La vita e la morte di un Papa, il Conclave e la successiva elezione del nuovo Pontefice sono stati da sempre fonte di ispirazione per modi di dire o proverbi, spesso ironici o descrittivi, entrati ormai nell'uso comune. Queste espressioni arricchiscono il linguaggio quotidiano, mantenendo vivo il fascino e il mistero di uno degli eventi più significativi della Chiesa cattolica.
Le Frasi Latine del Conclave
Il Conclave è un evento carico di riti e tradizioni secolari, e alcune delle sue espressioni più iconiche sono proprio in latino, pronunciate durante momenti cruciali della procedura di elezione papale.
"Extra omnes!"
Questa è una delle frasi più solenni e riconoscibili, che segna l'inizio della segretezza del Conclave. Viene pronunciata dal Maestro delle Cerimonie per far uscire tutti gli estranei dalla Cappella Sistina, sancendo l'isolamento dei cardinali elettori dal mondo esterno. Il suono di queste parole invita i cardinali a deliberare senza influenze, in un ambiente di preghiera e riservatezza.

"Habemus Papam!"
Una delle frasi ormai entrate nell’uso comune e che si sente spessissimo è, senza dubbio, "Habemus papam". Questa locuzione latina, che significa "Abbiamo un Papa!", viene proclamata dal Cardinale Protodiacono dal balcone centrale della Basilica di San Pietro dopo l'elezione del nuovo Pontefice. È l'annuncio atteso da milioni di fedeli in tutto il mondo, che conclude il periodo di sede vacante e introduce il nome del successore di Pietro.
"Habemus Papam". Proclamazione del nuovo papa Jorge Bergoglio, è Francesco I
Espressioni di Uso Comune Nascute dal Conclave
Oltre alle frasi liturgiche e ufficiali, il Conclave ha generato anche espressioni che sono entrate a far parte del linguaggio quotidiano italiano, spesso con significati figurati che vanno oltre il contesto ecclesiastico.
"Papale papale"
Altra frase di uso comune è "Papale papale", una locuzione che prende spunto dalla tradizionale schiettezza e sincerità delle parole dei Papi. Oggi è utilizzata per indicare un discorso o un'affermazione estremamente chiara, diretta e senza ambiguità, proprio come ci si aspetterebbe da un pronunciamento papale, intendendo una comunicazione che non lascia spazio a dubbi o interpretazioni.
"Fumata bianca" e "Fumata nera"
Dal Conclave sono entrate nell’uso comune anche le espressioni "Fumata bianca" e "Fumata nera". La prima indica l'avvenuta elezione di un nuovo Papa e la seconda la mancata elezione. Queste espressioni derivano direttamente dal rito della combustione delle schede di voto dei cardinali nella stufa della Cappella Sistina: il fumo bianco annuncia al mondo l'elezione del Pontefice, mentre il fumo nero indica che il processo elettorale è ancora in corso e non è stata raggiunta la maggioranza richiesta.

Riferimenti Letterari e Storici al Conclave
I quasi duemila anni della Chiesa cattolica e le sue dinamiche di potere hanno ispirato anche passi letterari e storici, che fanno riferimento alla figura del Papa e ai meccanismi di potere in contesti specifici, talvolta con un'aura di ironia o saggezza popolare.
Ad esempio, Niccolò Machiavelli, nella sua perspicace analisi della politica e del potere, in una lettera a Francesco Vettori introdusse il concetto di "domandare se il Papa è in casa", sottintendendo l'ovvio. Questa espressione, sebbene non direttamente legata al rito del Conclave, riflette una visione pragmatica e talvolta cinica della politica vaticana e delle dinamiche di potere che caratterizzano la sede papale.