Le Chiese Parrocchiali di Comezzano-Cizzago: Storia e Architettura

Il comune di Comezzano-Cizzago, in provincia e diocesi di Brescia, ospita due importanti edifici di culto cattolico, ciascuno custode di una ricca storia e di significative peculiarità architettoniche: la Chiesa dei Santi Faustino e Giovita nella frazione di Comezzano e la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù e San Giorgio nella frazione di Cizzago.

La Chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Comezzano

La Chiesa dei Santi Faustino e Giovita è il principale edificio di culto cattolico di Comezzano. La sua presenza è attestata sin dal 1180, edificata su terreni appartenenti al monastero di San Faustino in Brescia. Inizialmente, la chiesa dipendeva ecclesiasticamente dalla pieve di Orzinuovi, acquisendo autonomia parrocchiale solo alla fine del XV secolo.

Evoluzione Storica e Ristrutturazioni

All'inizio del XVI secolo, la chiesa fu ricostruita e nel 1515 venne innalzato il campanile. Il presbiterio fu decorato nel 1692, e verso la metà del secolo successivo fu installato il nuovo altare maggiore.

Infografica sulla cronologia dei lavori di ristrutturazione della Chiesa dei Santi Faustino e Giovita

Il XX secolo ha visto la chiesa protagonista di numerosi interventi che ne hanno plasmato l'aspetto attuale. Nel 1927 furono installate due vetrate istoriate ai lati dell'abside. Il cremasco Andrea Nicolini realizzò l'organo nel 1929, reimpiegando materiali preesistenti. Tra il 1932 e il 1937, l'edificio fu allungato di una campata sul lato e fu costruita una nuova facciata in mattoni a vista. Tra il 1970 e il 1975, in linea con le direttive del Concilio Vaticano II, fu intagliata e posta verso l'aula una nuova mensa eucaristica. Nel 1992 la pavimentazione del presbiterio fu sostituita e nel 1995 Mario Brescianini condusse vari lavori di restauro sull'apparato decorativo della chiesa.

Architettura Esterna e Interna

La chiesa, orientata lungo l'asse est-ovest, presenta un impianto a capanna con un corpo centrale rettangolare, rialzato rispetto al piano della strada. È chiusa sul lato occidentale dal presbiterio, anch'esso rettangolare, e dall'abside poligonale. La facciata a salienti è in mattoni a vista e al centro presenta il portale d'ingresso, dotato di un protiro che racchiude, nell'arco sovrastante l'entrata, una lunetta con mosaico. Il portale è affiancato da due monofore. Nella parte alta della facciata, immediatamente sotto l'innesto del saliente, si trova un rosone, mentre sulla cima è posta una croce metallica.

Foto della facciata della Chiesa dei Santi Faustino e Giovita

Internamente, la chiesa si sviluppa in un'unica navata, arricchita da cappelle con altari laterali. La navata è scandita da semicolonne e lesene composite, che sorreggono una trabeazione aggettante. Questa segna il punto di innesto della volta a botte lunettata lungo l'aula, di una volta a botte sul presbiterio e della volta a ombrello in corrispondenza dell'abside. Il presbiterio, rialzato rispetto al piano dell'aula, è anticipato da una campata coperta da una volta a botte priva di lunette. Sul lato sinistro del presbiterio si trova la cantoria che ospita l'organo novecentesco, costruito reimpiegando materiale precedente risalente all'Ottocento e collaudato da Arnaldo Bambini.

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù e San Giorgio a Cizzago

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù e San Giorgio è l'edificio cattolico di Cizzago. La dedicazione a San Giorgio martire suggerisce l'esistenza di una cappella fin dai tempi della dominazione longobarda, con una presenza più certa nei secoli XII-XIII nell'ambito della pieve di Trenzano.

Dalle Origini al Giuspatronato dei Caprioli

La chiesa originaria fu gravemente danneggiata durante le guerre tra Milano e Venezia e, secondo una nota del parroco don Cerri, venne "smantellata nel sec. XIII e ridotta in stato deplorevolissimo". Fu necessaria una sua ricostruzione, sostenuta dalla nobile famiglia dei Caprioli. Il 16 agosto 1449, il vescovo di Brescia Pietro del Monte concesse il giuspatronato sull'edificio ai tre figli di Tartarino Caprioli (Bartolomeo, Luigi e Antonio), ai loro figli e successori maschi, in perpetuo. La ricostruzione fu completata nell'aprile 1444, e l'edificio fu consacrato il 3 maggio successivo, divenendo "curata", ovvero parrocchiale.

Demolizione, Ricostruzione e Ampliamenti Ottocenteschi e Novecenteschi

Nel 1857, il parroco di Cizzago Domizio Fabeni decise la demolizione dell'edificio quattrocentesco, che versava in condizioni pessime, essendo divenuto angusto per l'aumentata popolazione, insalubre e strutturalmente deteriorato, con un tetto rovinato. La nuova costruzione, tuttavia, iniziò a presentare segni di deterioramento in meno di mezzo secolo, rendendo necessari ulteriori interventi. Nel 1891 fu sostituito il tetto della chiesa. Nel 1903 fu demolita la vicina chiesetta di San Giuseppe, permettendo l'ampliamento dell'edificio nel 1904. Il 26 agosto 1905, la chiesa fu consacrata dal vescovo di Lodi Giovanni Battista Rota e dedicata al Sacro Cuore di Gesù e a San Giorgio.

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Caratteristiche Architettoniche e Opere d'Arte

La facciata, rivolta verso sud e anticipata da un sagrato, è organizzata secondo una struttura a capanna a registro unico. La superficie è tripartita da quattro lesene di ordine tuscanico che racchiudono al centro il portale d'ingresso. Quest'ultimo è decorato da un cornicione sormontato da un architrave, sopra il quale si trovano una lapide commemorativa e una lunetta affrescata. Le lesene sorreggono una trabeazione a triglifi e metope, sormontata da un frontone triangolare coronato da una croce metallica.

Internamente, la chiesa è ad aula unica, con superfici decorate e affrescate. L'aula è scandita da lesene lisce sormontate da un cornicione aggettante ed è coperta da una volta a botte, replicata sul presbiterio, mentre l'abside è coperto da una volta a ombrello. La chiesa custodisce diverse opere pittoriche, tra cui spicca una tela del Romanino raffigurante La Deposizione, considerata un'opera della maturità dell'artista.

Il presbiterio, rialzato rispetto al piano dell'aula, è arricchito ai lati da due cantorie; quella sul lato sinistro contiene l'organo Tamburini, costruito nel 1908 e collaudato nel 1910. Al centro dell'abside si trova la soasa dell'altare, con una scultura raffigurante il Sacro Cuore di Gesù.

Le Campane

Un problema rilevante per la comunità fu la requisizione delle campane nel 1942 per usi bellici: delle cinque campane, due delle più grosse furono fuse. Il 1° marzo 1947, la ditta Pietro Colbacchini di Bassano del Grappa, che aveva rimosso le campane nel 1942, ne rifuse due. La prima, di 980 Kg in Mi bemolle, reca l'iscrizione: «Daemonis incursus subeunte Georgeo haec gens effugeat coeli adeatque tronum» e le immagini di San Carlo e San Giorgio. La seconda, di 710 Kg in Fa, riporta l'iscrizione: «Ad cor dulce tuum populus conclamat, lesu, aeruminis fessus pronus fit pedibus tuis» e le immagini del Sacro Cuore, di San Callisto, di Sant'Antonio di Padova e di San Giorgio.

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