Storia e architettura della chiesa parrocchiale di Santa Maria a Molina di Malo

Fra le tante bellezze incastonate nel Veneto, spicca la città di Malo, adagiata fra la pianura e le Prealpi vicentine. In tempi antichissimi, l'area era uno degli insediamenti lungo la Pista dei Veneti, che collegava gli sbocchi delle valli lungo la tratta pedemontana. Già dalla fine del primo millennio, Malo fu sede di uno dei molti castelli vescovili della zona, a difesa dalle scorrerie degli Ungari. In questo contesto, l'opera dei monaci benedettini fu preziosa per la bonifica delle paludi che allora rendevano malsane quelle zone, portando alla nascita di luoghi di culto fondamentali per la comunità.

La fondazione della Chiesa di Santa Maria

La Chiesa di Santa Maria a Molina di Malo rappresenta un'importante testimonianza della storia religiosa della zona. Venne eretta dalla nobile famiglia Da Porto tra il 1466 e il 1476. Nello stesso XV secolo, oltre alla chiesa, venne edificato anche il castello gotico di Giovanni Da Porto, che si allinea lungo la strada e di cui oggi rimangono i resti della facciata dalle eleganti torrette.

La parte centrale dell'edificio fu iniziata nel 1466 da Francesco Da Porto. Originariamente, la struttura si presentava come una costruzione in mattoni rossi con una pianta a croce greca. La chiesa è stata interessata da diversi interventi di restauro che ne hanno preservato la bellezza nel corso dei secoli, riflettendo l'evoluzione del culto e della comunità locale.

Fotografia architettonica della facciata in mattoni rossi della chiesa di Santa Maria a Molina di Malo, evidenziando lo stile quattrocentesco originario

Evoluzione architettonica e strutturale

Nel corso del tempo, la fisionomia della chiesa ha subito significative modifiche per adattarsi alle esigenze della parrocchia:

  • Ottocento: La pianta originale a croce greca viene modificata assumendo la forma a croce latina.
  • 1899: Viene aggiunto il campanile, elemento distintivo del profilo del borgo.
  • 1930: Si procede con l'allungamento del coro e delle braccia della struttura.
  • 1932: Viene costruito l'attuale altare maggiore.
  • 1946: Viene eseguito il rifacimento della facciata, completando l'aspetto odierno dell'edificio.

Il patrimonio artistico e i tesori interni

All'interno della Chiesa di Santa Maria, i visitatori possono ammirare preziose opere d'arte che adornano le pareti e l'altare. Queste opere non solo raccontano la storia della spiritualità locale, ma sono anche esempi significativi delle tecniche artistiche del passato.

Il Polittico lapideo e i Maestri del Pedemuro

Il vero tesoro della chiesa è il Polittico lapideo della Madonna con il Bambino e San Bernardino. Realizzato in pietra di Nanto, l'opera è considerata un capolavoro dei Maestri del Pedemuro. Il polittico reca lo stemma dei Da Porto (un'aquila incoronata) e si ritiene per questo sia un dono del costruttore della chiesa. Fu Giovanni Da Porto a commissionare, oltre al polittico, anche il Christus Patiens.

Dettaglio del polittico lapideo in pietra di Nanto dei Maestri del Pedemuro, con particolare dello stemma nobiliare della famiglia Da Porto

Altre opere di rilievo

La chiesa si inserisce in un contesto territoriale ricco di arte. Similmente alla Chiesa di Santa Libera a Malo, che custodisce sculture della bottega di Bernardino e Tommaso del Pedemuro, la parrocchiale di Molina testimonia l'alto livello qualitativo delle maestranze attive nel vicentino tra il XV e il XVI secolo.

Edifici storici e devozionali correlati a Molina

La vita religiosa e storica di Molina di Malo non si esaurisce nella chiesa parrocchiale, ma si estende ad altri edifici di pregio che testimoniano la vivacità del territorio.

L'Oratorio di San Rocco e Villa Porto

Sul lato settentrionale della scenografica Corte Granda si innalzano le colonne del pronao di Villa Porto, progettate con dimensioni gigantesche ispirate al tempio di Giove Statore a Roma. Nelle vicinanze sorge l'Oratorio di San Rocco, edificato nel 1708 sulle basi di precedenti edicole, caratterizzato da eleganti forme con sorvegliati elementi rococò.

La Chiesetta di Santa Lucia

Un altro luogo di grande valore è la chiesetta di Santa Lucia, uno dei due edifici storici superstiti della contrada. Dietro l'altare è collocata una pala attribuita a Alessandro Maganza il Vecchio, detto Magagnò, pittore attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. La pala raffigura una solenne composizione di santi: San Marco, San Francesco d'Assisi, Santa Lucia, Santa Caterina d'Alessandria, San Tommaso d'Aquino e Santa Apollonia.

Sulla parete sinistra dell'altare si conserva inoltre un affresco votivo che raffigura una scena di ringraziamento dopo una calamità naturale, dove si riconoscono gli edifici della contrada coperti di neve. Nel corso del tempo, questa chiesetta accolse anche visite illustri, tra cui quella di Pio X (Giuseppe Sarto).

Chiesa Santa Maria della Neve o del Gazzo – Bagnolo Mella (Brescia) le leggende

Il ruolo della parrocchia nella comunità

Oggi la Chiesa di Santa Maria continua a essere un centro vitale per la comunità, ospitando eventi religiosi e feste patronali. Ogni anno si celebra la festa di Santa Maria, un momento che attira visitatori e fedeli per preghiere, celebrazioni e aggregazione sociale. La chiesa rappresenta non solo un monumento storico, ma uno spazio che continua a vivere, offrendo il calore e l'accoglienza tipici della comunità maladense.

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