«Spiritualmente l’evento della Pentecoste non appartiene solo al passato: la Chiesa è sempre nel Cenacolo, persevera nella preghiera, come gli apostoli insieme a Maria, Madre di Cristo, ed a coloro che in Gerusalemme costituivano il primo germe della comunità cristiana e attendevano, pregando, la venuta dello Spirito Santo». Queste parole racchiudono l'essenza del legame profondo tra la Chiesa e la terza persona della Santissima Trinità, un tema centrale nel magistero di San Giovanni Paolo II.

L'enciclica Dominum et Vivificantem
È nell'enciclica Dominum et vivificantem che Giovanni Paolo II ha rivelato l'importanza «dei sette doni» elargiti dallo Spirito, grazie ai quali «ogni genere di peccato dell’uomo può essere raggiunto dalla potenza salvifica di Dio». Per il Pontefice, la dottrina sullo Spirito non è un'astrazione teologica, ma una realtà viva che interpella ogni credente:
- Lo Spirito Santo è la Persona-Dono, capace di donarsi e di consegnarsi all'uomo.
- Egli è il Maestro interiore che guida la Chiesa verso la verità tutta intera.
- La sua azione è dinamica: rende fecondo il tempo della Chiesa e ne corrobora la testimonianza.
La preghiera allo Spirito Santo
Un aspetto intimo della spiritualità di Karol Wojtyła riguarda la preghiera allo Spirito Santo, che imparò da suo padre all'età di undici anni e che recitò ogni giorno della sua vita. Si tratta di un'invocazione che ogni fedele è chiamato a fare propria:
«Spirito Santo, ti domando il dono della Sapienza, per una migliore comprensione di te e delle tue divine perfezioni. Ti domando il dono dell’Intelletto, per una migliore comprensione dello spirito dei misteri della santa fede. Dammi il dono della Scienza, perché io sappia orientare la mia vita secondo i principî di codesta fede. Dammi il dono del Consiglio, perché in ogni cosa io possa cercare consiglio presso di te e trovarlo sempre presso te. Dammi il dono della Fortezza perché nessuna paura o considerazione terrestre possa strapparmi a te. Dammi il dono della Pietà perché io possa sempre servire la tua maestà divina con amore filiale».

Il vento dello Spirito nella vita del Papa
Giovanni Paolo II amava ripetere le parole di Gesù a Nicodemo: «Il vento soffia dove vuole». Molti fedeli hanno ricordato questa immagine il venerdì 8 aprile 2005, quando, durante i funerali in Piazza San Pietro, un vento vigoroso sfogliava le pagine dell’Evangeliario deposto sulla sua bara.
Il Papa, che nel suo lungo pontificato ha proclamato 1.338 Beati e 482 Santi, ha sempre esortato i giovani a non temere: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!». Per Wojtyła, la pace può essere soltanto il frutto di un cambiamento spirituale, che inizia nel cuore di ogni essere umano e si diffonde attraverso le comunità.
Invito alla vita spirituale
Nel messaggio per la XVII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, il Papa rivolgeva un invito accorato ai giovani: «Lasciate che la forza dello Spirito Santo agisca in voi e vi ispiri le scelte giuste nella vostra vita. Se siete costanti nella preghiera quotidiana e nella partecipazione domenicale alla Messa, il vostro amore per Gesù crescerà».
Il legame tra preghiera e Spirito Santo è indissolubile: «Quando noi preghiamo, è perché lo Spirito Santo suscita in noi la preghiera nel cuore. Senza la preghiera, la vostra fede e il vostro amore moriranno».