Il Giubileo: Storia, Significato e Preparazione

Durante il cammino, molto spesso affiora sulle labbra il canto, quasi sia un compagno fidato nell’esprimere i motivi del viandante. Questo vale pure per la vita della fede che è un pellegrinaggio alla luce del Signore Risorto.

Le Sacre Scritture sono intrise di canto e i Salmi ne sono un esempio eclatante: le preghiere del popolo di Israele erano scritte per essere cantate, e nel canto presentare davanti al Signore le vicende più umane. La tradizione della Chiesa non fa che prolungare questo connubio, facendo del canto e della musica uno dei polmoni della propria liturgia.

Illustrazione di un antico manoscritto con spartiti musicali e testo sacro.

Il Giubileo del 2025: Un Cammino di Speranza

Il testo preparato da Pierangelo Sequeri, e musicato da Francesco Meneghello, intercetta i numerosi temi dell’Anno santo. Innanzitutto il motto, “Pellegrini di speranza”, trova la migliore eco biblica in alcune pagine del profeta Isaia (Isaia 9 e Isaia 60).

Passo dopo passo, il popolo dei credenti nel pellegrinaggio di ogni giorno si appoggia confidente alla fonte della Vita. Il canto che sorga spontaneo durante il cammino (cf. Agostino, Discorsi, 256) è rivolto a Dio. È un canto carico della speranza di essere liberati e sostenuti. È un canto accompagnato dall’augurio che giunga alle orecchie di Colui che lo fa sgorgare.

Il profeta Isaia a più riprese vede la famiglia degli uomini e delle donne, figli e figlie, che tornano dalla loro dispersione, raccolti alla luce della Parola di Dio: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce” (Isaia 9,1). La luce è quella del Figlio fatto Uomo, Gesù, che con la propria Parola raccoglie ogni popolo e nazione. La speranza cristiana è dinamica e illumina il pellegrinaggio della vita, mostrando il volto dei fratelli e delle sorelle, compagni nel cammino. Non è un vagabondare da lupi solitari, ma un cammino di popolo, confidente e lieto, che si muove verso una destinazione Nuova. Il soffio dello Spirito di vita non manca di rischiarare l’alba del futuro che si appresta a sorgere.

Illustrazione del profeta Isaia con una visione di luce e popolo in cammino.

Organizzazione e Preparazione dell'Anno Santo 2025

La preparazione per l'Anno Santo 2025 è stata avviata con largo anticipo. Il 26 dicembre 2021, con un comunicato, la Santa Sede ha reso noto che "il Santo Padre Francesco ha affidato al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, il coordinamento, da parte della Santa Sede, della preparazione dell'Anno Santo 2025". Nella medesima occasione è stato riferito che monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio, ha incontrato i Superiori della Segreteria di Stato, dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica e della Segreteria per l'economia per discutere l'organizzazione del futuro Giubileo.

Il 31 gennaio 2022 il Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana ha nominato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, commissario straordinario per il Giubileo, con il compito di curare la parte logistico-funzionale dell'evento. Lo Stato ha costituito un'apposita società per la gestione degli investimenti per l'Anno Santo, del valore di oltre 1 miliardo di euro, denominata "Giubileo 2025". A presiedere la società è Matteo Del Fante, mentre l'amministratore delegato è Marco Sangiorgi.

Il 19 aprile 2023 si è svolto il primo incontro bilaterale tra governo italiano e Santa Sede presso il Palazzo Apostolico Vaticano. All'incontro erano presenti la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, diversi ministri e il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, mentre la parte vaticana era rappresentata dal Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e da monsignor Rino Fisichella, responsabile dell'organizzazione del Giubileo.

L’11 febbraio 2022, papa Francesco ha indirizzato una lettera a monsignor Fisichella in cui ha espresso le sue speranze e auspici per il Giubileo e ha fornito le prime linee direttive per l’organizzazione.

Foto del primo incontro bilaterale tra governo italiano e Santa Sede.

Il Logo e l'Inno del Giubileo

Il 28 giugno 2022 si è svolta la prima conferenza stampa legata al Giubileo del 2025, in cui è stato presentato il logo e annunciata la creazione di un sito ufficiale e di un’apposita app del Giubileo. Come reso noto nella conferenza stampa del 9 maggio 2023, la preparazione del Giubileo è affidata a quattro commissioni (la Commissione pastorale, la Commissione culturale, la Commissione per la comunicazione e la Commissione ecumenica) affiancate dal Comitato tecnico e da due commissioni ad hoc che rispettivamente riuniscono i vescovi italiani e i presidenti delle Conferenze Episcopali.

Per la scelta del logo dell’evento è stato organizzato un concorso, svoltosi dal 22 febbraio al 20 maggio 2022, indetto dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Per la valutazione delle immagini inviate è stata costituita un’apposita commissione e si è tenuto conto di alcuni elementi come la coerenza col messaggio teologico, l’originalità e la semplicità, l’adattabilità ai diversi formati stampa e digitali.

Il logo, scelto tra 294 proposte provenienti da 48 paesi differenti, è stato disegnato da Giacomo Travisani e scelto personalmente da papa Francesco. «Ho immaginato gente di ogni ‘colore', nazionalità e cultura, spingersi dai quattro angoli della Terra e muoversi in rotta verso il futuro, gli altri, il mondo, come vele di una grande nave comune, spiegate grazie al vento della Speranza che è la croce di Cristo e Cristo stesso.

Immagine del logo ufficiale del Giubileo 2025.

L’inno ufficiale del Giubileo è stato composto dal mantovano Francesco Meneghello, vincitore di un concorso internazionale indetto nel settembre 2022 e scelto tra 270 proposte.

Eventi e Canonizzazioni

Nel corso dell’udienza generale del 20 novembre 2024, papa Francesco ha annunciato che, nel contesto del Giubileo degli Adolescenti, il 27 aprile si sarebbe tenuta la canonizzazione del beato Carlo Acutis, mentre il 3 agosto, al termine del Giubileo dei Giovani, avrebbe canonizzato il beato Pier Giorgio Frassati.

Il motto ufficiale del Giubileo, scelto personalmente dal pontefice, è "Pellegrini di speranza". «Dobbiamo tenere accesa la fiaccola della speranza che ci è stata donata, e fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore fiducioso e mente lungimirante. Il prossimo Giubileo potrà favorire molto la ricomposizione di un clima di speranza e di fiducia, come segno di una rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza.

Ritratto di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati.

La Storia Millenaria del Giubileo

Il Giubileo, con le sue origini che risalgono al 1300 e al Pontificato di Bonifacio VIII, rappresenta uno speciale tempo di grazia nella storia della Chiesa.

Le Origini del Giubileo

Presso gli antichi Ebrei, il Giubileo (detto anno del yōbēl, «del capro», perché la festività era annunciata dal suono di un corno di capro) era un anno dichiarato santo. In questo periodo la legge mosaica prescriveva che la terra, di cui Dio era l’unico padrone, facesse ritorno all’antico proprietario e gli schiavi riavessero la libertà.

In era cristiana, dopo il primo Giubileo nel 1300, le scadenze per la celebrazione giubilare furono fissate da Bonifacio VIII ogni 100 anni. Martino V, celebrò nel 1425 un nuovo Giubileo, facendo aprire in S. L’ultimo a celebrare un Giubileo cinquantennale fu papa Niccolò V nel 1450, infatti da Paolo II il periodo intergiubilare fu portato a 25 anni, e nel 1475 un nuovo Anno Santo fu celebrato da Sisto IV. Da allora i Giubilei ordinari si svolsero con periodicità costante.

Il Rito dell'Apertura della Porta Santa

Una delle immagini simbolo di ogni Giubileo è quella del Pontefice che varca la soglia della Porta Santa. Si tratta di una istantanea che si salda, con profonde radici, nel Medioevo. Il primo pellegrino a varcare la soglia è sempre il vescovo di Roma. Secondo la descrizione fatta nel 1450 da Giovanni Rucellai da Viterbo, è stato Papa Martino V nel 1423 ad aprire, per la prima volta nella storia degli anni giubilari, la Porta Santa. In quella occasione lo sfondo era quello della Basilica di San Giovanni in Laterano. Nella Basilica Vaticana l'apertura della Porta Santa è attestata, per la prima volta, nel Natale del 1499.

L'apertura della Porta Santa, da parte del Papa, segna l’inizio del Giubileo. Il muro che sigilla la Porta dal lato interno è stato smantellato nei giorni scorsi ed è stata estratta la cassetta metallica, che conteneva la chiave che permette di aprire la Porta. Il Papa ne spinge i battenti in modo simbolico e, per motivi di sicurezza, è stato abbandonato l’uso del martello con cui si colpiva il diaframma di mattoni che un tempo la chiudeva sul lato esterno della Basilica. Dopo il rito presieduto dal Pontefice, la Porta rimane aperta tutto l’Anno per consentire il passaggio dei pellegrini. Con questo gesto, si può vivere pienamente l’indulgenza legata all’Anno Santo. Varcare questa soglia sta anche a significare che il proprio cammino di conversione è suggellato dall'incontro con Cristo, la “Porta” che ci unisce al Padre.

L’introduzione di TGtg dell’8 dicembre sull’apertura della porta santa

Giubilei Significativi del XX e XXI Secolo

  • Anno Santo 1900: Indetto da Leone XIII con la bolla Properante ad Exitum Saeculo, mirava a vincere la sfida della modernizzazione della vita cristiana e della cristianizzazione della vita moderna.
  • Anno Santo 1925: Proclamato da Pio XI, diede impulso all'avvio di missioni in tutto il mondo, guadagnandosi il titolo di “Papa delle Missioni”.
  • Giubileo Straordinario della Redenzione 1933: Indetto da Pio XI nella ricorrenza dei 1900 anni dalla morte di Gesù, vide arrivare a Roma oltre due milioni di pellegrini.
  • Anno Santo 1950: Indetto da Pio XII con la bolla Jubilaeum Maximum, vide la proclamazione del dogma della Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo e la trasformazione del Collegio di Cardinali in una sorta di rappresentanza universale del mondo cattolico.
  • Anno Santo 1975: Dedicato alla riconciliazione, fu il primo Giubileo ad essere trasmesso in mondovisione.
  • Giubileo della Redenzione 1983: Convocato da Giovanni Paolo II come ponte verso il terzo millennio.
  • Grande Giubileo del 2000: Indetto da Giovanni Paolo II con la bolla Incarnationis Mysterium, incluse la richiesta di perdono per i peccati commessi nella storia e il Martirologio dei cristiani uccisi nel XX secolo. Uno degli eventi principali fu la Giornata Mondiale della Gioventù a Roma, con oltre due milioni di partecipanti.
  • Giubileo Straordinario della Misericordia 2015: Indetto da Papa Francesco per il 50° anniversario della fine del Concilio Vaticano II, fu caratterizzato dall'apertura della "porta della misericordia" nelle cattedrali del mondo, nei santuari, negli ospedali e nelle carceri.

La Chiesa del Giubileo: Un'Opera Architettonica

Tra le testimonianze architettoniche legate ai Giubilei, spicca la cosiddetta "Chiesa del Giubileo", dedicata a Dio Padre Misericordioso, situata nel quartiere di Tor Tre Teste a Roma e progettata dall’architetto statunitense Richard Meier. La sua costruzione fu commissionata in vista del Giubileo del 2000 come parte di un concorso internazionale per la realizzazione di nuove chiese nelle aree periferiche della città.

Il progetto di Meier gioca con gli spazi e le forme, presentando la chiesa con l'aspetto di una nave con tre vele bianche sospinte dal vento. «Le vele bianche ci condurranno verso un mondo nuovo», disse Meier a Giovanni Paolo II, definendo la chiesa un simbolo del Giubileo e del nuovo millennio.

La costruzione durò circa 5 anni, dalla posa della prima pietra nel 1998 alla sua inaugurazione il 26 ottobre del 2003. L'imponenza delle vele, la cui maggiore misura 26 metri di altezza, ha rappresentato una vera e propria sfida costruttiva, realizzata con pannelli prefabbricati.

Due le caratteristiche principali di questo edificio: la dominanza del colore bianco, molto amato da Meier, e la luce che penetra all’interno attraverso ampie vetrate. Il candore è mantenuto grazie a una particolare qualità di calcestruzzo autopulente. Le tre vele, originariamente concepite come conchiglie conficcate nel terreno, simboleggiano la Trinità.

La luce entra nella chiesa attraverso ampie vetrate, creando particolari effetti all’alba e al tramonto. Gli spazi interni, nonostante le forme arrotondate della facciata, sono piuttosto squadrati, simbolicamente unendo la dimensione divina e quella umana. La torre campanaria ospita sia le scale che portano al tetto sia cinque campane in rapporto armonico tra di loro.

Lo spazio esterno del sagrato, inizialmente concepito da Meier come uno spazio aperto alla comunità, è oggi racchiuso da una recinzione, rendendo l'accesso possibile solo durante gli orari di apertura ufficiali (dalle 7:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30).

Vista esterna della Chiesa del Giubileo (Dio Padre Misericordioso) di Richard Meier.

La "Peregrinatio" della Croce del Giubileo

Il 6 gennaio è iniziata la “Peregrinatio” della Croce del Giubileo tra le Misericordie italiane. L’icona, benedetta a Roma da Papa Francesco il 15 gennaio, rappresenta un significato profondo: non ridurre l’evento Giubilare ad alcune date, bensì considerarlo come la testimonianza di quel pellegrinaggio di speranza che è una serie di momenti di crescita che impegnano per tutto l’anno in una riflessione spirituale, una revisione della fede e una scelta continuativa di carità.

La Croce del Giubileo è realizzata interamente in legno di olivo, simbolo di pace. Sulla croce è impressa la parola “pace” in diciotto lingue del mondo, mentre sull’asse orizzontale è contenuto il motto del giubileo “Pellegrini di Speranza”. Il ramoscello d’ulivo è simbolo di rigenerazione e di pace.

La Croce poggia su un Golgota che richiama la roccia. Sulla sua sommità destra troviamo una scheggia di guerra e un filo spinato a significare che sulla croce Gesù porta il dolore dell’umanità. Sulla roccia poggia l’ancora, metafora della speranza, mentre ai piedi della croce è Maria, simbolo di protezione e riparo.

Immagine della Croce del Giubileo, con dettagli del legno d'ulivo, la parola

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