Le braccia aperte del Cristo Redentore svettano sopra la città storica di Ascoli Piceno da un colle che prende il nome dalla ricorrenza della festa del Sacro Cuore, che cade il 25 giugno. Questa imponente opera d'arte, che domina il panorama ascolano, è alta più di 12 metri e offre una vista magnifica sulla città circostante.

La Genesi dell'Opera e il Suo Autore
La Statua e il Colosso di Travertino
La statua del Cristo Redentore è una scultura ricavata da massi di travertino provenienti da Castel Trosino. L'opera è alta 12 metri complessivi, dei quali 7 costituiscono il basamento, progettato dal famoso architetto Vincenzo Pilotti, e 5 metri sono dedicati alla statua stessa. La figura del Cristo si erge con le braccia aperte, un gesto simbolico di accoglienza e protezione sulla città.
L'Inaugurazione e il Contesto Storico-Artistico
L'opera fu inaugurata il 18 maggio 1954. Lo scultore ascolano Antonio Mancini (1912-1997) è l'autore di questa splendida creazione. Il professor Papetti, Docente di Museologia e Restauro presso l'Università degli Studi di Camerino e curatore scientifico delle Collezioni Comunali di Ascoli Piceno, ha illustrato l'importanza della statua nel contesto storico-culturale degli anni '40 - '50, alla luce della vita e delle esperienze artistiche del suo creatore.
Accesso e Percorso Monumentale
La collina del Sacro Cuore è facilmente raggiungibile dal centro di Ascoli Piceno. L'opzione migliore è a piedi, con una passeggiata di circa venti minuti che permette di attraversare il suggestivo ponte romano di Solestà. È possibile raggiungere l'area anche in auto, ma è sconsigliabile a causa della ridotta disponibilità di aree di parcheggio, sia prima dell'inizio della Via Crucis che nel piazzale antistante la gradinata della statua del Redentore. La Via Crucis stessa, con la sua suggestiva area monumentale, fiancheggia la strada di accesso alla statua del Redentore.
Il Degrado e le Iniziative di Recupero
Anni di Abbandono e la Necessità di Intervento
Per molto tempo, la statua del Cristo Redentore e l'area verde circostante hanno versato in uno stato di abbandono e degrado. Nonostante le notevoli risorse finanziarie e umane investite ripetutamente dal Comune di Ascoli Piceno, dalla Chiesa e da privati, il degrado del complesso del Sacro Cuore ha impedito il raggiungimento delle potenziali finalità culturali, sociali ed economiche dell'area. Di fronte a questa situazione, è stata proposta un'azione immediata, inclusa una petizione, per spingere le autorità a intraprendere recuperi adeguati e funzionali nel lungo termine, salvaguardando questo patrimonio artistico e paesaggistico unico nel suo genere.
L'Iniziativa "Adottiamo un monumento"
Nell'ambito dell'iniziativa “Adottiamo un monumento”, promossa dall'Amministrazione comunale, la Federazione Maestri del Lavoro di Ascoli-Fermo si è resa disponibile ad “adottare” l'opera. L'intento è di evitare che, una volta ripulita e risistemata la statua, inclusa l'iscrizione latina “Tibi Servator Divine Honos et Gloria” (che in precedenza era priva di diverse lettere), e l'area verde circostante, non si ritorni al vergognoso degrado attuale.
I Lavori di Riqualificazione Recenti
Grazie a recenti interventi, la statua del Cristo Redentore e la Collina del Sacro Cuore sono tornate a brillare sulla città di Ascoli. I lavori di riqualificazione, illustrati subito dopo il Consiglio Comunale, hanno coinvolto l'Amministrazione Comunale, Sua Eccellenza Monsignor Gianpiero Palmieri, che ha provveduto alla benedizione della statua, e una rappresentanza dell'associazione Angeli del Bello. Il Vescovo Monsignor Gianpiero Palmieri, il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti e il presidente degli Angeli del Bello Luciano Vizioli hanno fornito commenti in merito all'iniziativa.
L'associazione Angeli del Bello, da sempre impegnata nel restituire il decoro alla città, si è occupata di ripulire tutta la scalinata e di ripristinare la scritta latina sulla statua. L'intervento sul basamento, invece, è stato effettuato dalla ditta Sparti, rappresentata dal titolare Simone, che ha sottolineato: "Non è il primo intervento che facciamo. Ogni volta che passiamo noi poi sembra che le cose si mantengano."
