Madre Teresa di Calcutta, nata Anjezë Gonxhe Bojaxhiu nel 1910, è stata una suora albanese-indiana che ha dedicato la sua vita al servizio dei più bisognosi. Internazionalmente riconosciuta per la sua opera umanitaria, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1979 ed è stata canonizzata come santa nel 2016. La sua figura è particolarmente venerata e celebrata dalle comunità di origine albanese in tutto il mondo, che le hanno dedicato numerose opere commemorative.

La Vita e le Profonde Radici Albanesi di Madre Teresa
Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, al secolo Madre Teresa, nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, allora parte dell'Impero Ottomano e oggi Macedonia del Nord. Le sue origini erano profondamente albanesi, con il padre di Mirdita e la madre di Gjakova. All'età di otto anni, rimase orfana di padre, e la sua famiglia si trovò in gravi difficoltà economiche. Già a partire dai dieci anni, partecipò attivamente alle attività della parrocchia del Sacro Cuore di Skopje, dove iniziò a conoscere l'India attraverso le lettere dei missionari gesuiti attivi nel Bengala.
Nel 1928, all'età di diciotto anni, Madre Teresa ebbe la sua “prima chiamata” nel Santuario della Madonna Nera di Letnica, in Kosovo. Prese i voti ed entrò nelle Suore di Loreto, un ramo dell'Istituto della Beata Vergine Maria con attività missionarie in India. Nel gennaio 1929, raggiunse l'India, dove fu inviata nel Darjeeling per completare la sua preparazione. Esattamente vent'anni dopo la sua prima chiamata, ebbe una "seconda chiamata" (la chiamata nella chiamata) e decise di abbandonare il velo nero delle Suore di Loreto il 15 agosto 1948, festa dell'Assunzione.
Nel 1950, Madre Teresa fondò la congregazione delle Missionarie della Carità, dedicandosi alla cura di tutte quelle persone emarginate e considerate un peso per la società. Il suo impegno per i poveri e il rispetto per la dignità di ogni persona le valsero il Premio Nobel per la Pace nel 1979. Il 13 marzo 1997, lasciò definitivamente la guida delle Missionarie della Carità e, dopo un ultimo incontro con Papa Giovanni Paolo II, rientrò a Calcutta, dove morì il 5 settembre dello stesso anno, all'età di 87 anni. Papa Francesco ha approvato il miracolo attribuito a Madre Teresa, una guarigione straordinaria avvenuta nel 2008, e ha firmato il decreto di canonizzazione il 15 marzo 2016, proclamandola santa il 4 settembre 2016.
Il legame di Madre Teresa con la sua terra d'origine fu sempre intenso. Dopo la caduta del regime comunista negli anni ’90, volle recarsi subito in Albania per aprire missioni della sua congregazione. Durante una delle sue permanenze, poté ricevere il passaporto albanese, onorando così la sua patria e la sua famiglia. Una delle sue celebri affermazioni riassume la sua identità: “Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al cuore di Gesù.”
Monumenti e Dediche in Italia: La Riconoscenza della Diaspora Albanese
La figura di Madre Teresa di Calcutta è stata onorata con diverse opere commemorative in Italia, spesso promosse o sostenute dalle comunità albanesi residenti, a testimonianza del loro profondo legame con la Santa e le sue origini.
La Statua a Quinto (Treviso)
Chi arriverà a Quinto percorrendo la Noalese da Zero Branco, potrà notare la presenza di una nuova scultura nell'aiuola all'ingresso di Vicolo S. Pio X. Si tratta di una statua bronzea a grandezza naturale di Madre Teresa di Calcutta, voluta e realizzata dalla comunità albanese-kosovara presente nel territorio cittadino. L'iniziativa, promossa da Bajram Desku, è nata dalla profonda connessione della comunità con la figura della santa cattolica, «in primis per le sue origini albanesi e anche per i valori di carità, fratellanza e amore che vanno al di là del credo religioso».
L'idea a Desku venne in occasione della santificazione della suora da parte di Papa Francesco, il 4 settembre 2016. La statua, realizzata in Kosovo dall'artista locale Professor Agron Bytyqi, è stata trasportata a Quinto con il favorevole accoglimento della comunità albanese-kosovara, in particolare di Vait Bytyqi, che si è reso gratuitamente disponibile per i lavori. Il progetto è stato inizialmente finanziato dalla comunità, ma anche i cittadini di Quinto hanno voluto partecipare con donazioni. Il Comune, con una delibera di giunta, ha messo a disposizione l'aiuola all'ingresso del paese, ben visibile dalla strada principale. Anche l'amministrazione comunale e la Chiesa di Quinto, nella figura di Don Roberto, hanno sostenuto l'iniziativa.
Il Giardino e il Monumento a San Benedetto del Tronto
A San Benedetto del Tronto, è in corso un progetto per celebrare Madre Teresa con un nuovo monumento e una nuova toponomastica. Su impulso dell’Associazione Albanesi di San Benedetto del Tronto, rappresentata da Vasil Nushi, l’amministrazione comunale ha avviato l’iter per l’intitolazione alla religiosa di un’area verde in zona viale dello Sport. La richiesta, formalizzata a inizio settembre, esprime il desiderio di onorare tangibilmente il ricordo della Madre di origini albanesi, le cui attività benefiche le valsero il Nobel per la pace nel 1979. L'area assumerà formalmente il nome di “Giardino Santa Madre Teresa di Calcutta”, e l'intitolazione sarà suggellata dalla posa di un nuovo monumento.
La Statua di Tolentino
A Tolentino, una statua in bronzo alta 165 cm, realizzata da un artista kosovaro, è stata donata dalla famiglia di Gzim Gashi. La motivazione della donazione è un sentito ringraziamento alla Comunità tolentinate per l'aiuto offerto al popolo albanese nel 1999, quando molti kosovari fuggirono e furono ospitati dalle città italiane. Gzim Gashi ha spiegato: “Lei è un simbolo del nostro Paese, perché è nata a Skopje ed è di origine albanese. Ha donato tutta se stessa alle persone bisognose di tutto il mondo [...]. La prima cosa a cui ho pensato è stata quella di donare la statua alla città di Tolentino, perché nel 1999 [...] è stato ospitato dalle città italiane.” Don Gjergje, sacerdote a Pristina e autore di libri sulla spiritualità di Madre Teresa, ha elogiato il gesto, avendo egli stesso ricevuto straordinario aiuto dal Ser.Mi.T (Servizio Missionario Tolentino).
Il Busto a Roma (Piazza San Gregorio al Celio)
In Piazza San Gregorio, nel Rione Celio a Roma, è presente un busto bronzeo di Santa Teresa di Calcutta. Nata ad Anjeze Gonxhe Bojaxhiu in una famiglia albanese, è stata canonizzata nel 2016 da Papa Francesco. Il busto è posato su un blocco marmoreo che riporta la scritta "Madre Teresa di Calcutta" e, sotto, "Icona della Carità Madre per tutti".

I Luoghi di Madre Teresa nei Balcani: Memoria e Spiritualità
La terra d'origine di Madre Teresa e i paesi limitrofi custodiscono importanti luoghi legati alla sua vita e al suo operato, che ne mantengono viva la memoria e la spiritualità.
A Skopje (Macedonia del Nord): La Casa Natale e il Memoriale
Skopje, capitale della Macedonia del Nord, è il luogo di nascita di Madre Teresa. Un Memoriale e un Museo sono stati eretti in sua memoria, offrendo un'esperienza religiosamente interessante con manoscritti della fondatrice, tra cui le Regole della Congregazione scritte a mano, oltre a numerose foto e arredi dell'epoca.
A Letnica (Kosovo): La Prima Chiamata
Il Santuario della Madonna Nera di Letnica, in Kosovo, riveste un'importanza particolare nella vita di Madre Teresa, essendo il luogo dove, nel 1928, ebbe la sua prima chiamata religiosa.
In Albania: Durazzo, Tirana e Scutari
L'Albania, patria delle origini di Madre Teresa, ospita diversi luoghi significativi:
- A Durazzo, è stato inaugurato il 4 settembre 2016, data della sua canonizzazione, un Museo di Madre Teresa. Questo museo è il fulcro di diverse iniziative che confluiscono nel "Progetto Dialogo", volto a promuovere l'incontro tra culture e religioni diverse, con il sostegno del Vaticano, dei Premi Nobel per la Pace e di tutte le confessioni religiose albanesi.
- A Tirana, si trovano le Missioni di Madre Teresa, le prime fondate in Albania: "Tirane nje" nel 1991 in via Brahim Tukiqi, e "Tirane due" nel 1998 alla periferia. Durante la sua prima visita in Albania nel 1989, con il presidente Ramiz Alia, Madre Teresa portava con sé una piccola pisside contenente ostie consacrate, simboleggiando il “bere in un Paese che aveva sete di Cristo”, un concetto espresso anche in un murales con la scritta "Kam etje". La Cattedrale Cattolica di San Paolo a Tirana ospita una splendida statua bianca raffigurante Madre Teresa e una vetrata che la ritrae insieme a Papa Giovanni Paolo II.
- A Scutari, si può passare davanti alla casa dove la famiglia di Madre Teresa visse negli anni ’30.
A Pristina (Kosovo): La Cattedrale dedicata
Anche a Pristina, capitale del Kosovo, è presente una Cattedrale Cattolica intitolata alla beata Madre Teresa, ulteriore segno della profonda devozione e del legame con la sua figura in questi territori.
