA

La data del 1899, riportata sull'arco trionfale dell'abside, documenta il compimento dei lavori di costruzione della chiesa sorta inglobandone una più antica, con accesso da via Galilei, il cui Altare Maggiore si può pensare fosse sul sito in cui è ora quello dei Santi Medici.

Architettura e Caratteristiche Esterne

Lo Stile Tardo Neoclassico

La nuova chiesa madre, dedicata a Maria SS. Assunta, è stata costruita nel 1899 in stile tardo neoclassicista. Si presenta con un campanile a tre piani e una cupola, elementi che ne definiscono la silhouette distintiva.

La Maestosa Facciata

La facciata è tripartita da quattro lesene sormontate da capitelli corinzi. Il portale, decorato con rimandi manieristici, è sormontato da un timpano triangolare al cui centro è presente il tema della conchiglia, sviluppato con gusto rococò. Ai lati del portale si trovano due nicchie baroccheggianti.

Un classicheggiante cornicione marcapiano separa la parte inferiore da quella superiore, definita da un timpano triangolare e caratterizzata da un grande rosone centrale. La chiesa è stata edificata con orientamento ortogonale alla chiesa preesistente, occupando parte della piazza che fiancheggiava l'antica cappella.

Dettaglio della facciata della Chiesa Madre, evidenziando il portale e il rosone

L'Interno: Tesori d'Arte e Spiritualità

Struttura a Tre Navate e Decorazioni

L'interno, a tre navate, è decorato con stucchi eseguiti dalle stesse maestranze che avevano operato nella cattedrale di Ostuni. I visitatori possono ammirare una serie di opere d’arte, tra cui affreschi pregevoli e sculture classiche che testimoniano l’abilità degli artigiani locali.

Le Cappelle e gli Altari

Nella navata sinistra si trova la cappella del Santissimo Sacramento, con copertura a cupola in cui è raffigurata una colomba in rilievo e pitture parietali aventi a soggetto i quattro Santi Evangelisti. Sull'altare di questa cappella è esposto un olio su tela con la rappresentazione dell'Ultima Cena, realizzato dal sanvitese Antonio Epifani nel 1899.

Lungo la stessa navata sono disposti gli altari della Sacra Famiglia, con tela incorniciata con fregi in oro; dell'Addolorata, pertinente alla primitiva parrocchiale, la cui statua si segnala per il pregevole volto ligneo, attribuibile a una secentesca bottega veneta; e dei Santi Medici con statue dei titolari.

Sulla navata destra si trovano gli altari di San Vincenzo Ferrer, patrono di Sandonaci, sormontato da una tela d'analogo soggetto, e della Madonna Immacolata, la cui statua, realizzata nel 1964 dalla bottega Müssner di Ortisei, è ospitata in molte case sandonacesi in occasione della peregrinatio Mariae.

Affreschi e Vetrate Artistiche

La navata centrale ha come elemento terminale l'abside, sulla cui cupola Salvatore Murra ritoccò, tra il 1958 e il 1962, le preesistenti immagini di Santa Maria Assunta in cielo tra il coro festoso degli Angeli, Dio Padre nell'atto della creazione del mondo e dell'Ascensione di Gesù. Vi aggiunse due angeli: l'uno, a destra, reca in mano un giglio, l'altro, a sinistra, una pergamena in cui si legge: "Assumpta est Maria in coelum". Le tre vetrate istoriate che arricchiscono l'ambiente sono state realizzate dalla fiorentina ditta Mellini.

Interno della Chiesa di Santa Maria Assunta, evidenziando la navata centrale e l'abside con gli affreschi

NAPOLI - Il Duomo di Santa Maria Assunta

Arredi Sacri e Dettagli Storici

Il rivestimento di fondo dell'abside è in dogato di mogano, sul quale, al centro, è posto il Crocifisso ligneo scolpito dalla bottega Müssner di Ortisei. L'altare attuale, sostitutivo del precedente in cemento, costruito coram populo nello spirito del rinnovamento liturgico post-conciliare, fu consacrato il 5 agosto 1971. Sul paliotto è presente un mosaico realizzato dal veneziano Bruno Ortes con la raffigurazione, al centro, in un nimbo d'oro, di Gesù che istituisce il sacrificio eucaristico e, ai lati, le precedenze veterotestamentarie dei sacrifici di Abramo e dell'Agnello Pasquale, compiuto dal popolo di Dio guidato da Mosè.

Il coro ligneo, in particolare, rappresenta un capolavoro di intaglio che merita attenzione. La chiesa è dotata di candelabri in ferro battuto, realizzati nel 1973 dal prof. Luigi Lezzi di Monteroni, e di un ambone in marmo. Interessanti sono le due antiche acquasantiere, poste ai lati dell’ingresso, in graniglia di cemento, mentre più recenti sono le altre, in marmo bianco di Carrara, accostate all’ingresso.

Interventi e Studi Strutturali

Tra gli interventi che si sono succeduti a partire dal secondo dopoguerra, si richiamano quelli eseguiti nel periodo dal 1958 al 1962 dall’arciprete Don Angelo Catarozzolo. In quegli anni furono eseguiti lavori di riparazione delle coperture e delle murature che avevano manifestato i primi quadri fessurativi; inoltre, si chiusero le tombe ai piedi dell’altare dei SS. Medici, poiché ad esse furono attribuiti i dissesti che si erano palesati.

Il diffuso quadro di fessurazioni che presenta l’edificio appare complesso, stratificando fessurazioni vetuste (come quella sul prospetto laterale sinistro all’ammorsatura con la facciata principale, esistente già nel 1963) con un quadro fessurativo di modesta entità ma di più recente formazione. Almeno parte di tale quadro è dovuto a fenomeni di rotazione verso l’esterno delle murature d’ambito, in particolare evidente per la facciata principale e sui prospetti laterali.

Le Tradizioni Religiose

La Chiesa di Santa Maria Assunta è anche il cuore pulsante delle tradizioni festose di San Donaci. Ogni anno, si celebrano eventi religiosi significativi, tra cui la festa patronale in onore della Madonna Assunta, che si svolge il 15 agosto. Se sei in visita nel Salento, non perdere l’occasione di esplorare la Chiesa di Santa Maria Assunta a San Donaci, dove ogni angolo racconta una storia e ogni opera d’arte trasmette un’emozione.

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