Storia e vicende conservative dei tabernacoli nel territorio fiorentino

Il territorio fiorentino è disseminato di tabernacoli, piccole strutture devozionali che nel corso dei secoli hanno subito spostamenti, restauri e talvolta interventi vandalici. Analizzare la storia di queste architetture significa ripercorrere le trasformazioni urbanistiche e sociali del paesaggio locale.

Mappa storica o planimetria indicativa della zona del Galluzzo e dell'Isolotto con la localizzazione dei principali tabernacoli citati

Il Tabernacolo del Bandinelli al Galluzzo

Il tabernacolo situato al Galluzzo sorse probabilmente su un terreno di proprietà di Baccio Bandinelli, che nelle vicinanze possedeva una villa denominata il Cantone o Buoncantone, acquistata, secondo il Carocci, nel 1544. La committenza del Bandinelli, se non la progettazione, è testimoniata dalla presenza dello stemma dello scultore, posto sul fronte della loggia.

Lo stemma presenta una croce gigliata, simbolo dell'Ordine di San Giacomo di cui il Bandinelli fu cavaliere nel 1529, accompagnata da un giglio e da una palla di rosso, concessione di papa Clemente VII all'artista avvenuta nel 1526.

Lo spostamento e il restauro del 1961

La struttura presentava in origine un diverso orientamento. Nel 1961, la costruzione di nuovi edifici abitativi e l'apertura della nuova strada alle spalle del tabernacolo resero necessario lo spostamento della struttura e la sua ricollocazione con il fronte aperto verso via dell'Arcolaio. Il restauro del 1961 ha provveduto inoltre a reintegrare alcuni elementi perduti, come la decorazione dei capitelli.

L'affresco presente all'interno non fa parte dell'originale decorazione cinquecentesca. Esso proviene dalla chiesa conventuale di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, dove era stato staccato insieme ad altre tre pitture murali raffiguranti la vita di Cristo a causa di alcuni lavori di ristrutturazione. L'affresco è stato collocato all'interno della loggia nel 1961 per volontà del Comitato per l'Estetica Cittadina, deciso a salvare e riqualificare il tabernacolo.

Foto d'archivio o ricostruzione grafica del tabernacolo prima e dopo lo spostamento del 1961

Il Tabernacolo di via Palazzo dei Diavoli

Un altro esempio significativo è il tabernacolo situato sulla destra rispetto alla facciata dell’Oratorio della Madonna della Querce, in via Palazzo dei Diavoli all’Isolotto. Questa struttura fu rimossa nel 1970, quando l’amministrazione comunale decise di costruire Piazza Pompeo Batoni. La nuova piazza, con la sua forma ellittica, richiese l'erosione dello spigolo formato dalla cantonata tra via Palazzo dei Diavoli e via de’ Mortuli.

Nonostante lo stato di conservazione non propriamente eccelso, si riconoscono chiaramente le figure dell'affresco. Rimane aperta una querelle circa l’identità dell’autore dei pregevoli dipinti: il cartello informativo posto in fronte al tabernacolo mantiene una linea di prudenza, assegnandoli al cosiddetto “Maestro di Signa”, figura non meglio identificata.

Eventi recenti: il caso di Querceto

Le vicende legate ai tabernacoli non sono solo storiche, ma talvolta riguardano episodi di cronaca contemporanea. Un caso emblematico è quello occorso a Querceto, dove il cambio di un soggetto sacro - da Santa Cristina a una figura maschile - all’interno di un tabernacolo sul sentiero che collega via delle Croci con via delle Cappelle, ha provocato l'indignazione generale.

Il restauro, decisamente poco riuscito, ha cancellato l'immagine della santa con la palma in mano. La proprietà del bene, facente capo alla famiglia Laffi, ha dichiarato di essere totalmente estranea all'accaduto, sporgendo denuncia ai Carabinieri. Si tratta di un reato penale su cui le autorità, inclusa la Soprintendenza, stanno indagando per identificare il responsabile e valutare le modalità di rimozione del nuovo dipinto.

tags: #spostato #il #tabernacolo #al #galluzzo