La Parrocchia di Caldana, Grosseto: Storia, Arte e Informazioni Utili

Introduzione e Cenni Storici di Caldana

Le prime notizie della parrocchia di Caldana risalgono al XII secolo, come attesta l’Istrumento del vescovo Bernardo di Roselle, con il quale concedette Caldana in enfiteusi ai monaci benedettini di S. Bartolomeo di Sestinga.

Emanuele Repetti nel suo Dizionario storico-fisico della Toscana cita il castello di Caldana come sito "piccolo ... ma di notevole interesse storico". Il castello era descritto "con tre baluardi e una sola porta, di forma quadrilunga diviso da tre strade parallele con un sottoborgo".

La storia di Caldana è stata segnata da importanti vicende feudali e politiche. Nel 1433 Caldana venne acquistata all'asta indetta dallo Spedale di S. Maria della Scala da Pietro Antonio di Mariano di Scarlino. Fu in seguito nuovamente devastata nel 1455 da Iacopo Piccinino e "distrutta" nel documento da Mariano di Michele di Antonio di Scarlino. Siena in quegli anni era scossa da lotte fra fazioni politiche e Caldana fu di nuovo distrutta.

Queste a grandi linee le vicende storiche di Caldana fino alla data di importanza fondamentale nel destino del futuro tempio di S. Biagio: il 19 agosto 1558, quando la Repubblica di Siena era caduta. In quel periodo, gli Austini, una famiglia che recuperò molti castelli, tra cui Caldana, che parteciparono alle sommosse, ricostruirono il castello e vi ricondussero gli abitanti per ripopolare la fortezza, offrendo gratuitamente una casa ad ogni famiglia.

Il Granduca Pietro Leopoldo nel 1789 acquistò dal feudatario l'intero territorio di Caldana per elargirlo, dopo la liberazione del terzo del prezzo, agli abitanti del paese.

La Chiesa Parrocchiale di San Biagio Vescovo

Architettura e Caratteristiche Artistiche

La chiesa di S. Biagio presenta una facciata che rappresenta un notevole esempio di architettura tardorinascimentale. Alcuni studiosi ne hanno ipotizzato l’attribuzione ad Antonio da Sangallo il Vecchio, per le analogie stilistiche riscontrate con la chiesa di San Biagio a Montepulciano. È certo che dell’originaria chiesa, risalente al XIII secolo, restano solo la facciata e l’abside.

L’attuale chiesa fu fatta costruire dalla famiglia Austini, feudataria del castello di Caldana. Si dice che la chiesa di S. Biagio sia già stata oggetto artistico fin dalla sua progettazione, un'apparecchiatura scenica, simbolo di un periodo storico che in Maremma non è quasi mai rappresentato, dove si respira l'aria delle corti di Roma e Firenze. Il tempio del SS. Crocifisso dedicato a S. Biagio è stato realizzato da grandi tecnici: Gerolamo Genga, Nanni Ughero e i Sangallo.

L'architettura della chiesa rivela elementi classici di metope e triglifi identici nel disegno a quelli del fregio interno del S. Biagio di Montepulciano. Le nicchie del tamburo della cupola sono identiche a quelle presenti nella basilica del Brunelleschi a Firenze. La pianta è centrale rinascimentale con lo schema medievale della navata longitudinale. La ricerca della perfezione della maniera antica potrebbe far pensare ad una mano del genere, propendendo verso una attribuzione alla cerchia del Sangallo e ai suoi collaboratori, come Baccio d'Agnolo e Tommasco Boscali di Settignano, sovrintendente alla fabbrica di S. Biagio a Montepulciano.

L'interno è a navata unica. Di notevole pregio è il fonte battesimale secentesco, in marmo “portasanta”, ampiamente richiesto per i cantieri del Rinascimento, così detto perché usato nella Porta Santa Giubilare della Basilica di S. Pietro. Sull'altare maggiore si trova un affresco che rappresenta il SS. Crocifisso, S. Biagio e S. Guglielmo, attribuito a Giuseppe Nicola Nasini, morto a Siena nel 1726. Importanti sono le tele, restaurate alcuni anni fa, raffiguranti San Luca che dipinge la Madonna col Bambino e l’Assunzione della Madonna.

Tra gli arredi di pregio si segnala un reliquiario settecentesco in ebano e argento sbalzato e cesellato che custodisce una reliquia di San Biagio. Il crocifisso ligneo è di scuola napoletana.

Foto della facciata della Chiesa di San Biagio a Caldana, Grosseto

Momenti Salienti nella Storia della Chiesa e Restauri

Un documento del 1762 dell'Archivio di Stato di Siena menziona: "L'altra, poi, è un piccolo oratorio, parimenti dedicato a S. Biagio". Attualmente la vecchia Pieve è adibita a casa Canonica per il Parroco, a seguito della realizzazione della nuova chiesa parrocchiale.

Il giorno 10 ottobre 1937 fu riaperta al culto, dopo un anno e mezzo, la chiesa parrocchiale. A rendere più solenne la festa intervennero S. E. Rev.ma Mons. Capaccioli, il vice Potestà Angelo Maiani e il dott. Bellanti. Un importante documento del 1828 ci illustra la visita che Leopoldo II fece a Caldana il 3 dicembre di quell'anno, durante un viaggio verso il Padule, e la sua generosità per gli abitanti.

Da documenti in possesso dell'Archivio della Soprintendenza, si evince che il 14 marzo 1936 fu approvata una perizia, compilata dall'Ing. Marri, per il consolidamento e il rifacimento delle coperture. La caduta della capriata non aveva provocato danni all'interno della chiesa, protetta dalla robusta volta in mattoni. I pilastri e le colonne furono ricostruiti, come si può leggere anche oggi dalla tessitura muraria, con embrici più consoni al decoro della chiesa.

Nel 1959 si hanno documentazioni di varie corrispondenze tra mons. Capaccioli e la Soprintendenza per le tinteggiature interne e lo spostamento dell'altare e la sua ricollocazione. Nel 1963 fu minacciata la chiusura al culto della chiesa a causa delle condizioni di estremo degrado della pavimentazione (quella in cotto realizzata dopo la visita di Leopoldo II). Il 23 agosto 1963 fu approvata una perizia di £ 4.000.000 per la sistemazione delle coperture. Successivamente, fu rifatto il pavimento, donato da un fornitore locale, che purtroppo non rende giustizia all'eleganza della chiesa.

Nel 1975 si riaffaccia il problema del distacco del paramento di facciata. Nel 1980 si posizionarono delle biffe per controllare le lesioni, trattandosi di consolidamento e rifacimento dei solai e delle coperture. Infine, nel 1984, viene approvata dalla Soprintendenza una perizia del Provveditorato alle Opere Pubbliche, modificata il 5 giugno 1968, che curò il consolidamento della facciata del tempio e il perimetro del campanile. Gli ultimi lavori sono del 1998 ed hanno riguardato il consolidamento del campanile e della cella campanaria, a spese della Curia Vescovile.

Vita Spirituale e Celebrazioni Comunitarie

In un momento di angustia, il popolo, invitato dal Parroco, pensò di ricorrere a Gesù Sacramento e per tre sere si riunì nella sua bella chiesa a recitare le preci "ad petendam pluviam", ottenendo successo con una giornata splendida alla fine del triduo.

A preparare le anime al ricevimento solenne della Celeste Pellegrina, la Madonna delle Grazie, proveniente da Vetulonia, era venuto in precedenza il Rev.mo sig. D. per una santa e proficua missione. Preparati così gli animi, il popolo come una sola famiglia mosse incontro alla Madonna, sfilando per la lunga ascesa attraverso le vie adornate di fiori e colori, con festoni di ogni genere che abbellivano il bellissimo Borgo, facendolo sembrare un tunnel.

Martedì 7 dopo la Pasqua ebbe luogo la cerimonia ufficiale per la consegna all'asilo infantile locale della Statua di S. Giuseppe. La statua, benedetta dal parroco don Luigi Capaccioli dalla Chiesa parrocchiale, fu portata alla sua destinazione processionalmente.

Lunedì 21 giugno è incominciata nelle case la visita della dolce Madonna, che è stata accolta tra la commozione e l'entusiasmo dei fedeli, in ambienti preparati con cura amorosa.

L'Oratorio di Sant'Antonio da Padova e dell'Immacolata

Nel territorio parrocchiale di Caldana, oltre alla chiesa di S. Biagio, è presente un piccolo oratorio dedicato a Sant'Antonio e all'Immacolata, risalente probabilmente al XVII secolo. Il 21 settembre 2014 si è svolta la cerimonia di riapertura della piccola chiesa, dopo quasi tre anni di lavori di ristrutturazione dell'edificio e di restauro dell'altare barocco. I lavori esterni sono stati seguiti dall'Ing. Ernesto Fiorini per conto della Diocesi, mentre le opere all'interno dall'Arch. Gianluca Parenti.

È stato ricordato che l'oratorio fu edificato nel 1670 e l'altare, ad opera dell'artista luganese Domenico Notari, fu terminato nel 1678. La Santa Messa concelebrata, presieduta dal Vescovo mons. Rodolfo Cetoloni con i sacerdoti mons. Marchetti, ha marcato la riapertura. Al termine della messa, nella piazzetta vicina all'oratorio, è stato offerto un rinfresco a tutti i presenti.

Interno dell'Oratorio di Sant'Antonio con altare restaurato a Caldana

Orari delle Sante Messe a Caldana

Di seguito sono riportati gli orari delle celebrazioni eucaristiche per la Parrocchia di Caldana, validi dalla seconda domenica di settembre al 30 giugno:

  • Feriale: 16:30 (lunedì, martedì, giovedì, venerdì nell’oratorio di S. Antonio)
  • Pre-festivo: 18:00
  • Festivo: 9:30 (nella chiesa di S. Antonio) - 11:00

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